bla bla blogger 11 luglio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Vuoi aprire un blog? Allora dovresti sapere che ogni giorno nascono e muoiono milioni di blog in tutto il mondo, ma solo pochi hanno vita lunga. Molti di più chiudono miseramente dopo circa sei mesi, forse un anno.
In ogni caso è utile misurare la qualità del proprio sito web. Per esempio con un test, rispondendo a delle domande che possono aiutare a valutare la presenza online.
D’altra parte, l’utente che naviga sul web è spesso vittima di bombardamenti mediatici, mentre altri ci guadagnano, quanto meno in visibilità. Un esempio? Il caso Aranzulla-Wikipedia.
Diciamo che è sempre bene effettuare qualche backup; se, come sembra, Google Chrome è al momento il browser più utilizzato dagli utenti italiani, nonché da quelli di tutto il mondo, può essere utile utilizzare Google Chrome Backup, il tool attraverso il quale è possibile effettuare il backup su disco del proprio profilo di Chrome.
Poi ci sono fiabe che ci insegnano diversi modi per “salvarci”: Pinocchio muore come legno e rinasce come essere umano. Lì comincia la sua vita, guarda quel pezzo di legno e dice: “Che buffo”. Esattamente come diremmo noi se guardassimo il nostro io pieno di pregiudizi, di false illusioni, di credenze popolari.
Si tratta di modi non convenzionali di vedere le cose, come quel veterinario secondo il quale cani e gatti vanno vaccinati fino ai 18 mesi, perché poi basta controllare se hanno adeguati anticorpi. Chissà…
Poi ci sono i libri, rassicuranti come coperte, magari sfogliati gustando  una buona sangria, tapas e paella de marisco  a Barcellona.
BeFunky! Non è un’esortazione, ma un tool particolarmente adatto a chi non sa usare benissimo i programmi di foto-ritocco più avanzati. Magari a qualcuno potrebbe servire.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Letteratura: di cosa stiamo parlando? di Rita Fortunato

Muori o rinasci? Scegli tu! di Noemi Bengala

Come aprire un blog e guadagnare online nel 2016. di Alessandro Nicoletti

Wikipedia e il caso Aranzulla: ma chi se ne frega. di Andrea Toxiri

Benessere
Il veterinario? Lo voglio non convenzionale! di Gloria Vanni

Turismo
Barcellona: Odi et amo. di Elisa Salvadeo

Tools, Tutorials
Come fare il backup di un profilo di Chrome. di Simone Bennati

BeFunky, un buon editor di foto online. di Valentina Coppola Sinagoga

Come si misura la qualità di un sito web? di Diego Ricci

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Noemi Bengala, Bruna Athena, Sonia Bertinat, Gloria Vanni, Silvia Camnasio, Maff Dal.

A cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 febbraio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

La vecchia concezione dell’economia di massa è alle nostre spalle, navighiamo ormai verso un’attenzione particolare dell’utente come individuo. E’ ora tempo di trattare il Cliente da Umano, con tutte le sue peculiarità e con il bagaglio emozionale che porta dentro.
Poi vai al supermercato e…”La signora ha sollevato il viso, mi ha osservata per un lungo attimo col sopracciglio alzato, come se le avessi appena chiesto di regalarmi il suo bel cappottino. “No”.
Il tema dell’ambiguità dell’essere umano rappresentato nella sua schiaffeggiante umanità, è in fondo anche un tema costante sia di Stanley Kubrick che di Diane Arbus, che lavorano con soggetti umani più o meno stravaganti e in qualche caso spaventosi.
Sarà allora interessante vedere chi troveremo nel #CurriculumDelLettore di febbraio!
Del resto i dati italiani dicono che la depressione ha toccato almeno una volta la vita del 13,5% della popolazione. Forse nutriamo un interesse eccessivo per il nostro sé, e ci occupiamo poco del bene comune?
Bene comune è anche l’amaro caso della Baronessa di Carini, esempio quasi unico di come a volte l’arte, quella più popolare, quella della musica, delle canzoni e della poesia, possa sostituire e addirittura riempire i vuoti che la storia ufficiale, colpevolmente e consapevolmente, cerca a volte di nascondere con tutti i suoi mezzi.
La migliore strategia per seppellire i commenti negativi? Promuovere servizi di qualità e avere una condotta ineccepibile: in tal modo, saranno i clienti stessi a fare pubblicità al brand, gratuitamente e in maniera del tutto spontanea, mossi dalla fiducia e dal senso di sicurezza sviluppato nei confronti dei nostri servizi.
Nel frattempo proviamo a realizzare un Opt-in form di un blog WordPress attraverso il MailChimp Widget e vediamo alcune estensioni essenziali per Gmail.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
La stagione del basilico. di Barbara Boggio

#CurriculumDelLettore, il trio di febbraio. di Rita Fortunato

Social media
Facebook Reactions | La storia infinita. di Monia Taglienti

Brand reputation
Gestione dei commenti negativi e brand reputation. di Emma Frignani

Pedagogia, Psicologia
E se non ci fosse proprio nulla di cui preoccuparsi? di Marina Innorta

Fotografia, Cinema
Identical Twins, la Arbus e Kubrick. di Sara Munari

Canta il giallo: l’amaro caso della Baronessa di Carini.  di Alessandro Borgogno

Tools, Tutorials
Come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook con MailChimp. di Federico Chigbuh Gasparini

5 estensioni Gmail essenziali. di Roberto Gerosa

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Andrea Girardi, Rita Fortunato, Nick Murdaca, Luca Stel,  Noemi Bengala, Emanuele Secco, Valeria Bianchi Mian, Andrea Toxiri, Francesco Ambrosino.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 23 dicembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Possiamo parlare finalmente di un mercato globale digitalizzato che si regge su tre concetti:qualità dei prodotti, marketing e servizio clienti.
Non dimentichiamoci mai che la comunicazione deve sempre essere strategica per brand e aziende e non solo far parlare di sé senza uno scopo concreto. Non si vive di sola visibilità,  il fumo non basta più. Se non si è capaci lasciamo stare. È meglio.
Cosa vuole dire essere primi? Quanto vogliamo essere primi in tutto e per tutto, o ci sentiamo meglio ad essere consistenti ed interessanti per un gruppo?
La positività a tutti i costi, ci rende finti, stupidi e fragili. Deve essere il risultato di un processo interiore di consapevolezza ed accettazione di noi stessi così come siamo.
Io alla storia delle fasi che iniziano e finiscono senza lasciar traccia, non ci ho mai creduto. Ogni evento lascia un segno, una propaggine, un pezzettino, un sassolino che ci accompagna al riparo in una tasca. Ed è bello che sia lì, nella tasca dico, perché mi piace poter infilare la mano e sapere che sono io, sempre, e anche quel sassolino che mi porto dietro è parte di me.
Ricorderò sempre quando un giorno il Guerriero mi disse:  “Io e te siamo pareja, siamo uguali dentro questa relazione”.
E poi… c’è qualcosa di magico nelle biblioteche. Sono luoghi dove, non appena si entra, non si può fare a meno di ammutolire, non solo per rispettare chi vi sosta per leggere o studiare ma anche per l’immensità della cultura conservata e per come sono predisposti gli spazi.

Ovvero:

I negozi del futuro potrebbero non avere più le pareti,i manichini e le commesse. di Angelo Cerrone

La mitologia del pensiero positivo. di Carmen Innocenti

Sto attraversando la fase di attraversare una fase. di Veronica Barsotti

Più parejas, meno coppie – contro la violenza sulle donne. di Giulia Calli

Le più belle biblioteche del mondo in splendide foto. di Rita Fortunato

La finiamo con questo marketing non convenzionale improvvisato? di Matteo Pogliani

“Essere primi” è un’idea vincente? di Daniela Pellegrini

Le adozioni e segnalazioni sono state effetuate da: Delia Enigmamma, Rita Fortunato, Anna Pompilio, Andrea Toxiri, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 13 novembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Oggi abbiamo un’intervista a un artista poliedrico: un prestigiatore, un attore comico, un cabarettista, un mimo, un animatore per adulti e bambini e persino un acrobata.
Il collage come immaginario. Ad un certo punto, presa da slancio creativo, lascio che i miei pensieri fluttuino liberi. Non do più una direzione, li lascio correre come le onde che si inseguono nel mare.
Ho scelto.
Mi sono presa cura di lui.
Mi sono focalizzata.
Ho avuto fiducia.
E’ il mio sogno che si sta realizzando.
Pensate per un attimo di restare senza latte artificiale. Sareste capaci di affidare serenamente il vostro bambino al seno di un’altra donna?
Urge sapersi destreggiare per sopravvivere al discussionismo dilagante sui social.
Sarebbe utile anche agli scrittori indie per utilizzare al meglio i social, ai fini della promozione delle loro opere.
Qualità non significa necessariamente efficacia e questo vale anche per il cosmetico skin care. Ogni consumatore può, in funzione delle sue aspettative, ritenere di qualità un prodotto anziché un altro.

Ovvero:

Sogni e progetti: la magia va in scena, intervista a Jefte Fanetti. di Elena Santoro

Sono una strega … ma non mangio i bambini. di Arianna Techel

Sto realizzando il mio sogno. di Assunta Corbo

Figli di latte e figli di tutti. di Sabina Frauzel

A me è andata così, quindi è così. di Delia Enigmamma

Social network per scrittori indie. di Gaspare Burgio

Cosmetici a prezzi esagerati: gioielli o fuffa? di Rodolfo Baraldini

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sonia Bertinat, Sonia Calamiello, Federica Colantoni, Emma Frignani, Marina Guarneri.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 10 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Nel content marketing la creazione di contenuti di qualità è legata tanto alla capacità di storytelling aziendale e di comprendere correttamente i bisogni espressi dai propri clienti, quanto alla capacità di utilizzare in modo creativo i contenuti disponibili al fine di produrne di nuovi.
Non esistono clienti incontentabili. Ci sono clienti che non conoscono le difficoltà del tuo lavoro, delle modifiche o delle implementazioni che ti stanno chiedendo. Sta a te farglielo comprendere senza però mai salire in cattedra. In ogni caso il cliente più esigente è anche quello che ti spinge al miglioramento, a cercare alternative e soluzioni meno ovvie.
Se poi devi scrivere un testo ma non bastano le parole per descrivere un profumo, un colore, come quello delle onde infinite di cespugli viola di lavanda che si susseguono senza tregua, come un mare dal profumo pungente, ma rilassante, allora prendi l’auto, vai in Provenza e scatta delle belle foto.
Poi usa Pinterest, così avrai modo di catturare l’attenzione degli altri utenti sfruttando più sfaccettature di un solo argomento.  Già, perchè spesso il problema è proprio cercare l’immagine “perfetta”, quella che meglio si adatta al nostro post. E in questa fase si perde molto tempo, andando sui vari siti di stock photo e di immagini royalty free. Con Pinterest avrai invece mille modi per raccontare una solita cosa: per colore, per forme, per utilizzo.
La libertà di movimento che abbiamo grazie al fatto di utilizzare sempre di più notebook e tablet, non significa che lavorare stravaccati sul divano, nelle posizioni più improbabili sia una buona idea, in particolare se lo si fa per molte ore, e se non si hanno più vent’anni. Pochi semplici accorgimenti, ci permetteranno di lavorare col computer senza doverci per forza ammalare, ingobbire, accecare, ecc. E poi è giunta anche l’ora di farla una riflessione educativa su un uso consapevole della rete… Non lasciamo i nostri intenti ai 140 caratteri, ma proviamo a creare connessioni e non solo in termini digitali, ma anche di senso, di idee, di esperienze e di significato. Perché il confine tra reale e virtuale è piuttosto sottile, uno specchio davanti a noi, con il rischio di non capire da quale parte del riflesso stiamo.

Ovvero:

Content Marketing: a che livello sei? di Fabio Piccigallo

Come gestire il cliente che (non) sa quello che vuole. di Mirna Pioli

Una terra color lavanda: la Provenza. di Martina Sgorlon

8 consigli per utilizzare al meglio Pinterest. di Elisa Spinosa

Essential Tools: un’utilissima raccolta di immagini free. di Francesco Ambrosino

Lavorare al computer è più duro di quanto pensi. di Lorenzo renzulli

#EducativoDalWeb – Seconda puntata. di Sylvia Baldessari

Le adozionie e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Sonia Bertinat, Valeria Bianchi Mian, Danila Ceschi, Monica D’Alessandro Pozzi, Annarita Faggioni, Francesco Mercadante

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 29 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Molti decidono troppo presto di non pubblicare più nulla sul blog e lasciarlo sospeso nella rete come una nave fantasma, senza equipaggio e senza timone. I motivi possono essere vari: aver ottenuto scarsi risultati nel breve periodo, un cattivo posizionamento SEO, la mancanza di ispirazione, scarsa monetizzazione; a volte si sottovaluta che scrivere per il web presuppone delle regole da rispettare, dei meccanismi da conoscere, delle qualità da valorizzare ed alcune mancanze a cui ovviare. Senza considerare che la tua partita te la giochi nei dettagli.
Da una ricerca commissionata da AT&T negli Stati Uniti (Paese ligio alle regole) è emerso che il 70% delle persone comprese tra i 18 ed i 65 anni, utilizza regolarmente il proprio telefono mentre guida. O hanno scambiato il device con il volante, male interpretando il concetto che “siamo i capitani del nostro destino”, o è proprio vero che la Rete ci rapisce…
La vita è così: ti sorprende, nel bene o nel male, inaspettatamente; e poi certi attimi, di per sé senza importanza, ti fanno riflettere sul senso della vita intera. E ti ritrovi magari a cercarlo nelle vie nascoste, che sembrano invitarti a guardare cosa ci sia dietro… proprio come accade ad Urbino.
È merito della fiducia, in noi stessi e negli altri, se siamo capaci di chiacchierare con sconosciuti. E quando superiamo abitudini e paure, grazie alla fiducia riusciamo anche a praticare condivisioni impensabili fino a ieri. Riusciremmo probabilmente anche a comprendere che valorizzare le donne conviene alle aziende, anziché far vergognosamente aumentare del 30%, in cinque anni, la percentuale di casi di mobbing legati alla maternità.

Ovvero:

Perché alcuni abbandonano il proprio blog. di Mario Palmieri

(Saper) scrivere per il Web: quello che devi sapere. di Ludovica De Luca

Digitali significa rincoglioniti? di Loris Castagnini

Siamo i capitani del nostro destino. di Nick Murdaca

A modo mio — Tre giorni tra Urbino e dintorni. di Federica Farinelli

Gea Scancarello: sai perché mi fido di te? di Gloria Vanni

Mobbing e maternità, in Italia i casi aumentano. di Francesca Guinand

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Luca Borghi, Rita Fortunato, Susanna Moglia, Monia Taglienti.

Buona Lettura!

a cura di Paola Chiesa


Al panda piacciono i contenuti di qualità

panda1

 

I contenuti di qualità migliorano l’indicizzazione

Google sta dando sempre più importanza alla qualità dei contenuti, con la creazione di algoritmi sempre più raffinati e in grado di distinguere un buon contenuto da uno pessimo. In generale è cambiata la filosofia con cui vengono valutati i siti, mettendo al primo posto l’interesse degli utenti.

L’algoritmo Panda, al di là del suo nome simpatico e innocente, analizza i contenuti e penalizza i siti che non rispettano una serie di requisiti.

Ricordatevi che una penalizzazione da parte di Google può spostare il vostro sito dalle prime pagine della Serp alle ultime rendendo davvero difficile recuperare posizioni:

Possiamo dividere i contenuti a rischio penalizzazione in 5 categorie:

Contenuti inconsistenti

Una pagina con poche righe di testo e centinaia di link verso i prodotti, non ha alcuna utilità per il lettore. Inoltre i motori di ricerca hanno bisogno di buoni contenuti per determinare la rilevanza di una pagina rispetto a una ricerca. Senza un buon contenuto il motore non riesce a capire qual è l’argomento di cui si parla nella pagina.

Contenuti irrilevanti

Una pagina potrebbe inizialmente sembrare rilevante al motore di ricerca per una determinata ricerca, ma se l’utente non trova ciò che cerca, esce dalla pagina. Alla lunga, il comportamento dell’utente viene analizzato da Google che finisce col penalizzare i siti che non offrono i contenuti promessi. Anche una pagina molto vecchia potrebbe risultare irrilevante: è importante aggiornare continuamente le pagine di testo altrimenti Google potrebbe crearsi la convinzione che il sito sia stato abbandonato.

Contenuti generati automaticamente

Ripetendo contenuti quasi uguali per ogni pagina del sito, si alleggerisce il lavoro ma non si offre un buon servizio agli utenti. Inoltre anche i motori di ricerca se ne accorgono. Per quanto possa essere difficile, bisogna comunque sforzarsi di rendere unica ogni pagina del proprio sito.

Contenuti aggregati

Aggregare contenuti provenienti da altri siti può aver senso solo se si utilizzano in piccola percentuale. Nel caso, meglio segnalare la fonte e inserire un link all’originale.

Contenuti duplicati

È sempre preferibile non creare testi con il “copia e incolla”. I contenuti creati così vengono riconosciuti da Google come un doppione, e fortemente penalizzati.

 

Panda penalizza, ma può anche premiare!

Se il vostro sito è stato penalizzato o non volete rischiare che accada ecco alcuni suggerimenti che potete mettere in atto:

  • Scrivi per informare e coinvolgere.  Il contenuto si valuta sulla base di ciò che un lettore imparerà da esso; solo una piccola parte del contenuto dovrebbe essere finalizzato alla vendita dei prodotti.
  •  Ricordatevi che scrivete per un pubblico e non per un motore di ricerca. I contenuti vanno strutturati in modo da rendere facile la lettura, con titoli, paragrafi, elenchi e immagini. Un testo strutturato in questo modo è più leggibile e gradevole.
  •  Non lesinare sui dettagli. Sono preferibili articoli che contengano più di 300-500 parole. Meglio pochi articoli che combinano insieme una serie di argomenti, piuttosto che molti articoli brevi.
  •  Inserite parole e frasi chiave o sinonimi relativi al vostro contenuto, rilevabili sia dal pubblico che dai motori di ricerca. In passato, l’uso eccessivo di parole chiave funzionava per ottimizzare i siti, ma colpiva gravemente la leggibilità, cosa che oggi non è più accettabile.
  •  Evitate gli errori di ortografia e grammatica. In fondo per correggere gli articoli basta usare Word o farsi aiutare facendo leggere l’articolo da qualcun altro. Non c’è niente di peggio di un articolo sciatto e pieno di errori.
  •  Non dimenticare di includere link interni e in uscita. I collegamenti interni hanno lo scopo di indirizzare i lettori verso altri articoli o prodotti del vostro sito, mentre i link in uscita servono a completare le informazioni con utili approfondimenti. I link in uscita dovrebbero essere impostati in modo da aprirsi in pagine supplementari, per non far uscire il lettore dal sito in cui si trova: potrebbe non saper ritrovare la strada di ritorno.

Daniela Savino

 Fonti: http://positionly.com/blog/seo/google-panda-update

http://blog.searchmetrics.com/us/2014/09/23/5-ways-to-definitely-get-hit-by-a-panda-algorithm-penalty/


E-commerce sostenibile

e-commerce

 

Il problema dell’e-commerce è davvero la pausa estiva?

“Come acquistare in sicurezza sotto l’ombrellone”, leggevo in questi giorni…

In effetti è vero, è proprio un piacere acquistare dai grandi players dell’e-commerce: 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e servizio ineccepibile; poi ci sono gli altri…i piccoli, ai quali mi riferisco spesso per poterne fare emergere le esigenze; quelli che se ricevono un ordine ad agosto da un cliente che è sotto l’ombrellone per giunta, maledicono la sorte avversa perché l’impiegata è in ferie, perché devono verificare l’avvenuto pagamento, perché devono procedere a spedire la merce (impacchettare il prodotto, chiamare il corriere, farsi trovare dal corriere) perché per evadere l’ordine devono sospendere l’attività che stavano svolgendo. Insomma è vissuto tutto come un dovere, dimenticandosi che grazie all’e-commerce hanno acquisito un cliente che normalmente sarebbe stato irraggiungibile, se non altro da un punto di vista geografico.

Peraltro in Italia solo 1 sito su 4 è ottimizzato per l’e-commerce mobile, nonostante gli acquisti da device si attestino sul 20%

I dati relativi all’e-commerce sono positivi e seguono un costante trend di crescita, ma quali ricadute concrete hanno sulla realtà territoriale?

Il punto vero è che l’e-commerce in Italia è una bella realtà ancora solo per pochi. Guardando al lato positivo della cosa, ciò significa che abbiamo un ottimo margine di miglioramento!

Se un’azienda decide di intraprendere questa strada che succede?

Può capitare ad esempio che ci si ricordi di essere iscritti alla Camera di Commercio, quell’ente che una volta all’anno si ricorda di te per il pagamento del diritto annuale, e l’associazione mentale può facilmente innescarsi: commercio elettronico=Camera di Commercio.

Magari! Adempimenti amministrativi, fiscali e normativi, scelta della piattaforma e-commerce, forme di pagamento sicure, creazione del catalogo prodotti, redazione di contenuti, organizzazione della logistica, supporto clienti pre e post vendita, sono tutte tematiche non proprio banali che il piccolo imprenditore si trova a dover affrontare di fatto contemporaneamente e presso soggetti diversi (commercialista, consulente legale, Agenzia delle Entrate, Comune, sofware house, spedizioniere, banca, personale dell’azienda), senza sapere da che parte iniziare. ll tutto dando per scontato di avere un accesso alla rete veloce

Al che è veramente curioso che da un lato ci sia una proliferante letteratura positiva sull’e-commerce che spinge le aziende ad investire nel settore, mentre dall’altro si avverte l’attrito rappresentato dagli enti che a vario titolo  dovrebbero essere strutturalmente d’aiuto e di incentivo nei confronti delle aziende stesse: per esempio la Camera di Commercio, che è anche un osservatorio privilegiato in grado anche di prevedere verosimilmente la direzione del mercato locale; per esempio la Regione attraverso il suo Assessorato alle Attività Produttive, con azioni propositive incisive; e perché non includere anche i Comuni?

Ferma restando l’assoluta libertà di ogni azienda di procedere secondo la procedura che ritiene migliore nel mare magnum del mondo e-commerce, attraverso consulenti, agenzie, guru ecc, balza agli occhi l’ingiustificata assenza del livello di politica istituzionale attiva; dato il valore economico che l’argomento rappresenta, perché non gestire un intervento positivo congiunto e sinergico tra più soggetti, in grado di declinare sul territorio la spinta innovativa per rilanciare qualità e inventiva delle nostre imprese? Le mutate forme di relazione e le interdipendenze crescenti tra i soggetti pubblici e privati di una realtà territoriale, di fatto impongono nuove modalità di approccio, secondo procedure e metodologie condivise che, se finalizzate a gestire il cambiamento che avanza, non potranno che dare risultati in ottica di sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Già, perché la sostenibilità in sé non esiste, la si costruisce e se ne misurano gli effetti in termini di sviluppo.

Paola Chiesa


e-commerce Forum – Milano 20 maggio 2014

24/05/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
E-commerce forum Milano 2014
 IX Edizione dell’e-commerce Forum

Grande festa all’e-commerce Forum Milano. La nona edizione del classico appuntamento annuale promosso dal Consorzio Netcomm è stata caratterizzata da un’affluenza record, con tremilacinquecento visitatori che hanno partecipato alle sessioni plenarie e ai quaranta seminari tematici (clicca qui per scaricare le presentazioni disponibili),  in un’area espositiva in cui erano presenti i maggiori operatori del settore; insomma un’occasione imperdibile per tutti coloro che fanno o faranno e-commerce.

I dati sono stimolanti: eccezionale crescita, ma soprattutto grande possibilità di crescere ancora, perché l’Italia è partita in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Anche se un italiano su 4 compra online, moltissime aziende non si sono ancora organizzate per venire incontro all’esigenza di acquisto virtuale della clientela. Ed è soprattutto questo che frena ancora il mercato dell’online.

Per le imprese l’e-commerce rappresenta una straordinaria occasione di superare la crisi. Il commercio elettronico è una grande opportunità per vendere i propri prodotti all’estero, in realtà economiche meno sofferenti della nostra e dove il prodotto italiano rappresenta l’eccellenza.

Le nuove frontiere del commercio elettronico infatti non sono solo i Paesi europei, ma anche Cina, Russia e America, dove l’abitudine a comprare online è decisamente più radicata, il bacino di utenza vastissimo, e l’interesse per il made in Italy particolarmente sviluppato.

La crescita del commercio elettronico è stata spinta soprattutto dalla grande diffusione di smartphone e tablet. Tutti gli operatori del settore concordano sulla necessità di implementare i siti di commercio elettronico per renderli responsive, adatti alla navigazione su qualunque tipo di device. Il cliente deve poter navigare in qualsiasi momento della giornata e da qualunque dispositivo scelga di usare. Spesso la ricerca di un prodotto iniziata sullo smartphone termina con un acquisto fatto sul laptop e viceversa.

Al centro del processo di acquisto troviamo i contenuti di qualità e la reputation. Il cliente prima di acquistare si informa, vuole sapere cosa compra, confrontare il prodotto su vari siti e leggere le recensioni. La guerra alla concorrenza si vince con la penna: raccontare il prodotto, fornire dettagli e informazioni tecniche esaurienti e belle immagini aiuta a superare la difficoltà di non poter toccare con mano ciò che si acquista. A questo punto la semplicità delle modalità di acquisto  e i servizi a supporto (customer care) fanno il resto.

Infine si è parlato di crosscanalità. Integrare il sito di commercio elettronico con il negozio fisico consente di fornire al cliente un servizio a 360°, declinato in moltissime diverse possibili funzioni. Si può acquistare online e ritirare nel negozio fisico, oppure ordinare il prodotto che nel negozio fisico è esaurito e farselo spedire a casa. L’integrazione è sempre più sofisticata, con la possibilità di scaricare applicazioni sul telefono che permettono l’acquisto dei prodotti visti nel negozio in pochi click e senza passare dalla cassa.

Paola Chiesa – Daniela Savino


Tu dacci strada…

Marketing
Marketing di qualità

Hai presente quei percorsi in auto accidentati, tra sterrati, ostacoli di ogni sorta, terreno fangoso, vegetazione ostile, sobbalzi… Magari ti stupisci tu stesso di esserti ritrovato lì, ma poi sei in ballo e capisci che non puoi uscirne se non ti lasci coinvolgere; con impegno fiducia pazienza e stupore, prima o poi arriverai sulla strada “maestra”

Già, grande la soddisfazione, ma quello non sarà ancora il punto di arrivo e di meritato riposo: tu dacci una strada, asfaltata, dritta, larga e lunga, e ad accelerare ci pensiamo noi! Perché gli obiettivi sono tanti…

Tutto questo per dire che un marketing di qualità è quello che sa accompagnare un’azienda sia nei percorsi facili che in quelli accidentati, con mete nuove o rinnovate.
Buon viaggio!


Le brioches

Brioches fatte in casa
Fare in casa le brioches: vinci una piccola sfida, e inventati una grande sfida

Hai mai provato a fare le brioches in casa? C’è un po’ di lavoro sì.., se poi ti avventuri nei croissant francesi con gli innumerevoli “tournage” dell’impasto non ti dico! Ma al di là dell’affascinante alchimia della cosa, per cui partendo dagli elementi giungi all’Opera, vuoi mettere quando tua figlia con gli occhi sognanti ti dice “mamma sono migliori dei croissant che ho mangiato in Francia”!

Così riflettevo e volevo condividere con te il pensiero che nella vita siamo quotidianamente chiamati a scegliere tra la strada più facile e quella più impegnativa, e forse nel loro piccolo anche le nostre brioches fatte in casa possono aiutarci ad essere motivati e coerenti nel nostro tentativo di migliorare l’ambiente che ci circonda: invece di acquistare le brioches confezionate, prova a comprare gli ingredienti (di qualità, è essenziale!), tirati anche su le maniche e mettiti in gioco! Vedrai, supererai un tuo limite personale, e renderai migliore, anche se per un attimo, la vita di chi ti sta accanto.