bla bla blogger 4 dicembre 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di etica, blogging, marketing, social network, tecnologia, tools.

Etica
Ho perso. Ma ho perso da vincente , di Lucia Del Pasqua

Blogging
Se mi incanto , di Margherita Penza

Sally , di Alessandra Ferrari

Marketing
Dieci cose da non fare se vuoi promuovere il tuo libro sui social , di Roberta Marasco

Social Network
L’importanza e il potere di un like , di Riccardo Scandellari

Tecnologia
Excursus sulla realtà aumentata e virtuale tra mostre d’arte, app e start up , di Giovanna Di Troia

Tools
Instagram: 3 app per monitorare i follower e gestire i contenuti al meglio , di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Orso Romeo, Margherita Penza, Simone Bennati, Sonia Bertinat, Luca Bedino, Lisa Bortolotti.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 6 novembre 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di blogging, marketing, tools, arte, letture.

Blogging
Non si sa per chi si scrive , di Ferruccio Gianola

Marketing
Marketing relazionale di nicchia: promuovere il proprio brand ripartendo dalle persone , di Virginia Dara

Pmi di successo grazie all’uso di Facebook e di strumenti digitali , di Giovanna Di Troia

Tools
Trenìt!, l’app con orari dei treni, prezzi dei biglietti, mappe, ritardi e scioperi , di Simone Bennati

Anche l’app di Amazon ora ha la sua funzione di realtà aumentata , di Diletta Parlangeli

Arte
Impressionismo scozzese: 8 quadri belli e sconosciuti da vedere (gratis) alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow , di Arianna Senore

Letture
“Il mistero di Paradise Road” di Pietro De Angelis , di Elena Tamborrino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Raffaele Landolfi e Simone Bennati.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 15 dicembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Una storia d’amore finita, una ragazza abbastanza sveglia e intelligente da capire se accanto avesse uno psicopatico. Allora perché? I segnali vengono troppo spesso sottovalutati, sminuiti e cadono nei luoghi comuni.
Sinceramente non credo che tu dica la verità quando scrivi, caro scrittore. Tuttavia e diversamente da ogni altra attività umana: nella scrittura mentire è bene.
La fantasia ci aiuta a strutturare la nostra esistenza, a personalizzare le pratiche quotidiane e a interagire con l’ambiente esterno: scegliamo i vestiti sulla base del nostro carattere, arrediamo gli ambienti in cui viviamo, scateniamo la fantasia in cucina…
Ci sono tecnologie che, per quanto fredde e impersonali, possono affiancare il processo di creazione, progettazione e sviluppo del nostro post vincente!
Nicolini aveva un animo artistico, era architetto ma era più di tutto immaginifico, vulcanico e fanciullesco anche dopo aver raggiunto l’età avanzata, non badava troppo alla forma del vestire e i capelli vagavano arruffati inseguendo a stento la direzione delle idee.
È pensabile che la direzione per i ristoranti sia sempre di più quella di affidarsi a società di servizi e marketing esterni che siano in grado di intercettare delle richieste di mercato che da soli non colgono, o non sono in grado di seguire basandosi solo sulle risorse interne? Vediamo il caso Deliveroo.
Quali dovrebbero essere le metriche da tenere d’occhio per chi, nella rete, non ha siti web direttamente impegnati nel business, ma porta avanti un blog – individuale o come progetto condiviso – per passione, per amore della condivisione oppure, più prosaicamente, per personal branding o per vendere spazi pubblicitari?

Ovvero:

Quello che resta – Non solo il #25Novembre. di Parole Incartate

Una scrittura sincera. di Salvatore Anfuso

Il valore della creatività. di Chiara Solerio

Scrivere per il Web: best practice e strumenti utili. di Jacopo Coccia

Chi ha paura dell’effimero? di Anna Pompilio

Il delivery come esigenza di mercato: il caso Deliveroo. di Mariachiara Montera

Web Analytics: i KPI per chi gestisce un blog. di Fabio Piccigallo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Stefano Bersanetti, Giulia Di Re, Antonella Passini, Anna Pompilio, Chiara Solerio.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 24 novembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Non sono un’amante dei risotti. Li mangio, li trovo sotto certi aspetti coreograficamente deliziosi, ma spesso mi lasciano addosso un senso di insoddisfazione.
E allora rispolvero la mia lista di film che ho ammirato di più, e mi riguardo Shrek.
A volte, pur mantenendo il proprio stile, qualcosa spinge all’acquisto di quell’abito/accessorio/scarpa che poi si vede indossato anche dalle amiche. Quale strategia si cela dietro ai brand di moda (soprattutto online)?
A Milano la Fondazione Prada è stata voluta dall’omonima casa di moda come uno spazio dedicato ad arte, cultura ed incontro.
Il mondo va avanti perché esistono persone che rendono significativi i nuovi traguardi della tecnologia. Quelle persone sono gli umanisti.
Perchè certi post fanno flop e altri fanno boom? Spero che non valuterai il successo di un articolo solo ed esclusivamente in base ai like su Facebook o ai retweet e ai +1 di Google Plus.
I fortini dietro cui ci barrichiamo sono fortini mentali  che ci isolano e ci fanno sentire soli e inermi.

Ovvero:

Il risotto alle rose di Gabriele D’annunzio, di Ferruccio Gianola

I 5 cartoni più profondi e istruttivi. di Delia Enigmamma

Il Diavolo Veste Prada anche online. di Francesca Borghi

Il Bar Luce della Fondazione Prada: un luogo speciale fuori dal tempo. di Valeria Moschet

#IoSonoUmanista. di Giulia Mastrantoni

Post che fanno Boom! Post che fanno Flop! di Roberto Gerosa

I fortini contro le frustrazioni: l’isolamento rancoroso. di Sonia Bertinat

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arnaboldi, Ambra Arnaldi, Giulia Bezzi, Sonia Calamiello, Federica Colantoni, Susanna Moglia, Antonella Passini, Mimma Rapicano.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 15 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Siamo arrivati a Giugno, siete già pronti per le vacanze? Avete deciso la meta e preparato i documenti? Ricordatevi di mettere in valigia anche le applicazioni giuste per le vostre vacanze, perché viaggiare è bello, ma viaggiare comodi e sfruttando la tecnologia è ancora meglio.
Se il tuo lavoro di libero professionista si svolge per la maggior parte del tempo da casa, saprai bene che non è molto diverso dal lavorare in ufficio, anche perché la cosa fondamentale è avere tutto quello che ti serve sempre a portata di mano. A volte non si sente il bisogno di più spazio, ma di più spazio libero. E allora bisogna prendere una decisione e fare delle scelte, separare il sì dal no, selezionare, escludere. Tutto il contrario di accumulare, parola che solo a pronunciarla ti fa sentire un nodo in gola e un peso al petto.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Oscar Wilde scriveva “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”. Il concetto non è invecchiato o sminuito col trascorrere del tempo, anzi. Esso si è amplificato. Perciò è bene evitare certe situazioni, in particolar modo su Facebook. Se recepisco affidabilità, magari un domani ti seguirò, diventerò parte del tuo target. Altrimenti, pollice verso…
Cosa risponderesti alla domanda: cosa è più importante tra User Experience e contenuti, quando parliamo di web design? Nulla sta diventando più difficile di conciliare efficacemente le richieste che vengono dal mondo del content management con quello del web design e della web architecture. La chiave ancora una volta è creare un ponte tra bisogni informativi dell’utente e obiettivi di business ed è essenziale non solo dal punto di vista della content strategy, ma anche da quello del web design. Una questione di sinergia, che anche è quella che ti consente di interpretare la gratitudine come qualcosa che va ben al di là del ringraziamento quando riceviamo qualcosa in dono o quando qualcuno fa qualcosa per noi. Uno dei modi per riuscire a farla entrare nella nostra vita è tenere un diario della gratitudine, una sorta di raccolta dei propri pensieri. Per andare a rivivere, perché no, anche la meraviglia della “prima volta” ovvero l’arte del conservare le emozioni. A tutti è capitata una prima volta, quella che non si dimentica mai, quella sensazione, quell’avvenimento, quell’incontro che porteremo sempre con noi. Ricordi la prima volta che hai avuto tra le mani un pastello?

Ovvero:

Le applicazioni che non possono mancare per la tua vacanza. di Andrea Toxiri

I 3 segreti del freelancer pigro per lavorare ovunque e con solo una connessione wi-fi. di Marina Ravaioli

Fare ordine, in casa e nella vita: come, quando e perché. di Daria Bernardoni

Facebook, 5 errori da non commettere in una Fan page. di Simone Puliafito

Il difficile equilibrio tra contenuti e user experience. di Fabio Piccigallo

Diario della gratitudine: ecco come si fa. di Assunta Corbo

Vivere la meraviglia della prima volta. di Mimma Rapicano

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sylvia Baldessari, Luca Borghi, Susanna Moglia.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


Non sei un innovatore se non conosci Tesla!

Nikola Tesla

 

Chi era Nikola Tesla?

Nikola Tesla  è considerato da molti la figura più geniale della storia umana dopo Leonardo da Vinci: per la qualità del suo intelletto, per la quantità e varietà di opere prodotte, per la capacità di lavorare contemporaneamente su più progetti e per i poliedrici interessi che non riguardavano solo la scienza e la tecnologia, ma anche la filosofia, la sociologia e perfino il misticismo.

Viene ricordato per la scoperta della corrente alternata e per l’unità di misura dell’induzione magnetica, il tesla (T), ma il suo ingegno è alla base di parecchie invenzioni: la bobina ad alta frequenza, che consente la produzione di corrente alternata grazie ad un campo magnetico di intensità variabile, e che sta alla base ad esempio degli alti voltaggi dei tubi catodici nei nostri attuali computer, così come nelle radio e nei televisori; gli studi sulla robotica, sulle sorgenti di energia alternativa, come quella geotermica o mareale, sui raggi X; pose le basi per il microscopio elettronico prima ancora della scoperta degli elettroni, studiò una macchina per indurre il sonno, inventò nuovi tipi di lampadine ad altissimo rendimento, in particolare quelle a fluorescenza e migliorò quelle convenzionali esistenti; arrivò ad una maggiore comprensione della trasmissione di energia elettromagnetica senza fili, cosa che lo avrebbe portato a costruire il primo trasmettitore radio del mondo; e tanto altro ancora…

Dal nostro punto di vista la grandezza dello scienziato Tesla si aggiunge alla profondità e sensibilità dell’uomo, che dedicò la sua vita allo studio dell’energia ed al modo di utilizzarla nella società: “la scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità” diceva; riuscendo a portare l’elettricità in tutte le case a grandissime distanze, rivoluzionò non solo la tecnologia dell’epoca ma anche la stessa società.

Grazie ai finanziamenti dell’industriale George Westinghouse, Tesla riuscì a portare avanti le sue ricerche e ad inaugurare la prima centrale idroelettrica a corrente alternata presso le cascate del Niagara nel 1896, pronunciando le seguenti parole che divennero il manifesto della sua vita: “Se vogliamo eliminare la miseria e la povertà,…l’elettricità è il nostro baluardo. La fonte primaria delle nostre versatili energie. Con l’energia elettrica sufficiente a nostra disposizione possiamo soddisfare la maggior parte dei nostri bisogni e garantire un’esistenza comoda e sicura a tutti”. Il grande disegno di Tesla era quello di distribuire energia gratuita a tutti invece di far pagare per essa. In una società del genere la pace e la prosperità sarebbero state universali.

Ma questo contrastava con la logica del profitto imperante nel mondo, per cui gli ultimi vent’anni della sua vita lo videro vittima sacrificale sull’altare della comunità scientifica ed industriale. Rimase senza capitale, indispensabile per testare le sue teorie, e visse una vita quasi al limite dell’indigenza.

L’attualità del pensiero di Nikola Tesla risiede nel suo peculiare linguaggio: nonostante la sua profonda conoscenza delle leggi fisiche e matematiche, non abbiamo progetti circostanziati delle sue invenzioni, perché i veri schemi di progetto erano custoditi nella sua mente. Tesla menzionava spesso l’esistenza di un mondo in cui la conoscenza di tutto quanto esiste è già scritta in una specie di archivio di “memoria cosmica” che può essere attivato da un atto intenzionale. Fu così che apprese il metodo di visualizzare le sue stesse invenzioni nei più minuti dettagli, senza alcun bisogno di calcoli o progetti scritti sulla carta. Le sue invenzioni esistevano già nella sua mente, come frutto di un processo creativo ispirato da forze superiori che la sua ansia di conoscenza aveva risvegliato dal suo inconscio. Il formalismo da lui utilizzato era nascosto nella sua mente.

Fu tacciato di pazzia millanteria e megalomania, eppure spese una vita intera per studiare la trasmissione delle varie forme di energia, che lui considerava universalmente come cosmica, per riuscire a portare un benessere diffuso all’umanità, che voleva unita tra gli esseri viventi e il pianeta ricco di energie risonanti. Una delle sue grandi spinte, oltre alla necessità di fornire “energia libera a tutti”, era quella di mettere tutti in comunicazione l’uno con l’altro.

Forse dopo circa 100 anni qualche insegnamento da tutto ciò possiamo cominciare a trarlo:

per esempio che ostacolare e dimenticare la genialità umana quando è scomoda, è paragonabile ad un delitto; che le innovazioni spesso arrivano da lontano, e che vanno insegnate nelle scuole affinchè possano trasformarsi in tradizione e civiltà; che la comunicazione è un obiettivo che si raggiunge attraverso diversi linguaggi, nonostante i nostri eventuali limiti che possono impedirci di comprenderli; che al centro di tutto, nonostante tutto, deve esserci l’uomo. E senza retorica.

Paola Chiesa

Per chi volesse approfondire la biografia e le invenzioni di Nikola Tesla, consiglio vivamente questo piacevolissimo libro:

Tesla lampo di genio – Massimo Teodorani – Macro Edizioni


IT DAY 2014 – Torino 30 maggio 2014

It Day 2014 Torino
 It Day 2014

“Sognavo una macchina amichevole alla quale delegare quelle operazioni che sono causa di fatica mentale e di errori, una macchina che sapesse imparare e poi eseguire docilmente, che immagazzinasse dati e istruzioni semplici e intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti, che costasse poco e fosse delle dimensioni degli altri prodotti per ufficio ai quali la gente era abituata. Dovevo creare un linguaggio nuovo, che non avesse bisogno dell’interprete in camice bianco” (Pier Giorgio Perotto)

Se volessimo trovare un filo conduttore che idealmente colleghi la “Perottina”, Programma 101, primo prototipo mondiale di personal computer inventato dall’ing. Pier Giorgio Perotto nel 1964 alla Olivetti, e il mondo dei social network presentato al convegno IT DAY – IT’s SOCIAL NETWORK del Club Dirigenti di Informatica di Torino, potremmo individuarlo nella tecnologia disegnata per aiutare l’uomo ad essere più libero e più autonomo.

E così le brillanti esperienze presentate al convegno IT day 2014, da quella di Instagram e del suo peculiare racconto per immagini del territorio (Orazio Spoto), a quella sulla mobilità sostenibile di Granda Transit (Mauro Paoletti), a quella sul supporto ai servizi di emergenza durante i grandi eventi attraverso l’analisi dei social media (Fabio Ciravegna), alla nuova frontiera dell’Ict che nella RAI si fonde sempre più con il contenuto (Massimo Rosso), alla capacità di migliorare il comportamento nella guida di Fiat eco Drive (Massimo Cavazzini), alla centralità dell’esperienza del cliente di Alpitour nei social (Elena Usilla), verranno ricordate non solo per la competenza e la capacità di suscitare emozione da parte dei loro relatori, ma anche per il messaggio molto preciso che ha raggiunto la platea, ovvero quello dell’irrinunciabile carattere di utilità che deve avere la tecnologia per risultare interessante ed intrigante, grazie anche ad un complice utilizzo dei social.

Torino, che come ci ricorda l’Assessore Enzo Lavolta è la città dove da sempre nasce il futuro (http://www.torinosmartcity.it/), si pone l’obiettivo di concretizzare in azioni e buone pratiche la sfida di creare una comunità smart diffusa sul territorio in grado di rendere la vita dei cittadini più armoniosa, inclusiva, sostenibile.

La nostra più grande emozione è stata vedere la “Perottina” esposta nei locali del Teatro Regio, su gentile concessione del Museo del Politecnico di Torino. Sobrietà e riservatezza ancora una volta ci hanno ammaliato e ci hanno ricordato un valore intramontabile: l’eleganza sabauda.

Paola Chiesa