bla bla blogger 22 febbraio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Probabilmente leggiamo anche il retro delle etichette dei cibi che compriamo, quelle belle ricche che raccontano di come sia stato coltivato il grano per produrre il pancarrè di cui ci stiamo ingozzando. Perché nutrirci di storie è la nostra natura.
Puoi volare nel senso letterale del termine, teletrasportarti da un luogo all’altro, incontrare avatar di ogni parte del mondo, visitare luoghi che nella realtà neanche potresti immaginare e allo stesso tempo dare spazio alle relazioni sociali… Dove? In Second Life, con i suoi pro e contro.
Nella “first life”, invece, in seguito ai recenti aggiornamenti di Instagram, possiamo ora gestire più account, funzione tanto desiderata quanto chiacchierata in ambiente Android poiché ha causato diverse problematiche.
E in ogni caso, anche su Instagram le relazioni sono fondamentali per costruire community forti e coese; e per far ciò è necessario che un influencer abbia la capacità, la pazienza e la volontà di dialogare e/o interagire con i propri follower.
Se poi è vero che l’epoca della comunicazione scritta è giunta al capolinea e che il futuro della stessa è quasi totalmente in mano ai video, meglio utilizzare dei tool in grado di donare ai link ai video di YouTube la medesima visibilità della quale godono i video nativi di Facebook. Come YT2FB, ad esempio.
Sei mai stato alle Grotte di Pertosa-Auletta?  Rappresentano l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo addentrandosi verso il cuore di una montagna, una delle grandi perle del Parco Nazionale del Cilento. Sembra un viaggio in se stessi…
E poi, dalle grotte ai coworking con co-baby, spazi di conciliazione famiglia-lavoro dove prendere in affitto uno spazio di lavoro, fare quattro chiacchiere con qualcuno in pausa caffè invece che caricare la lavatrice ed avere a pochi metri il proprio bambino accudito da brave educatrici.
Non per perfezionismo, ma per procrastinare… La procrastinazione non è un male assoluto, dipende dall’uso che se ne fa. L’uso buono è quello che lascia sedimentare un progetto o un’idea prima di spedirla fuori. Aiuta a guardarla da un’angolazione diversa, spesso nuova, a cogliere dettagli che erano sfuggiti, a smussare, a limare o a dare un respiro e uno slancio alla creatività.
E per una volta consoliamoci, perché non brucerà l’ardore per l’infinito, e per l’infinito universo, concepito dall’amore di un infinito Dio, composto da mondi infiniti, infinitamente da amare.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Storytelling, i 7 archetipi di storie da utilizzare.  di Alessandra Arpi

A.D. 17 febbraio 1600. di Rita Lopez

Marketing
La ricerca della perfezione uccide idee e business. di Marianna Farese

Social media
Numeri o relazioni:un vero influencer cosa sceglierà? di Angelo Cerrone

Pedagogia, Psicologia
Voglio una Second Life. di Sonia Bertinat

Due co-working con co-baby a Roma e un albo illustrato. di Ilaria De Vita

Turismo
Un anno di Ulisse alle Grotte di Pertosa-Auletta. di Anna Pernice

Tools, Tutorials
Instagram. multi account, like e followers. di Francesco Effeslash

YouTube o Facebook? La comunicazione si fa video. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Camnasio, Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Monica D’Alessandro Pozzi, Andrea Girardi, Bruna Athena, Francesco Magnani, Sergio Consoli.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 30 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Disegnavo senza matita e senza foglio. Disegnavo in aria, con una mano alzata.
Mia madre mi chiedeva: “Cosa stai facendo, ragazzino?”
E io rispondevo: “Sto disegnando”.
Lei sorrideva, le pareva una cosa buffa.
Talvolta ripensavo al disegno che avevo fatto e allora ci tornavo su e lo correggevo, come se realmente esistesse!” Guardare le costruzioni di Niemeyer è come immergersi in uno spazio atemporale, né passato, né presente, né futuro. Sono sogni, visioni, pura bellezza.
Secondo una versione del mito, Eros esce dal guscio dell’uovo primitivo, per librarsi in cielo con il suo arco e scagliare a caso frecce che infiammano i cuori…come fosse il primo degli dei, l’energia primordiale, la sorgente da cui poi nasce tutto il resto.
C’è uno spazio tra lo stimolo e la risposta  ed è lì che dimora il potere di scegliere come reagire; è dalla nostra reazione che dipendono crescita e libertà. La consapevolezza ci fa accorgere dell’attimo in cui stiamo per reagire a una situazione e ci consente di fermarci un istante.
In qualsiasi tipo di contesto l’individualità e la collettività esisteranno sempre, ma gli ingranaggi che ne regolano l’interazione sono in continuo mutamento. Come mantenerli in equilibrio fra loro?
Applicando la capacità di distinguere, tra lana e seta, sempre e in ogni caso: usiamola, è gratis e non è peccato.
Ad esempio, c’è differenza tra mantenere le promesse iniziali sul proprio valore e mantenere la promessa di accrescere il proprio valore. Ciò che non cambia è solo il bisogno di essere rassicuranti.
Ma per questo c’è una soluzione: fatti un giro a Ragusa Ibla, alias Vigata, per le strade percorse dal giovane Montalbano…

Ovvero:

Il branding del mio tavolo da pranzo. di Gioia Gottini

Bell’amore… sull’eros e il tiro con l’arco. di Monica Simionato

Lettrice sarcastica #1: quale tipo di lettrice non sono ovvero i lettori bacchettoni. di Bruna Athena

Livetour a Ragusa e Scicli, nei luoghi del giovane Montalbano. di Francesca Taormina

Regola n.2 Vivere di bellezza e fantasia. di Mimma Rapicano

Ci sei? Fai un Mindful Check-In. di Marina Innorta

Individualità e collettività, social o non social? di Rita Fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Luca Borghi, Federica Colantoni, Emma Frignani, Anna Pompilio, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 12 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Se i social network fossero i sette vizi capitali, noi li assaporeremmo tutti, senza mostrare un minimo di pentimento.
Anche vivere è bucarsi continuamente il braccio e analizzare il sangue. E bloggare è come vivere. Quindi bloggare è come essere costantemente sotto esame. Ma non essere sotto esame su qualcosa su cui possiamo barare.
E lo sport? E’ una specie di test strutturato che mette alla prova le nostre abitudini, e al netto di tutte le maschere che indossiamo, le rivela. E’ il nostro specchio.
Perciò, poco importa alla fine se pubblichiamo sul blog contenuti take-away che si leggono con facilità e senza scrollare lo schermo, oppure post più lunghi e approfonditi, che sviscerano ogni aspetto o quasi dell’argomento che si sta trattando.
L’importante è concentrarsi maggiormente su quello che si sa fare meglio, su quello che ci riesce meglio, e dedicare il tempo a migliorarci costantemente.
Infatti, andresti mai a farti confezionare un abito su misura da un sarto malvestito o a fare la manicure da un’estetista con le unghie rovinate? Ecco perché un’azienda dovrebbe investire tempo e risorse al fine di fare bella mostra di sé sul web!
C’è un’attività il cui successo è strettamente connesso agli attori in campo: l’influencer marketing . Un chi che diviene valore distintivo al pari del cosa e del dove. Ed esistono casi in cui la capacità d’influenza non è questione di un singolo, ma collettiva. Come le community, comunità online che racchiudono persone attorno a passioni, argomenti, settori comuni. Veri e propri hub capaci di connettere utenti e favorire le relazioni. Luoghi dove il ruolo d’influencer è demandato al gruppo di utenti che le compongono, e che sono in grado di essere punti di riferimento per gli utenti e conseguentemente per i brand. #adotta1blogger pare sia proprio una di queste!

Ovvero:

Se i social network fossero i sette vizi capitali. di Sonia Calamiello

Avere un blog è semplice. di Monia Papa

Allo specchio dello sport. di Tiziano Gamba

Meglio puntare sui post brevi o lunghi nel tuo blog? di Luana Galanti

Smetti di credere che la tua idea sia un’utopia? di Francesco Mazzoli

Perché per un’azienda è importante curare l’immagine sul web. di Simone Bennati

Quando l’influencer non è una persona: le community. di Matteo Pogliani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Simone Bennati, Stefano Bersanetti, Sonia Bertinat, Luca Borghi, Roberto Gerosa, Il Picco, Anna Pompilio.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 5 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Signal è lo strumento che consentirà ai giornalisti di trovare su Facebook le fonti più interessanti ed autorevoli, e le news più fresche da riproporre al proprio pubblico. In una prima fase sarà utilizzabile solo negli Stati Uniti.
A volte, però, Italians do it better. Prendi il caso Vinci vs Pennetta.
Poi c’è l’accoglienza greca, quella di un popolo che, nonostante tutto, resta gioioso e legato alla propria cultura. Canti popolari, persone che danzano nei ristoranti e per la strada. Uomini e donne trasportati da una musica ora vivace, ora malinconica, rapiti da una danza senza fine. E’ Santorini, signori!
C’è chi la chiama mindfullness, uno strumento semplice ed efficace per calmare stati emotivi negativi e ritrovare l’armonia interiore.
In fondo, anche essere un buon community manager non dipende dalle tecniche apprese e nemmeno dai titoli: dipende dalla persona che sei.
Mentre invece, per invitare i visitatori del tuo sito ad iscriversi alla newsletter, devi avere un sito che offre qualcosa di utile: risposte, consigli, divertimento, informazioni che non si trovano da nessun’altra parte, o che, come le presenti tu, nessun altro sa fare.
Insomma devi avere un sito fatto da persone per le persone!

Facebook lancia Signal: fonti, trending topic e strumenti evoluti per giornalisti. di Pierluigi Vitale

Vinci vs Pennetta: quando la storia insegna. di Ilenia Dalmasso

Santorini #4: l’accoglienza della Grecia. di Bruna Athena

Mindfulness: vivere nel presente. di Claudia Porta

Quattro Chiacchiere con Daniela Patroncini, tra cuGGini e digitale. di Francesco Ambrosino

Email marketing, domande e risposte a #unnomeunsogno. di Alessandra Farabegoli

Il restyling di Subito. di Marco Stizioli

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Carlos Bellini, Sonia Calamiello, Anna Corposanto, Nick Murdaca, Natalia Robusti, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 14 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Chi si laurea in lettere o filosofia non è per forza un letterato o un filosofo, ma sicuramente non è neanche un Punkabbestia travestito da intellettuale. E’ un problema culturale se nel 2015 i disabili debbono ancora lamentarsi per tutto quanto non viene pensato a soddisfacimento delle loro reali necessità. Del resto l’Italia è il Paese in cui i disabili – e le loro Associazioni (quasi tutte) – hanno accettato che venisse inventata la denominazione di «diversamente abili»; c’è quindi da chiedersi che necessità abbiano, se sono diversamente abili ma comunque abili. L’Italia è il Paese dove il Rigoletto è una delle opere più belle e popolari di Giuseppe Verdi, ma può essere anche un gelato, o meglio un  gelato artigianale, che è qualcosa di diverso dall’Ice Cream; e non certo per un fattore di lingua. Tutto ciò che è duale e contrastante incuriosisce, stimola la libertà di pensiero a non cedere ai dettami e ai falsi moralismi della società.
Una società, la nostra, che arriva da lontano, ma che è anche in grado di proporre nuovi modelli di business per progettare, realizzare o sviluppare un progetto, ad esempio con il crowdsourcing, o con tool che migliorano l’engagement dei post permettendo agli utenti di una community di interagire velocemente e piacevolmente con i blog.
Finché crisi mistica non ti coglie, una volta all’anno e ti fa dire: “basta chiudo tutto e mollo il blog!

Ovvero:

Accademici, Punkabbestia o giocatori di calcio di serie C? di Francesco Mercadante

Expo 2015 e le lacune di una cultura di Carlo Filippo Follis

Rigoletto: il gelato italiano che non è ice cream di Gloria Vanni

Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete di Rita Fortunato

Essential Tools: 3 piattaforme di crowdsourcing di Francesco Ambrosino

Tool per Blogger: oggi vi racconto Wiralist! di Valentina Coppola

[MONDO BLOG]: Basta mollo tutto e chiudo il blog! di Andrea Toxiri

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Biasio, Sergio Consoli, Rita Fortunato, Marco Freccero

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 4 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Una cosa l’abbiamo sicuramente capita: creare contenuti di valore su Facebook non basta. Anche perché qual è il contenuto di valore, quello che riceve più like? E come faccio ad arrivare al più alto numero di fan possibile senza sponsorizzare ogni post? Proviamo invece ad immaginare un’unità di misura diversa: l’umiltà e la pazienza che servono per raggiungere obiettivi, a volte anche straordinari. Esistono dei parametri che ci indicano che vi è una grande attenzione del “pubblico” nei confronti dell’etica nel marketing, nella comunicazione e nel giornalismo. Ma il pubblico non è un influencer, e il cambiamento implica fatica e disciplina. E allora? Meglio atteggiarsi da guru piuttosto che lavorare? No, è importante credere nella costruzione di una community e fare in modo che gli utenti interagiscano  sui social sempre più spesso, condividendo esperienze con il brand, grazie (anche) a quelle “regole” che ci consentono di redigere un post capace di creare engagement.
Pensa a Twitter: non è un semplice Social Media dove pubblicare i propri pensieri, infatti può essere anche una buona fonte dove reperire le informazioni più interessanti, come quelle relative ad esempio ai vincitori dei premi Nobel per la letteratura, si quelli che conoscono così profondamente l’animo umano, che in un modo assolutamente naturale, riescono ad esprimere sensazioni e pensieri che noi altri sicuramente proviamo e pensiamo. Aiutandoci anche a metterci in ascolto. Del resto, le culture orientali da millenni vedono nell’attenzione il segreto di una vita migliore.

Ovvero:

Creare contenuti di valore su Facebook non basta di Francesco  Ambrosino

Federica Gallo: umiltà e pazienza per raggiungere straordinari obiettivi di Martina De Nardi

L’etica può essere solo una questione di numeri? Ma soprattutto, li ha? di Emmanuele Macaluso

I segreti per creare post efficaci su tutti i social media! di Maria Grazia Tecchia

4 risorse utili se usi Twitter di Andrea Toxiri

Leggere i vincitori del Premio Nobel: perché farlo? di Bruna Athena

Un piccolo segreto scoperto in Vietnam per mantenere la mente attiva di Maddalena Ionata

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Stefania Cunsolo, Annarita Faggioni, Rossana de Michele, Eleonora Pantò, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


Public Administration role in social media approach

socialmedia
How Public Administration should approach social media

There is an ancestral need in human being to let a “sign”, a kind of fingerprint which face to talk about ourselves in the future, which does not correspond actually in a similar capacity to interpret and process that sign by the interlocutor.

In prehistoric times were the rock paintings depicting hunting or dance scenes that still we do not know exactly if they had a purely artistic or if they had a symbolic meaning, such as the centrality of the hunt, the relationship between man and animal, the sacredness of the dance, etc.

Nowadays, text, images, tweets, videos we post on social media are the new signs through which we express our tastes and moods, there we georeference and immortalize ourselves in our supposed best shape. Compared to our prehistoric ancestors we have the gift of writing, that allows us to be potentially more effective in our utterances.

However then, as now, the communication process is interrupted and the message does not reach its destination intact; perhaps because the man is biologically social but unfortunately culturally individualist, and his inability to communicate is related to not being able to really listen to what is being said? Moreover that is the reason why we privilege statements against questions, that could challenge our certainties and creep doubts in us …

While it is rather simple explicit ourselves through social (state what I like or do, or what i don’t like, where I am right now, what are my skills, my hobbies and so on) is certainly more nebulous identify to whom is being addressed this information or even what is understood by the hypothetical recipient.

Leaving aside the issues on the target audience you want to reach; rather we want to stimulate a discussion on how to bring out the authentic interaction between stakeholders; a private company, having to promote its brand and sell its products, will certainly look for people that reflects its own image and recognises its specificities, or better it will look to shape a public that could be recognised in its products.

An exemplary presence of the public administration on social should instead be aimed not to search for a consensus, but rather to bring out a problem and identify critical issues through stimulating interaction, passing through phases of listening and observation, to help understand the needs of the citizen and the community in general.

Should we see this with an example, the kind of approach that the public authority should have on the social, we might imagine it like this:

social media approach

social media approach

For sure it is not easy or immediate, but it is essential if it is true that communicate with each other, exchange information is natural; take into account information we are given is culture.

If it is normal that a company leverages on its human nature, it is essential that the Public Authority is leveraging on the culture, in a two-way process that allows to identify the critical points that need work, the programmed tasks, goals to be achieved, the results presentation, the monitoring of the effectiveness of the results. And culture requires information, education and lucid logic of public service to be addressed to the people communities.

Paola Chiesa

chiesapaola@gmail.com

twitter: @chiesa_paola


Contenuti di qualità per il web

contenuti per il web

 

Quando la vacanza ispira i contenuti

Non ci siamo volutamente salutati prima delle vacanze, anzi ricordo di aver detto che per me la vacanza non è uno (s)tacco 12, ma un sandalo infradito.

Infatti non sono mancate strade calcate, tratte in aereo e traversate in nave su un Egeo furioso, per raggiungere qualcosa di insolito, di inconsueto. Per poi pormi, come ogni anno, la solita domanda: perché l’inconsueto lo cerchiamo solo in vacanza e non in quel novantacinque per cento del tempo che viviamo invece psicologicamente come una noiosa routine?

In vacanza diventiamo tutti sportivi e avventurosi, socievoli e gentili. Poi torniamo al nostro tran tran quotidiano e diventiamo ombrosi, litighiamo col vicino e usiamo l’ascensore anche se abitiamo al primo piano.

E’ come se la vacanza fosse vissuta un po’ come una sbornia…

Traslando il discorso sui contenuti, possiamo immaginare la meta della vacanza come obiettivo di utilità dell’argomento trattato; le escursioni, le visite culturali e i monumenti storici come la scelta di una specifica tecnica e metodo; i colori della natura come definizione di uno specifico target.

Ripensando così alla mia vacanza in Grecia, la contemplazione silenziosa del Partenone mi ha aiutato a comprendere che l’utilità dei valori che si trasmettono in un contenuto è comunque sempre legata alla tecnica: ad esempio così come le colonne per apparire perfettamente dritte sono in realtà state costruite con una leggera inclinazione verso l’interno, che l’occhio umano non avverte, così per trattare un argomento che abbia l’obiettivo di essere utile occorre utilizzare tecniche anche complesse, ma conosciute talmente in profondità dal web editor, da lasciare al lettore una sensazione di testo piacevole e scorrevole, senza alcuna traccia di complessità.

I colori delle Cicladi e del loro mare, la luce abbagliante e insostenibile, la bellezza del paesaggio, rendono chiaramente l’idea di cosa significhi far parte di una community che è in grado di viralizzare i propri contenuti.

Solidità, chiarezza, semplicità, rigore, conoscenza, affidabilità, coerenza, bellezza: se la forma riesce a plasmare la sostanza, allora anche il contenuto può creare un valore.

Son tornata a casa con un sogno: quello di riuscire a comunicare tutto ciò

Paola Chiesa