Il 2015 di #adotta1blogger in nome della condivisione

I numeri della condivisione di #adotta1blogger

Data la mia natura piuttosto riservata, non sono abituata a fare bilanci in pubblico relativamente alle mie attività professionali, e ancor meno rispetto alle faccende più personali. Ma nel 2015 è successo qualcosa di diverso, assolutamente fuori da qualsiasi schema, e per me sconvolgente: #adotta1blogger.
Tutto nacque il 5 marzo 2015:  “vogliamo lanciare una simpatica campagna, per cominciare a costruire una rete, che potremmo definire di condivisione della conoscenza. E’ semplicissima e funziona così: condividiamo sui social 1 post di un blogger a scelta, dopo averlo possibilmente letto! Non c’è limite alle adozioni. Basta che ad ogni condivisione usiamo l’hashtag #adotta1blogger. La campagna inizia oggi e beh… il suo destino è nelle mani della rete.”
La rete ha decisamente compreso e ne ha avuto cura. Come quando lanciamo un sasso in un lago e osserviamo affascinati la propagazione delle onde che si allontanano via via in armoniosi cerchi concentrici, così #adotta1blogger si è sviluppato, approdando sul gruppo facebook, volutamente chiuso per proteggerlo e garantirne una crescita controllata.
E da lì ogni giorno ha portato una soddisfazione: dal logo alla mappa e ai tool tecnici, ai consigli, all’attività entusiasta e alle incursioni corsare di tutti coloro che sono presenti qui, e di cui presentiamo i “top engaged” da marzo ad oggi: Sonia Bertinat, Francesco Ambrosino, Rita Fortunato, Valeria Bianchi Mian, Nick Murdaca, Andrea Toxiri, Mirna Pioli, Gloria Vanni, Valentina Coppola, Fabio Piccigallo, Sylvia Baldessari, Bruna Athena, Anna Pompilio, Emma Frignani.

topeng2015E siamo cresciuti
“Mamma in quanti siete in #adotta1blogger?” “37!” ricordo che risposi a fine marzo, e brindammo con grande gioia per questa notizia. Se qualcuno mi avesse detto allora che a fine anno saremmo stati in 900 e passa, penso sinceramente che l’avrei mandato a quel paese…

chart1E siamo bene comune
Attraverso il metodo della condivisione la community è cresciuta in quantità e in qualità, grazie alla connotazione di “adozione”, che lega i membri di #adotta1blogger in modo elettivo e selettivo. E la qualità genera a sua volta partecipazione e ulteriore condivisione, fortificando legami e caratterizzando ogni giorno che passa il modo di essere di #adotta1blogger: non più un gruppo, ma una community di blogger, autori e giornalisti che fanno il “bene comune” divulgando conoscenza, riconoscendosi in essa ed amplificandone l’effetto grazie alle contaminazioni ed alle sinergie che nascono.

chart5E costruiamo...
Ci piace costruire, da zero, utilizzando simbolicamente antichi strumenti ma evidentemente sempre efficaci, quali il filo a pombo e la livella. La  perpendicolare, o filo a piombo, simboleggia il continuo approfondimento, la ricerca, la verticalizzazione della nostra conoscenza. Fornisce la verticale di una costruzione e permette di verificarne la stabilità. Di conseguenza rappresenta la competenza del blogger. La livella è uno strumento di precisione per la ricerca dell’equilibrio di una costruzione. Riferisce la conoscenza ad un piano orizzontale, comunitario, il solo che possa consentire il miglioramento della società. E’ la conoscenza condivisa e la scrittura sociale che ne scaturisce.

E produciamo…
Da aprile abbiamo lo strumento della rassegna stampa, bla bla blogger, con il quale veicoliamo in rete le connessioni tra post e blogger diversi, fortificando legami e valorizzando l’opera dei singoli, perché si sa, il tutto è maggiore della somma delle sue parti.

E innoviamo...
Interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione,  condite da cittadinanza attiva, attivismo digitale, filosofia e utilizzo degli open data, che sono per noi modalità nuove per consentire la collaborazione tra vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni, singoli cittadini) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione e di  sharing economy.

E ci ritroviamo adottati…da La Stampa
Il vento dell'”innovation without permission” che ci caratterizza, ha trasportato il nostro semino nella redazione della lungimirante testata sabauda, che ha deciso di ospitarci online con un’apposita rubrica dedicata alla community #adotta1blogger. Ci adotta. Addirittura! Non a caso, aggiungo volentieri, è anche il primo quotidiano italiano ad adottare la licenza Creative Commons per la condivisione dei suoi articoli!

E insieme attendiamo il Natale

La community di #adotta1blogger se l’è proprio goduto l’Avvento, grazie all’iniziativa del #bloggeravvento e alla rassegna stampa natalizia che hanno veicolato i preziosi post dei blogger, consegnandoli come pacchi dono a chiunque abbia voluto scartarli e leggerli.

Insomma, se ci voltiamo indietro, in questo 2015 #adotta1blogger ne ha fatta davvero tanta di strada.
Il segreto? Abbiamo vissuto intensamente i nostri piccoli passi quotidiani, con umiltà, lavoro costante, disponibilità e passione.
In #adotta1blogger ha vinto la semplicità. Quella delle grandi cose, che ci consente di guardare indietro con profonda riconoscenza verso tutti coloro che ci hanno consentito di raggiungere tale traguardo, e di guardare al 2016 con serenità e fiducia.

Grazie e Buon 2016 a tutti!

Paola

adotta1blogger_lr

 

 

 

 

 


bla bla blogger 20 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Finalmente l’autunno è arrivato! E’ il minimo che si possa dire di fronte alla galleria di quadri di alcuni grandi artisti che esprimono lo spirito di questa stagione, da Van Gogh ed Egon Schiele, a Signorini, Klimt e Kandinsky.
Metto insieme quel che mi circonda. L’impiegata, il padre di famiglia, la tossicodipendente, il manager rampante, la Vita, insomma. Che termina, per forza di cose, con la Morte.
Non è una provocazione, è una scelta. Scelgo di condividere meno come e frequentare più perché e perché no!
Per scoprire anche che la morte è un passaggio, un appuntamento che tutti siamo tenuti a rispettare. E includerla nel nostro orizzonte, pensarci, forse ci aiuta a vivere con maggiore pienezza tutto quel che viene prima. Proprio grazie alla rete è possibile un confronto spesso arricchente su un tema come questo.
E puoi recuperare punti di vista diversi, compresi i tuoi che nel tempo sono mutati, e analizzarli come se fossero le revisioni dei post in WordPress.
Ma non si può neanche solo immaginare di poter recensire una persona. Darle dei voti, consigliarla o sconsigliarla agli amici… si, proprio quello che sarà possibile fare con l’app Peeple.
Quale città attira un turismo giovanile alla portata di tutti per il suo fascino da paese dei balocchi? Amsterdam! Che nonostante le balordaggini che forse i nostri amici ci hanno raccontato, è una città sicura, pulita e organizzata.

Ovvero:

Storie d’autunno: i colori più belli attraverso gli occhi dei grandi artisti. di Arianna Senore

L’anatomia della distruttività umana secondo Vera Q. di Vera Q

Meno come fare per, più perché e perché no. di Gloria Vanni

Educazione digitale: intervista al Salone del Lutto. di Sylvia Baldessari

[Help WordPress]: Come ripristinare una vecchia versione del post. di Andrea Toxiri

Peeple: la app per recensire le persone. E sei subito Dio! di Simone Bennati

Amsterdam: è solo la città degli eccessi?! di Manu Nove

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Luca Borghi, Roberto Gerosa, Allegra Micky, Manu Nove, Emanuele Secco, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Coltivare la tua umanità non significa abbandonare l’uso dei social media, al contrario: utilizzali in modo ‘umano’, allinea la tua presenza online al tuo essere, solo così puoi essere credibile. Raccontando la tua realtà, con i tuoi limiti (vale anche per le aziende), le tue incertezze, i tuoi successi e come li hai raggiunti, la fatica che hai fatto.
Il web non è più una forma di promozione univoca. Oggi i grandi brand internazionali si promuovono fra di loro, attraverso contenuti video dai toni più o meno goliardici, attirando e raggiungendo in tal modo l’attenzione del loro target. Sanno che una comunicazione di questo tipo porta beneficio ad entrambe le parti, oltre che agli occhi del target.
Invece sai cosa succede quando ci si lamenta? Si interrompe l’evoluzione, è come se tu andassi nel criosonno per anni senza impostare una data di risveglio. Le opportunità ti passano davanti e tu non le vedi perché stai dormendo.
Ma insomma, la creatività dove è andata a finire? Strappata con la forza a coloro che la possedevano, trascinata sui social network e massacrata a colpi di copia e incolla. CTRL + C dopo CTRL + V.
Sei già stato alle Maldive? Hanno un’atmosfera unica e particolare, che con gli altri paradisi tropicali non ha nulla a che fare. Praticamente sono un mondo a parte.
Un po’ come le mamme perfette…
Però, quando si tratta di fare rete, le donne non le batte nessuno!

Ovvero:

L’umanità al tempo dei social media. di Maria Cristina Pizzato

La differenza tra il web e il web compreso dalle aziende (italiane). di Alessandro Pozzetti

Lamentarsi: 5 cose che succedono quando ti lamenti. di Sara Perico

Social Network: La creatività è morta, uccisa dal copia e incolla. di Simone Bennati

“Senti, dalle Maldive la cartolina non mandarla”. di Cristina Arborio

Back to school, back to work, ma ‘ndo vai se l’agenda non ce l’hai??? di Daniela Mosca

Il social è rosa. di Mara Roberti

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Stefano Bersanetti, Sonia Bertinat, Susanna Moglia, Mimmo Sermiento, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 1 luglio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger – speciale 7 membri più attivi nel mese di Giugno.

Questo numero della rassegna stampa contiene i post dei 7 membri che nel mese di Giugno sono stati più attivi nel gruppo facebook Adotta 1 blogger, attraverso adozioni, condivisioni, segnalazioni, commenti e suggerimenti. Si tratta di Mirna Pioli (Parma), Francesco Ambrosino (Avellino), Sonia Bertinat (Torino), Valeria Bianchi (Torino), Rita Fortunato (Udine), Nick Murdaca (Milano), Valentina Coppola (Palermo). In questo appuntamento mensile, i nostri blogger ci mettono la faccia. Come sempre, l’augurio è quello di vedere alternarsi e di presentarvi nelle pagine di questa rassegna stampa, volti sempre nuovi e diversi dei nostri blogger. A riprova del fatto che #adotta1blogger è una community variegata, condivisiva, orizzontale ed in costante crescita! Numero attuale dei membri della community: 432.

giugnob

Buona lettura!

Educare significa trovare le risorse interne di ognuno, aiutarlo a svilupparle, armonizzarle, e condurlo dove queste risorse lo possono condurre. Sollecitando, senza imporre. Ben diverso dall’istruire che è un “mettere dentro”, un riempire. Non che sia negativo, ma se fatto non in sinergia con l’educare rischia di diventare uno sterile indottrinamento. Sembra che attraverso la rete, sia  gli adulti che i ragazzi possano esprimere se stessi in un modo migliore che nella realtà. Un passaggio per poter incontrare l’altro spazzando le paure che l’incontro può creare. Oltretutto la disinibizione mentale che lo schermo permette, fa si che spesso si conosca una persona meglio in rete che nella realtà, e forse in tempi più ridotti. Questo a patto di portarvi e incontrarvi le persone “reali” e non le proiezioni fantasmatiche dei loro alter ego. In questo caso l’incontro è fasullo. Non meno piacevole, ma ingannevole. Per se stessi e per gli altri.
Questo continuo altalenare tra online e offline fa a volte apparire la vita come una pallina da golf e il suo movimento. Rimbalzi da una parte all’altra delle scelte fatte e subite. Scelte di cui, forse, non sei sempre consapevole ma che condizionano il corso della tua vita. Una presa di coscienza, seppur tardiva, ci può allora anche aiutare anche a comprendere, per esempio, che le donne che odiano le donne bloccano se stesse, si feriscono allo specchio, si distruggono. Le “altre” sono i riflessi del proprio Io, gli aspetti inascoltati. Donne che criticano altre donne perché le ritengono troppo sguaiate, troppo libere, troppo poco libere, troppo rigide, troppo superficiali o magari stupide, troppo attaccate all’estetica, troppo trascurate, troppo femmine, troppo poco femmine, troppo religiose, troppo progressiste, troppo fasciste, troppo… non comprendono che quella particolare donna che ci regala emozioni nel bene e nel male, ci aiuta a riconoscere un pezzettino di noi stesse, e in fondo ci fa prendere cura del principio femminile.
Se vogliamo parlare di cose da fare e da non fare, possiamo serenamente rifarci al filo conduttore della gentilezza che deve sempre accompagnarci, anche nel mondo del lavoro: ricordiamoci il nome di chi ci sta davanti e pronunciamolo spesso; arriviamo puntuali agli appuntamenti; ascoltiamo sinceramente ed attentamente il nostro interlocutore; durante una colazione di lavoro non controlliamo compulsivamente mail-sms-chiamate; curiamo il look… niente calzini corti o camicie a manica corta per gli uomini, niente eccessi per le donne (“se una donna è malvestita si nota l’abito, se è impeccabile si nota la donna.”, diceva Coco Chanel).
Perché esiste quel modo di dire comune: “Conta fino a dieci prima parlare!”. E’ semplice da capire ma, ammettiamolo, difficile da mettere in pratica! Dietro questo consiglio c’è in realtà una spiegazione scientifica legata al funzionamento del nostro cervello… prendersi il tempo necessario per non identificarsi con l’argomento, stoppare sul nascere la reazione emotiva che, per velocità, batterebbe sul tempo una risposta ponderata, e la ostacolerebbe. Rallentare il flusso delle parole, dando un ritmo a quello che diciamo: alternando le pause alle parole ci poniamo in un ascolto attivo e consapevole che aiuta a entrare maggiormente in sintonia con la persona con cui stiamo parlando.
Se sei un blogger, le persone per te sono molto importanti, se no per chi scrivi? Come fai, una volta pubblicato il tuo post sul blog, a diffondere i tuoi contenuti sfruttando i social?
Come sai un post non può vivere e prosperare autonomamente, a meno che tu non abbia puntato tutto sulla SEO. E’ indispensabile costruire una buona presenza sui social, condividere ed interagire con i lettori: insomma non chiuderti in te stesso, perché senza i lettori il tuo blog è destinato a fallire.
E poi ricordati sempre, che sia il neo blogger o aspirante tale, che quello già affermato, diventeranno veramente dei grandi se e quando capiranno che tutti abbiamo bisogno di tutti. Dalle nostre parti, cioé nella community #adotta1blogger, lanciamo per esempio un “adott-segnale” e in maniera partecipativa e condivisiva, con umiltà, facciamo tesoro dei consigli altrui, arricchendoci reciprocamente e, quindi, prendendoci ulteriormente cura dei nostri lettori.

Ovvero:

Educazione digitale: intervista a Sonia Bertinat. di Sylvia Baldessari

Ping Pong? di Rita Fortunato

Donne che amano/odiano le donne. di Valeria Bianchi

La gentilezza e le buone maniere nel mondo del lavoro: i 10 punti fondamentali. di Mirna Pioli

Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo. di Nick Murdaca

Cosa succede dopo aver pubblicato un post. di Francesco Ambrosino

I consigli dei blogger di #Adotta1Blogger per i nuovi o aspiranti blogger. di Valentina Coppola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Bruna Athena, Rita Fortunato, Roberto Gerosa, Alessandro Nasdrovian Mariani.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Molti decidono troppo presto di non pubblicare più nulla sul blog e lasciarlo sospeso nella rete come una nave fantasma, senza equipaggio e senza timone. I motivi possono essere vari: aver ottenuto scarsi risultati nel breve periodo, un cattivo posizionamento SEO, la mancanza di ispirazione, scarsa monetizzazione; a volte si sottovaluta che scrivere per il web presuppone delle regole da rispettare, dei meccanismi da conoscere, delle qualità da valorizzare ed alcune mancanze a cui ovviare. Senza considerare che la tua partita te la giochi nei dettagli.
Da una ricerca commissionata da AT&T negli Stati Uniti (Paese ligio alle regole) è emerso che il 70% delle persone comprese tra i 18 ed i 65 anni, utilizza regolarmente il proprio telefono mentre guida. O hanno scambiato il device con il volante, male interpretando il concetto che “siamo i capitani del nostro destino”, o è proprio vero che la Rete ci rapisce…
La vita è così: ti sorprende, nel bene o nel male, inaspettatamente; e poi certi attimi, di per sé senza importanza, ti fanno riflettere sul senso della vita intera. E ti ritrovi magari a cercarlo nelle vie nascoste, che sembrano invitarti a guardare cosa ci sia dietro… proprio come accade ad Urbino.
È merito della fiducia, in noi stessi e negli altri, se siamo capaci di chiacchierare con sconosciuti. E quando superiamo abitudini e paure, grazie alla fiducia riusciamo anche a praticare condivisioni impensabili fino a ieri. Riusciremmo probabilmente anche a comprendere che valorizzare le donne conviene alle aziende, anziché far vergognosamente aumentare del 30%, in cinque anni, la percentuale di casi di mobbing legati alla maternità.

Ovvero:

Perché alcuni abbandonano il proprio blog. di Mario Palmieri

(Saper) scrivere per il Web: quello che devi sapere. di Ludovica De Luca

Digitali significa rincoglioniti? di Loris Castagnini

Siamo i capitani del nostro destino. di Nick Murdaca

A modo mio — Tre giorni tra Urbino e dintorni. di Federica Farinelli

Gea Scancarello: sai perché mi fido di te? di Gloria Vanni

Mobbing e maternità, in Italia i casi aumentano. di Francesca Guinand

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Luca Borghi, Rita Fortunato, Susanna Moglia, Monia Taglienti.

Buona Lettura!

a cura di Paola Chiesa


#adotta1blogger e 1° maggio… so what?

Dalla community di #adotta1blogger una best practice sul lavoro collaborativo e di condivisione

La rete può essere più o meno silenziosa, più o meno estesa, più o meno comunicante, a seconda del linguaggio utilizzato. Sicuramente quella di #adotta1blogger non è mai ferma, e nei momenti di calma apparente, in realtà consolida le sue maglie, rafforzandone la struttura e permettendo così ai contenuti di farsi strada, individuando il percorso più scorrevole. La contaminazione che avviene grazie alla condivisione, crea legami tra contenuti e professionalità diverse, e può essere di stimolo per nuove progettualità. Alimentando curiosità, creatività, entusiasmo, legami. E per noi che lavoriamo in rete, questa si che è una festa!

Perciò questo primo maggio lo vogliamo festeggiare in modo originale (come del resto ci si aspetta dalla nostra brillante community, vero?), proponendo un excursus cronologico dal lancio della campagna #adotta1blogger ad oggi, per dimostrare cosa significhi lavorare in modo collaborativo e condivisivo. L’ordine di presentazione degli articoli è cronologico, ma quello di lettura è liquido, come il nostro laboratorio: perciò inizia e fermati dove vuoi, ci riconoscerai comunque per la coerenza. Ciao!

05/03/15 Adotta un blogger di Paola Chiesa

18/03/15 #adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete di Paola Chiesa

31/03/15 Stufo dell’uovo? Passa al blogger di Pasqua! di Paola Chiesa

29/03/15 Una playlist… liquida per una domenica di relax di Fabio Piccigallo

01/04/15 Il blogger e il coniglio pasquale di Fabio Piccigallo

01/04/15 A Pasqua (ma non solo) #Adotta1Blogger e fai networking! di Valentina Coppola

01/04/15 Buon compleanno, #LessIsSexy! di Gloria Vanni

02/04/15 Scrivo perché non so cantare. Una playlist lunga trent’anni di Francesco Ambrosino

03/04/15 Quattro Chiacchiere con Paola Chiesa, tra open data e #adotta1blogger di Francesco Ambrosino

05/04/15 #adotta1blogger…un mese fa di Monica D’Alessandro Pozzi

07/04/15 Tempo al tempo e #adotta1blogger! di Gloria Vanni

10/04/15 Quattro chiacchiere sul Social Care con Paolo Fabrizio di Francesco Ambrosino

13/04/15 #Adotta1blogger: se vuoi puoi! di Daniela Mosca

14/04/15 5 motivi (+ BONUS) per NON aprire un blog di Andrea Toxiri

14/04/15 40 Spesi Bene, le cose belle del web e #Adotta1blogger di Veronica Viganò

17/04/15 Tempo, linguaggio e #adotta1blogger di Rita Fortunato

25/04/15 Iniziative: #adotta1blogger di Ilaria Pasqua

27/04/15 #adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa di Paola Chiesa

27/04/15 #Adotta1blogger: dalla condivisione alla rassegna stampa di Annarita Faggioni

29/04/15 #adotta1blogger : Nessun uomo è un’isola di Andrea Toxiri

30/04/15 Come si cerca l’oro interiore? di Emma Frignani

a cura di Paola Chiesa


#adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa

Dal laboratorio liquido di #adotta1blogger a un progetto solido: la rassegna stampa “bla bla blogger”

Dalla iniziale campagna di condivisione abbiamo tessuto una rete con un intenso e piacevole lavoro di social knitting, al fine di creare sistema veicolando informazione, formazione e cultura. Poi il laboratorio liquido della community #adotta1blogger, per sua natura dinamico e dai contorni frastagliati, ha fatto il resto, creando le condizioni per iniziare a realizzare i progetti, cioé quelle attività concrete nelle quali incanalare l’esuberante flusso di energie del network; traducendo così il pensiero in azione.
E’ nato così il primo progetto di #adotta1blogger: la rassegna stampa quotidiana “bla bla blogger”.
Dal 4 aprile sulle pagine di questo blog, una rassegna stampa quotidiana degli articoli dei nostri blogger, accompagna dal lunedì al venerdì le nostre più o meno succulente pause pranzo (ma ben si adatta anche al caffè o al dopo cena, e forse anche come lettura per conciliare il sonno, chissà!)
Adozione, rete e sistema, i pilastri su cui si fonda #adotta1blogger, agiscono per mezzo della condivisione, modalità operativa per eccellenza della nostra community.
Quindi, tutti i post “adottati” vengono raccolti in un database ed elaborati per dar vita ad una rassegna stampa quotidiana, che viene poi condivisa non solo all’interno della community, ma anche generosamente fuori dalle mura, attraverso i social tradizionali. Un file quotidiano che ha un impareggiabile valore, per la qualità dei contenuti, per la varietà degli argomenti e per la cura con cui i blogger costantemente agiscono.
La costanza è in effetti un gene che ci caratterizza come community: come ho avuto già occasione di scrivere, il blogger è per sua natura un passista, abituato a ritmi su più turni, a fare le ore piccole e magari a non ricevere commenti sul proprio blog. Poi noi di #adotta1blogger siamo per giunta resilienti! Non lottiamo per liberarci da qualcuno, ma per sopravvivere alla crisi, consci del fatto che, se si è nel tunnel e non si riesce a scorgere la luce laggiù in fondo, forse è bene arredarlo…
Così, pur immersi in circostanze avverse, riusciamo nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare le difficoltà e a rinnovare la nostra esistenza, raggiungendo anche mete importanti. E sai perché? Per dirla con gli One Republic, perché “everything that kills me makes me feel alive”.

Grazie alla rassegna stampa, abbiamo realizzato anche una originale linea editoriale di #adotta1blogger, che scaturisce dalle connessioni che nascono, dagli approfondimenti degli argomenti e dalle affinità che si creano. Il risultato è una scrittura sociale elaborata concettualmente come una mappa mentale, con l’obiettivo di contestualizzare sempre il focus e la filosofia della nostra rete, e di creare anche l’humus adatto per la nascita di nuove progettualità, ulteriormente aggregative e di consolidamento.
Qualche aggiornamento sui numeri di #adotta1blogger? La community ha raggiunto in poco meno di due mesi il numero di 150 membri, ma è in continuo aumento, perciò dai un’occhiata all’omonimo gruppo su Facebook per sapere esattamente in quanti siamo! E per sapere chi siamo e come siamo distribuiti lungo lo stivale, abbiamo la mappa. E’ una crescita professionale, culturale, umana. Essendo tutti legati da una parentela di tipo elettivo, l’adozione, ovvio che abbiamo tutti l’interesse di crescere insieme, e bene.
In fondo è un gioco fatto di sapiente uso di filo a piombo e livella. Che c’entrano?
La perpendicolare, o filo a piombo, simboleggia il continuo approfondimento, la ricerca, la verticalizzazione della nostra conoscenza. Fornisce la verticale di una costruzione e permette di verificarne la stabilità. Di conseguenza rappresenta la competenza del blogger. La livella è uno strumento di precisione per la ricerca dell’equilibrio di una costruzione. Riferisce la conoscenza ad un piano orizzontale, comunitario, il solo che possa consentire il miglioramento della società. E’ la conoscenza condivisa e la scrittura sociale che ne scaturisce.
Pensare che c’è chi, in passato, grazie a questi strumenti, ha costruito addirittura dei templi, stabili ed in grado di durare nel tempo…

Paola Chiesa


Stufo dell’uovo? Passa al blogger di Pasqua!

logo
E’ gratis e non ingrassi: #adotta1blogger!

Dalla campagna di condivisione siamo giunti alla rete; ora l’obiettivo sul quale ci vogliamo misurare è ambizioso: fare sistema.
Tra chi e perché? Tra soggetti e competenze diversi, per veicolare informazione, formazione, cultura.  A tutto tondo.
Il nostro è un laboratorio liquido di conoscenza che sfrutta le potenzialità della rete e che si basa su una modalità operativa semplice: adottare un blogger significa scegliere un contenuto che ci è piaciuto (un articolo, un post,  un racconto, un video ecc.) e condividerlo sui social affinché generi ulteriore conoscenza.
La condivisione è un passaggio logico che consente di trasferire integralmente un contenuto, rendendolo disponibile ad altri, ma permette anche di creare un’interazione tra lettore e  blogger, attraverso i commenti,  evidenziando gli aspetti che ci hanno colpito e quelli su cui siamo magari più critici,  e generando in tal modo anche un valore aggiunto che possa essere di stimolo  per l’approfondimento successivo dell’argomento.
Siamo entrati nella settimana di Pasqua e in primavera, con tutta la relativa simbologia della rinascita. Non può perciò mancare l’uovo, inteso come simbolo di gestazione del cambiamento e miglioramento.  Ma per essere credibili (ahi la coerenza!)  e se vogliamo che l’ambiente che ci circonda cambi, ognuno di noi deve fare il primo passo.
Perciò, che tu sia un blogger, un autore o un lettore poco importa. Vuoi sostenere la causa? Si?
Allora scegli un blogger che ti piace e  regalatelo! Si esatto, fatti un dono, ma anziché l’uovo di cioccolato, regalati il blogger di Pasqua: leggilo periodicamente, commenta ciò che scrive e condividi i suoi articoli . Non farlo una tantum, fai sì che faccia la differenza e che diventi un modo virtuoso di vivere il web; adotta anche più blogger e contenuti diversi, non essere timido, sono belle le famiglie numerose!
#adotta1blogger è un modo di porsi verso le notizie e i fatti, fatemi dire i dati (!), non da spettatore, ma da protagonista, veicolando nella rete valori di cambiamento, di solidarietà, di sostenibilità, partecipazione e cittadinanza attiva.
Nei giorni scorsi ho assistito ad uno spettacolo teatrale sul Rebetiko,   il blues greco nato a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i  primi del Novecento nei bassifondi della società greca. Parla di emarginati, di droga, di prigione, di prostituzione.  Non c’è un modo rebetiko di pensare, c’è un modo  rebetiko di vivere, magistralmente descritto dallo scrittore Elias Petropoulos, ricercatore, “antropologo urbano”, intellettuale anarchico e allergico ad ogni tipo di autorità; fu imprigionato sotto il regime dei colonnelli e più volte censurato, perché   storico dell’ombra, speleologo dei bassifondi, Magellano dei continenti perduti, cantore dei silenziosi, biografo degli anonimi.
“Il rebetiko è un lamento che si canta in coro, ma si balla da soli” (Vinicio Capossela).
Non ha una coreografia, non ha dei passi, ognuno esprime in quel ballo il proprio malessere, e si danza  quasi avvolti su se stessi e con lo sguardo basso, come se non ci fosse speranza di migliorare la propria vita. Per me il rebetiko è come se fosse quella fase della vita in cui tocchi il fondo. Poi o soccombi, o arriva la fase del Sirtaky, in cui ti rialzi e scopri la bellezza ed il valore dei compagni, che le difficoltà della vita ti avranno insegnato a scegliere con cura. E il ritmo accelera, lo sguardo torna a risollevarsi, spunta un sorriso…

Ecco, noi di #adotta1blogger ci collochiamo esattamente nella fase del sirtaky, e ne cogliamo con gioia i primi segnali:

Immagine:  grazie alla blogger Gloria Vanni abbiamo un bel logo che ci rappresenta: non a caso è un cerchio in espansione che richiama la rete, il coivolgimento , la morbidezza, la generosità, un faccino sorridente e felice, quello di chi è stato adottato, appunto. blogger0
Identità: grazie alla blogger Lucia Schirru ci potete trovare su una splendida mappa che georeferenzia i blog, indicandone anche il relativo anno di nascita.
E poi c’è l’affaccendarsi di tutti quanti in un’attività frenetica, tra contenuti e connessioni vecchie e nuove.
Prova a chiedere a un blogger perché scrive e perché mai qualcuno dovrebbe leggerlo… Le risposte saranno le più disparate e a tratti pittoresche: da Fabio Piccigallo: “Io scrivo perché sto continuando a inseguire il Road Runner” con tanto di post che te lo spiega, a Marco Freccero:” Prima la storia, poi il lettore” a Stefania Cunsolo: “Le mie esperienze, recensioni, articoli, ricette e videoricette direttamente #inyourkitchen”, a Valentina Coppola: “Avevo bisogno di un luogo online in cui raccogliere le idee e le notizie riguardanti il mio lavoro. Sin da subito è diventato però qualcosa di molto più personale. Oggi raccoglie anche le mie riflessioni e racconti. Lo definirei uno storytelling-blog, un blog che mi racconta”, a Gloria Vanni: “Credo nella sharing economy, pratico l’economia della fiducia, mi diverto a parlare con gli sconosciuti, condivido ciò che mi piace, sostengo il benessere, la gentilezza e i sorrisi a casaccio. What else? #LessIsSexy!”
Si è vero, a volte la risposta alla domanda sembra un po’ enigmatica, anche se proviamo ad individuare delle parole chiave: Road Runner –Storia-Esperienze-Luogo online-Storytelling-Sharing economy-Fiducia-Sconosciuti-Benessere-Gentilezza…
Quindi non ci resta che una cosa per capire a fondo un blogger: leggerlo, per far emergere la qualità di ciò che fa, comprenderla e diffonderla, contribuendo dal basso ad aumentare la conoscenza, in modo interattivo e con spirito critico; facendo sistema, per rinnovare il sistema.

Paola Chiesa


#adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete

adotta 1 blogger
Nella rete dei blogger “adottati”

La campagna #adotta1blogger  nasce in sordina la notte del 5 marzo scorso, complice una strepitosa luna piena, mi piace pensare. Ho la fortuna di vivere nei pressi della basilica di Superga, sulla collina di Torino, ripresa in un suggestivo timelapse proprio di quella notte. Ho un debole per questo luogo sacro, da tempo complice dei momenti belli e rifugio per quelli bui, oltretutto una manna per il mio pessimo senso dell’orientamento.
Quella notte avrei dovuto scrivere un post sull’e-commerce, ma  sono scivolata su ben altro… ed ha preso il sopravvento la Rete, non intesa come social media o genericamente il web, ma come quella energia che da anni caratterizza il mio modo di essere e di agire. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi. E ciò accade sempre di più nella nostra società, tant’è che siamo di fatto coinvolti nelle dinamiche della smart community, dove interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione. Così anche la cittadinanza attiva, l’attivismo digitale, l’utilizzo degli open data, sono in fondo modalità nuove per consentire la collaborazione di vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione, sharing economy e sostenibilità.
D’altra parte la rete non è una linea retta immaginabile come una sequenza di prima e dopo. E’ invece più simile ad un cerchio, quello che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, traccia simbolicamente attorno a sé definendo contemporaneamente il proprio raggio d’azione ed il limite di interazione concesso agli altri.
Se vogliamo far rete, il raggio intorno a noi è destinato ad allargarsi, facendo entrare nella nostra circonferenza altri, con i quali condividere spazi, bisogni, necessità, desideri, obiettivi, azioni. E’ una dimensione orizzontale che si nutre per definizione del tempo presente e che consente la proliferazione di situazioni.
Ma anche le buone pratiche lasciano il tempo che trovano se alla fin fine si riducono ad essere solo degli episodi eccellenti. La scommessa vera per rendere vivace ed utile la rete è quella di fare sistema tra progettualità e soggetti diversi, attraverso la disponibilità di dati che veicolino informazione, formazione, cultura. A tutto tondo. C’è anche un impegno sociale in questo, certo. Ma non serve né  l’ennesima piattaforma tecnologica, né l’ultimo metodo del blasonato guru, né l’aperitivo in terrazza  tra i soliti quattro amici che lanciano un evento in pompa magna.
Ciò che serve è essere in risonanza con quello che ci circonda, e che il nostro bisogno coincida con quello di altri, di tanti altri… Se poi aggiungi un briciolo di creatività, audacia, disponibilità, un paio di social e tanta passione, può succedere non solo che la rete  si crei, ma anche che si autoalimenti:

#adotta1blogger si è trasformata così in una rete in continua crescita (la madre dei blogger è sempre incinta!) che vanta al momento una cinquantina di blogger adottati in tutta Italia, un paio di “adozioni internazionali” ed una comunità molto attiva su facebook.  Perle nascoste portate alla luce che stanno mettendo in rete esperienza, professionalità, creatività, entusiasmo ed emozioni attraverso le pagine digitali dei loro blog. Donano una vitalità contagiosa attraverso le loro opere, che quotidianamente condividiamo; leggerli equivale a un’esperienza di realtà aumentata, è come vivere più esistenze contemporaneamente.
Un blogger lo sa bene che il proprio ritmo è quello del passista, ma quello che forse non si aspetta è che da qualche parte ci sia qualcuno che non solo lo osserva, ammira la sua resistenza e lo attende al traguardo per complimentarsi, ma che addirittura lo adotti, con un gesto di stima e affetto, senza scadenza, per quello che riesce a trasmettere: capacità di costruire valori solidi in un mondo liquido.

Paola Chiesa


Adotta 1 blogger!

blogger
Campagna di condivisione #adotta1blogger

E’ una figura un po’ ottocentesca quella del blogger, immersa nelle letture, nei silenzi, nei sogni, spesso nel disordine delle cose di casa, nelle quali è facile che si perda… Ma è anche piuttosto organizzato, si districa in fondo bene tra strategie, piani editoriali ed analytics, sa ben condire testi con immagini e video, dosare tempi. Seduce anche gli sconosciuti, già. O almeno ci prova…
Il suo pubblico è esigente, sfuggente, spesso infedele, volubile, non sempre puntuale agli appuntamenti. Lui che è un po’ scrittore un po’ grafico un po’ informatico un po’ psicologo un po’ sociologo un po’ creativo, può trovare spunti di ispirazione in tutto e niente, si entusiasma e si abbatte altrettanto facilmente, perché è  un attento osservatore, completamente immerso nel flusso di ciò che gli accade attorno. Lui c’è, punto. E’ una piccola certezza, è un innamorato non sempre corrisposto, sempre disponibile ad instaurare connessioni e conversazioni, spesso critiche, a volte coraggiose. Non a caso il suo habitat naturale è costituito dai social.
Il blogger fa sempre il primo passo, del resto la sua stessa etimologia lo richiede: blogger è l’autore di un blog, a sua volta contrazione di  web-log, cioé diario in rete. Poi quello che succede succede… certo che se non succede nulla va in crisi forte! Perché se scrivi in rete, l‘interazione non è solo gradita, è anche necessaria.
Per che cosa? Ad esempio nel nostro caso serve per creare ponti di comunicazione tra vari soggetti di un territorio, pubblici e privati, su temi spesso sconosciuti ai più, quali open data, digitale, smart communities, commercio elettronico, per contribuire a renderli più comprensibili e, di conseguenza, utili per migliorare e misurare il livello della qualità della vita.

Perciò veniamo alla campagna #adotta1blogger. Avete notato che c’è sempre un giorno per tutto e per tutti? quello della mamma, del papà, dei nonni, della donna, del libro, dell’albero… del gatto!
Lungi da noi l’idea di suggerire la creazione di nuove festività (per carità), vogliamo invece lanciare una simpatica campagna, per cominciare a costruire una rete, che potremmo definire di condivisione della conoscenza. E’ semplicissima e funziona così: condividiamo sui social 1 post di un blogger a scelta, dopo averlo possibilmente letto! Non c’è limite alle adozioni. Basta che ad ogni condivisione usiamo l’hashtag #adotta1blogger. La campagna inizia oggi e beh… il suo destino è nelle mani della rete.
Se ti va, #adotta1blogger! Se non ti va, ogni tanto magari leggilo…

Vuoi sapere come sta procedendo la campagna? Clicca qui!

Paola Chiesa


Musica e rete

Musica
Musica e rete

Se quando sei felice ascolti la musica… Se quando sei triste ascolti la musica… Se quando guidi ascolti la musica… Se quando ascolti la musica hai un’intuizione… Se quando ascolti la musica non riesci a fermare la commozione… Se quando ascolti la musica devi prendere carta e penna perché credi nella comunicazione… …forse è perché cerchi una condivisione con l’universo che ti circonda e di cui sei parte, un rifugio che ti accolga e che ti ricordi che anche tu sei parte di qualcosa di meraviglioso…


Tutti parlano di buoni propositi…

Buoni propositi
Buoni propositi per l’anno nuovo

E allora ecco i nostri buoni propositi, o meglio quelli che ci piacerebbe vedere applicati; abbiamo pensato a qualcosa di (ovviamente) diverso ed originale:

se sei un filosofo chiamala successione di Fibonacci, se sei più pragmatico chiamala realtà aumentata.

0 Chi non ha nulla da dire volendo potrebbe anche restare in silenzio
1 Tutti quelli che dispensano consigli su come fare per ottenere il meglio dai social, per una volta potrebbero limitarsi a darli se gli vengono richiesti
1 Cosa ci fai sul piedistallo col ditino alzato? O sei un direttore d’orchestra oppure scendi dai e siediti con gli altri, magari in cerchio…
2 E per una volta chiedere consigli? Ad esempio su come viene percepito il proprio modo di agire, la
propria persona; è indice di umiltà, modestia e rispetto degli altri, in particolare di quelli con cui desideri interagire
3 Il personal branding non vale solo per il cliente; potresti stupirti a scoprire, bevendo il caffè in un bar senza wifi, che la gente si fida di te perché gli hai dimostrato umanità o gli hai dedicato semplicemente parte del tuo tempo prezioso
5 Siccome social non significa né nicchia né trendy né elite, ma deriva da societas, composta da tanti socii, cioè compagni, amici, alleati, che variamente aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni, non avere paura degli sconosciuti, sii sufficientemente curioso per capire se il loro obiettivo è sovrapponibile al tuo!
8 Una rete di persone, aziende ed enti? Perché non chiamarla Comunità?


Let’s dance!

social network
Social network

Non importa quale social network usi di più…che sia facebook o twitter o google+ o pinterest o altro poco importa… di base c’è che cerchi un contatto con l’ambiente circostante, per osservarlo, migliorarlo, criticarlo, condividerlo…
Che tu lo voglia o no, diventi l’anello di una catena, una maglia della rete: se debole o forte sta a te deciderlo, dipende da quanto sarai in grado di interagire nella comunità di riferimento, e di far sentire la tua voce. Con l’accortezza di non essere un anello né troppo forte né troppo debole, perché in entrambi i casi il risultato è identico: la catena si spezza.

Che dire, un bell’esercizio di equilibrio e di coscienza collettiva! Quindi balliamo!


La comunità non va in vacanza…

Comunità
Diventare una comunità

Non abbiamo mai ben compreso né l’ansia spasmodica di staccare freneticamente dal lavoro il venerdi
pomeriggio, né il lutto del lunedì mattina di ritorno dal fine settimana. Di conseguenza neanche la “vacanza” letteralmente intesa come vuoto mentale, d’obbligo nelle ferie estive, o natalizie, ecc.
Non parliamo di essere immediatamente produttivi alla ripresa del lavoro, ci vuole tempo per
riabituarsi…eh!

Troviamo invece stimolante il fatto di essere con le antenne protese a captare sensazioni, stimoli,
idee, progetti, intuizioni, senza particolari soluzioni di continuità. Sarà che per noi il “qui ed ora” non è uno slogan ma un modo di vivere, sarà forse per un ancestrale bisogno di ribadire, attraverso la presenza, l’affidabilità dell’ “esserci”, in ogni caso se la rete è attiva ha più chance di diventare una comunità!

Per cui che aspettiamo? Attiviamoci!