bla bla blogger 26 febbraio 2018

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Con questi post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, vogliamo contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di politica, marketing, social media e social networks, psicologia, viaggi.

Politica
Un manifesto elettorale basta a sedurci? di Luca Bedino

Un manifesto elettorale basta a sedurci?

Marketing
Quando il marketing dice no al razzismo , di Francesco Brioweb Russo

Social media, social networks
Come portare gente in un Gruppo Facebook sfruttando gli altri Social , di Simone Bennati

Come portare gente in un Gruppo Facebook sfruttando gli altri Social

Altro che milioni di follower: ecco quanti utenti seguono davvero i leader politici su Twitter , di Alessio Sgherza

Fake News
Ecco il videogioco che aiuta a “vaccinarsi” dalle fake news , di Francesco Russo

Psicologia
Autismo: cos’è e cosa puoi fare per aiutare chi ne è affetto? di Romina Mattoni

Autismo: cos’è e cosa puoi fare per aiutare chi ne è affetto?

Viaggi
Cosa vedere a Kamakura: gita di un giorno da Tokyo , di Martina Sgorlon

Cosa vedere a Kamakura: gita di un giorno da Tokyo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Simone Bennati, Donatella Coda Zabetta, Francesco Brioweb Russo.

a cura di Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 30 ottobre 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di blogging e scrittura, tools, crescita personale, politica.

Blogging, Scrittura
Polvere , di Mimma Rapicano

Far di umiltà virtù , di Chiara Bertora

Scrivere un blog post: 5 consigli utili , di Sergio Albertini

Realtà e finzione: il senso della narrativa , di Daniele Imperi

Tools
10 tool gratuiti per fare grafica , di Bernardo Mannelli

Crescita personale
Crescere in gruppo è meglio! di Francesco Brioweb Russo

Politica
La buona e la bella politica , di Luca Bedino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sara Tassara, Loris Castagnini, Francesco Guglielmino.

a cura di Paola Chiesa


Il linguaggio dell’innovazione

innovazione

 

Come comunicare l’innovazione

Social innovation, smart city, smart community, start up, business plan, social design, societal challenges, elevator pitch, forum leadership, social renaissance, app, sono solo alcune delle parole e slogan ricorrenti quando si parla di innovazione, anzi di innovation.

Già, perché l’innovazione è indissolubilmente legata all’idioma inglese; curioso, visto che in base a una ricerca effettuata in 60 Paesi nel mondo, l’Italia è risultata addirittura agli ultimi posti per la conoscenza della lingua anglosassone (e lasciamo perdere le altre lingue straniere).

Ma non vogliamo in questa sede approfondire il discorso della miopia e dell’inadeguatezza della politica scolastica che non investe strategicamente nell’ insegnamento efficace delle lingue straniere.

Vorremmo invece soffermarci sul fatto che non basta certo utilizzare un linguaggio smart per essere considerati degli innovatori.

Cosa significa esattamente innovazione? “L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione e sim. (…) In senso concreto, ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica” (Treccani)

In questi termini il rapporto che lega i due concetti è riconducibile in qualche modo a una sorta di lotta, nella quale il nuovo ha la meglio perché scalza il vecchio, sostituendolo.

In ottica smart e di evoluzione però la logica di tale approccio è limitativa, perché non considera il valore della tradizione , che è quella modalità che consente al “vecchio” di evolversi, sopravvivendo quindi ma traducendosi in innovazione. Il nuovo come evoluzione del vecchio, in una consapevole valorizzazione delle irrinunciabili conquiste della civiltà.

Ma è anche necessario porsi una domanda, se vogliamo parlare di efficacia dell’innovazione: come si misura la sua utilità?

Quando si spengono i riflettori sugli avvincenti eventi di presentazione, ci aspetta una scommessa con il mondo esterno, quello vero là fuori: far convivere l’aspetto teorico e tecnologico dell’innovazione, con quello pratico della sua effettiva applicazione nel tessuto sociale ed economico, e delle relative implicazioni. E per fare ciò servono ponti di comunicazione a due vie che mettano in relazione e coinvolgano attivamente i vari soggetti del territorio: gli ambienti della ricerca, le amministrazioni locali, le imprese, i cittadini, la scuola.

Altrimenti tali eventi resteranno affascinanti esercizi virtuosi per pochi soggetti che parlano un linguaggio incomprensibile ai più (tra l’altro sono stata invitata ad un “beach start up party” a Torino, non so cosa sia esattamente, ma so per certo che il mare a Torino non c’è; come mi devo vestire?)

Per farci comprendere nella comunicazione dei valori, laddove le parole non bastano, possiamo utilizzare il linguaggio universale dell’arte, in grado di parlare contemporaneamente alla testa ed al cuore.

L’innovazione feconda è quella che pesca nella memoria del passato, sedimentata e sopita nell’anima di chi vive il presente; è questione di un attimo, se l’intelligenza riesce a riscaldare il cuore, perdendosi in esso, produce il genio. Ed è allora che ci riconosciamo come appartenenti alla stessa comunità evoluta, perché riusciamo a condividere linguaggi e forme di comunicazione antichi e moderni, dando senso e orientamento al nostro presente.

Paola Chiesa