Iniziative di solidarietà per i terremotati in Centro Italia

La condivisione al servizio della solidarietà: elenco delle iniziative per raccogliere fondi, beni, offrire supporto per le persone terremotate.

Ogni catastrofe – già dall’origine etimologica della parola – reca in sé un “capovolgimento” delle cose, degli eventi e degli orizzonti.
Più di ogni altra cosa – oltre a portare inevitabilmente il lutto dietro e dentro di sé – butta all’aria luoghi sicuri e consuetudini, scardinando in maniera repentina ogni punto di riferimento per ogni essere vivente che la subisce.

La rete, oggi – così come gli ultimi tragici eventi hanno dimostrato – può essere uno degli strumenti in grado, in maniera rapida ed efficiente, di ristabilire e creare nuove coordinate di salvezza, nuovi punti di riferimento e connessioni, così da costruire una vera e propria rete attraverso cui mettere in salvo persone, animali, beni e pratiche di civiltà.

La comunità di #adotta1blogger, per sua stessa natura sensibile alla condivisione di informazioni finalizzate alla diffusione della conoscenza, alla crescita culturale, a creare innovazione sociale, ha pensato di aggregare in un post le varie iniziative di solidarietà che proliferano sul web, organizzandole per aree di interesse. Tale post sarà aggiornato regolarmente in base alle segnalazioni che troveremo e che riceveremo via via, grazie alla generosa attività dei membri della nostra community. Si tratta di un piccolo gesto per facilitare i difficili percorsi della solidarietà, grazie alla condivisione.

A tal proposito, un sentito ringraziamento va alla blogger Natalia Robusti, particolarmente sensibile sul tema, che scandaglia il web alla ricerca di iniziative umanitarie per le popolazioni terremotate del Centro Italia.

 

 La catena della solidarietà ha finora raggiunto 30 INIZIATIVE segnalate dai BLOGGER della COMMUNITY #ADOTTA1BLOGGER!

 Ultimo aggiornamento: 20/01/17 ore 22.30

 

PER CHI VUOLE OFFRIRE OSPITALITA’:

Alloggi messi a disposizione dai privati

Le strutture alberghiere disponibili per i terremotati

Sistemazioni urgenti – Airbnb

PAGINA AGGIORNATA OGNI GIORNO CON ISTRUZIONI E RICHIESTE PER CHI VUOLE CONTRIBUIRE:

Aggregatore iniziative e mappe

Tagboard: tutto ciò che viene condiviso sui maggiori social con hashtag #terremotocentroitalia

PER CHI VUOLE OFFIRE UN AIUTO AI BAMBINI:

Terremoto, team d’emergenza al fianco dei più piccoli

PER CHI VUOLE OFFRIRE BENI:

Centri Raccolta Beni per terremoto Centro Italia

Circoli del Partito Democratico aperti anche nel week end per raccogliere materiale utile alla popolazione

ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA:

AGD Italia (Associazione Giovani con Diabete) risponde a richieste di assistenza socio-sanitaria relative al diabete in età pediatrica

PER CHI VUOLE AIUTARE GLI ANIMALI IN DIFFICOLTA’ A CAUSA DEL SISMA:

Massimiliano Maxtattoo Marchi: “Questo mio appello è rivolto ai pastori e ai contadini delle zone colpite dal terremoto che hanno animali da pascolo in mezzo alla neve, ho un terreno a Velletri (Rm) di 16mila mq. a pascolo e uliveto con una casa; la offro per stallo per i vostri animali e per voi, non ho stalle per i vostri animali per proteggerli dal freddo e dalla pioggia ma almeno non c’è la neve”. per info 3478153378.

Adotta un cane dal canile

RACCOLTA FONDI:

Protezione Civile – SMS solidale

Croce Rossa Italiana

La federazione delle chiese evangeliche in Italia lancia una sottoscrizione

CAI (Club Alpino Italiano) – apertura conto corrente

Parmigiano Reggiano: per ogni kg di Parmigiano Reggiano acquistato verrà devoluto 1 euro alle città danneggiate dal sisma

Prodotti tipici da acquistare per sostenere l’economia delle zone colpite dal sisma

“LAGA INSIEME ONLUS”, associazione costituita da amatriciani ed accumolesi per valorizzare e promuovere il territorio

Raccolta fondi autogestita da cittadini di Arquata

Dove acquistare i prodotti di Norcia per aiutare i terremotati

#UnAiutoSubito: raccolta fondi organizzata da TIM, Il Corriere della Sera, TgLa7 e Starteed

Brigate di Solidarietà Attiva: chiamata volontari

Coordinate bancarie Comune di ACCUMOLI: Iban IT83 E030 6914 6011 0000 0046 108 Causale “CONTRIBUTO SISMA AGOSTO 2016”

Coordinate bancarie Comune di AMATRICE: Banca di Credito Cooperativo di Roma Iban IT 13 W 08327 73470 000000005050

Coordinate bancarie Comune di ARQUATA: Intesa San Paolo, Filiale di Arquata del Tronto, Iban IT33W 03069 693701 00000000 246. Causale : Solidarietà Terremoto Arquata del Tronto

PER GLI ARTISTI/ARTIGIANI CHE VOGLIANO DONARE UN’OPERA PER EVENTI CREATI APPOSITAMENTE:

Illustrazioni e quadri: ARTquake, artisti uniti per i terremotati del Centro Italia

Asta di solidarietà: Creare per ricostruire

Testi scritti per un’antologia: Buck e il terremoto

Per i ristoratori: Un futuro per Amatrice

Terremoto, food blogger lancia l’iniziativa: 2 euro per ogni piatto di amatriciana

GUIDE PRATICHE:

Come aprire la rete Wi-Fi del vostro modem

Come creare un hotspot Wi-Fi Libero con Android

Mappa delle connessioni Wi-Fi disponibili

Grazie ai Blogger che hanno segnalato le iniziative: Sylvia Baldessari, Simone Bennati, Sonia Bertinat, Primavera Contu, Claudio Gagliardini, Flavius Florin Harabor, Sarah Liotto, Valentina Perucca, Anna Pompilio, Monica D’Alessandro Pozzi, Daniela Pellegrini, Natalia Robusti, Francesco Brioweb Russo, Mariangela Traficante, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa

 

 

 


#adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete

adotta 1 blogger
Nella rete dei blogger “adottati”

La campagna #adotta1blogger  nasce in sordina la notte del 5 marzo scorso, complice una strepitosa luna piena, mi piace pensare. Ho la fortuna di vivere nei pressi della basilica di Superga, sulla collina di Torino, ripresa in un suggestivo timelapse proprio di quella notte. Ho un debole per questo luogo sacro, da tempo complice dei momenti belli e rifugio per quelli bui, oltretutto una manna per il mio pessimo senso dell’orientamento.
Quella notte avrei dovuto scrivere un post sull’e-commerce, ma  sono scivolata su ben altro… ed ha preso il sopravvento la Rete, non intesa come social media o genericamente il web, ma come quella energia che da anni caratterizza il mio modo di essere e di agire. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi. E ciò accade sempre di più nella nostra società, tant’è che siamo di fatto coinvolti nelle dinamiche della smart community, dove interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione. Così anche la cittadinanza attiva, l’attivismo digitale, l’utilizzo degli open data, sono in fondo modalità nuove per consentire la collaborazione di vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione, sharing economy e sostenibilità.
D’altra parte la rete non è una linea retta immaginabile come una sequenza di prima e dopo. E’ invece più simile ad un cerchio, quello che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, traccia simbolicamente attorno a sé definendo contemporaneamente il proprio raggio d’azione ed il limite di interazione concesso agli altri.
Se vogliamo far rete, il raggio intorno a noi è destinato ad allargarsi, facendo entrare nella nostra circonferenza altri, con i quali condividere spazi, bisogni, necessità, desideri, obiettivi, azioni. E’ una dimensione orizzontale che si nutre per definizione del tempo presente e che consente la proliferazione di situazioni.
Ma anche le buone pratiche lasciano il tempo che trovano se alla fin fine si riducono ad essere solo degli episodi eccellenti. La scommessa vera per rendere vivace ed utile la rete è quella di fare sistema tra progettualità e soggetti diversi, attraverso la disponibilità di dati che veicolino informazione, formazione, cultura. A tutto tondo. C’è anche un impegno sociale in questo, certo. Ma non serve né  l’ennesima piattaforma tecnologica, né l’ultimo metodo del blasonato guru, né l’aperitivo in terrazza  tra i soliti quattro amici che lanciano un evento in pompa magna.
Ciò che serve è essere in risonanza con quello che ci circonda, e che il nostro bisogno coincida con quello di altri, di tanti altri… Se poi aggiungi un briciolo di creatività, audacia, disponibilità, un paio di social e tanta passione, può succedere non solo che la rete  si crei, ma anche che si autoalimenti:

#adotta1blogger si è trasformata così in una rete in continua crescita (la madre dei blogger è sempre incinta!) che vanta al momento una cinquantina di blogger adottati in tutta Italia, un paio di “adozioni internazionali” ed una comunità molto attiva su facebook.  Perle nascoste portate alla luce che stanno mettendo in rete esperienza, professionalità, creatività, entusiasmo ed emozioni attraverso le pagine digitali dei loro blog. Donano una vitalità contagiosa attraverso le loro opere, che quotidianamente condividiamo; leggerli equivale a un’esperienza di realtà aumentata, è come vivere più esistenze contemporaneamente.
Un blogger lo sa bene che il proprio ritmo è quello del passista, ma quello che forse non si aspetta è che da qualche parte ci sia qualcuno che non solo lo osserva, ammira la sua resistenza e lo attende al traguardo per complimentarsi, ma che addirittura lo adotti, con un gesto di stima e affetto, senza scadenza, per quello che riesce a trasmettere: capacità di costruire valori solidi in un mondo liquido.

Paola Chiesa


Adotta 1 blogger!

blogger
Campagna di condivisione #adotta1blogger

E’ una figura un po’ ottocentesca quella del blogger, immersa nelle letture, nei silenzi, nei sogni, spesso nel disordine delle cose di casa, nelle quali è facile che si perda… Ma è anche piuttosto organizzato, si districa in fondo bene tra strategie, piani editoriali ed analytics, sa ben condire testi con immagini e video, dosare tempi. Seduce anche gli sconosciuti, già. O almeno ci prova…
Il suo pubblico è esigente, sfuggente, spesso infedele, volubile, non sempre puntuale agli appuntamenti. Lui che è un po’ scrittore un po’ grafico un po’ informatico un po’ psicologo un po’ sociologo un po’ creativo, può trovare spunti di ispirazione in tutto e niente, si entusiasma e si abbatte altrettanto facilmente, perché è  un attento osservatore, completamente immerso nel flusso di ciò che gli accade attorno. Lui c’è, punto. E’ una piccola certezza, è un innamorato non sempre corrisposto, sempre disponibile ad instaurare connessioni e conversazioni, spesso critiche, a volte coraggiose. Non a caso il suo habitat naturale è costituito dai social.
Il blogger fa sempre il primo passo, del resto la sua stessa etimologia lo richiede: blogger è l’autore di un blog, a sua volta contrazione di  web-log, cioé diario in rete. Poi quello che succede succede… certo che se non succede nulla va in crisi forte! Perché se scrivi in rete, l‘interazione non è solo gradita, è anche necessaria.
Per che cosa? Ad esempio nel nostro caso serve per creare ponti di comunicazione tra vari soggetti di un territorio, pubblici e privati, su temi spesso sconosciuti ai più, quali open data, digitale, smart communities, commercio elettronico, per contribuire a renderli più comprensibili e, di conseguenza, utili per migliorare e misurare il livello della qualità della vita.

Perciò veniamo alla campagna #adotta1blogger. Avete notato che c’è sempre un giorno per tutto e per tutti? quello della mamma, del papà, dei nonni, della donna, del libro, dell’albero… del gatto!
Lungi da noi l’idea di suggerire la creazione di nuove festività (per carità), vogliamo invece lanciare una simpatica campagna, per cominciare a costruire una rete, che potremmo definire di condivisione della conoscenza. E’ semplicissima e funziona così: condividiamo sui social 1 post di un blogger a scelta, dopo averlo possibilmente letto! Non c’è limite alle adozioni. Basta che ad ogni condivisione usiamo l’hashtag #adotta1blogger. La campagna inizia oggi e beh… il suo destino è nelle mani della rete.
Se ti va, #adotta1blogger! Se non ti va, ogni tanto magari leggilo…

Vuoi sapere come sta procedendo la campagna? Clicca qui!

Paola Chiesa


La consultazione pubblica come strumento di partecipazione

Consultazione AgID sulla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

Una delle ultime consultazioni pubbliche alle quali abbiamo partecipato come Centro Studi Informatica Giuridica Ivrea-Torino è stata quella avviata dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) con oggetto la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, cioé quali tipologie di dati sarebbe opportuno rendere disponibili secondo i principi dell’Open Data, a partire dalle esigenze di cittadini, professionisti ed imprese.
Al di là della soddisfazione di aver visto il nostro contributo recepito nel report dell’AgID, che sta attualmente studiando le proposte per elaborare il piano per il 2015, l’occasione è utile per riflettere sulla consultazione pubblica; si tratta di uno strumento di partecipazione democratica che consente ai portatori di interesse di esprimere il proprio parere e punto di vista su un argomento; a patto che:
– si sia a conoscenza della consultazione pubblica in corso;
– si sia interessati ad apportare il proprio contributo;
– si abbia dimestichezza con Internet.
Se poi si appartiene a quella categoria di persone note come attivisti digitali, partecipare a una consultazione è solo un passo tra i tanti di un percorso che si snoda in un mare di dati ed informazioni, nel monitoraggio, nell’approfondimento, nel confronto, nell’analisi dei risultati (quando ci sono e nella misura in cui sono reperibili ed accessibili) e nella critica costruttiva, secondo una logica tanto semplice quanto di fatto azzardata:
essere di stimolo ad una Pubblica Amministrazione interessata ad individuare i punti critici del proprio operato sui quali intervenire, al fine di programmare al meglio le attività e gli obiettivi da raggiungere; nonché pretendere la condivisione dei risultati al fine di poterne valutare l’efficacia, quale manifestazione concreta  di una comunità “smart” e consapevole.
E’ facile disorientarsi in un mondo di dati e di informazioni che viaggiano sul web… è un po’ come perdersi tra tante fragranze alla ricerca di quella nota profumata floreale, agrumata o talcata che ti convinca della sua unicità, senza rendersi conto che alla fine sei tu che renderai quel profumo unico, nel momento in cui lo sceglierai.
Allo stesso modo siamo noi che decidiamo le sorti del nostro attivismo civico, nel momento in cui lo esercitiamo. E’ una questione di scelta. Anche online.

Paola Chiesa


Da una pietra a un modello di smart community

walt disney,smart community

 

Un prototipo di smart community

“Di fronte a scenari inediti occorre rispondere in modo inedito”; sorrido pensando allo slogan di un evento che si tenne a Torino a fine 2010, due giorni di lavori che per noi sono stati il seme che abbiamo successivamente cercato di far germogliare…

Tutto è nato da una pietra, una delle dieci messe all’asta durante il seminario, che personalmente abbiamo raccolto proprio perché pronti ad un’azione concreta rispetto all’assunzione di responsabilità. Quella pietra si chiamava non a caso Immaginario

Il portale responsabilities.it (response + abilities) è il frutto di quel seme raccolto: l’ideazione di uno strumento capace di essere propagatore dell’humus dal quale è partito e che si sviluppa e si rivolge a due ambiti: la persona e l’impresa, saldamente radicate nel territorio, nel quale vivono ed operano, con il quale possono interagire e verificare in modo diretto i risultati dei propri interventi.

Il portale è l’espressione concreta di un modello di smart community, nella quale i diversi attori del territorio, cioè il cittadino, l’impresa, l’ente pubblico, la scuola, le associazioni, collaborano per costruire insieme un modello di realtà ed un modo di partecipare alla cosa pubblica, basati sul territorio di riferimento.

Nella sezione e-commerce sono ospitate gratuitamente le aziende per la vendita di prodotti e servizi on line; nella sezione relativa ai medici si può richiedere la prenotazione online delle visite mediche.

Quando si acquista un prodotto o un servizio, una percentuale viene devoluta dal venditore ai progetti sostenuti in quel periodo, di natura culturale, ambientale, sociale.

Il portale è stato realizzato come un prototipo che si pone come uno strumento concreto e attivo per contribuire, in ottica di responsabilità sociale e di cittadinanza attiva, a trovare soluzioni originali ed inedite nel complesso e faticoso scenario economico e sociale in cui viviamo.

Il modello è nato a Torino nel 2012, ma per sua natura punta alla replicabilità e scalabilità in altre città, con l’obiettivo di valorizzare i diversi territori, ognuno con le proprie peculiarità.

E’ doveroso, sempre in ottica di condivisione, evidenziare la criticità di questo progetto, che è quella di essere germogliato in autonomia e libertà, come quei fiori che nascono miracolosamente tra le rocce: è un progetto di natura politica ma non ha nessun padrino; è un progetto imprenditoriale di ampio respiro, ma non rientra in nessun circuito di start up innovative; è un prototipo funzionante, in un Paese in cui spesso contano di più i business plan patinati; è stato ideato ed implementato da una donna, ma nel contesto del sostegno all’imprenditoria femminile ciò non ha rappresentato alcun vantaggio; si rivolge al target delle piccole imprese, ma in Italia non c’è né la consapevolezza né una strategia sul ruolo delle piccole aziende nell’economia e nella società.

Evidentemente ci sfugge qualcosa…

Paola Chiesa