bla bla blogger 10 luglio 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di filosofia, reports, tutorials, social media e social networks, reports, animali.

Filosofia
Vivi la tua vita! di Donata Salomoni

Reports
I social media e le aziende: uno studio sull’utilizzo , di Giovanna Di Troia

Tutorials
Come creare immagini su misura per i Social da smartphone , di Simone Bennati

Social media, social network
I nuovi poteri degli amministratori dei gruppi Facebook, di AGI

Lego Life, arriva in Italia il social network a mattoncini per bimbi , di Matteo Discardi

Reports
I Top Social Influencer italiani del mondo Food , di Spot and Web

Animali
Conosci il tuo gatto? Scoprilo qui! di Silvia Bonasegnale Camnasio

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Emma Frignani, Silvia Comerio, Sonia Bertinat, Simone Bennati.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 18 gennaio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Grazie alle nuove tecnologie di comunicazione condividiamo più contenuti, da un numero maggiore di fonti, con un numero maggiore di persone, più spesso e più velocemente.
Ciò detto, se nei miei contatti ho una zia di 70 anni a questa potrebbe non interessare il mio ultimo post dove pubblicizzo il mio corso di web marketing che partirà la settimana prossima, come al mio collega (o cliente) potrebbe non interessare una mia foto quando mi sono spaccato alla festa della birra. Ecco perché è utile creare le liste su Facebook.
Poi però arriva la foto di Mark Zuckerberg alle prese con un pannolino e fa strage di like e condivisioni. Roba da non crederci. Qualunque donna si sia cimentata nell’impresa di lavorare con un bimbo piccolo in casa sa bene che il pargolo va nascosto come la peste davanti ai clienti, se si vuole conservare un minimo di credibilità.
Per forza poi arriva in soccorso #liabbiamoaiutaticosì: è una nuova rubrica, che racconta storie vere, di persone normali per qualcuno ma speciali per qualcun altro.
Devo confidarvi un segreto: il livello di attenzione è direttamente collegato al livello tonico del corpo. Non ci importa sapere se è l’attenzione a cedere per prima e il corpo la segue, oppure se il corpo cede e l’attenzione gli va dietro. Le due cose sono, in ciascuno dei due casi, strettamente collegate.
Fatto sta che torniamo sul luogo del delitto, a Torino per visitare alcuni luoghi scelti da Dario Argento per il suo capolavoro thriller “Profondo Rosso”, del 1975. Prima fra tutti, “la villa del bambino urlante“.
La grande lezione che ci viene fornita dai romanzieri di successo è quella di collegare le vite dei personaggi a dei grandi fatti storici. E’ nostra responsabilità, in fase di ideazione, che gli eventi storici tocchino e siano congiunti agli eventi dei personaggi. Insomma, bisogna ingegnarsi e attingere al talento scenografico.
Fatto quello, il passo successivo è quello di creare un eBook in modo semplice e gratuito, seguendo 5 step alla portata anche di chi non è un utente esperto.
E intanto che ci siamo, che ne dici di una bella guida chiara e intuitiva su tutto quello che c’è sa sapere per iniziare a pubblicare su Pulse, la piattaforma di blogging di LinkedIn?

Ovvero:

Social media
La psicologia del condividere sui Social. di Leonardo Vannucci

Scrittura, Blogging
L’incredibile caso del furto del lieto fine. di Mara Roberti
Romanzo in Diretta #2: Ricerca e riassunti. di Gaspare Burgio

Rubriche
#liabbiamaiutaticosì di Silvia Camnasio

Turismo
La villa del bambino urlante e altri delitti. di Alessandro Borgogno

Pedagogia, Psicologia
Attenzione nei bambini: come allenarla. di Marcella Ortali

Tools, Tutorials
Ecco perché (e come) usare le liste di #Facebook. di Andrea Toxiri
Come creare un eBook in 5 step (+1) [eBook Gratis] di Francesco Ambrosino
Come pubblicare su LinkedIn Pulse [Guida per principianti] di Maria Cristina Pizzato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Simone Bennati, Valentina Perucca, Giuseppe Monea, Valeria Bianchi Mian, Sylvia Baldessari, Barbara Olivieri.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 2 novembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger – speciale 7 membri più attivi nel mese di Ottobre.

Questo numero della rassegna stampa contiene i post dei 7 membri che nel mese di Ottobre sono stati più attivi nel gruppo facebook Adotta 1 blogger, attraverso adozioni, condivisioni, segnalazioni, commenti e suggerimenti. Si tratta di Valeria Bianchi Mian (Torino), Sonia Bertinat (Torino), Ferruccio Gianola (Lecco), Anna Pompilio (Roma), Nick Murdaca (Milano), Luca Borghi (Como), Rita Fortunato (Udine). In questo appuntamento mensile, i nostri blogger ci mettono la faccia. Come sempre, l’augurio è quello di vedere alternarsi e di presentarvi nelle pagine di questa rassegna stampa, volti sempre nuovi e diversi dei nostri blogger. A riprova del fatto che #adotta1blogger è una community variegata, condivisiva, orizzontale ed in costante crescita! Numero attuale dei membri della community: 812.

ottobrebBuona lettura!

Anche il  #CurriculumDelLettore di Ottobre, come quello di Settembre, è tutto al femminile. Emerge la lettura come sensibilità e riflessione.
Concentratevi nella lettura di un buon libro e nel leggere una bella storia e vi sentirete sempre al centro dell’attenzione. Non vi mancherà più nulla. Di colpo vi troverete decine e decine di amici e di amori addosso.
La percezione di una città come Torino a volte dondola tra i ricordi di una visita, le informazioni raccolte negli anni e le persone incontrate nella vita “reale” e “virtuale”.
Come quel cane che attende la sua padrona in auto, un pandino da macero, e se ne sta dritto come un fidanzato d’altri tempi
Il funzionamento della mente dipende da quello che essa consuma. Ma esattamente qual è il suo carburante, e da dove lo prende?
Sono molti i canali che influenzano le nostre scelte. Da una parte, spot e campagne pubblicitarie trasmessi in modo tradizionale, attraverso manifesti, radio e televisione. Dall’altra, i social network e i portali di e-commerce.
Ma non si può non partire da una corretta informazione nelle scuole come via per il rispetto dell’altro, incluso il superamento degli stereotipi di genere.

Ovvero:

#CurriculumDelLettore, un ottobre introspettivo e avventuroso. di Rita Fortunato

Leggere per imparare a stare da soli. di Ferruccio Gianola

Gran Torino. di Anna Pompilio

Scritture autunnali – appuntamenti poetici novembrini – #Torino di Valeria Bianchi Mian

Il cervello e la sua energia: il cibo. di Nick Murdaca

Quali fattori influenzano i nostri acquisti? di Luca Borghi

Stereotipi di genere, educazione e inclusività. di Sonia Bertinat

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Andrea Girardi, Nick Murdaca.

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 12 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Se i social network fossero i sette vizi capitali, noi li assaporeremmo tutti, senza mostrare un minimo di pentimento.
Anche vivere è bucarsi continuamente il braccio e analizzare il sangue. E bloggare è come vivere. Quindi bloggare è come essere costantemente sotto esame. Ma non essere sotto esame su qualcosa su cui possiamo barare.
E lo sport? E’ una specie di test strutturato che mette alla prova le nostre abitudini, e al netto di tutte le maschere che indossiamo, le rivela. E’ il nostro specchio.
Perciò, poco importa alla fine se pubblichiamo sul blog contenuti take-away che si leggono con facilità e senza scrollare lo schermo, oppure post più lunghi e approfonditi, che sviscerano ogni aspetto o quasi dell’argomento che si sta trattando.
L’importante è concentrarsi maggiormente su quello che si sa fare meglio, su quello che ci riesce meglio, e dedicare il tempo a migliorarci costantemente.
Infatti, andresti mai a farti confezionare un abito su misura da un sarto malvestito o a fare la manicure da un’estetista con le unghie rovinate? Ecco perché un’azienda dovrebbe investire tempo e risorse al fine di fare bella mostra di sé sul web!
C’è un’attività il cui successo è strettamente connesso agli attori in campo: l’influencer marketing . Un chi che diviene valore distintivo al pari del cosa e del dove. Ed esistono casi in cui la capacità d’influenza non è questione di un singolo, ma collettiva. Come le community, comunità online che racchiudono persone attorno a passioni, argomenti, settori comuni. Veri e propri hub capaci di connettere utenti e favorire le relazioni. Luoghi dove il ruolo d’influencer è demandato al gruppo di utenti che le compongono, e che sono in grado di essere punti di riferimento per gli utenti e conseguentemente per i brand. #adotta1blogger pare sia proprio una di queste!

Ovvero:

Se i social network fossero i sette vizi capitali. di Sonia Calamiello

Avere un blog è semplice. di Monia Papa

Allo specchio dello sport. di Tiziano Gamba

Meglio puntare sui post brevi o lunghi nel tuo blog? di Luana Galanti

Smetti di credere che la tua idea sia un’utopia? di Francesco Mazzoli

Perché per un’azienda è importante curare l’immagine sul web. di Simone Bennati

Quando l’influencer non è una persona: le community. di Matteo Pogliani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Simone Bennati, Stefano Bersanetti, Sonia Bertinat, Luca Borghi, Roberto Gerosa, Il Picco, Anna Pompilio.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 1 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger – speciale 7 membri più attivi nel mese di Settembre.

Questo numero della rassegna stampa contiene i post dei 7 membri che nel mese di Settembre sono stati più attivi nel gruppo facebook Adotta 1 blogger, attraverso adozioni, condivisioni, segnalazioni, commenti e suggerimenti. Si tratta di Sonia Bertinat (Torino), Nick Murdaca (Milano), Anna Pompilio (Roma), Rita Fortunato (Udine), Andrea Toxiri (Roma), Gloria Vanni (Milano), Ferruccio Gianola (Lecco). In questo appuntamento mensile, i nostri blogger ci mettono la faccia. Come sempre, l’augurio è quello di vedere alternarsi e di presentarvi nelle pagine di questa rassegna stampa, volti sempre nuovi e diversi dei nostri blogger. A riprova del fatto che #adotta1blogger è una community variegata, condivisiva, orizzontale ed in costante crescita! Numero attuale dei membri della community: 730.

settembrebBuona lettura!

Neville Paciock, personaggio della saga di Harry Potter, è l’alter ego del protagonista. Sbadato, poco sveglio, pavido. Eppure, quando comincia a credere in sé, liberandosi delle proiezioni esterne, riesce a dare il colpo finale al gran cattivo uccidendo il serpente. E con quel gesto libera se stesso completamente.
E allora, perché complichi il tuo modo di pensare?
Trascorri una domenica mattina alle prese con la potatura estiva di un rigoglioso Rincospermum e una Cortaderia aggrovigliati l’uno all’altra come le stirpi di Cent’anni di solitudine… poi vediamo.
Ma guarda, la rubrica settembrina del #CurriculumDelLettore è tutta al femminile! In tutto ci sono 8 piccole principesse o dolcissime volpi che si sono dilettate a parlare dei loro libri più significativi.
Evidentemente non stanno H24 sui social media, piuttosto sanno usarli come strumenti di lavoro.
Sono affascinata dai miei, e altrui, piedi. C’è chi osserva le mani, a me l’occhio cade su piedi e scarpe. Le guardo e mi chiedo: cosa si prova a camminare con quelle scarpe? Quanta strada hanno fatto quei piedi? E sono piedi felici o piedi sofferenti?
Ma mi chiedo anche cosa potrebbe succedere se domani mattina ci dovesse sparire di dosso quella patina ipocrita e un pochino falsa che ci consente di mettere un like perché lo fanno tutti o soltanto perché in quel determinato momento tutto nella nostra vita funziona a meraviglia e non ci costa nulla farlo. E come sarebbero i nostri status e che immagini posteremmo sui social se quel velo di candore che abbiamo tutti davanti agli occhi per buona creanza o perché è politicamente corretto, scomparisse di colpo?

Ovvero:

Il caso Paciock: la nostra autorealizzazione. di Sonia Bertinat

Perché complichi il tuo modo di pensare? di Nick Murdaca

Il verde altrove… Gesù giardiniere. di Anna Pompilio

I #CurriculumDelLettore che hanno addomesticato settembre. di Rita Fortunato

Quattro cose da non fare se vuoi essere produttivo sui Social Media. di Andrea Toxiri

Cammina un miglio nelle mie scarpe. di Gloria Vanni

L’insostenibile leggerezza dei social network. di Ferruccio Gianola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Andrea Girardi, Nick Murdaca, Emanuele Secco.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Coltivare la tua umanità non significa abbandonare l’uso dei social media, al contrario: utilizzali in modo ‘umano’, allinea la tua presenza online al tuo essere, solo così puoi essere credibile. Raccontando la tua realtà, con i tuoi limiti (vale anche per le aziende), le tue incertezze, i tuoi successi e come li hai raggiunti, la fatica che hai fatto.
Il web non è più una forma di promozione univoca. Oggi i grandi brand internazionali si promuovono fra di loro, attraverso contenuti video dai toni più o meno goliardici, attirando e raggiungendo in tal modo l’attenzione del loro target. Sanno che una comunicazione di questo tipo porta beneficio ad entrambe le parti, oltre che agli occhi del target.
Invece sai cosa succede quando ci si lamenta? Si interrompe l’evoluzione, è come se tu andassi nel criosonno per anni senza impostare una data di risveglio. Le opportunità ti passano davanti e tu non le vedi perché stai dormendo.
Ma insomma, la creatività dove è andata a finire? Strappata con la forza a coloro che la possedevano, trascinata sui social network e massacrata a colpi di copia e incolla. CTRL + C dopo CTRL + V.
Sei già stato alle Maldive? Hanno un’atmosfera unica e particolare, che con gli altri paradisi tropicali non ha nulla a che fare. Praticamente sono un mondo a parte.
Un po’ come le mamme perfette…
Però, quando si tratta di fare rete, le donne non le batte nessuno!

Ovvero:

L’umanità al tempo dei social media. di Maria Cristina Pizzato

La differenza tra il web e il web compreso dalle aziende (italiane). di Alessandro Pozzetti

Lamentarsi: 5 cose che succedono quando ti lamenti. di Sara Perico

Social Network: La creatività è morta, uccisa dal copia e incolla. di Simone Bennati

“Senti, dalle Maldive la cartolina non mandarla”. di Cristina Arborio

Back to school, back to work, ma ‘ndo vai se l’agenda non ce l’hai??? di Daniela Mosca

Il social è rosa. di Mara Roberti

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Stefano Bersanetti, Sonia Bertinat, Susanna Moglia, Mimmo Sermiento, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa


bla bla bogger 22 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

E’ possibile posizionarsi su una query competitiva con il contenuto, senza fare link building a secchiate?
O bisogna forse essere degli Influencer, quella parola che negli ultimi mesi sembra essere diventata un mantra…
Che poi il problema non sono i social network, sempre additati come il male assoluto. Il problema sono le difficoltà che abbiamo a comunicare, ascoltare, relazionarci con gli altri. Per cui no, la colpa non è dei social, eravamo così anche prima!
Proviamo ad applicare al blogging il cliffhanger, quella tecnica di scrittura molto utilizzata nei telefilm, che consiste nel concludere un racconto con un finale aperto, interrompendo la storia in modo brusco e irrisolto.
Un po’ come vivere l’amore ai tempi di whatsapp, facebook, twitter, chat e tutto il mondo social, in una città cosmopolita tipo Milano…
Avete presente quando finalmente vi decidete a cambiare vaso alla piantina che ha resistito alla vostra assoluta non-curanza… e  perché, tra un po’, le radici crepano il vasetto sfigato di plastica nero con cui l’avete comprata e in cui l’avete lasciata perché non avete mai tempo per dedicarvici? Ecco, prima o poi giunge per tutti l’ora del rinvaso.
E poi ti viene appetito, anzi fame, ma anziché andare tu alla ricerca di cibo, fatti seguire dal cibo! I food truck, camioncini riadattati a mini-ristoranti mobili, si spostano in base a dove, quando e come i loro clienti preferiscono mangiare.

Ovvero:

Caso studio: posizionarsi su una query competitiva con il contenuto. di Benedetto Motisi

Siamo tutti influencer? di Matteo Pogliani

Siete sui social, ma siete terribilmente asociali. di Carlotta Silvestrini

Blog e serie tv: cliffhanger e sviluppo orizzontale. di Francesco Ambrosino

Le non relazioni ai tempi dei social. di Isabella Zampollo

Sopravviverò al rinvaso? di Noemi Bengala

Pop Up Dining: quando il cibo ti segue. di Chiara Nanni

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arnaboldi, Sonia Bertinat, Luca Borghi, Alessandra Bruni, Rita Fortunato, Armando Giorgi, Ilario Gobbi, Fabio Piccigallo, Antonella Romanini.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 18 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Settembre è la sua luce. È molte altre cose ma è, essenzialmente, la sua luce cristallina, definita, calda e generosa.
Va quindi celebrato con un piatto estivo che ricordi vacanze tropicali che neanche ho fatto: una bella e fresca salsa Guacamole.
Ma è anche tempo di dare una sferzata alla scrittura… e non c’è nulla di meglio di un web writing macchiato in tazzina riscaldata. Come ottenerlo? Scrivendo col metodo Moka!
Ma di cosa parlano i SEO quando parlano di SEO? Intanto cominciamo ad azzerare tutte quelle chiacchiere inutili sui famosi contenuti di valore, e preoccupiamoci di più del concetto di utilità, che al SEO Copywriting ci arriviamo…
Ci sono casi in cui è bene scordarsi dei social network.
D’altra parte anche sui social puoi riconoscere quei 10 profili di persone che sicuramente avrai incontrato nella tua carriera di marketer e sviluppatore.
E ora una domanda difficile: come disegneresti il labirinto del pavimento della Basilica di San Vitale a Ravenna?

Ovvero:

Settembre. di Martino Pietropoli

L’estate sta finendo e un anno se ne va? Salsa Guacamole per lenire le ferite. di Alessandra Bruni

Risposte dal Calamo: scrivi col Metodo Moka (Web Writing in tazzina). di Monia Papa

#SeoCamp15: scrivi per il lettore e non per i motori di ricerca. di Francesco Ambrosino

4 casi in cui è meglio scordarsi i Social Network. di Roberto Gerosa

10 persone che incontrerai nella tua attività di professionista del web (e come trattare con loro).
di Maria Cristina Pizzato

Disegna un labirinto e spiegami come hai fatto! di Emanuela Pulvirenti

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Rita Fortunato, Emma Frignani, Marina Pitzoi, Anna Pompilio.

 a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 3 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

LinkedIn è un mezzo troppo strategico per non essere considerato adeguatamente. Purtroppo però, il suo utilizzo non è spesso altrettanto strategico.
Ma intanto ti porto a fare un nuovo viaggio, dentro e fuori i 5 sensi, tra cinema e letteratura, dove la fantasia si sposa con la realtà e l’immaginazione si trasforma in scrittura tattile e visiva.
Se sui social, a darci il suo appoggio è qualcuno che, per un motivo o per un altro, non ci piace, come ci comportiamo? Rinunciamo al suo sostegno o ce lo teniamo stretto comunque?
In un mondo che ti dice che devi avere obiettivi e che devi focalizzarti su alcune cose, scegliendo-scegliendo-scegliendo, che dite se decidiamo di seguire liberamente i nostri interessi e le nostre passioni, senza costringerci a scegliere in funzione di un possibile business? La vita è una sola ed è già abbastanza faticoso portare avanti la baracca.
Lo sapevi che puoi vestire la tua mail con un abito d’alta sartoria che parli di te? Grazie a un servizio online gratuito puoi integrare nei messaggi foto, logo, ultimi post pubblicati, aggiornamenti dai social network, bottoni di condivisione, QRcode e perfino il link a PayPal per le donazioni.
Poi, magari ogni tanto, smettiamola di fare le troppo forti, smettiamola e ricominciamo ad amare soffrendo e facendoci vedere deboli, senza bugie, ma fino in fondo.
C’è una persona che sembra che qualcuno l’abbia programmata per arrivare da me… Quello che dice e che fa, come pensa, come si muove, i suoi desideri, la sua ironia, il suo broncio, la nostra telepatia, la sua fisicità nel dimostrare l’affetto. Sai chi é? Mia figlia.

Ovvero:

Luca Bozzato – LinkedIn e relazioni umane. di Matteo Pogliani

La creatività e i 5 sensi – 5 domande a Francesco Ambrosino. di Mimma Rapicano

Meglio avere un largo seguito o fare selezione all’ingresso? di Simone Bennati

Blog personale e social network. di Barbara Olivieri

Personalizzare la mail con foto, firma, blog e social network. di Rachele Muzio

Il mio parto al contrario. di Noemi Bengala

Non voglio essere single e voglio stare con te. di Elisa Giani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sonia Bertinat, Anna Pompilio, Andrea Toxiri, Micalea LeMcronache.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 1 luglio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger – speciale 7 membri più attivi nel mese di Giugno.

Questo numero della rassegna stampa contiene i post dei 7 membri che nel mese di Giugno sono stati più attivi nel gruppo facebook Adotta 1 blogger, attraverso adozioni, condivisioni, segnalazioni, commenti e suggerimenti. Si tratta di Mirna Pioli (Parma), Francesco Ambrosino (Avellino), Sonia Bertinat (Torino), Valeria Bianchi (Torino), Rita Fortunato (Udine), Nick Murdaca (Milano), Valentina Coppola (Palermo). In questo appuntamento mensile, i nostri blogger ci mettono la faccia. Come sempre, l’augurio è quello di vedere alternarsi e di presentarvi nelle pagine di questa rassegna stampa, volti sempre nuovi e diversi dei nostri blogger. A riprova del fatto che #adotta1blogger è una community variegata, condivisiva, orizzontale ed in costante crescita! Numero attuale dei membri della community: 432.

giugnob

Buona lettura!

Educare significa trovare le risorse interne di ognuno, aiutarlo a svilupparle, armonizzarle, e condurlo dove queste risorse lo possono condurre. Sollecitando, senza imporre. Ben diverso dall’istruire che è un “mettere dentro”, un riempire. Non che sia negativo, ma se fatto non in sinergia con l’educare rischia di diventare uno sterile indottrinamento. Sembra che attraverso la rete, sia  gli adulti che i ragazzi possano esprimere se stessi in un modo migliore che nella realtà. Un passaggio per poter incontrare l’altro spazzando le paure che l’incontro può creare. Oltretutto la disinibizione mentale che lo schermo permette, fa si che spesso si conosca una persona meglio in rete che nella realtà, e forse in tempi più ridotti. Questo a patto di portarvi e incontrarvi le persone “reali” e non le proiezioni fantasmatiche dei loro alter ego. In questo caso l’incontro è fasullo. Non meno piacevole, ma ingannevole. Per se stessi e per gli altri.
Questo continuo altalenare tra online e offline fa a volte apparire la vita come una pallina da golf e il suo movimento. Rimbalzi da una parte all’altra delle scelte fatte e subite. Scelte di cui, forse, non sei sempre consapevole ma che condizionano il corso della tua vita. Una presa di coscienza, seppur tardiva, ci può allora anche aiutare anche a comprendere, per esempio, che le donne che odiano le donne bloccano se stesse, si feriscono allo specchio, si distruggono. Le “altre” sono i riflessi del proprio Io, gli aspetti inascoltati. Donne che criticano altre donne perché le ritengono troppo sguaiate, troppo libere, troppo poco libere, troppo rigide, troppo superficiali o magari stupide, troppo attaccate all’estetica, troppo trascurate, troppo femmine, troppo poco femmine, troppo religiose, troppo progressiste, troppo fasciste, troppo… non comprendono che quella particolare donna che ci regala emozioni nel bene e nel male, ci aiuta a riconoscere un pezzettino di noi stesse, e in fondo ci fa prendere cura del principio femminile.
Se vogliamo parlare di cose da fare e da non fare, possiamo serenamente rifarci al filo conduttore della gentilezza che deve sempre accompagnarci, anche nel mondo del lavoro: ricordiamoci il nome di chi ci sta davanti e pronunciamolo spesso; arriviamo puntuali agli appuntamenti; ascoltiamo sinceramente ed attentamente il nostro interlocutore; durante una colazione di lavoro non controlliamo compulsivamente mail-sms-chiamate; curiamo il look… niente calzini corti o camicie a manica corta per gli uomini, niente eccessi per le donne (“se una donna è malvestita si nota l’abito, se è impeccabile si nota la donna.”, diceva Coco Chanel).
Perché esiste quel modo di dire comune: “Conta fino a dieci prima parlare!”. E’ semplice da capire ma, ammettiamolo, difficile da mettere in pratica! Dietro questo consiglio c’è in realtà una spiegazione scientifica legata al funzionamento del nostro cervello… prendersi il tempo necessario per non identificarsi con l’argomento, stoppare sul nascere la reazione emotiva che, per velocità, batterebbe sul tempo una risposta ponderata, e la ostacolerebbe. Rallentare il flusso delle parole, dando un ritmo a quello che diciamo: alternando le pause alle parole ci poniamo in un ascolto attivo e consapevole che aiuta a entrare maggiormente in sintonia con la persona con cui stiamo parlando.
Se sei un blogger, le persone per te sono molto importanti, se no per chi scrivi? Come fai, una volta pubblicato il tuo post sul blog, a diffondere i tuoi contenuti sfruttando i social?
Come sai un post non può vivere e prosperare autonomamente, a meno che tu non abbia puntato tutto sulla SEO. E’ indispensabile costruire una buona presenza sui social, condividere ed interagire con i lettori: insomma non chiuderti in te stesso, perché senza i lettori il tuo blog è destinato a fallire.
E poi ricordati sempre, che sia il neo blogger o aspirante tale, che quello già affermato, diventeranno veramente dei grandi se e quando capiranno che tutti abbiamo bisogno di tutti. Dalle nostre parti, cioé nella community #adotta1blogger, lanciamo per esempio un “adott-segnale” e in maniera partecipativa e condivisiva, con umiltà, facciamo tesoro dei consigli altrui, arricchendoci reciprocamente e, quindi, prendendoci ulteriormente cura dei nostri lettori.

Ovvero:

Educazione digitale: intervista a Sonia Bertinat. di Sylvia Baldessari

Ping Pong? di Rita Fortunato

Donne che amano/odiano le donne. di Valeria Bianchi

La gentilezza e le buone maniere nel mondo del lavoro: i 10 punti fondamentali. di Mirna Pioli

Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo. di Nick Murdaca

Cosa succede dopo aver pubblicato un post. di Francesco Ambrosino

I consigli dei blogger di #Adotta1Blogger per i nuovi o aspiranti blogger. di Valentina Coppola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Bruna Athena, Rita Fortunato, Roberto Gerosa, Alessandro Nasdrovian Mariani.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 23 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Kickstarter arriva in Italia. di Tommaso Lippiello

La cultura che non costruisce trincee: pensierini su come la musica può servire per capire la complessità. di Letizia Sechi

Linkedin sostituirà il curriculum? Intervista a Mirko Saini. di Daniele Piani

La lista della spesa condivisa. di Marco Procida

Essere grassa d’estate. di Marta Corato

Nel blu tra il cielo e le onde — La Riviera del Conero, nelle Marche. di Federica Farinelli

Due modi di condividere: tu che condi-tipo sei? di Massimo Cappanera

Le adozioni e segnalazioni son o state effettuate da: Angelo Cerrone, Annarita Faggioni, Virginia Fiume, Rita Fortunato, Emma Frignani, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 11 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il nostro linguaggio è valido in quanto sia concepito come un sistema di comunicazione discreto ed efficace, con caratteristiche di ricorsività e figure simbolico-rappresentative che mettano in contatto emittente e destinatario. Se ti sei appena iscritto a LinkedIn, chiedi inizialmente la connessione solo a chi conosci nella vita. Per “sbragare” c’è tempo. Un po’ come in casa d’altri. Non è che appena entrato in casa altrui ti togli le scarpe, ti sdrai sul divano e prendi in ostaggio il telecomando.
Vorresti essere come Gianni Morandi? E’ vero, nel suo caso la semplicità rende il vip più umano e più vicino a te, infatti raccogliere le foglie con la scopa o riempire un cesto di ciliegie sono operazioni che possiamo fare tutti. Però prova tu a fare una foto alla Gianni Morandi: forse prenderai qualche like, ma preparati a ricevere commenti non proprio carini. E comunque, se vuoi un consiglio, non fartela mentre raccogli le zucchine…
Come si può riuscire ad attribuire il giusto valore al proprio lavoro? Anche seguendo delle regole per vivere meglio e fare del proprio lavoro un’attività piacevole. Regole che permettano in fondo di instaurare relazioni di un certo tipo. Non è semplice, ma persino Dante aveva un rapporto decisamente complicato con Beatrice e il suo amico Guido Cavalcanti. Dall’ammirazione, al dispetto, alla rabbia profonda, nel caso di Guido; dalla contemplazione fin quasi al rigetto, nel caso di Beatrice. Forme di amore inusuali, complesse, atipiche eppure molto umane.
A dirla tutta, l’umanità è così allo stato brado per quanto riguarda la comprensione del bambino e le logiche educative, che sembra non aver altro da offrire che un triste derby di “sergenti” contro lassisti. Scordandosi che, come in cucina, occorrono pochi ingredienti per garantire grandi sapori. Purché siano genuini.

Ovvero:

Scimpanzé batte Renzi 3 a 0 – Il politichese come fallimento nell’evoluzione. di Francesco Mercadante

LinkedIn Tips & Tricks per migliorare la tua presenza sul social. di Mirko Saini

Vorrei essere come Gianni Morandi. di Andrea Toxiri

Dare il giusto valore al proprio lavoro: 7 regole fondamentali. di Cora Francesca Sollo

Come donna innamorata: Dante al Premio Strega 2015. di Bruna Athena

Perchè mi appassiona l’educazione? di Delia Enigmamma

Vellutata di fagioli aquilani all’olio aromatico piccante con cialde di riso venere. di Stefania Cunsolo

Le adozioni e segnalzioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Valentina Coppola, Rita Fortunato.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 5 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

E’ divertente studiare ambientazioni e architetture nei film di animazione, cogliendone il legame con i personaggi e la loro caratterizzazione. Anche il luogo e gli oggetti che lo popolano contribuiscono a determinarla. Se pensi ad esempio ai Minions, essi sono legati a ogni dettaglio, a ogni colore, a ogni elemento materico, a ogni arredo o complemento; sono, anche, le loro case e i loro luoghi.
Ai bambini magari risparmiate l’esperienza di andare a vedere “Into the woods”, vi tormenterebbero chiedendovi di leggere loro la traduzione delle canzoni e la spiegazione di quello che succede. Ma se voi invece avete spirito di sacrificio, volete tentare una nuova esperienza e sapete cogliere il lato ironico delle cose, andate pure…
Chissà perché, se parli di sacrificio ti viene naturale pensare alle donne. E allora diciamolo che scoprire la forza dentro se stesse richiede inevitabilmente un’azione forte, l’apertura della porta verso l’ignoto che noi stesse, prima di conoscerci, siamo. L’alchimista, come ci insegna Jung, trasforma la materia per modificare se stesso. L’Oro tanto ambito è una ricchezza interiore, un’Opus che ogni apprendista alchimista deve poter cominciare a partire dalla “feccia”, dagli errori, dalle ombre che cela dentro di sé.
E se queste ombre avessero a che fare con il deviante uso del “che”, interrogativo polivalente? Neppure in questo caso, esisterebbero giustificazioni di tolleranza.
Ogni tanto non ti viene voglia di rivoluzionare il layout del tuo blog? Perché non ti rappresenta più, o perché hai capito qualcosa in più su come dev’essere un design fatto bene, o perché semplicemente ogni tanto bisogna spostare i mobili di casa. E’ una questione di tempo, e chi lavora sui social network ne ha veramente poco, perché deve essere operativo ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, in quanto la tempestività può rappresentare l’arma vincente per valorizzare il proprio profilo aziendale e/o professionale. Ci mancava anche l'”instant marketing“! Ma da qui all’eternità, l’importante è superare la paura dell’inaridimento, dando un diverso risvolto  alle vicende.

Ovvero:

Architettura d’animazione. di Nora Santonastaso

“Into the woods”… non entrate in quel bosco! di Ilaria De Vita

Le signorine ingenue e gli amanti carnefici – ogni donna dovrebbe conoscere l’Ombra del maschile archetipico per (dis)-integrarlo… di Valeria Bianchi Mian

Dalla passione sperata al voto di castità: figlio di un calzolaio, cambia le sorti della lingua italiana. di
Francesco Mercadante

Blogging: le regole per un layout di successo [infografica]. di Fabio Piccigallo

Un articolo giornalistico che favorisce l’Instant marketing : “Il caso Durex”. di Angelo Cerrone

James Jones – Da qui all’eternità. di Rita fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Sonia Bertinat, Stefano Pediconi.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 3 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Insieme alla consapevolezza, ciò che aiuta a “sopravvivere imparando” tra le molteplici sfide è  la creatività. Che non è perdersi nel fare (ah… la condanna del “multitasking”, soprattutto per le donne) ma essere “trasformative”, generare cambiamenti, percorrere opzioni nuove, ma anche costruire ponti e alleanze tra persone, condividere parole nutrienti e silenzi densi di possibilità.
La verità non è mai bianca o nera, è nelle sfumature. E i colori sono tutti lì, devi solo saperli osservare, come nei film di Sorrentino, dove ad ogni visione i colori cambiano, perché ad essere diverso sei tu ed il tuo punto di vista.
Proprio le tue sfumature diventano importanti se sei alla ricerca di un lavoro nello sterminato panorama di offerte che Internet ci propone. Se sei uno scrittore per esempio, anziché proporre il solito contenuto di testo, dovresti assolutamente abitare Pinterest, un social network visuale per parlare ad esempio del “dietro le quinte” e promuoverti lasciando ad altri l’uso esclusivo di noia e banalità. Chi si imbatte nel nostro profilo social, decide in pochissimo tempo se quello che ha appena visto lo ha colpito o non gli è piaciuto per niente.
Una volta capiti gli ingredienti, ciò che davvero conta è la ricetta, cioé il metodo che ti servirà per analizzare la pietanza da creare (obiettivo) e capire come metter insieme gli ingredienti (strumenti) al fine di cucinarla nel migliore dei modi, evitando errori grossolani. Il metodo in realtà è uguale per tutti i progetti, per tutte le aziende e in qualunque settore. Ciò che davvero cambia non è il metodo, ma la sua applicazione. Il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni. Sono queste ultime che ci fanno scegliere chi crediamo esser “lo specialista” per la soluzione dei nostri problemi.
Ora che sai proprio tutto, non ti resta che alzarti dal letto pronta per fare il tuo dovere il meglio che puoi, nonostante tu abbia la retromarcia inserita; nonostante il lavoro che fai lo fai soltanto perché lo vivi come una necessità; nonostante la tua testa e la tua esperienza ti dicano di farlo in un modo e, invece, devi necessariamente farlo in un altro; nonostante tu viva in un mondo di CuGGGini che ti guardano dall’alto in basso sempre pronti a dirti cose del tipo: “Ma come, non sapevi che era meglio fare così?”, oppure “Sì sì, questo tool lo conosco già da una vita”, o ancora “Il mio metodo è decisamente migliore”. Vuoi un consiglio fraterno? Inizia la giornata con una danza maori, rituale e propiziatoria, perché in fondo sei una guerriera nella quotidianità.

Ovvero:

Guerriere – Monica S. feat. Pontitibetani. di Monica Simionato

Youth—La giovinezza: un film sulle sfumature della vita. di Francesco Ambrosino

Cercare lavoro su internet: roba da professionisti. di Simone Bennati

Pinterest per scrittori ed editori | Guida rapida. di Alessandra Zengo

Come ottimizzare il tuo profilo Google Plus. di Luca Borghi

Web Marketing: ecco la ricetta. di Alessandro Sportelli

“Tu che sei tutta copy…” di Valentina Coppola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Annarita Faggioni, Rita Fortunato, Alessandro Nasdrovian Mariani, Matteo Pogliani.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 26 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Anche quando si dà sfogo alla propria indole, ci dedichiamo comunque a qualcun altro. Perché, in fin dei conti, non si smette mai di trasmettere un messaggio. Come il viaggio di Siddharta che tocca varie tappe ognuna delle quali lo fa evolvere, distruggere, fino quasi al suicidio, per poi alla fine toccare con mano la liberazione del proprio Io. La ricerca del proprio percorso è come un vortice, ma la ricerca della verità cambia di volta in volta e lui stesso arriverà a tante verità nella sua vita. Perché non esiste un’unica verità. Esiste in effetti un’evidente  peregrinazione, come quella del freelance, alla continua ricerca di nuove opportunità, facendo attenzione a non perdersi nella disorganizzazione. Ecco perché Pinterest ha avuto così tanto successo, perché dopo il primo impatto di smarrimento, ti trasmette in realtà una sensazione di organizzazione, precisione e senso estetico. Una scelta vincente quella dei suoi ideatori, che dal 2010 l’hanno portato ad essere oggi il secondo social network negli  Stati Uniti!
Può anche essere che stimolare la ricerca ti porti a desiderare di autopubblicare ciò che scrivi, attraverso il self-publishing, badando di trovare anche in questo campo la corretta via… per scrivere la tua storia: semplice o complicata? Non c’è scritto da nessuna parte che si debba per forza pensare a una storia con una dozzina di personaggi, e tutto quello che si portano dietro di case, ambienti, modo di parlare e di vestire, e via discorrendo. Invece si sceglie proprio una storia del genere. Ci si crea dei problemi. Perché la realtà è complicata, è vero, ma bisogna anche saperla raccontare. Un po’ come imparare a trasmettere fiducia, raccontando ogni giorno il nostro lavoro e trasmettendo informazioni utili; non temiamo di prendere per mano i nostri lettori e clienti, per accompagnarli lungo un percorso che noi già ben conosciamo ma che per loro è oscuro ed impervio. Così abbiamo una concreta chance di arrivare alla condivisione, quell’atto coraggioso ed intimo tanto ambito.Ti sembro matta? Tanto i matti non esistono… chiedilo a uno psicologo. Ma per favore, non fargli mai questa domanda: “Stanotte ho sognato un’auto a forma di colibrì, però di colore più simile a quello di un coleottero geneticamente modificato. Sulla macchina c’erano i Flinstones e stavano ascoltando una musica metallara a tutto volume. Tu che sei psicologo, cosa significa questo sogno”?

Ovvero:

#Libriamo in volo con Herman Hesse e Siddharta una guida alla ricerca di se stessi.  di Daniele Maisto

Come organizzare la giornata-tipo del freelance. di Lorenzo Renzulli

Come usare Pinterest, il social network delle immagini. di Luca Borghi

By Your Self-publishing: siti utili per gli autori indie. di Annarita Faggioni

Storia semplice o storia complicata? di Marco Freccero

Fiducia, non traffico. di Laura Lonighi

Lo psicologo come il Minotauro. di Laura Salvai

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Rita Fortunato, Alessandro Nasdrovian Mariani,  Roberta Vacca.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 20 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La trasversalità è un concetto nuovo, ed è determinata da un atteggiamento scientifico equilibrato, frutto anche della ricerca di un confronto e della critica non solo di chi è esperto, ma anche di chi non ne sa nulla di quell’argomento. E così può anche accadere che sfaccettature, vanità, ma soprattutto insidie minino la tua presenza sui Social Media; facendo a quel punto scattare la crisis management, l’arte del rispondere ai commenti negativi su blog, social network e profili aziendali. Per rispondere ai commenti, occorre non solo essere zen ma anche essere un bravo copywriter. E la forza si sveglia ancora…
Ma quali sono i comportamenti più corretti ed efficaci per un ottimo galateo on line? Si, perché esiste un galateo per tutto: a tavola, al telefono, nel business, e… anche sui social media!
A proposito di tavola, il tuo blog è un ristorante o un fast-food? Cioé il menù è bello ricco e le pietanze sono di grande qualità, oppure ci sono notizie veloci, che non ti saziano e di dubbia qualità? La domanda non è per nulla semplice, è un po’ come riuscire a capire se nasce prima l’uovo o la gallina, ovvero in termini di SEO, se deve essere valutato per primo il posizionamento sui motori di ricerca o il restyling del tuo sito web aziendale. Per alcuni nasce prima l’uovo, cioè gli aspetti della SEO dovrebbero essere i primi ad essere messi nella lista delle analisi da fare, quando si prospetta di avviare un restyling totale del proprio sito web. Sarebbero sufficienti anche poche righe di analisi.
E allora dammi cinque righe, nient’altro. Dietro ogni virgola nasconderei sospiri, prima di ogni punto chiuderei un capitolo, dopo ogni punto, a fatica, ne aprirei uno nuovo…

Ovvero:

Scienza, trasversalità e impegno sociale di Rita Fortunato

Il galateo sui social network: valuta la tua presenza on line di Luca Borghi

Commenti, yoga e copywriting di Martina Caluri

La forza si sveglia ancora (CineMAH e dintorni che ve lo avevo promesso) di Leo Ortolani

Il tuo blog è un ristorante o un fast-food? di Andrea Toxiri

SEO, prima o dopo la creazione di un sito web? Il posizionamento sui motori di ricerca come non lo avevi mai considerato di Lucia Cenetiempo

Cinque righe di Alessio D’Amico

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Emma Frignani, Daniele Maisto, Susanna Moglia, Nick Murdaca, Cora Francesca Sollo.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla bloggers 11 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Una buona percentuale della capacità di essere rilevanti ed efficaci nei contenuti ce la danno gli altri, attraverso i rapporti che si creano e la fiducia che si riesce a  raccogliere; la condivisione richiede un impegno di altruismo che deve partire prima di tutto da noi, e questo nel mondo digitale è addirittura più evidente.
Avere una presenza sui social network ma essere di fatto inattivi è come organizzare una festa, invitare tante persone per poi… non presentarsi. Ecco che allora serve il Social Customer Service! Ovvio che una comunicazione ingessata non va bene sul web, perchè devi eccitare e non devi annoiare, insomma ti devi slacciare il nodo della cravatta. Non c’è invece un particolare dress code per consultare  i report di Google Analytics per l’ottimizzazione dei motori di ricerca, ottima base per capire in che modo il tuo sito web viene visto da Google e dagli utenti.
I blogger sono come i generi cinematografici: c’è la commedia, il film d’azione, quello drammatico, quello storico, quello d’avanguardia e via di seguito; ed infine c’è il cinepanettone. Ma a noi piace la gente che vibra, fedele e caparbia, che non si scoraggia quando si tratta di perseguire traguardi e idee, che lavora per dei risultati.
Non importa se per farlo bisogna stravolgere un equilibrio formale, come il pittore Andrea Schiavone che ha sperimentato nuovi linguaggi attraverso le dissonanze di colori, proporzioni e prospettive, o come Kandinsky che ha lasciato che i colori prendessero il posto di persone o paesaggi; per lui ogni forma geometrica poteva essere collegata ad una melodia e ad un colore…
Chissà i non ti scordar di me, quei piccoli fiori che in Aprile invadono pervicacemente il mondo colorando prati, a cosa li avrebbe collegati? Per qualcuno consentono ogni anno al figlio dei propri sogni di venire al mondo. E chissà se questi fiori nascono anche in quella bomboniera di cittadina che è Tübingen nel Baden- Württenberg…

Ovvero:

La condizione indispensabile per ottenere attenzione di Riccardo Scandellari

Un giorno a Tübingen: viali alberati e wilde Kartoffeln lungo il fiume Neckar di Bruna Athena

Quattro chiacchiere sul Social Care con Paolo Fabrizio di Francesco Ambrosino

Allenta il nodo della cravatta per comunicare meglio di Andrea Toxiri

Mi piace la gente di Dino Amenduni

Come leggere la scheda Ottimizzazione per i motori di ricerca di Google Analytics di Fabio Piccigallo

Non ti scordar di me di Gaia Ottogalli

La teoria del cinepanettone di Laura Lonighi

Andrea Schiavone, il dalmata dall’intuizione geniale di Alessandra Artale

Kandinsky tra musica e colore di Monica Falletta

Buona lettura e buon week end!

a cura di Paola Chiesa

 

 

 


A cosa servono i social media?

socialmedia
Dai social media ai social networks

C’è una differenza dottrinale tra i social media e i social networks, secondo cui i primi sono un veicolo, un mezzo per condividere un qualsiasi contenuto, documento, video o immagine con un pubblico di ampie dimensioni; per intenderci la piattaforma tecnologica (facebook, twitter, google+ ecc.); mentre i social networks sono reti sociali, più persone che condividono gli stessi interessi (culturali, religiosi, lavorativi ecc.).

Eppure c’è uno stretto legame tra gli uni e gli altri. Vediamolo in concreto, passando velocemente in rassegna i social media più utilizzati, secondo il nostro tipico  approccio pragmatico.
Facebook: è come sfogliare una rivista nella sala d’aspetto del dentista, guardando le vite degli altri;
Twitter: è il qui ed ora, un lampo, è come il fioretto, dove devi colpire il bersaglio avendo iniziato l’attacco prima dell’avversario;
LinkedIn: è l’architetto che costruisce la propria casa nel tempo, badando ai particolari e documentandone le varie fasi progettuali e realizzative;
Pinterest: è il film che vai a vedere al cinema, perché solo lì trovi rappresentata la vita senza le sue parti noiose;
Instagram: è il perfezionismo, il gusto per i dettagli e la qualità; come quando esci dall’estetista e ti senti la donna più bella del mondo;
Google+: è la sicurezza di soddisfare gli ospiti cucinando il tuo piatto forte.

Si ma se è tutto come nella vita, quella vera, allora a che servono i social media? Tanto vale…

In effetti  dipende da che prospettiva guardiamo i social: per un’azienda l’interesse sarà principalmente quello di promuovere il brand e presentare un’immagine allettante dei propri servizi e prodotti; per una Pubblica Amministrazione, i social media  saranno strumenti di informazione, di ascolto, di dialogo, di agevolazione nell’erogazione dei servizi al cittadino (per approfondimenti sulla PA suggeriamo questo studio sulle social media policy); per un cittadino, l’interesse sarà quello di entrare in contatto con amici, aziende e Pubblica Amministrazione, al fine di interagire e condividere stati d’animo, informazioni, gusti, esperienze, idee.

Ricapitolando, sui social media le aziende  cercano i cittadini e la Pubblica Amministrazione, la Pubblica Amministrazione cerca i cittadini e le aziende, i cittadini cercano le aziende e la Pubblica Amministrazione. Tutti cercano tutti, ma poi off line ognuno si comporta come se non avesse bisogno di nessun altro.
E’ un bluff?
No, è che al momento siamo centrifugati in un think tank di hackathon, open government, smart community, social innovation, mappathon, piattaforme collaborative e digital party,  con tanto di sentiment, per carità. Ma manca la comunità, quella che per esistere, oltre alla disponibilità di informazioni (quindi dati, e magari anche open data), presuppone conoscenza e identificazione dei bisogni, affinché possa nascere anche una condivisione di interessi, quindi una collaborazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi. Se ci sono questi ingredienti minimali, allora può nascere la rete sociale, il social network; grazie anche ai social media, che possono sostenere la creazione di intelligenze collettive a vantaggio della comunità territoriale.
Tutto il resto è traffico… utile per qualcuno, purtroppo non per il cittadino.

Paola Chiesa

 


Applicare la “disruptive innovation” alla PA

disruptive
Perché adottare la disruptive innovation nella Pubblica Amministrazione?

In un precedente post avevamo parlato dell’innovazione ideale come evoluzione dal vecchio al nuovo attraverso quel filo sottile della tradizione, che consente di valorizzare le irrinunciabili conquiste di civiltà e di valutare l’efficacia delle azioni innovative.

Continuando le nostre riflessioni, questo approccio ci conduce verso il concetto della disruptive innovation di Clayton Christensen, ideatore della teoria del job to be done, secondo la quale il focus si sposta dal prodotto al bisogno che il prodotto è chiamato a soddisfare: banalmente, le persone non vogliono un frigorifero, vogliono conservare il cibo per consumarlo in un momento successivo. Secondo questa diversa prospettiva, l’innovazione è allora un processo per definire un concetto di prodotto o servizio che soddisfi dei bisogni importanti e non soddisfatti. Per arrivare a capire quali sono questi bisogni, è indispensabile interagire sapientemente con il mercato, con la gente.

La caratteristica fondamentale della disruptive innovation è che non è legata, come si potrebbe immaginare, a mutamenti tecnologici estremi o particolarmente complessi, quanto alla capacità di cogliere, secondo una metodologia quasi maieutica, quali sono i bisogni latenti nel consumatore, che ci sono sempre stati ma che per vari motivi non sono ancora emersi. Questo si che è dirompente. Una volta individuati, anche l’effetto è dirompente, perché genera il successo dell’iniziativa e ne viralizza gli effetti positivi.

Questo tipo di approccio, che mette il bisogno della persona al centro, mi riporta alla mente alcune significative tesi del Cluetrain Manifesto di Fredrick Levine, Christopher Locke, David Searls e David Weinberger, che già nella sua prima versione del 1999 diceva “parlare con voce umana non è un gioco di società, non si impara certo partecipando a qualche convegno esclusivo; per parlare con voce umana, le aziende devono condividere gli interessi delle loro comunità; ma, prima, devono appartener a una comunità; […] se la loro mentalità d’impresa non arriva a coinvolgere la comunità, allora non hanno mercato” (tesi nn. 33-37). Concetto ribadito nella nuova edizione “The New Clues”, il manifesto per un nuovo umanesimo digitale: “Avevamo ragione la prima volta: i mercati sono conversazioni.; avere una conversazione non significa strattonarci per una manica per parlarci di un prodotto che non ci interessa […]” (tesi 52- 53).

Tradizionalmente i concetti sopra esposti sono riferibili alle aziende e alla loro necessità di aggredire un nuovo mercato, ma ci piace nel nostro piccolo essere “dirompenti” nell’immaginare come si potrebbe contaminare la Pubblica Amministrazione, aiutandola con metodologie nuove a captare le necessità importanti della propria comunità. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa in un post, suggerendo quale potrebbe essere l’utilizzo esemplare dei social network da parte della PA; secondo noi la Pubblica Amministrazione dovrebbe agire come un soggetto facilitatore di disruptive innovation, facendo emergere le criticità e i reali bisogni dei cittadini relativamente ai servizi pubblici, ad esempio mettendo a disposizione gli open data e investendo su sentiment analysis, affinché le aziende ed i centri di ricerca possano modellare dei processi che portino a obiettivi condivisi e a risultati misurabili.

Paola Chiesa


Il cittadino digitale

 

Quali sono gli aspetti che caratterizzano un cittadino digitale?

Dovessi mai dire se ed in che misura mi sento una cittadina digitale, dovrei rapidamente immaginarmi nelle seguenti situazioni prima di rispondere:

  • riesco tecnicamente ad accedere a Internet?
  • ho dimestichezza con i vari device quali pc, notebook, smartphone, tablet…
  • so comunicare nei vari social network, osservando le eventuali social media policy?
  • sono in grado di migliorare la mia formazione attraverso corsi online, webinar e videoconferenze?
  • riesco ad acquistare e a vendere prodotti e servizi online attraverso l’e-commerce?
  • so adottare le minime misure necessarie ai fini della sicurezza informatica?
  • riesco a procurarmi agevolmente le informazioni sul web e sono consapevole del fatto che non tutti i contenuti online sono attendibili?
  • partecipo agevolmente a progetti di e-government e cittadinanza attiva? Firmo petizioni e rispondo a sondaggi online?
  • mi comporto in rete secondo un’etica digitale, che si esprime non solo nell’utilizzare un linguaggio ed uno stile adatto ai diversi contesti , ma anche nella consapevolezza delle potenzialità e dei rischi che la comunicazione digitale implica, per sé e per gli altri, in particolare per i minori?
  • sono conscia del fatto che la navigazione su internet e la condivisione di contenuti può comportare delle conseguenze relativamente alla protezione della privacy e del diritto d’autore?

Sicuramente le domande potrebbero continuare, ma a questo punto il dubbio che sorge è un altro: ha senso che sia io a definirmi cittadina digitale o meno? In base a quali parametri? E comunque, che cosa cambierebbe?

Parlami e dimenticherò, insegnami e ricorderò, coinvolgimi e imparerò, diceva qualcuno…

Proprio il coinvolgimento è l’ingrediente essenziale se vogliamo che il digitale abbia ripercussioni utili nella nostra vita, personale lavorativa e di cittadini. A pochi giorni dalla conclusione della consultazione pubblica per la crescita digitale predisposta dalla Presidenza del Consiglio, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per l’Italia digitale e all’Agenzia per la Coesione, cui abbiamo partecipato, insieme tra gli altri al Centro Studi Informatica Giuridica di Ivrea-Torino, si spera che si appronti un programma strutturato di alfabetizzazione digitale dei cittadini, degli studenti e delle imprese; il digitale non va considerato un hobby o una passione per gli entusiasti della tecnologia, così come non deve alimentare forme di volontariato, che purtroppo non aiuterebbero a considerare il digitale come strumento strategico sia per la formazione dei cittadini, più o meno giovani, sia per le imprese, sia per la Pubblica Amministrazione. La diffusione della cultura digitale tra i cittadini, così come lo sviluppo di competenze digitali nelle imprese e nella PA, può contribuire a sollecitare una domanda capace di generare un’adeguata offerta innovativa e qualificata. Ma prima ancora crea una società più consapevole, quindi critica.

Il digitale lo usi, la cultura digitale la costruisci, la cittadinanza digitale è una conquista collettiva di civiltà, che presuppone uno Stato che investa sui suoi cittadini, sulle imprese, sulla propria organizzazione.

E la strada, almeno da noi, non è proprio breve…

Paola Chiesa