bla bla blogger 30 gennaio 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna stampa si parla di progettualità, blogging, social media, psicologia.

Progettualità
Stai avviando un progetto? Mettiti a STUDIARE! di Raffaele Gaito

Blogging
Un anno di Word(stress) , di Orso Romeo

Punteggiatura per principianti , di Alessandra Zengo

Quello che i blogger non dicono , di Alessandra Ferrari

Social Media
I “like” sono una conseguenza, non un fine , di Riccardo Scandellari

Ora è possibile targetizzare gli annunci su YouTube in base alle ricerche su Google , di Fabio Casciabanca

Psicologia
Accontentarsi o essere contenti , di Sonia Bertinat

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Emma Frignani, Margherita Penza, Delia Enigmamma, Andrea Toxiri, Nick Murdaca, Primavera Contu.

a cura di Paola Chiesa

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bla bla blogger 18 aprile 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

L’Aquila”. Una città così particolare già dal nome, che si permette tutt’ora di tenere l’articolo come fosse più di una città, un concetto, un sentimento.
Un po’ più giù, a Polignano, c’è invece Dorino, il grande mattatore che con la sua barca ti accompagna fin dentro le grotte marine, enumerandole una a una e raccontando per ognuna di esse una storia: ” non c’è paese più bello di Polignano” dice e, mentre lo sguardo vaga fra roccia, cielo e mare risalendo pian piano la scogliera fino a incontrare le case, compatte come una fortezza, non è difficile credergli.
Quando sei un espatriato, al contrario, non hai radici lunghe e salde nel luogo che ti ospita, e lo sradicarsi per spingersi più in là, inseguendo un orizzonte sconosciuto, è più semplice.
Particolare, ma in fondo neanche tanto, la solitudine dello “scomodo” Pasolini: attorno ha pochissime presenze, nessun politico, pochi editori, che secondo i casi lo blandiscono e respingono. La lucida rudezza e l’assenza di diplomazia lo isolano fra gli stessi intellettuali.
Fare storytelling non è perciò buttare sui social una foto con due o tre hashtag generici come #felicità #noi e #lanostrastoria. Il Gruppo Ospedaliero San Donato non l’ha sicuramente fatto.
A prescindere, per le aziende è importante garantire una comunicazione continua, rispondere immediatamente agli utenti,  che cercano di capire come le aziende si evolvono, se ci sono nuovi progetti, iniziative o eventi attraverso i social e il web.
Se poi vogliamo allargarci alle aziende estremamente complesse, nelle quali tutti i componenti hanno rilevanza come singoli, possiamo tranquillamente parlare  delle famiglie!
A questo punto non possiamo fare a meno delle liste, fondamentali per organizzare il lavoro, e ancor di più per coloro che lavorano in proprio e che devono ottimizzare le giornate badando bene a non disperdere energie/idee/tempo prezioso.
In quest’ottica anche MailChimp, la piattaforma con la scimmietta come mascotte, è uno strumento molto utile perché consente di creare belle newsletter, leggibili anche sui dispositivi mobile e di integrarsi con altre piattaforme.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
L’Aquila era bella. di Alessandro Borgogno

Pasolini, la solitudine fra i senza pietà. di Enrico Campofreda

Marketing
Storytelling: quando cade la lacrimuccia (Case Study) di Alessandra Arpi

10 liste che un freelance dovrebbe sempre creare. di Manuela Cervetti

Pantone e OVS insieme senza comunicare. di Barbara De Monaco

Turismo
Dal Medio Oriente alla Russia. di Carmen Innocenti

Polignano a Mare e la sua gente. di Elena De Becaro

Economia, Sostenibilità
La famiglia è un’azienda complessa che non deve avere debito. di Lisa Bortolotti

Tools, Tutorials
Fare marketing con MailChimp. di Maura Cannaviello

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Camnasio, Natalia Robusti, Andrea Girardi, Angelo Cerrone, Noemi Bengala, Arale Pink, Francesco Brioweb Russo, Francesco Ambrosino.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 22 febbraio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Probabilmente leggiamo anche il retro delle etichette dei cibi che compriamo, quelle belle ricche che raccontano di come sia stato coltivato il grano per produrre il pancarrè di cui ci stiamo ingozzando. Perché nutrirci di storie è la nostra natura.
Puoi volare nel senso letterale del termine, teletrasportarti da un luogo all’altro, incontrare avatar di ogni parte del mondo, visitare luoghi che nella realtà neanche potresti immaginare e allo stesso tempo dare spazio alle relazioni sociali… Dove? In Second Life, con i suoi pro e contro.
Nella “first life”, invece, in seguito ai recenti aggiornamenti di Instagram, possiamo ora gestire più account, funzione tanto desiderata quanto chiacchierata in ambiente Android poiché ha causato diverse problematiche.
E in ogni caso, anche su Instagram le relazioni sono fondamentali per costruire community forti e coese; e per far ciò è necessario che un influencer abbia la capacità, la pazienza e la volontà di dialogare e/o interagire con i propri follower.
Se poi è vero che l’epoca della comunicazione scritta è giunta al capolinea e che il futuro della stessa è quasi totalmente in mano ai video, meglio utilizzare dei tool in grado di donare ai link ai video di YouTube la medesima visibilità della quale godono i video nativi di Facebook. Come YT2FB, ad esempio.
Sei mai stato alle Grotte di Pertosa-Auletta?  Rappresentano l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo addentrandosi verso il cuore di una montagna, una delle grandi perle del Parco Nazionale del Cilento. Sembra un viaggio in se stessi…
E poi, dalle grotte ai coworking con co-baby, spazi di conciliazione famiglia-lavoro dove prendere in affitto uno spazio di lavoro, fare quattro chiacchiere con qualcuno in pausa caffè invece che caricare la lavatrice ed avere a pochi metri il proprio bambino accudito da brave educatrici.
Non per perfezionismo, ma per procrastinare… La procrastinazione non è un male assoluto, dipende dall’uso che se ne fa. L’uso buono è quello che lascia sedimentare un progetto o un’idea prima di spedirla fuori. Aiuta a guardarla da un’angolazione diversa, spesso nuova, a cogliere dettagli che erano sfuggiti, a smussare, a limare o a dare un respiro e uno slancio alla creatività.
E per una volta consoliamoci, perché non brucerà l’ardore per l’infinito, e per l’infinito universo, concepito dall’amore di un infinito Dio, composto da mondi infiniti, infinitamente da amare.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Storytelling, i 7 archetipi di storie da utilizzare.  di Alessandra Arpi

A.D. 17 febbraio 1600. di Rita Lopez

Marketing
La ricerca della perfezione uccide idee e business. di Marianna Farese

Social media
Numeri o relazioni:un vero influencer cosa sceglierà? di Angelo Cerrone

Pedagogia, Psicologia
Voglio una Second Life. di Sonia Bertinat

Due co-working con co-baby a Roma e un albo illustrato. di Ilaria De Vita

Turismo
Un anno di Ulisse alle Grotte di Pertosa-Auletta. di Anna Pernice

Tools, Tutorials
Instagram. multi account, like e followers. di Francesco Effeslash

YouTube o Facebook? La comunicazione si fa video. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Camnasio, Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Monica D’Alessandro Pozzi, Andrea Girardi, Bruna Athena, Francesco Magnani, Sergio Consoli.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 22 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Dal 2013 la fruizione di contenuti video in Italia è cresciuta del 532%, ma il settore turistico spesso fatica a stare al passo con la comunicazione digital, che offrirebbe invece enormi vantaggi in termini di reputazione online, visibilità e, quindi, Inbound Marketing.
Ogni volta che devo preparare una presentazione per illustrare un progetto, vorrei che fosse speciale, che riuscisse a catturare l’attenzione di chi la guarda, conquistandolo con grafiche spaziali ed effetti speciali. Per fortuna ci sono diversi tool che mi aiutano.
Poi succede che, come fai fai, sbagli!
Ma l’importante è superare la paura del contenuto sbagliato. Alle persone (agli utenti ancor di più) piace vedere quando le persone sbagliano e cadono. Sai però cosa le colpisce di più? Le aziende che sanno chiedere scusa, rialzarsi e riproporsi imparando dagli errori commessi.
Così, potresti aver imparato che l’analisi di listening è uno strumento fondamentale per conoscere e aiutare il tuo cliente nello sviluppo di una strategia, ma anche un approccio che può diventare utile per il blogger e il copyright per conoscere le esigenze dei propri target.
Cosa mettiamo sui piatti della nostra bilancia interiore, quella rappresentata dall’ottava carta nel mazzo dei ventidue arcani maggiori?
Io ho cominciato a mescolare le ricette di qualcuno con quelle di altri. L’ho fatto in cucina. E l’ho fatto nella scrittura. Mescolavo i libri che amavo, gli stili che incontravo, cercavo un meticciato della parola, qualcosa che facesse di me un narratore con una voce propria. Così ho scoperto che l’alchimia sta nel farsi guidare da quello che ci trasporta. Che il segreto sta nel trovare la propria voce dentro di noi. Non vive lontano. Non sta altrove. Come la ricetta del pane. Non è nel manuale. È nella manualità.

Ovvero:

Strategia di video marketing su Facebook per B&B. di Silvia Comerio

Visual storytelling e presentazioni: 3+3 tool per fare la differenza. di Stefania Fregni

Come fai fai, sbagli e i mini muffin all’inedito duo: caprino e marmellata di fichi. di Alessandra Bruni

Content Strategy: impara a guardare oltre grazie alla (tua) rete. di Cora Francesca Sollo

L’analisi di listening per il blogging. di Silvia Gomirato

Quella che voleva uccidere Bill – metodi per riequilibrare le forze, divinità femminili, la spada e la bilancia della Giustizia (VIII). di Valeria Bianchi Mian

La creatività e i 5 sensi – 5 domande a Michele Marziani tra percezione, intuito e consapevolezza. di Mimma Rapicano

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Cristina Arnaboldi, Ciro Spataro, Ludovica De Luca, Marina Pitzoi, Anna Pompilio, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 19 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Se installi anche  Periscope, chissà il tuo Klout fin dove arriverà! Un blogger non può solo nutrirsi di tools e plug-in, allo stesso modo in cui non può solo essere un eccellente parolaio. Saper scrivere bene non è sufficiente per fare il blogger, perchè in agguato ci sono sempre le forme vuote del linguaggio. Le forme possono anche essere le linee di una penna che solca un foglio di carta. Hai sentito che in Finlandia non si insegnerà più la scrittura a mano nelle scuole? Quella vera, viva e genuina, quella senza Ctrl+Z per annullare, quella senza Ctrl+V per incollare, quella che ti costringe a tirare linee e a riscrivere tutto…
Qual è il tuo strumento ideale per scrivere? E per scrivere cosa, esattamente? Magari qualcosa che abbia un senso ed una sostanza tali da farci riconoscere gli uni con gli altri come esseri umani. Perchè il rischio, in alternativa, è quello di non riconoscersi più con la gente; quella per esempio che attraverso il silenzio fa si che l’omosessualità diventi un simbolo di ciò che è estraneo alla comunità e quindi opposto a sè, qualcosa contro cui reagire, un pericolo.
C’è invece un altro tipo di comunità, basata sulla condivisione di conoscenze, esperienze, interessi, bisogni, desideri, progetti, obiettivi; che come una valanga, si carica di energia man mano che scende verso il piede della montagna, donando alle persone che si conducono le une verso le altre, pace e soddisfazione, perché si sentono parte di un sistema. Il nome è facile, dai, la conoscono tutti ormai: #adotta1blogger!

Ovvero:

Periscope facile e veloce: lo installi e inizi a filmare in 3 minuti! di Cristiana Pedrali

Klout: che cos’è, come aumentare lo score e perchè forse è inaffidabile di Michelangelo Giannino

Quattro Chiacchiere con Francesco Mercadante su blogging e linguaggio di Francesco Ambrosino

Gli strumenti per la scrittura di Daniele Imperi

Restiamo umani – di una che non si riconosce più con la gente di Marianna Peracchi

Omofobia, eterosessismo, omonegatività di Sonia Bertinat

Adotta 1 blogger anche tu! di Barbara Buccino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valentina Coppola, Paolo Fabrizio, Elisa Gattamorta, Daniele Maisto, Daniela Mosca, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


#adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa

Dal laboratorio liquido di #adotta1blogger a un progetto solido: la rassegna stampa “bla bla blogger”

Dalla iniziale campagna di condivisione abbiamo tessuto una rete con un intenso e piacevole lavoro di social knitting, al fine di creare sistema veicolando informazione, formazione e cultura. Poi il laboratorio liquido della community #adotta1blogger, per sua natura dinamico e dai contorni frastagliati, ha fatto il resto, creando le condizioni per iniziare a realizzare i progetti, cioé quelle attività concrete nelle quali incanalare l’esuberante flusso di energie del network; traducendo così il pensiero in azione.
E’ nato così il primo progetto di #adotta1blogger: la rassegna stampa quotidiana “bla bla blogger”.
Dal 4 aprile sulle pagine di questo blog, una rassegna stampa quotidiana degli articoli dei nostri blogger, accompagna dal lunedì al venerdì le nostre più o meno succulente pause pranzo (ma ben si adatta anche al caffè o al dopo cena, e forse anche come lettura per conciliare il sonno, chissà!)
Adozione, rete e sistema, i pilastri su cui si fonda #adotta1blogger, agiscono per mezzo della condivisione, modalità operativa per eccellenza della nostra community.
Quindi, tutti i post “adottati” vengono raccolti in un database ed elaborati per dar vita ad una rassegna stampa quotidiana, che viene poi condivisa non solo all’interno della community, ma anche generosamente fuori dalle mura, attraverso i social tradizionali. Un file quotidiano che ha un impareggiabile valore, per la qualità dei contenuti, per la varietà degli argomenti e per la cura con cui i blogger costantemente agiscono.
La costanza è in effetti un gene che ci caratterizza come community: come ho avuto già occasione di scrivere, il blogger è per sua natura un passista, abituato a ritmi su più turni, a fare le ore piccole e magari a non ricevere commenti sul proprio blog. Poi noi di #adotta1blogger siamo per giunta resilienti! Non lottiamo per liberarci da qualcuno, ma per sopravvivere alla crisi, consci del fatto che, se si è nel tunnel e non si riesce a scorgere la luce laggiù in fondo, forse è bene arredarlo…
Così, pur immersi in circostanze avverse, riusciamo nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare le difficoltà e a rinnovare la nostra esistenza, raggiungendo anche mete importanti. E sai perché? Per dirla con gli One Republic, perché “everything that kills me makes me feel alive”.

Grazie alla rassegna stampa, abbiamo realizzato anche una originale linea editoriale di #adotta1blogger, che scaturisce dalle connessioni che nascono, dagli approfondimenti degli argomenti e dalle affinità che si creano. Il risultato è una scrittura sociale elaborata concettualmente come una mappa mentale, con l’obiettivo di contestualizzare sempre il focus e la filosofia della nostra rete, e di creare anche l’humus adatto per la nascita di nuove progettualità, ulteriormente aggregative e di consolidamento.
Qualche aggiornamento sui numeri di #adotta1blogger? La community ha raggiunto in poco meno di due mesi il numero di 150 membri, ma è in continuo aumento, perciò dai un’occhiata all’omonimo gruppo su Facebook per sapere esattamente in quanti siamo! E per sapere chi siamo e come siamo distribuiti lungo lo stivale, abbiamo la mappa. E’ una crescita professionale, culturale, umana. Essendo tutti legati da una parentela di tipo elettivo, l’adozione, ovvio che abbiamo tutti l’interesse di crescere insieme, e bene.
In fondo è un gioco fatto di sapiente uso di filo a piombo e livella. Che c’entrano?
La perpendicolare, o filo a piombo, simboleggia il continuo approfondimento, la ricerca, la verticalizzazione della nostra conoscenza. Fornisce la verticale di una costruzione e permette di verificarne la stabilità. Di conseguenza rappresenta la competenza del blogger. La livella è uno strumento di precisione per la ricerca dell’equilibrio di una costruzione. Riferisce la conoscenza ad un piano orizzontale, comunitario, il solo che possa consentire il miglioramento della società. E’ la conoscenza condivisa e la scrittura sociale che ne scaturisce.
Pensare che c’è chi, in passato, grazie a questi strumenti, ha costruito addirittura dei templi, stabili ed in grado di durare nel tempo…

Paola Chiesa


Da una pietra a un modello di smart community

walt disney,smart community

 

Un prototipo di smart community

“Di fronte a scenari inediti occorre rispondere in modo inedito”; sorrido pensando allo slogan di un evento che si tenne a Torino a fine 2010, due giorni di lavori che per noi sono stati il seme che abbiamo successivamente cercato di far germogliare…

Tutto è nato da una pietra, una delle dieci messe all’asta durante il seminario, che personalmente abbiamo raccolto proprio perché pronti ad un’azione concreta rispetto all’assunzione di responsabilità. Quella pietra si chiamava non a caso Immaginario

Il portale responsabilities.it (response + abilities) è il frutto di quel seme raccolto: l’ideazione di uno strumento capace di essere propagatore dell’humus dal quale è partito e che si sviluppa e si rivolge a due ambiti: la persona e l’impresa, saldamente radicate nel territorio, nel quale vivono ed operano, con il quale possono interagire e verificare in modo diretto i risultati dei propri interventi.

Il portale è l’espressione concreta di un modello di smart community, nella quale i diversi attori del territorio, cioè il cittadino, l’impresa, l’ente pubblico, la scuola, le associazioni, collaborano per costruire insieme un modello di realtà ed un modo di partecipare alla cosa pubblica, basati sul territorio di riferimento.

Nella sezione e-commerce sono ospitate gratuitamente le aziende per la vendita di prodotti e servizi on line; nella sezione relativa ai medici si può richiedere la prenotazione online delle visite mediche.

Quando si acquista un prodotto o un servizio, una percentuale viene devoluta dal venditore ai progetti sostenuti in quel periodo, di natura culturale, ambientale, sociale.

Il portale è stato realizzato come un prototipo che si pone come uno strumento concreto e attivo per contribuire, in ottica di responsabilità sociale e di cittadinanza attiva, a trovare soluzioni originali ed inedite nel complesso e faticoso scenario economico e sociale in cui viviamo.

Il modello è nato a Torino nel 2012, ma per sua natura punta alla replicabilità e scalabilità in altre città, con l’obiettivo di valorizzare i diversi territori, ognuno con le proprie peculiarità.

E’ doveroso, sempre in ottica di condivisione, evidenziare la criticità di questo progetto, che è quella di essere germogliato in autonomia e libertà, come quei fiori che nascono miracolosamente tra le rocce: è un progetto di natura politica ma non ha nessun padrino; è un progetto imprenditoriale di ampio respiro, ma non rientra in nessun circuito di start up innovative; è un prototipo funzionante, in un Paese in cui spesso contano di più i business plan patinati; è stato ideato ed implementato da una donna, ma nel contesto del sostegno all’imprenditoria femminile ciò non ha rappresentato alcun vantaggio; si rivolge al target delle piccole imprese, ma in Italia non c’è né la consapevolezza né una strategia sul ruolo delle piccole aziende nell’economia e nella società.

Evidentemente ci sfugge qualcosa…

Paola Chiesa


E-commerce e piccole imprese

16/06/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
e-commerce e piccole imprese
E-commerce e piccole imprese

Pochi dati sono sufficienti per rassicurarci sul fatto che l’ e-commerce sia oggi per le imprese italiane un valido strumento per superare la contingente crisi economica, e nello stesso tempo per misurarsi concretamente con i livelli di crescita raggiunti dagli altri Paesi europei:

  • Le prime evidenze per il 2014 indicano in Italia un aumento delle vendite online B2C del 17% rispetto al 2013, mantenendo un trend in costante crescita
  • In Italia si registra la maggiore crescita delle vendite online rispetto a Paesi come Francia, Germania, United Kingdom e USA, che si attestano intorno al 10%. Ciò si spiega in relazione al basso tasso di penetrazione che ha il mercato dell’online in Italia, pari al 3,6%, dato che ne dimostra la potenzialità espansiva
  • Cosa acquistano gli italiani online? Tra i servizi soprattutto turismo e assicurazioni, tra i prodotti abbigliamento, editoria, informatica ed elettronica
  • Circa il 20% degli acquisti online sono effettuati da device mobili (smartphone e tablet)
  • I metodi di pagamento privilegiati negli acquisti online sono la carta di credito (70%), paypal (23%), e un residuale 7% distribuito tra bonifico bancario e contrassegno.

Se consideriamo che il 67% delle imprese italiane ha un sito internet, ma che solo una su quattro utilizza almeno un social media, che solo una su quattro utilizza il digitale nei processi amministrativi, che il 45% acquista online, e che solamente il 7% vende online, ci rendiamo conto che la strada da percorrere è però lunga e non priva di ostacoli.

Per di più i dati si riferiscono tipicamente ad aziende che hanno più di 10 dipendenti, il che significa ad esempio che, contestualizzando il discorso in ambito territoriale piemontese, stiamo parlando del 5,2% delle imprese. E le altre?

Chiaramente la realtà diffusa del tessuto imprenditoriale è costituita da imprese che hanno meno di 10 dipendenti, la spina dorsale italiana, per le quali l’e-commerce rappresenta ancora un fenomeno che approcciano con diffidenza.

Si tratta infatti di realtà non strutturate, nelle quali la figura dell’imprenditore-artigiano coincide spesso con la figura del commerciale e dell’amministratore. Si tratta di realtà nelle quali il prodotto-servizio di qualità non riesce ad emergere e a farsi conoscere, perché spesso le risorse sono dedicate quasi esclusivamente alla produzione e raramente esiste in azienda una politica commerciale e di marketing. In questo quadro l’e-commerce diventa un onere aggiuntivo che porta via tempo e risorse: scrivere testi per le schede prodotto, produrre foto di qualità, leggere regolarmente la posta elettronica per verificare se sono arrivati ordini online, spedire la merce, aggiornare disponibilità e prezzi, gestire i resi ecc.

Cosa hanno però in comune le aziende, a prescindere dalle loro dimensioni? Il fatto che sono sollecitate dalla domanda, per cui l’aumento degli acquisti online come dato globale, di per sé va colto come un incentivo ed un’opportunità per essere presenti nel web con il proprio commercio elettronico e di conseguenza aumentare il proprio fatturato ed espandere la clientela, magari raggiungendo anche quella estera.

L’e-commerce d’altra parte per essere maggiormente efficace dovrebbe essere espressione di una società realmente interconnessa, di una rete che collega i venditori ai consumatori attraverso un processo che premia entrambi nella misura in cui rispondono alle esigenze della comunità.

Illuminante e quanto mai attuale a questo scopo è il Cluetrain Manifesto del 1999, secondo cui “[…] per parlare con voce umana le aziende devono condividere gli interessi delle loro comunità; ma, prima, devono appartenere a una comunita’; […] se la loro mentalità d’impresa non arriva a coinvolgere la comunità, allora non hanno mercato.”

E’ importante che le imprese riflettano anche sulla dimensione sociale della loro attività economica, perché quanto più questa è in grado di confrontarsi con la comunità locale ed è parte attiva in progetti condivisi, tanto più sarà in grado di realizzare un’attività tecnicamente sostenibile, in termini di responsabilità economica e sociale.

Manca ancora un tassello: questa comunità può diventare virtuosa se accompagnata anche da una politica attiva degli enti locali, che investa sull’e-commerce attaverso progetti in grado di trasferire e condividere tecnologie e conoscenza. Concetti quali multicanalità, user experience, strumenti di advertising, utilizzo dei social aziendali, epayment, non devono essere riservati a pochi addetti ai lavori, ma devono entrare nel linguaggio comune di ogni azienda che abbia ancora il desiderio di intraprendere

Paola Chiesa

Fonti:

Osservatorio eCommerce B2C – Politecnico di Milano

Netcomm

Istat


La comunità non va in vacanza…

Comunità
Diventare una comunità

Non abbiamo mai ben compreso né l’ansia spasmodica di staccare freneticamente dal lavoro il venerdi
pomeriggio, né il lutto del lunedì mattina di ritorno dal fine settimana. Di conseguenza neanche la “vacanza” letteralmente intesa come vuoto mentale, d’obbligo nelle ferie estive, o natalizie, ecc.
Non parliamo di essere immediatamente produttivi alla ripresa del lavoro, ci vuole tempo per
riabituarsi…eh!

Troviamo invece stimolante il fatto di essere con le antenne protese a captare sensazioni, stimoli,
idee, progetti, intuizioni, senza particolari soluzioni di continuità. Sarà che per noi il “qui ed ora” non è uno slogan ma un modo di vivere, sarà forse per un ancestrale bisogno di ribadire, attraverso la presenza, l’affidabilità dell’ “esserci”, in ogni caso se la rete è attiva ha più chance di diventare una comunità!

Per cui che aspettiamo? Attiviamoci!