Rassegna stampa #adotta1bloggerday

“Adotta1Blogger perché…”

Il 10 maggio 2016 la community di #adotta1blogger ha fatto un esercizio di “buona rete” online. Così possiamo definire l’onda di post che da mattina a sera si sono susseguiti piacevolmente sui social sotto l’hashtag #adotta1bloggerday. I blogger partecipanti all’iniziativa hanno condiviso il significato che l’esperienza in tale community ha avuto sul loro modo di vivere la rete, online e offline. Una sorta di bilancio personale con tanto di pregi, limiti, spunti per il futuro.
Curioso come ad un certo punto #adotta1blogger sia diventato trending topic su twitter, accanto a #Gomorra! Abituati a lavorare su noi stessi, lo cogliamo come spunto per riflettere sull’importanza della dualità e degli opposti come necessario stimolo per andare oltre, allargando i nostri orizzonti, abbracciando la diversità e perciò arricchendoci.

In questa ricca giornata abbiamo avuto la conferma che la condivisione è un magnifico strumento che ci consente di crescere, costruire progetti e rapportarci con gli altri. Inoltre la costanza nel tempo fa sì che la condivisione ci aiuti anche a migliorare la società, partendo da noi stessi. Si chiama innovazione sociale.

Perciò, rivolgo un caloroso GRAZIE ai 35 blogger che hanno partecipato, donando tempo e contenuti preziosi alla Rete, da Francesco Brioweb Russo, che ha lanciato inizialmente l’idea dell’ #adotta1bloggerday, a Gloria Vanni, che tra l’altro grazie al suo messaggio “sei agitata per l’#adotta1bloggerday di domani?” mi ha fatto agitare, a Marcella Acierno (Marlene), Susanna Albini, Avvocatolo, Valentina Baldon, Luca Bedino, Sonia Bertinat, Lisa Bortolotti, Alessandro Borgogno, Silvia Camnasio, Angelo Cerrone, Silvia Comerio, Delia Enigmamma, Rita Fortunato, Emma Frignani, Virginia Fiume, Francesca Florence Gallo, Roberto Gerosa, Ferruccio Gianola, Andrea Girardi, Sarah Liotto, Rita Lopez, Sabrina Lorenzoni, Eleonora Magon, Gisella Novello, Daniela Pellegrini, Mary Perez, Valentina Perucca, Anna Pompilio, Laura Ribotta, Natalia Robusti, Santa Spanò, Elena Tamburrino, Sara Tassara.

Grazie in generale a tutti coloro che ci hanno letto e condiviso, aiutandoci ulteriormente a fare buona rete.
Abbiamo a questo punto raccolto il prezioso materiale, creando una rassegna stampa dedicata.

Buona lettura con i post “Adotta1Blogger perché…”:

“Attraverso il gruppo ho conosciuto blog che sarebbero rimasti nascosti nei meandri della rete. Ho conosciuto blogger che riescono a guardare lontano, a scrivere bene e ad andare oltre alle chiacchiere da cortile.” di  Marcella Acierno (Marlene)


“Mi ritrovo immersa in questa nuova realtà che è paragonabile a quando, da piccola, mi ritrovavo spaesata in un grande negozio di giocattoli o caramelle con l’imbarazzo della scelta di quale prendere. Ogni post, ogni articolo che leggo mi fa catapultare in una nuova dimensione.” di  Susanna Albini


“Mi ha dato l’opportunità di leggere tanti diversi blog, capire cosa mi interessa davvero e apprezzare il senso della selezione. Saper selezionare è importante. E’ una cosa che nel lavoro mi ha aiutata molto.” di Bruna Athena


“Perché nella vita ogni tanto ci sta anche dare a chi non ti ha dato niente, e ricevere tutto da quelli cui non hai dato poi tanto.” di  Avvocatolo


“Il mio #Adotta1blogger day, lo passo a dire grazie.” di Valentina Baldon


“In barba al buon Hobbes, qui si è api e non lupi: ciascuno segnala articoli degni d’interesse; adotta nuovi blog ritenuti meritevoli; condivide lavori altrui in spirito collaborativo. Questo è miele di prima qualità: sostegno vicendevole; offerta disinteressata di competenze; scambio di opinioni e di punti di vista, critiche comprese; crescita professionale.” di   Luca Bedino


“L’adozione è il primo passo. Ma quando adotto, adotto una persona, non solo un blog, e quella persona la adotto perché qualcosa di suo ha risuonato in me.” di  Sonia Bertinat


“Mai una semplice regola è stata più visionaria ed auto avverante: condividi gli articoli di altri blogger. Trasforma un dovere in una potenzialità ed è una semplice regola che è riuscita laddove tanti studiosi e ricercatori ancora non hanno trovato risposte. “condividete gli articoli degli altri”. Semplice. Immediato e dannatamente circuitale.” di  Lisa Bortolotti 

logo“Ci è parso che gli elefanti ci somiglino abbastanza. Anche noi di #adotta1blogger siamo animali sociali, “viviamo” in un grande branco guidato da una grande donna, ci prendiamo cura dei componenti del gruppo, ci adottiamo a vicenda, abbiamo istinto di protezione, memoria, pensiero. E poi gli elefanti si sa vivono molto, molto a lungo.” di Alessandro Borgogno e Anna Pompilio

“E’ un gruppo utile. Per tutti adottati e adottandi. E’ un modo di concepire il web, diverso dal solito. Una scuola che ti dà gli strumenti per metterti in discussione, a confronto.” di Silvia Camnasio


“E’ anche un luogo di apprendimento per chi ha sete di conoscenze. Infatti ho perfezionato le mie competenze anche attraverso la lettura degli articoli postati o adottati dai partecipanti e leggendo allo stesso tempo i consigli e i suggerimenti di chi ha partecipato alle discussioni costruttive.” di  Angelo Cerrone


“E’ come un grande open space virtuale dove la collaborazione e i punti di vista sono un valore condiviso.” di Silvia Comerio


“Nessuno ti chiede niente, non sei obbligato a cliccare, o ad apprezzare, sei tu stesso che decidi quando mettere del tuo, se commentare, se rimanere in silenzio. Lo schermo è lì, sempre vivo e colorato, che ti offre spunti di ogni genere. Prenderai solo ciò che riconoscerai come tuo, e utile per la tua attività. E offrirai ciò che troverai opportuno condividere.” di Delia Enigmamma


” #Adotta1blogger è la voglia di stare insieme e di confrontarsi per creare e condividere conoscenza. A prescindere dal tema trattato e non lo si fa auto promuovendosi ma facendo girare, richiamando l’attenzione sul lavoro e sui contenuti altrui.” di  Rita Fortunato


“Adotta1Blogger ha dato una definizione ostensiva e operativa del concetto di comunità, tanto inflazionato quanto —troppo spesso, ahinoi— deprivato di una qualsiasi sostanza e realtà, soprattutto nel contesto liquido e impalpabile della rete. Mi permette di capire il significato concreto di appartenenza e di condivisione.” di Emma Frignani emma

“Ha un metodo che è in linea con quella che per me resterà sempre l’essenza del web: un URL, un post, non sono nulla se non arricchiscono la conoscenza di qualcun altro. Se qualcuno non costruisce un ponte tra diversi contenuti, quella storia non è di nessuno. È solo con i link che i post diventano di tutti.” di Virginia Fiume

“Un esempio concreto di un posto in cui è possibile imparare tante cose anche non essendo propriamente un luogo di formazione ed io adoro scoprire cose nuove in posti non convenzionali!” di Francesca Florence Gallo

“L’adozione all’interno di #adotta1blogger non è benzina per il proprio ego ma riconoscimento del proprio valore. E’ un piccolo squarcio di meritocrazia in un paese devastato da raccomandazioni e nepotismo.” di Roberto Gerosa


“Questa volta non siamo di fronte a uno di quei gruppi di comodo così frequenti su facebook ma ci troviamo in un ambiente propositivo a trecento sessanta gradi.” di Ferruccio Gianola


“E’ uno di quei luoghi dove ad ogni passo impari una cosa nuova che ti servirà quando tornerai a casa, come attraversando un suk impari mille modi di attrarre l’attenzione, di proporre, di esibire e di fare. Perché poi è proprio il “saper fare” di ognuno che è unico e trasmette novità al tuo “saper fare”. di Andrea Girardi


“Sono una persona creativa, emotiva e molto sensibile, che spesso ha bisogno di rigenerarsi. Così vengo qui, in questo Gruppo per vedere cosa c’è di nuovo, cosa posso ancora imparare.” di Sarah Liotto


“Ogni luogo dove è possibile prendere e dare disinteressatamente, dove il meraviglioso baratto umano delle emozioni e delle conoscenze prende forma, dove la predisposizione all’ascolto e la possibilità di farsi ascoltare sono cosa concreta, diventa il luogo più democratico per eccellenza.” di Rita Lopez


“Ho scoperto che in questo gruppo di #adotta1blogger ci sono un sacco di allodole. Come le allodole, i blogger si alzano all’alba e sono subito attivi nel leggere e condividere.” di Sabrina Lorenzoni


“Sostengo a spada tratta la collaborazione e l’interazione tra donne; qui ne ho trovate una grande quantità, e alcune di loro sembrano essere arrivate sulla mia strada non per puro caso ma per aiutarmi in questo periodo della mia vita particolare e delicato.” di Eleonora Magon


“Come in ogni comunità che si rispetti anche  #Adotta1blogger è popolata da persone attivissime, da altre meno attive, da altre ancora che leggono, assaporano e riflettono standosene un po’ in disparte.” di Gisella Novello


“Se vogliamo usare una metafora è come stare in una piazza la domenica mattina,  incontrarsi, sorridersi e stringersi la mano. Al “come va?” ognuno racconta la sua e, chi ha voglia ascolta e replica, chi non si sente in sintonia lo può esprimere, chi non è interessato, passa oltre e va a salutare qualcun altro.” di   Daniela Pellegrini


“In punta di piedi sono entrata a far parte di questo gruppo e mi piace il clima, giacché il mio focus in ogni caso è il divertimento in fase creativa, cercando sempre io ispirazione e stimoli, adoro dove vi sia positività e spirito idealista.” di Mary Perez


“Si respira vera umanità, autentica perchè appena sfornata, fragrante come il pane fatto in casa.” di Valentina Perucca


“Un’altra grande ambizione del mio blog era essere rete. Oggi lo è. E allo stesso tempo fa parte di tante altre reti, che lo aiutano a sostenersi. Ecco dunque cosa vuol dire per me appartenere ad una community come #adotta1blogger.” di Laura Ribotta


“Difficilmente ho trovato, dal vivo, e per lo più in real time, una varietà di “voci” con toni diversi, certo, ma di una qualità e intensità tali da restarne ammaliata.” di Natalia Robusti


” “adotta1blogger” è un concentrato di spiriti che costituiscono sicuramente un baluardo ad un inverno dello spirito che purtroppo è già qui da molto tempo. E’ un prezioso granaio, i cui grani che custodisce sono le preziose idee dei suoi membri.” di  Francesco Brioweb Russo


” #adotta1blogger è una finestra .Si può stare alla finestra per respirare il sole, la pioggia, il paesaggio, per salutare chi va via o chi arriva.” di Santa Spanò


“Significa conoscere altro da sé e incoraggiarlo a esistere.  Significa non vivere entro gretti confini,
ma aprire la mente e gli orizzonti.” di Elena Tamburrino


“E’ una rete. E a me le reti sono sempre piaciute, perché per prima cosa mi ispirano salvezza, un luogo sicuro, che ti accoglie dopo voli spericolati, che ti permette di prendere dei rischi e di cadere senza farti male.” di Sara Tassara


“E’ una tribù dove corri il rischio di essere te stesso! A volte sono meglio, a volte sono peggio, poco importa. Mi sento parte di questa comunità dove rispetti poche, semplici regole, continui a imparare, assapori il gusto di partecipazione e condivisione, massime espressioni del fare rete.” di Gloria Vanni


Insomma non ho proprio nulla da aggiungere. GRAZIE ancora a tutti per questa meravigliosa partecipazione!

Paola Chiesa

 


bla bla blogger 29 febbraio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

La vecchia concezione dell’economia di massa è alle nostre spalle, navighiamo ormai verso un’attenzione particolare dell’utente come individuo. E’ ora tempo di trattare il Cliente da Umano, con tutte le sue peculiarità e con il bagaglio emozionale che porta dentro.
Poi vai al supermercato e…”La signora ha sollevato il viso, mi ha osservata per un lungo attimo col sopracciglio alzato, come se le avessi appena chiesto di regalarmi il suo bel cappottino. “No”.
Il tema dell’ambiguità dell’essere umano rappresentato nella sua schiaffeggiante umanità, è in fondo anche un tema costante sia di Stanley Kubrick che di Diane Arbus, che lavorano con soggetti umani più o meno stravaganti e in qualche caso spaventosi.
Sarà allora interessante vedere chi troveremo nel #CurriculumDelLettore di febbraio!
Del resto i dati italiani dicono che la depressione ha toccato almeno una volta la vita del 13,5% della popolazione. Forse nutriamo un interesse eccessivo per il nostro sé, e ci occupiamo poco del bene comune?
Bene comune è anche l’amaro caso della Baronessa di Carini, esempio quasi unico di come a volte l’arte, quella più popolare, quella della musica, delle canzoni e della poesia, possa sostituire e addirittura riempire i vuoti che la storia ufficiale, colpevolmente e consapevolmente, cerca a volte di nascondere con tutti i suoi mezzi.
La migliore strategia per seppellire i commenti negativi? Promuovere servizi di qualità e avere una condotta ineccepibile: in tal modo, saranno i clienti stessi a fare pubblicità al brand, gratuitamente e in maniera del tutto spontanea, mossi dalla fiducia e dal senso di sicurezza sviluppato nei confronti dei nostri servizi.
Nel frattempo proviamo a realizzare un Opt-in form di un blog WordPress attraverso il MailChimp Widget e vediamo alcune estensioni essenziali per Gmail.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
La stagione del basilico. di Barbara Boggio

#CurriculumDelLettore, il trio di febbraio. di Rita Fortunato

Social media
Facebook Reactions | La storia infinita. di Monia Taglienti

Brand reputation
Gestione dei commenti negativi e brand reputation. di Emma Frignani

Pedagogia, Psicologia
E se non ci fosse proprio nulla di cui preoccuparsi? di Marina Innorta

Fotografia, Cinema
Identical Twins, la Arbus e Kubrick. di Sara Munari

Canta il giallo: l’amaro caso della Baronessa di Carini.  di Alessandro Borgogno

Tools, Tutorials
Come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook con MailChimp. di Federico Chigbuh Gasparini

5 estensioni Gmail essenziali. di Roberto Gerosa

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Andrea Girardi, Rita Fortunato, Nick Murdaca, Luca Stel,  Noemi Bengala, Emanuele Secco, Valeria Bianchi Mian, Andrea Toxiri, Francesco Ambrosino.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 25 gennaio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Rivelare tante cose di noi, cose profonde, attraverso una bacheca è come presentare un piatto guarnito di antipasti, nel quale ciascuno può scegliere il suo boccone preferito. La persona è però la complessità del suo essere, non ci si deve illudere pertanto, con l’assaggio di un antipasto, di conoscere davvero l’Altro.
Per dire, anche Peach potrebbe sembrare simile a Instagram, ma non lo è.
D’altra parte, partendo da una degustazione si scopre la bontà di certi formaggi stagionati o di altre prelibatezze che altrimenti non avremmo mai conosciuto. Attenzione perciò agli strali dal pulpito degli acculturati, che difendono a spada tratta il purismo letterario ma si guardano dal fare qualcosa di concreto per educare alla lettura, chiusi come sono nelle proprie cerchie di sedicenti raffinati ed eletti conoscitori delle belle lettres.
Caro Thomas Mann, talvolta mi sfiacchisci, ma non posso rinunciare a quella sensazione d’entusiasmo che mi prende quando apro un tuo libro. È una vera e propria forma di piacere, quasi sensuale.
O come l’angelo dello zucchero a velo che scende a presentarti Sua Maestà il plumcake delle suore
In un’esperienza c’è sempre un prima, un durante e un dopo e non si può negare che, se vissuta consapevolmente, se ne esca trasformati. Una storia “funziona” o ha successo quando sa ben testimoniare – attraverso un percorso – che è possibile una trasformazione: di un punto di vista, una scelta, una decisione, un modo di vedere la realtà e la propria esperienza, perfino la propria vita.
E a volte potrebbe servire saper salvare un messaggio su Whatsapp, perché no…
Indipendentemente da quale tipo di advertising si scelga di integrare sul proprio sito, un produttore di contenuti per il web dovrebbe tenere sempre in cima alla propria scala di valori quello che è il rispetto per la propria utenza. Ad esempio far sì che l’utente non sia costretto a farsi strada tra i banner pubblicitari come farebbe un uomo con il machete nel mezzo della giungla.
Diversamente potrebbe esserci un prezzo da pagare. Per esempio, i risultati ottenuti dall’analisi dei fake di Matteo Renzi, Beppe Grillo, Angelino Alfano, Giuseppe Civati, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Stefano Fassina, mostrano come quasi la metà dell’utenza social che segue i politici italiani su Twitter risulterebbe fake. Aldilà delle motivazioni e delle responsabilità, l’audience è tendenzialmente “drogata” e non può quindi ritenersi indicativa in termini di consenso.

Ovvero:

Arte
La creatività e i 5 sensi: 5 domande a Dario Arkel. di Mimma Rapicano

Blogging, Scrittura
Distillati: il senso della degustazione. di Luca Bedino
#LetteraAlloScrittore: Bruna Athena scrive a Thomas Mann. di Bruna Athena
Perché si raccontano storie? di Anna Maria Corposanto

Social media marketing
Advertising sul blog: metterlo o non metterlo? di Simone Bennati

Social media
#PoliticalFake: quando la politica su Twitter parla ai fake. di Jacopo Paoletti

Cucina
Il plumcake delle suore. di Claudia Massaro

Tools, Tutorials
Come salvare un messaggio su Whatsapp. di Angelo Cerrone
Peach, la nuova app che esce dagli schemi. di Luca Borghi

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Natalia Robusti, Rita Fortunato, Andrea Toxiri, Simone Bennati,  Francesco Ambrosino, Miriam Maurantonio.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 23 dicembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Possiamo parlare finalmente di un mercato globale digitalizzato che si regge su tre concetti:qualità dei prodotti, marketing e servizio clienti.
Non dimentichiamoci mai che la comunicazione deve sempre essere strategica per brand e aziende e non solo far parlare di sé senza uno scopo concreto. Non si vive di sola visibilità,  il fumo non basta più. Se non si è capaci lasciamo stare. È meglio.
Cosa vuole dire essere primi? Quanto vogliamo essere primi in tutto e per tutto, o ci sentiamo meglio ad essere consistenti ed interessanti per un gruppo?
La positività a tutti i costi, ci rende finti, stupidi e fragili. Deve essere il risultato di un processo interiore di consapevolezza ed accettazione di noi stessi così come siamo.
Io alla storia delle fasi che iniziano e finiscono senza lasciar traccia, non ci ho mai creduto. Ogni evento lascia un segno, una propaggine, un pezzettino, un sassolino che ci accompagna al riparo in una tasca. Ed è bello che sia lì, nella tasca dico, perché mi piace poter infilare la mano e sapere che sono io, sempre, e anche quel sassolino che mi porto dietro è parte di me.
Ricorderò sempre quando un giorno il Guerriero mi disse:  “Io e te siamo pareja, siamo uguali dentro questa relazione”.
E poi… c’è qualcosa di magico nelle biblioteche. Sono luoghi dove, non appena si entra, non si può fare a meno di ammutolire, non solo per rispettare chi vi sosta per leggere o studiare ma anche per l’immensità della cultura conservata e per come sono predisposti gli spazi.

Ovvero:

I negozi del futuro potrebbero non avere più le pareti,i manichini e le commesse. di Angelo Cerrone

La mitologia del pensiero positivo. di Carmen Innocenti

Sto attraversando la fase di attraversare una fase. di Veronica Barsotti

Più parejas, meno coppie – contro la violenza sulle donne. di Giulia Calli

Le più belle biblioteche del mondo in splendide foto. di Rita Fortunato

La finiamo con questo marketing non convenzionale improvvisato? di Matteo Pogliani

“Essere primi” è un’idea vincente? di Daniela Pellegrini

Le adozioni e segnalazioni sono state effetuate da: Delia Enigmamma, Rita Fortunato, Anna Pompilio, Andrea Toxiri, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 26 novembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

In Amazon Books, la prima libreria  “in carne e ossa” di Amazon, i volumi selezionati si baseranno sugli ordini dei clienti, sui loro giudizi e recensioni, sulla popolarità conquistata su Goodreads senza tralasciare le classifiche di vendita e le valutazioni dei curatori.
E probabilmente anche lì qualcosa sui Romanov troveremo, no?
Conosci la prima regola della satira? “Nella satira non ci sono regole!”
Tanto, vivere ti cambia di per sé la vita.
Ciò che fa la differenza è la dedizione che uno ha nei confronti del proprio progetto.
L’anno in corso io lo evidenzierei tutto, ma proprio tutto, con l’oro.
Anche se l’Ombra collettiva ci riguarda tutti, e Carl Gustav Jung per primo approfondì questo argomento addentrandosi nelle oscurità dell’inconscio.

Ovvero:

Come Amazon sceglie i testi per la sua nuova libreria, di Federica Colantoni

Romanov: fine di una dinastia, di Chiara Minutillo

55. Regole, di Emanuele Secco

Tutti pazzi per l’assassino – necrocultura e cultura della malvagità vanno a braccetto nell’immaginario contemporaneo , di Valeria Bianchi Mian

Spazi inclusi, di Eleonora Nila Viganò

Dedizione, e voglia di cambiare le cose! di Judy Blackmore

Col sole in fronte, di Wabi Sabi

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Chiara Bertora, Federica Colantoni, Anna Pompilio, Alessia Savi.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 9 novembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Quanto sono importanti le biblioteche, la lettura e l’immaginazione, in particolare per giovani e bambini?
Anche se non ci sarà mai qualcosa che scriveremo e che sarà ritenuto universalmente interessante sulle piattaforme social.
Cosa differenzia una persona che prova disagio da una persona che prova benessere psicologico?
Chissà, magari anche essere stati o meno in una città… Parigi: una città in cui vivrei. Non mi capita spesso di pensarci, ma si, in questo luogo potrei anche stabilirmi, forse per la mia anima romantica, per l’aria artistica che si respira, per la “normalità” con cui si vivono situazioni o cose che dovrebbero esser normali ovunque.
E’ fisiologico un calo in termini di visite e visualizzazioni per un blog? Si, ma a volte servono anche più lettori “multipotenzialisti”!
E poi le mamme… “Hai salutato la signora?” Questo mia mamma me lo chiede ancora adesso quando andiamo insieme da qualche parte. Ho trentacinque anni.
Io non piango, è vero, ma sono campionessa di commozione. Mi commuovo e ogni tanto, fortunatamente, qualcuno davvero bravo che mi faccia la manovra di Heimlich lo trovo e il bello è che la fa passare per un abbraccio.

Ovvero:

Neil Gaiman: “Vi spiego perché il nostro futuro dipende dalla lettura e dalla fantasia”, di Donato Samburgaro

Vuoi diventare interessante su Facebook? Mi spiace, non puoi, di Simone Bennati

Disagio vs benessere psicologico: ecco cosa fa la differenza, di Andrea Epifani

Paris: alla ricerca del gobbo di Notre Dame, di Cattura-Attimi

Ho un calo di visite al blog, come risolvo? di Rita Fortunato

Il pianto e la disostruzione della tristezza, di Enrica Tesio

Le cinque frasi che hanno segnato la mia infanzia, di Beatrina Incorporella

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sonia Bertinat, Chiara Bertora, Giulia Calli, Rita Fortunato, Allegra Micky.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Di una cosa sono sempre stata convinta: so di avere una voce. Una voce mia, personale, diversa, coraggiosa. E piano piano il progetto è cresciuto. Ecco perché un’azienda in piena era web 3.0, ha bisogno della duttilità, della personalità e della freschezza di un blog. Del suo blog.
Ovvio che serve anche la presenza sui social, e qualche consiglio su un paio di plugin WordPress per G+ e Twitter potrebbe essere utile.
Fai solo attenzione a una cosa: non regalare esposizione mediatica, di nessun tipo, a chi tenta di accaparrarsela a spese tue.
Chissà se hai avuto la stessa impressione, ma la serie televisiva Breaking Bad sembra riportare, in modo straordinariamente pertinente, tutto il senso del romanzo “La metamorfosi” di Franz Kafka.
Dove si va infine? E’ il tema del tutto scorre che ritorna. Come il Danubio: un fiume, tante nazioni, una sola cultura: quella della Mitteleuropa.
Giocando con credenze popolari che non avrebbero colpito i più scettici, Stoker impianta il vampiro e le sue origini in un territorio e una storia realmente esistenti.
La vuoi una fetta di cheesecake alla zucca e cioccolato?

Ovvero:

Il blog marketing e l’amore per la scrittura. di Irene Donata Ferri

2 Plugin WordPress per G+ e Twitter. di Roberto Gerosa

Gestire il dissenso: come affrontare il “blogger contro”. di Katia Anna Calabrò

Breaking Bad è la metamorfosi di Kafka. di Rita Fortunato

La parabola di un libro-fiume: Danubio, di Claudio Magris. Martina Frassine

Dracula di Bram Stoker: una formula per l’immortalità. di Fabrizia Gagliardi

Cheesecake di Halloween. di Ambra Arnaldi

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Daniela Conte, Sara Della Torre Valsassina, Emma Frignani, Roberto Gerosa, Emanuele Secco.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 5 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Signal è lo strumento che consentirà ai giornalisti di trovare su Facebook le fonti più interessanti ed autorevoli, e le news più fresche da riproporre al proprio pubblico. In una prima fase sarà utilizzabile solo negli Stati Uniti.
A volte, però, Italians do it better. Prendi il caso Vinci vs Pennetta.
Poi c’è l’accoglienza greca, quella di un popolo che, nonostante tutto, resta gioioso e legato alla propria cultura. Canti popolari, persone che danzano nei ristoranti e per la strada. Uomini e donne trasportati da una musica ora vivace, ora malinconica, rapiti da una danza senza fine. E’ Santorini, signori!
C’è chi la chiama mindfullness, uno strumento semplice ed efficace per calmare stati emotivi negativi e ritrovare l’armonia interiore.
In fondo, anche essere un buon community manager non dipende dalle tecniche apprese e nemmeno dai titoli: dipende dalla persona che sei.
Mentre invece, per invitare i visitatori del tuo sito ad iscriversi alla newsletter, devi avere un sito che offre qualcosa di utile: risposte, consigli, divertimento, informazioni che non si trovano da nessun’altra parte, o che, come le presenti tu, nessun altro sa fare.
Insomma devi avere un sito fatto da persone per le persone!

Facebook lancia Signal: fonti, trending topic e strumenti evoluti per giornalisti. di Pierluigi Vitale

Vinci vs Pennetta: quando la storia insegna. di Ilenia Dalmasso

Santorini #4: l’accoglienza della Grecia. di Bruna Athena

Mindfulness: vivere nel presente. di Claudia Porta

Quattro Chiacchiere con Daniela Patroncini, tra cuGGini e digitale. di Francesco Ambrosino

Email marketing, domande e risposte a #unnomeunsogno. di Alessandra Farabegoli

Il restyling di Subito. di Marco Stizioli

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Carlos Bellini, Sonia Calamiello, Anna Corposanto, Nick Murdaca, Natalia Robusti, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 18 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Settembre è la sua luce. È molte altre cose ma è, essenzialmente, la sua luce cristallina, definita, calda e generosa.
Va quindi celebrato con un piatto estivo che ricordi vacanze tropicali che neanche ho fatto: una bella e fresca salsa Guacamole.
Ma è anche tempo di dare una sferzata alla scrittura… e non c’è nulla di meglio di un web writing macchiato in tazzina riscaldata. Come ottenerlo? Scrivendo col metodo Moka!
Ma di cosa parlano i SEO quando parlano di SEO? Intanto cominciamo ad azzerare tutte quelle chiacchiere inutili sui famosi contenuti di valore, e preoccupiamoci di più del concetto di utilità, che al SEO Copywriting ci arriviamo…
Ci sono casi in cui è bene scordarsi dei social network.
D’altra parte anche sui social puoi riconoscere quei 10 profili di persone che sicuramente avrai incontrato nella tua carriera di marketer e sviluppatore.
E ora una domanda difficile: come disegneresti il labirinto del pavimento della Basilica di San Vitale a Ravenna?

Ovvero:

Settembre. di Martino Pietropoli

L’estate sta finendo e un anno se ne va? Salsa Guacamole per lenire le ferite. di Alessandra Bruni

Risposte dal Calamo: scrivi col Metodo Moka (Web Writing in tazzina). di Monia Papa

#SeoCamp15: scrivi per il lettore e non per i motori di ricerca. di Francesco Ambrosino

4 casi in cui è meglio scordarsi i Social Network. di Roberto Gerosa

10 persone che incontrerai nella tua attività di professionista del web (e come trattare con loro).
di Maria Cristina Pizzato

Disegna un labirinto e spiegami come hai fatto! di Emanuela Pulvirenti

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Rita Fortunato, Emma Frignani, Marina Pitzoi, Anna Pompilio.

 a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 23 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Kickstarter arriva in Italia. di Tommaso Lippiello

La cultura che non costruisce trincee: pensierini su come la musica può servire per capire la complessità. di Letizia Sechi

Linkedin sostituirà il curriculum? Intervista a Mirko Saini. di Daniele Piani

La lista della spesa condivisa. di Marco Procida

Essere grassa d’estate. di Marta Corato

Nel blu tra il cielo e le onde — La Riviera del Conero, nelle Marche. di Federica Farinelli

Due modi di condividere: tu che condi-tipo sei? di Massimo Cappanera

Le adozioni e segnalazioni son o state effettuate da: Angelo Cerrone, Annarita Faggioni, Virginia Fiume, Rita Fortunato, Emma Frignani, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 9 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Noi blogger siamo stupidi. Temerari ma prudenti, ingenui ma smaliziati, machiavellici ma sinceri.
Facciamo impazzire chi ci accompagna nei nostri viaggi: dobbiamo immortalare tutto, dagli spaghetti nel piatto alla porta del gabinetto del bar, “che magari ci faccio un post”. Pur non ricevendo commenti, continuiamo imperterriti a scrivere, editare e postare.
Ma ‘ndo vai se il Klout Score alto non ce l’hai? Alcune aziende lo considerano molto seriamente per la necessità di inserire nel proprio organico qualcuno che abbia un certo seguito. Ciò che queste aziende fanno, dunque, è chiedere uno score minimo a coloro che intendono candidarsi per determinate posizioni aperte. Anche se a far schizzare verso l’alto il Klout Score di un utente non è la qualità delle interazioni generate, ma la quantità delle stesse. Mah…
Altra cosa è la visibilità di Whatsapp, intesa come feature che puoi modificare, così come le notifiche delle chat di gruppo o le famigerate “spunte blu”. Walt Disney, che non lasciava nulla al caso, neanche i colori scelti per i personaggi dei film, di solito riservava il blu  a soggetti positivi, che però risultano spesso piuttosto noiosi. Come le spunte di Whatsapp, appunto.
E la paura, invece, di che colore è? Per alcuni, verde come una cavalletta… Ma di solito il verde è il colore della rabbia, come quella che provi quando vivi in un Paese fondato sulla corruzione capitale. Per combatterla non bastano certo le leggi, serve una battaglia culturale, che può essere portata avanti non da una classe politica immersa fino al collo nel marciume, ma da una società civile che abbia ben presente la differenza tra richieste che nascono da una carenza, ed offerte che nascono da una volontà di servizio. Tutto il resto è una negoziazione che non ci appartiene.

Ovvero:

I Blogger sono stupidi. di Eli Sunday Siyabi

Habemus Klout. Daje. di Simone Bennati

5 trucchi per migliorare l’utilizzo di WhatsApp. di Luca Borghi

Appendice… Del blu e di altre storie di La Kasa Imperfetta

Anche i supereroi hanno paura. di Roberta Vacca

Spunti di vista, vivere in Italia un Paese fondato sulla corruzione capitale. di Daniele Maisto

Il coaching per la suocera. di Tamara Gavina

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Rita Fortunato, Roberto Gerosa, La Kasa Imperfetta,  Matteo Pogliani.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 14 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Chi si laurea in lettere o filosofia non è per forza un letterato o un filosofo, ma sicuramente non è neanche un Punkabbestia travestito da intellettuale. E’ un problema culturale se nel 2015 i disabili debbono ancora lamentarsi per tutto quanto non viene pensato a soddisfacimento delle loro reali necessità. Del resto l’Italia è il Paese in cui i disabili – e le loro Associazioni (quasi tutte) – hanno accettato che venisse inventata la denominazione di «diversamente abili»; c’è quindi da chiedersi che necessità abbiano, se sono diversamente abili ma comunque abili. L’Italia è il Paese dove il Rigoletto è una delle opere più belle e popolari di Giuseppe Verdi, ma può essere anche un gelato, o meglio un  gelato artigianale, che è qualcosa di diverso dall’Ice Cream; e non certo per un fattore di lingua. Tutto ciò che è duale e contrastante incuriosisce, stimola la libertà di pensiero a non cedere ai dettami e ai falsi moralismi della società.
Una società, la nostra, che arriva da lontano, ma che è anche in grado di proporre nuovi modelli di business per progettare, realizzare o sviluppare un progetto, ad esempio con il crowdsourcing, o con tool che migliorano l’engagement dei post permettendo agli utenti di una community di interagire velocemente e piacevolmente con i blog.
Finché crisi mistica non ti coglie, una volta all’anno e ti fa dire: “basta chiudo tutto e mollo il blog!

Ovvero:

Accademici, Punkabbestia o giocatori di calcio di serie C? di Francesco Mercadante

Expo 2015 e le lacune di una cultura di Carlo Filippo Follis

Rigoletto: il gelato italiano che non è ice cream di Gloria Vanni

Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete di Rita Fortunato

Essential Tools: 3 piattaforme di crowdsourcing di Francesco Ambrosino

Tool per Blogger: oggi vi racconto Wiralist! di Valentina Coppola

[MONDO BLOG]: Basta mollo tutto e chiudo il blog! di Andrea Toxiri

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Biasio, Sergio Consoli, Rita Fortunato, Marco Freccero

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


#adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete

adotta 1 blogger
Nella rete dei blogger “adottati”

La campagna #adotta1blogger  nasce in sordina la notte del 5 marzo scorso, complice una strepitosa luna piena, mi piace pensare. Ho la fortuna di vivere nei pressi della basilica di Superga, sulla collina di Torino, ripresa in un suggestivo timelapse proprio di quella notte. Ho un debole per questo luogo sacro, da tempo complice dei momenti belli e rifugio per quelli bui, oltretutto una manna per il mio pessimo senso dell’orientamento.
Quella notte avrei dovuto scrivere un post sull’e-commerce, ma  sono scivolata su ben altro… ed ha preso il sopravvento la Rete, non intesa come social media o genericamente il web, ma come quella energia che da anni caratterizza il mio modo di essere e di agire. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi. E ciò accade sempre di più nella nostra società, tant’è che siamo di fatto coinvolti nelle dinamiche della smart community, dove interazione sociale e condivisione di informazione e conoscenza producono innovazione. Così anche la cittadinanza attiva, l’attivismo digitale, l’utilizzo degli open data, sono in fondo modalità nuove per consentire la collaborazione di vari soggetti (enti pubblici, aziende, scuole, associazioni) al fine di realizzare buone pratiche, utili per migliorare la qualità della vita del cittadino. Chiamiamola pure innovazione sociale, che va a braccetto con i concetti di inclusione, sharing economy e sostenibilità.
D’altra parte la rete non è una linea retta immaginabile come una sequenza di prima e dopo. E’ invece più simile ad un cerchio, quello che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, traccia simbolicamente attorno a sé definendo contemporaneamente il proprio raggio d’azione ed il limite di interazione concesso agli altri.
Se vogliamo far rete, il raggio intorno a noi è destinato ad allargarsi, facendo entrare nella nostra circonferenza altri, con i quali condividere spazi, bisogni, necessità, desideri, obiettivi, azioni. E’ una dimensione orizzontale che si nutre per definizione del tempo presente e che consente la proliferazione di situazioni.
Ma anche le buone pratiche lasciano il tempo che trovano se alla fin fine si riducono ad essere solo degli episodi eccellenti. La scommessa vera per rendere vivace ed utile la rete è quella di fare sistema tra progettualità e soggetti diversi, attraverso la disponibilità di dati che veicolino informazione, formazione, cultura. A tutto tondo. C’è anche un impegno sociale in questo, certo. Ma non serve né  l’ennesima piattaforma tecnologica, né l’ultimo metodo del blasonato guru, né l’aperitivo in terrazza  tra i soliti quattro amici che lanciano un evento in pompa magna.
Ciò che serve è essere in risonanza con quello che ci circonda, e che il nostro bisogno coincida con quello di altri, di tanti altri… Se poi aggiungi un briciolo di creatività, audacia, disponibilità, un paio di social e tanta passione, può succedere non solo che la rete  si crei, ma anche che si autoalimenti:

#adotta1blogger si è trasformata così in una rete in continua crescita (la madre dei blogger è sempre incinta!) che vanta al momento una cinquantina di blogger adottati in tutta Italia, un paio di “adozioni internazionali” ed una comunità molto attiva su facebook.  Perle nascoste portate alla luce che stanno mettendo in rete esperienza, professionalità, creatività, entusiasmo ed emozioni attraverso le pagine digitali dei loro blog. Donano una vitalità contagiosa attraverso le loro opere, che quotidianamente condividiamo; leggerli equivale a un’esperienza di realtà aumentata, è come vivere più esistenze contemporaneamente.
Un blogger lo sa bene che il proprio ritmo è quello del passista, ma quello che forse non si aspetta è che da qualche parte ci sia qualcuno che non solo lo osserva, ammira la sua resistenza e lo attende al traguardo per complimentarsi, ma che addirittura lo adotti, con un gesto di stima e affetto, senza scadenza, per quello che riesce a trasmettere: capacità di costruire valori solidi in un mondo liquido.

Paola Chiesa


Approccio di una PA esemplare ai social media

socialmedia

 

Il ruolo della Pubblica Amministrazione nell’approccio ai social media

C’è evidentemente un bisogno ancestrale dell’uomo di lasciare un “segno”, una sorta di impronta che faccia parlare di sè nel futuro, cui non corrisponde in realtà un’analoga capacità di interpretare ed elaborare quel segno da parte dell’interlocutore. Nella preistoria erano i dipinti rupestri che raffiguravano scene di caccia o di danza ma che ancor oggi non sappiamo esattamente se avessero un valore puramente artistico, o se avessero anche un significato simbolico, come la centralità della caccia, il rapporto uomo-animale, la sacralità della danza, ecc.

Oggi sono le frasi, le immagini, i tweet, i video che postiamo sui social media; nuovi segni attraverso cui esprimiamo i nostri gusti e gli stati d’animo, ci georeferenziamo e ci immortaliamo nella nostra presunta forma migliore. Rispetto ai nostri antenati preistorici abbiamo anche lo strumento della scrittura, che ci consente di essere potenzialmente più efficaci nelle nostre esternazioni.

Però, allora come adesso, il processo comunicativo si interrompe e il messaggio non giunge a destinazione integro; forse perché l’uomo è biologicamente sociale ma ahimè culturalmente individuale, e la sua incapacità di comunicare è legata al non saper ascoltare davvero ciò che viene detto? Peraltro motivo per cui privilegiamo le affermazioni alle domande, che potrebbero mettere in discussione le nostre certezze e insinuare in noi il dubbio

Mentre è piuttosto semplice esplicitare se stessi attraverso i social (dichiarare cosa mi piace o non mi piace, dove sono in questo momento, quali sono le mie competenze, i miei hobby ecc.) è sicuramente più nebuloso individuare sia a chi venga indirizzata tale presentazione, sia cosa venga compreso dall’ipotetico destinatario. Esuliamo in questa sede dai discorsi sul target di pubblico che si vuole raggiungere; ci preme piuttosto stimolare una riflessione su come far emergere un’interazione autentica tra gli interlocutori; un’azienda privata, dovendo promuovere il proprio brand e vendere i propri prodotti, andrà a cercare il riflesso di se stessa in un pubblico nel quale si riconosce, o meglio ancora cercherà di plasmare un pubblico che si possa riconoscere nei propri prodotti.

Una presenza esemplare dell’ente pubblico sui social dovrebbe invece avere lo scopo non di ricercare un facile consenso, quanto invece di far emergere un problema ed individuare delle criticità attraverso un’interazione stimolante, che passi attraverso le fasi dell’ascolto e dell’osservazione costanti, che aiutino effettivamente a capire e comprendere le esigenze del cittadino e più in generale della comunità.

Dovessimo visualizzare con un esempio il tipo di approccio che l’ente pubblico dovrebbe avere sui social, potremmo immaginarlo così:

Certo non è semplice né immediato, ma è indispensabile se è vero che, come diceva Goethe, “comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura; tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura”.

Se è normale che un’azienda faccia leva sulla natura umana, è indispensabile che la PA faccia leva sulla cultura, in un processo bidirezionale che permetta di individualre i punti critici su cui intervenire, le attività da programmare, gli obiettivi da raggiungere, la presentazione dei risultati, la verifica dell’efficacia dei risultati. E la cultura richiede informazione, formazione e lucida logica di servizio pubblico verso la propria comunità di riferimento.

Paola Chiesa


I quattro elementi

I quattro elementi

I quattro elementi li chiamiamo per comodità acqua aria terra e fuoco, ma in noi a cosa corrispondono?

Alle nostre origini, alla nostra storia, alla nostra cultura, alle nostre convinzioni, ai nostri pregiudizi, ai nostri desideri, alle nostre ambizioni, ai nostri successi, ai nostri fallimenti, alla nostra concretezza , alle nostre passioni, alle nostre paure, ai nostri sogni, alle nostre lotte…

Sono mescolati in noi in diverse percentuali e combinazioni, e ci accompagnano in un viaggio insieme al tempo senza mai farci  uscire dall’attimo. Arriviamo da lontano ma di fatto siamo senza passato, senza futuro; l’unico tempo possibile: il presente, come un gioiello dal valore incommensurabile. Ciò che non sta qui non è in nessun altro luogo. Come la lama n. 7 dei Tarocchi, il Carro: ancorato al pianeta, amante di tutte le sue energie, avanza con esse secondo il movimento del pianeta, il movimento per eccellenza. E non si muove da quel posto. Non scivola sopra la terra, vede dall’alto, spirito nella materia.

Ma allora perché non proviamo a  dare a questo presente una direzione, insieme?