bla bla blogger 27 marzo 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di blogging, donne, sharing economy, lifestyle, tools, tutorials.

Blogging
La scala , di Alessandra Ferrari

Paracarri , di Maddalena Capra Lebout

Donne
Il fiore più bello , di Wabi Sabi

Sharing economy
Innovazione ed etica: le 5 C , di Laura Volpi

Lifestyle
Stile di vita sano: 5 consigli per combattere la sedentarietà con esercizi quotidiani , di Silvia Comerio

Tools, Tutorials
Broken Link Checker: il tool per trovare i link rotti in un sito , di Simone Bennati

Come creare un calendario editoriale utilizzando Google Calendar [free Template] , di Maria Cristina Pizzato
Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Chiara Bertora, Margherita Penza, Gloria Vanni, Nick Murdaca, Marco Cirillo.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 14 novembre 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

In questa rassegna stampa si parla di social media, arte, scrittura, sharing economy, benessere.

Un prodotto/servizio estremamente comune o, al contrario, eccessivamente di nicchia, zero budget per l’advertising e nessuna conoscenza delle dinamiche che governano i social media. Poste queste condizioni, come si può sperare che una Pagina Facebook cresca e che la realtà da essa rappresentata aumenti la sua visibilità? Da qualche parte bisognerà pure investire
Si potrebbe così scoprire che una nuova funzione presente nella piattaforma di Facebook Ads, consente di includere o escludere gli utenti dal target di riferimento del contenuto sponsorizzato in base all’etnia di appartenenza. La domanda che bisognerebbe porsi a questo punto è la seguente: “profilare bene il target di riferimento, può essere considerato razzismo?”. La questione va studiata a fondo.
Non a caso il rapporto tra intero e sezione aurea ha un’armonia segreta, una bellezza che il nostro cervello riconosce e apprezza. Lo sapevano bene i Greci, grandi esperti di proporzioni e di equilibrio.
Così il bambino sorride ai genitori, prende spunto da entrambi. E da nessuno. Verrà il giorno della partenza. Eros se ne andrà, armato solo di un arco e di una piccola faretra ricolma di frecce, intonando una canzoncina.
Accettare i dubbi non è una passeggiata. Ma è possibile. Strada facendo ci si rende conto che ci vuole coraggio a rispondere «non so», a se stessi e agli altri.
D’altra parte, persino una piattaforma che mette in contatto l’azienda con persone potenzialmente interessate ai propri prodotti, fonda il suo successo su pilastri come passioni, fiducia, ospitalità, passaparola
Alla fin fine il mondo è pur sempre l’insieme totale delle prospettive.

Ovvero:

Social media
Perché è necessario il coinvolgimento diretto del titolare dell’azienda nella gestione dei canali social di un’azienda.
Post: È la Pagina Facebook della tua azienda, quindi datte da fa! di Simone Bennati

Facebook consente di includere o escludere gli utenti in base all’etnia di appartenenza negli ads. Si tratta di una funzione con connotazione razzista o no?
Post: Facebook Ads e razzismo: facciamo chiarezza , di Francesco Ambrosino

Arte
Il legame tra l’arte e la sezione aurea
Post: Come nel Rinascimento… fai una foto con la spirale aurea! di Emanuela Pulvirenti

Scrittura
Un’originale interpretazione di Eros
Post: I racconti del cappello/Eros , di Valeria Bianchi Mian

Sharing Economy
BrandOrbi è una piattaforma che ti dà la possibilità di scegliere brand affini alle tue passioni e di organizzare un party esclusivo nella tua casa, trasformandoti in un vero brand influencer.
Post: BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy , di Giovanna Di Troia

Benessere
Qualche utile esempio per scoprire che cos’è l’Ecosofia T.
Post: Ecosofia T: alcuni esempi , di Sabrina Lorenzoni

Perché la fiducia in sé significa vivere i dubbi come energia capace di dare altri frutti.
Post: Perché accettare i dubbi è giocare d’astuzia , di Gloria Vanni

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Emma Frignani, Bruna Athena, Gloria Vanni, Silvia Bonasegale Camnasio, Natalia Robusti.

a cura di Paola Chiesa

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Ma #adotta1blogger è anche un bene comune?

La community #adotta1blogger in quale categoria di beni comuni rientra?

Mi sono posta questa domanda al Festival Internazionale dei Beni Comuni a Chieri (TO), durante la raccolta delle firme per l’appello #openstazioni che abbiamo lanciato come Centro Studi Informatica Giuridica di Ivrea-Torino. Si sa, gli open data sono una delle mie passioni, anche se, per come è gestita la tematica in Italia, i risultati non sono ancora apprezzabili.
Comunque, tornando a noi, ci piacciono molto le domande, perché ci invitano a confrontarci, chiedere supporto, metterci in discussione, capire, comprendere. E quindi esercitare delle scelte. In #adotta1blogger, le domande le chiamiamo in gergo “adott-segnali”, una sorta di SOS, di natura tecnica, professionale o anche semplicemente personale. Tu chiedi, la famiglia risponde! Si, perché  #adotta1blogger è anche una famiglia…
Così anche la domanda contenuta nel titolo vuole essere un invito ad un approfondimento. E ad una scelta di campo.
Adotta 1 Blogger, si sa, è un laboratorio liquido, nato sui social per costruire una rete di condivisione della conoscenza, grazie a blogger, scrittori e giornalisti. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi.
Nella nostra rete, interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione,  condite da cittadinanza attiva, attivismo digitale, utilizzo degli open data, che sono per noi modalità nuove per consentire la collaborazione tra vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni, singoli cittadini) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione e di  sharing economy.
Come il fiume che nasce da una sorgente, scende a valle, si ingrossa, si dirama, si restringe, incontra ostacoli e si fa strada per improbabili direzioni, sfociando infine in mare aperto, così procede il cammino di #adotta1blogger. Se questo è il cammino, per analizzarlo non possiamo che procedere induttivamente, analizzando il metodo di lavoro per poterne comprendere gli obiettivi.
Il metodo si fonda sulla condivisione,  che consente da un lato di far crescere in quantità la community stessa, dall’altro, attraverso la connotazione di “adozione”, la fa crescere in qualità. Già, perché nessuno adotta un contenuto che non lo convince, non lo stimola e non gli trasmette qualcosa, quel valore aggiunto a livello intellettuale o emozionale. E la qualità genera a sua volta partecipazione e ulteriore condivisione, fortificando legami e caratterizzando ogni giorno che passa il modo di essere di #adotta1blogger: una community di blogger, autori e giornalisti che hanno compreso che il “bene comune” è, nel nostro caso, divulgare la conoscenza, riconoscerci in essa ed amplificarne l’effetto grazie alle contaminazioni ed alle sinergie che nascono tra membri della stessa “famiglia”, dove banalmente condividiamo la stessa scuola di vita, con giovamento di tutti.
La nostra scelta è stata semplice: esserci, con un progetto culturale.
E da quel momento la community ha prodotto la rassegna stampa quotidiana “bla bla blogger”, che propone un’apprezzata selezione di 7 post adottati dalla community, lo speciale mensile dei 7 blogger più attivi della community, collaborazioni tra blogger.
Siamo quasi in 500, e il trend è felicemente in crescita.
Tornando alla domanda del titolo: “Ma #adotta1blogger è anche un bene comune?” Beh, in realtà a noi che siamo un laboratorio liquido, le definizioni stanno un po’ strette… per cui non sappiamo se #adotta1blogger sia un bene comune, ma sicuramente possiamo dire che “fa” il bene comune. Tanto ci basta. Ed è una grande soddisfazione, che voglio condividere con tutta la community di #adotta1blogger.
Colgo anche l’occasione per rivolgere un particolare ringraziamento all’attività degli “ambassador” di #adotta1blogger, che con grande professionalità contribuiscono quotidianamente a rafforzare la presenza della community grazie alla loro preziosa attività divulgativa e tecnica.

Eccoli:

Francesco Ambrosino, Fabio Piccigallo, Valentina Coppola, Rita Fortunato, Francesco Mercadante, Gloria Vanni, Lucia Schirru, Mirna Pioli, Sonia Bertinat, Sylvia Baldessari, Valeria Bianchi, Nick Murdaca, Emma Frignani, Monica D’Alessandro Pozzi, Luca Borghi, Andrea Toxiri, Bruna Athena, Eli Sunday Siyabi, Roberto Gerosa, Federica Farinelli, Anna Pompilio, Silvia Comerio, Roberta Migliori, Elisa Benzi, Ludovica De Luca, Nico Caradonna, Matteo Pogliani, Delia Enigmamma, Stefania Cunsolo, Annarita Faggioni, Silvia Biasio, Barbara Buccino, Daniela Mosca, Mimma Rapicano, Alessandro Nasdrovian Mariani, Angelo Cerrone, Antonio Dimitrio, Daniele Maisto, Barbara Santagata, Santa Spanò, Paolo Fabrizio, Elisa Spinosa, Marina Pitzoi, Daria Benedetto, Cora Francesca Sollo, Rosanna Perrone,  Cristina Arnaboldi, Marco Freccero, Giovanni Amato, Simone Bennati, Marjorie Cigoli, Marco Alì, Manu Nove.

Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande.” (Adriano Olivetti)

Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 12 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Per molti freelance la domenica (o il sabato, o qualsiasi altro giorno di festa) è semplicemente un altro giorno di lavoro, soltanto un filo più leggero e rilassato. Quello che manca è riuscire a fermarsi un attimo, per l’aggiornamento professionale. Altro che vacanze… e comunque prova a dire quali sarebbero secondo te le 10 cose che finiresti per fare la prima volta a New York? Quelle più scontate banali, ovvie! Chissà poi a che tipologia di cliente assomiglieresti, tra l’asiatico, il saudita ed il sudamericano. Magari a nessuno di questi, già.
Siamo tutti alla ricerca di benessere e qualcuno il primo passo, o un passo, lo dovrà pur fare! Stiamo vivendo un’epoca di straordinari cambiamenti e si sente la necessità diffusa, soprattutto tra i giovani, di vivere con ritmi meno frenetici, più umani.
Ecco che anche la gravità non è solo una palla al piede che ci incatena a qualcosa, ma anche un’àncora di salvezza; gravità e leggerezza non sono in contrasto, sono due elementi necessari che viaggiano di pari passo: sono l’ebrezza del salto nel vuoto e la necessaria corda di sicurezza, sono il partire per l’ignoto conoscendo il significato della parola “casa”.
D’altra parte, se non ci lasciamo un po’ dondolare lasciando la nostra posizione statica e a volte dolorosa, non è possibile l’incontro, ma solo il rimpianto di un incontro che non avviene.
Speriamo che almeno Periscope ci aiuti a salvare la memoria, a ricordare la storia, la politica, la vita.

Ovvero:

Vita da freelance: l’aggiornamento professionale di Doris Zaccaria

10 cose che finirete per fare la prima volta a NYC di Cristina Arborio

Fenomenologia del cliente – Il Cliente Turista (parte 2) di Cristina Cammelli

Quattro Chiacchiere con Gloria Vanni sulla Sharing Economy di Francesco Ambrosino

Ancore di Edoardo Faletti

Fili rossi e liane: la necessità di creare l’incontro di Sonia Bertinat

Dalla webtv a Periscope: salvare la memoria di Virginia Fiume

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Angelo Cerrone, Fabio Piccigallo, Nicoletta Sala,  Samantha Zoppi

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 21 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La sharing economy sta sicuramente crescendo, pensa che c’è chi ha lanciato il primo spazio di coworking online che funziona come una banca del tempo! Come funziona? Il  talento è ripagato in unità di tempo, si chiede e si offre aiuto. Essere attivi e collaborativi, condividere, dare e ricevere, tempo e talenti, è premiante, potresti anche vincere un soggiorno a Parigi. Dai cerca sul web il widget di Timerepublik, lo troverai facilmente perché il primo blog italiano che lo ospita è quello di un membro virtuoso della community #adotta1blogger! Chi sarà?
Entra in sintonia grazie all’ascolto attivo, osserva l’ambiente in cui ti trovi e guarda le persone con le quali stai parlando, riuscirai ad avere una consapevolezza maggiore. A volte un drastico abbassamento dell’umore provoca la perdita degli affetti e del lavoro, portando il soggetto ad isolarsi ancora di più. Ma non è detto che gli psicofarmaci siano poi così utili eh… Oh santo cielo, ci sarà pure un modo per scrivere anche quando non ne hai voglia! Sai quei momenti in cui desideri essere nel deserto, dove  folla non c’è… e non devi neanche pensare a cucinare (a meno che tu non possa contare su un’amica che ti prepari il menù settimanale primaverile). Tra l’altro, se proprio dovessi finire nel deserto per un guasto aereo, fai attenzione a scegliere almeno una compagnia con un Social Customer Service all’avanguardia, che utilizza servizi di messaggistica istantanea.
A volte sembra che ci sia un “dentro” di ordine e tranquillità, ed un “fuori” di agitazione e ribellione, ma poi mi guardo intorno, e sono solo Io.

Ovvero:

Soldi? No, tempo + genio = Timerepublik di Gloria Vanni

Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo di Nick Murdaca

Benvenuti nell’Era Post-Psicofarmacologica di Annalisa Viola

Come scrivere quando non hai voglia (si, è possibile) di Riccardo Esposito

ABC dei Viaggi #2: l’emozione di visitare il deserto, dove folla non c’è! di Bruna Athena

Menù settimanale fiorito di Daniela Mosca

Piccole conversazioni istantanee crescono [case study] di Paolo Fabrizio

030. Non si passa! di Francesco Can Sboldro Boer

Dissociazione di Emma Frignani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Marjorie Cigoli, Rita Fortunato, Fabio Piccigallo, Andrea Toxiri

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


Stufo dell’uovo? Passa al blogger di Pasqua!

logo
E’ gratis e non ingrassi: #adotta1blogger!

Dalla campagna di condivisione siamo giunti alla rete; ora l’obiettivo sul quale ci vogliamo misurare è ambizioso: fare sistema.
Tra chi e perché? Tra soggetti e competenze diversi, per veicolare informazione, formazione, cultura.  A tutto tondo.
Il nostro è un laboratorio liquido di conoscenza che sfrutta le potenzialità della rete e che si basa su una modalità operativa semplice: adottare un blogger significa scegliere un contenuto che ci è piaciuto (un articolo, un post,  un racconto, un video ecc.) e condividerlo sui social affinché generi ulteriore conoscenza.
La condivisione è un passaggio logico che consente di trasferire integralmente un contenuto, rendendolo disponibile ad altri, ma permette anche di creare un’interazione tra lettore e  blogger, attraverso i commenti,  evidenziando gli aspetti che ci hanno colpito e quelli su cui siamo magari più critici,  e generando in tal modo anche un valore aggiunto che possa essere di stimolo  per l’approfondimento successivo dell’argomento.
Siamo entrati nella settimana di Pasqua e in primavera, con tutta la relativa simbologia della rinascita. Non può perciò mancare l’uovo, inteso come simbolo di gestazione del cambiamento e miglioramento.  Ma per essere credibili (ahi la coerenza!)  e se vogliamo che l’ambiente che ci circonda cambi, ognuno di noi deve fare il primo passo.
Perciò, che tu sia un blogger, un autore o un lettore poco importa. Vuoi sostenere la causa? Si?
Allora scegli un blogger che ti piace e  regalatelo! Si esatto, fatti un dono, ma anziché l’uovo di cioccolato, regalati il blogger di Pasqua: leggilo periodicamente, commenta ciò che scrive e condividi i suoi articoli . Non farlo una tantum, fai sì che faccia la differenza e che diventi un modo virtuoso di vivere il web; adotta anche più blogger e contenuti diversi, non essere timido, sono belle le famiglie numerose!
#adotta1blogger è un modo di porsi verso le notizie e i fatti, fatemi dire i dati (!), non da spettatore, ma da protagonista, veicolando nella rete valori di cambiamento, di solidarietà, di sostenibilità, partecipazione e cittadinanza attiva.
Nei giorni scorsi ho assistito ad uno spettacolo teatrale sul Rebetiko,   il blues greco nato a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i  primi del Novecento nei bassifondi della società greca. Parla di emarginati, di droga, di prigione, di prostituzione.  Non c’è un modo rebetiko di pensare, c’è un modo  rebetiko di vivere, magistralmente descritto dallo scrittore Elias Petropoulos, ricercatore, “antropologo urbano”, intellettuale anarchico e allergico ad ogni tipo di autorità; fu imprigionato sotto il regime dei colonnelli e più volte censurato, perché   storico dell’ombra, speleologo dei bassifondi, Magellano dei continenti perduti, cantore dei silenziosi, biografo degli anonimi.
“Il rebetiko è un lamento che si canta in coro, ma si balla da soli” (Vinicio Capossela).
Non ha una coreografia, non ha dei passi, ognuno esprime in quel ballo il proprio malessere, e si danza  quasi avvolti su se stessi e con lo sguardo basso, come se non ci fosse speranza di migliorare la propria vita. Per me il rebetiko è come se fosse quella fase della vita in cui tocchi il fondo. Poi o soccombi, o arriva la fase del Sirtaky, in cui ti rialzi e scopri la bellezza ed il valore dei compagni, che le difficoltà della vita ti avranno insegnato a scegliere con cura. E il ritmo accelera, lo sguardo torna a risollevarsi, spunta un sorriso…

Ecco, noi di #adotta1blogger ci collochiamo esattamente nella fase del sirtaky, e ne cogliamo con gioia i primi segnali:

Immagine:  grazie alla blogger Gloria Vanni abbiamo un bel logo che ci rappresenta: non a caso è un cerchio in espansione che richiama la rete, il coivolgimento , la morbidezza, la generosità, un faccino sorridente e felice, quello di chi è stato adottato, appunto. blogger0
Identità: grazie alla blogger Lucia Schirru ci potete trovare su una splendida mappa che georeferenzia i blog, indicandone anche il relativo anno di nascita.
E poi c’è l’affaccendarsi di tutti quanti in un’attività frenetica, tra contenuti e connessioni vecchie e nuove.
Prova a chiedere a un blogger perché scrive e perché mai qualcuno dovrebbe leggerlo… Le risposte saranno le più disparate e a tratti pittoresche: da Fabio Piccigallo: “Io scrivo perché sto continuando a inseguire il Road Runner” con tanto di post che te lo spiega, a Marco Freccero:” Prima la storia, poi il lettore” a Stefania Cunsolo: “Le mie esperienze, recensioni, articoli, ricette e videoricette direttamente #inyourkitchen”, a Valentina Coppola: “Avevo bisogno di un luogo online in cui raccogliere le idee e le notizie riguardanti il mio lavoro. Sin da subito è diventato però qualcosa di molto più personale. Oggi raccoglie anche le mie riflessioni e racconti. Lo definirei uno storytelling-blog, un blog che mi racconta”, a Gloria Vanni: “Credo nella sharing economy, pratico l’economia della fiducia, mi diverto a parlare con gli sconosciuti, condivido ciò che mi piace, sostengo il benessere, la gentilezza e i sorrisi a casaccio. What else? #LessIsSexy!”
Si è vero, a volte la risposta alla domanda sembra un po’ enigmatica, anche se proviamo ad individuare delle parole chiave: Road Runner –Storia-Esperienze-Luogo online-Storytelling-Sharing economy-Fiducia-Sconosciuti-Benessere-Gentilezza…
Quindi non ci resta che una cosa per capire a fondo un blogger: leggerlo, per far emergere la qualità di ciò che fa, comprenderla e diffonderla, contribuendo dal basso ad aumentare la conoscenza, in modo interattivo e con spirito critico; facendo sistema, per rinnovare il sistema.

Paola Chiesa


#adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete

adotta 1 blogger
Nella rete dei blogger “adottati”

La campagna #adotta1blogger  nasce in sordina la notte del 5 marzo scorso, complice una strepitosa luna piena, mi piace pensare. Ho la fortuna di vivere nei pressi della basilica di Superga, sulla collina di Torino, ripresa in un suggestivo timelapse proprio di quella notte. Ho un debole per questo luogo sacro, da tempo complice dei momenti belli e rifugio per quelli bui, oltretutto una manna per il mio pessimo senso dell’orientamento.
Quella notte avrei dovuto scrivere un post sull’e-commerce, ma  sono scivolata su ben altro… ed ha preso il sopravvento la Rete, non intesa come social media o genericamente il web, ma come quella energia che da anni caratterizza il mio modo di essere e di agire. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi. E ciò accade sempre di più nella nostra società, tant’è che siamo di fatto coinvolti nelle dinamiche della smart community, dove interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione. Così anche la cittadinanza attiva, l’attivismo digitale, l’utilizzo degli open data, sono in fondo modalità nuove per consentire la collaborazione di vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione, sharing economy e sostenibilità.
D’altra parte la rete non è una linea retta immaginabile come una sequenza di prima e dopo. E’ invece più simile ad un cerchio, quello che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, traccia simbolicamente attorno a sé definendo contemporaneamente il proprio raggio d’azione ed il limite di interazione concesso agli altri.
Se vogliamo far rete, il raggio intorno a noi è destinato ad allargarsi, facendo entrare nella nostra circonferenza altri, con i quali condividere spazi, bisogni, necessità, desideri, obiettivi, azioni. E’ una dimensione orizzontale che si nutre per definizione del tempo presente e che consente la proliferazione di situazioni.
Ma anche le buone pratiche lasciano il tempo che trovano se alla fin fine si riducono ad essere solo degli episodi eccellenti. La scommessa vera per rendere vivace ed utile la rete è quella di fare sistema tra progettualità e soggetti diversi, attraverso la disponibilità di dati che veicolino informazione, formazione, cultura. A tutto tondo. C’è anche un impegno sociale in questo, certo. Ma non serve né  l’ennesima piattaforma tecnologica, né l’ultimo metodo del blasonato guru, né l’aperitivo in terrazza  tra i soliti quattro amici che lanciano un evento in pompa magna.
Ciò che serve è essere in risonanza con quello che ci circonda, e che il nostro bisogno coincida con quello di altri, di tanti altri… Se poi aggiungi un briciolo di creatività, audacia, disponibilità, un paio di social e tanta passione, può succedere non solo che la rete  si crei, ma anche che si autoalimenti:

#adotta1blogger si è trasformata così in una rete in continua crescita (la madre dei blogger è sempre incinta!) che vanta al momento una cinquantina di blogger adottati in tutta Italia, un paio di “adozioni internazionali” ed una comunità molto attiva su facebook.  Perle nascoste portate alla luce che stanno mettendo in rete esperienza, professionalità, creatività, entusiasmo ed emozioni attraverso le pagine digitali dei loro blog. Donano una vitalità contagiosa attraverso le loro opere, che quotidianamente condividiamo; leggerli equivale a un’esperienza di realtà aumentata, è come vivere più esistenze contemporaneamente.
Un blogger lo sa bene che il proprio ritmo è quello del passista, ma quello che forse non si aspetta è che da qualche parte ci sia qualcuno che non solo lo osserva, ammira la sua resistenza e lo attende al traguardo per complimentarsi, ma che addirittura lo adotti, con un gesto di stima e affetto, senza scadenza, per quello che riesce a trasmettere: capacità di costruire valori solidi in un mondo liquido.

Paola Chiesa