bla bla blogger 29 febbraio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

La vecchia concezione dell’economia di massa è alle nostre spalle, navighiamo ormai verso un’attenzione particolare dell’utente come individuo. E’ ora tempo di trattare il Cliente da Umano, con tutte le sue peculiarità e con il bagaglio emozionale che porta dentro.
Poi vai al supermercato e…”La signora ha sollevato il viso, mi ha osservata per un lungo attimo col sopracciglio alzato, come se le avessi appena chiesto di regalarmi il suo bel cappottino. “No”.
Il tema dell’ambiguità dell’essere umano rappresentato nella sua schiaffeggiante umanità, è in fondo anche un tema costante sia di Stanley Kubrick che di Diane Arbus, che lavorano con soggetti umani più o meno stravaganti e in qualche caso spaventosi.
Sarà allora interessante vedere chi troveremo nel #CurriculumDelLettore di febbraio!
Del resto i dati italiani dicono che la depressione ha toccato almeno una volta la vita del 13,5% della popolazione. Forse nutriamo un interesse eccessivo per il nostro sé, e ci occupiamo poco del bene comune?
Bene comune è anche l’amaro caso della Baronessa di Carini, esempio quasi unico di come a volte l’arte, quella più popolare, quella della musica, delle canzoni e della poesia, possa sostituire e addirittura riempire i vuoti che la storia ufficiale, colpevolmente e consapevolmente, cerca a volte di nascondere con tutti i suoi mezzi.
La migliore strategia per seppellire i commenti negativi? Promuovere servizi di qualità e avere una condotta ineccepibile: in tal modo, saranno i clienti stessi a fare pubblicità al brand, gratuitamente e in maniera del tutto spontanea, mossi dalla fiducia e dal senso di sicurezza sviluppato nei confronti dei nostri servizi.
Nel frattempo proviamo a realizzare un Opt-in form di un blog WordPress attraverso il MailChimp Widget e vediamo alcune estensioni essenziali per Gmail.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
La stagione del basilico. di Barbara Boggio

#CurriculumDelLettore, il trio di febbraio. di Rita Fortunato

Social media
Facebook Reactions | La storia infinita. di Monia Taglienti

Brand reputation
Gestione dei commenti negativi e brand reputation. di Emma Frignani

Pedagogia, Psicologia
E se non ci fosse proprio nulla di cui preoccuparsi? di Marina Innorta

Fotografia, Cinema
Identical Twins, la Arbus e Kubrick. di Sara Munari

Canta il giallo: l’amaro caso della Baronessa di Carini.  di Alessandro Borgogno

Tools, Tutorials
Come creare un Opt-in form per la tua fanpage di Facebook con MailChimp. di Federico Chigbuh Gasparini

5 estensioni Gmail essenziali. di Roberto Gerosa

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Andrea Girardi, Rita Fortunato, Nick Murdaca, Luca Stel,  Noemi Bengala, Emanuele Secco, Valeria Bianchi Mian, Andrea Toxiri, Francesco Ambrosino.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 30 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Disegnavo senza matita e senza foglio. Disegnavo in aria, con una mano alzata.
Mia madre mi chiedeva: “Cosa stai facendo, ragazzino?”
E io rispondevo: “Sto disegnando”.
Lei sorrideva, le pareva una cosa buffa.
Talvolta ripensavo al disegno che avevo fatto e allora ci tornavo su e lo correggevo, come se realmente esistesse!” Guardare le costruzioni di Niemeyer è come immergersi in uno spazio atemporale, né passato, né presente, né futuro. Sono sogni, visioni, pura bellezza.
Secondo una versione del mito, Eros esce dal guscio dell’uovo primitivo, per librarsi in cielo con il suo arco e scagliare a caso frecce che infiammano i cuori…come fosse il primo degli dei, l’energia primordiale, la sorgente da cui poi nasce tutto il resto.
C’è uno spazio tra lo stimolo e la risposta  ed è lì che dimora il potere di scegliere come reagire; è dalla nostra reazione che dipendono crescita e libertà. La consapevolezza ci fa accorgere dell’attimo in cui stiamo per reagire a una situazione e ci consente di fermarci un istante.
In qualsiasi tipo di contesto l’individualità e la collettività esisteranno sempre, ma gli ingranaggi che ne regolano l’interazione sono in continuo mutamento. Come mantenerli in equilibrio fra loro?
Applicando la capacità di distinguere, tra lana e seta, sempre e in ogni caso: usiamola, è gratis e non è peccato.
Ad esempio, c’è differenza tra mantenere le promesse iniziali sul proprio valore e mantenere la promessa di accrescere il proprio valore. Ciò che non cambia è solo il bisogno di essere rassicuranti.
Ma per questo c’è una soluzione: fatti un giro a Ragusa Ibla, alias Vigata, per le strade percorse dal giovane Montalbano…

Ovvero:

Il branding del mio tavolo da pranzo. di Gioia Gottini

Bell’amore… sull’eros e il tiro con l’arco. di Monica Simionato

Lettrice sarcastica #1: quale tipo di lettrice non sono ovvero i lettori bacchettoni. di Bruna Athena

Livetour a Ragusa e Scicli, nei luoghi del giovane Montalbano. di Francesca Taormina

Regola n.2 Vivere di bellezza e fantasia. di Mimma Rapicano

Ci sei? Fai un Mindful Check-In. di Marina Innorta

Individualità e collettività, social o non social? di Rita Fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Luca Borghi, Federica Colantoni, Emma Frignani, Anna Pompilio, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 11 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Instagram, nel periodo estivo, non tollera la pigrizia. La gente è stufa del mainstream. La gente vuole il backstage, quello che non si trova sulla guida. Ma per fortuna le vacanze sono finite. È arrivato il momento di farsene una ragione.
Eppure le persone continuano a credere alle bufale. Anche se un’informazione non è vera, ciò è irrilevante per la nostra mente che la colleziona e che continua ad esserne influenzata in ogni caso, faticando a modificarla.
Forse ci salverà elaborare un piano strategico dei contenuti, per sapere tutto ciò che riguarda le persone a cui ci vogliamo indirizzare, come i dati demografici, gli interessi che coltivano, gusti e comportamenti dei loro acquisti, quali social media preferiscono…
O ci aiuterà di più la semplicità? Come ad esempio risolvere i problemi invece che crearne, o cercare il più possibile di evitare preoccupazioni se non sono necessarie.
Spiegami perché, se io ho voglia di dire no, devo pure spiegare il perché lo dico, mentre, se dico sì, non vengono richieste giustificazioni. Dire di no è un diritto!
Quanto conta la personalità di un brand? Tanto, a volte più dei prodotti che vende.
Ma c’è un tempo per tutto, e ognuno ha i suoi tempi.

Ovvero:

Guida cinica all’utilizzo vacanziero di Instagram. di Francesca Crescentini

Bufale: perchè ci crediamo? di Laura Duranti

Quali contenuti pubblicare sui social media. di Marina Pitzoi

Piccolo elogio della comunicazione semplice. di Roberta Migliori

Dire di no. di Principessa Haydee

Brand guidelines: costruiamo l’indice passo passo. di Stefania Vignaroli

Alla tua età dovresti: quello che tutti ti dicono alla soglia dei trenta. di Ilenia Dalmasso

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Carlos Bellini, Simone Bennati, Sonia Bertinat, Anna Corposanto, Barbara Fanelli, Susanna Moglia.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 7 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Sulla pagina Facebook vendi quando non vendi. Può sembrare un controsenso, ma la pagina deve mettere il prodotto quasi in secondo piano.
In Twitter avere l’immagine di un uovo e non interagire è il primo modo per non farsi seguire. Equivale a dire che non sei nessuno.
A proposito di uovo… un pomeriggio Matty andò dalla mamma e un po’ imbarazzato le disse che voleva imparare a fare un dolce; qualcosa di speciale, di gustoso e fresco, ma che non facesse ingrassare.
Quand’è che abbiamo stabilito che seguire i propri sogni è sbagliato, e che è meglio dedicarsi a “qualcosa di più serio”? I sogni sono una cosa serissima!
Dato che quasi il 70% degli utenti non apre e-mail di destinatari non conosciuti, l’80% degli utenti abbandonano dopo pochissimi istanti i siti stracolmi di pubblicità, il 75% di coloro che guardano la TV, cambiano canale al momento dell’arrivo della pubblicità, forse è tempo di passare all’Inbound Marketing, che ti consente di coinvolgere i visitatori ed i possibili clienti in minor tempo e ti permette di diffondere nel web i contenuti di qualità prodotti dal tuo brand.
Essere influenti non è solo un marchio, una sorta di spilla da sfoggiare con orgoglio, un badge da inserire sul tuo sito o sul biglietto da visita, ma è il frutto di competenze, abilità e capacità acquisite sul campo, con il lavoro quotidiano, il sudore, lo studio, la fatica, l’impegno.
Se anche tu stai attraversando una fase di trasformazione, le farfalle potrebbero esserti di aiuto! Sei mai stato alla “Casa delle Farfalle” di Bordano, in Friuli? La Casa in questione, come suggerisce il nome, cela nel bel mezzo delle montagne una mega-serra con farfalle provenienti da tutto il mondo. Esemplari unici che svolazzano liberamente nutrendosi di banane.

Ovvero:

Vendi quando NON vendi. di Roberto Gerosa

Perché in #twitter non basta followare per essere followati. di Ferruccio Gianola

Il bambino Matty, che con un tiramisù al melone andò alla coraggiosa scoperta di un nuovo pianeta. di Alessandra Bruni

I sogni sono una cosa serissima. di Francesco Grandis

Inbound Marketing: come creare strategie di successo? di Riccardo Russo

Meglio essere autorevoli o influenti? di Matteo Pogliani

Entomologa per un giorno: farfalle, metamorfosi e carte da parati a tema. di Laura De Rosa

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sonia Bertinat, Danila Ceschi, Rita Fortunato, Roberto Gerosa, Anna Pompilio, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 6 luglio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Il fantastico mondo della comunicazione umana… come uscirne vivi (e magari soddisfatti)! di Chiara Illiano

Il contenuto è un cavallo! Ben 22 Tool Gratuiti per il Content Marketing. di Silvia Comerio

Parliamo di libri – Francesco Casali. di Laura Bassutti

Breve storia della nascita di un blog e promesse solenni. di Agnese Barisone

HtoH Marketing: la base per la reputazione on line. di Daria Benedetto

Pubblicità che non lo erano: 10 esempi di grande copywriting che in realtà non era copywriting. di Danilo Ausiello

Facebook Open Graph: come impostarlo su WordPress e Blogger. di Fabio Piccigallo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arnaboldi, Irene Auletta, Emma Frignani, Roberto Gerosa, Nick Murdaca, Fabio Piccigallo.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 27 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La mamma di una donna che viaggia l’ha già resa libera il giorno in cui è uscita dalla sua pancia. Che poi superare confini è bello, ma anche voltare l’angolo non scherza. L’ultima volta comunque sono scivolata sull’asfalto umido, accarezzandolo con le braccia morbide e irrigidendo quella maledetta caviglia tatuata. Quando le cose non vanno, trova un motivo per sorridere. Accettando il tuo lato più sognatore, avrai la possibilità di conoscere persone che, malgrado tutto, continuano a combattere per i loro ideali con un sorriso sul viso. Persone colorate. E se hai la capacità innata di “umanizzarti” raccontando la tua quotidianità in maniera totalmente spontanea e, se vogliamo, ordinaria, tranquillizzante, potresti persino trollare i tuoi stessi troll.
Ma quanto costa la gestione di un canale social media? Lasciando perdere il banzai di turno che ci strappa il progetto da sotto il naso con un’offerta economica da fame, ci sono comunque dei punti imprescindibili, senza i quali il brand non arriverà mai all’obiettivo prefissato. Uno di questi è lo stile, la capacità che si ha di rendere il proprio pezzo accattivante, appetitoso, irresistibile. Uno stile finalizzato a portare l’utente al fatidico click, ovvero quello sul link diretto al proprio blog. E Twitter è uno di quei territori in cui un blogger ha il dovere di far sbarcare il proprio stile.

Ovvero:

La Mamma di una donna che viaggia. di Eli Sunday Siyabi

#onMOway, il mio viaggio on the road tra Veneto ed Emilia-Romagna. di Martina Sgorlon

Questa mattina sono scivolata. di Eleonora Nila Viganò

Quando è tutto nero, cerca i colori. di Rita Fortunato

Fenomenologia di Gianni Morandi: cosa possiamo imparare dal Community Manager del momento. di Arianna Rossi

Quanto costa la gestione di un canale social media? di Alessandro Pozzetti

Dal blog a Twitter: come condividere efficacemente un post. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arnaboldi, Bruna Athena, Federica Farinelli, Dimmi Luna, Alessandro Nasdrovian Mariani,  Matteo Pogliani.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 21 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Diversamente da quello che siamo abituati a pensare, non siamo multitasking. Spostare l’attenzione da una cosa all’altra richiede qualche secondo di tempo. L’alternativa è stress, corti circuiti cognitivi e blocchi fisici. Il problema in realtà è far coscienza che per avere successo occorre sbagliare, senza paura. E non è da tutti… Ecco allora che prendersi cura di sè può diventare più semplice se qualcun altro si prende anche un po’ cura di te. Come “socialmediacoso” e “social muffin”, due blogger che riescono ad essere così diversi ma allo stesso tempo complementari e sinergici, perché hanno in comune costanza, onestà intellettuale e un briciolo di pazzia. Del resto quando curi la comunicazione di un’azienda sfiorare la pazzia è la normalità: tutti sono più bravi di te, sanno fare le cose meglio di te. Quando poi l’idea proposta (da loro) non funziona TU devi porvi rimedio. Tempo al tempo, fammi almeno assaggiare le tigelle di Stefy con la maionese vegan aromatica, prima che la “britannite” colpisca ancora, mi infili una giacca a vento e scappi a Whitby! Che importa se lì il mare non è sempre calmo e tranquillo, e se non c’è caffè e caffeina dappertutto…
In effetti, ci sono cose che non si dovrebbero scrivere.  Mai come prima d’ora, nella storia dell’umanità, brand e persone hanno condiviso così tanti contenuti. Spesso anche in modo scomposto ed esagerato. La sfida sarà impegnarci affinché i contenuti che pubblichiamo siano sempre più di valore. Per esempio, un post può essere di valore se è anche utile, e può essere utile se viene scritto principalmente per il lettore. Perché quando si scrive, non si può fare a meno di essere generosi con chi ci legge.

Ovvero:

10 consigli per prendersi cura di sé di Gloria Vanni

Francesco e Cora, “Il blogging e i social a modo nostro” [parte 1] di Michele Bosco Andretta

Tigelle con maionese aromatica – ricetta vegan di Stefania Cunsolo

Whitby la Gotica di Giovy Malfiori

Acqua ‘e chiochiero di Antonio Dimitrio

Scrivere per il web: 5 pessime abitudini da perdere (subito) di Maria Cristina Pizzato

Come si misura il valore di un post? I miei parametri  di Valentina Coppola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Federica Farinelli, Rita Fortunato, Francesco Mercadante, Cora Francesca Sollo, Andrea Toxiri.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


Quello che Google sa di te

google
Il completamento automatico di Google


La funzione completamento automatico di Google è attiva dal 2008  e genera delle previsioni di ricerca grazie ad un algoritmo che si basa prevalentemente sulle ricerche effettuate in passato da altri utenti. Una funzione decisamente utile non solo per risparmiare tempo e per le correzioni ortografiche attive, ma anche perché dà un’idea immediata di quello che la maggioranza delle persone ha cercato precedentemente, rispetto a quel dato termine di ricerca.
Le previsioni di completamento possono in effetti anche avere un’influenza negativa sulla brand reputation, quando i suggerimenti automatici sono correlati a termini di ricerca tali da ledere l’immagine e la reputazione di un soggetto, influenzando negativamente colui che effettua la ricerca.
In vari Paesi ci sono stati precedenti  di risarcimento economico per i danni arrecati alla reputazione, oltre, in alcuni casi (per esempio in Germania) all’obbligo di rimuovere la funzione di suggerimento automatico. Per approfondimenti sul tema segnaliamo questo articolo.
Da notare che Google offre la possibilità di compilare un apposito modulo per segnalare contenuti lesivi dell’immagine, dei quali si vuole richiedere la rimozione.

Tornando ad un utilizzo normale dello strumento, che non leda l’immagine di un soggetto ma che anzi sia di supporto nella ricerca di informazioni sul web, se si prova a “giocare” con il completamento automatico di Google, i risultati possono essere davvero interessanti per la situazione che rappresentano, e stimolanti per la ricerca di soluzioni ad eventuali criticità emergenti.
Come nel caso di Life through Google’s eyes, un video nel quale lo youtuber Marius Budin ha ricostruito le ricerche effettuate da persone dai dieci agli ottantacinque anni, accomunati dal fatto di cercare una risposta ai propri problemi. Ci ha talmente appassionato che abbiamo creato un nostro video, rappresentativo della situazione italiana.
Il risultato?
Emerge chiaramente un disagio, si dichiara quello che non si è o che non si riesce ad avere, ma c’è il conforto di scoprire di non essere i soli ad avere quel problema, e ci si riconosce nell’esperienza altrui, simile alla nostra. Emergono alcune tematiche prevalenti: la sessualità, l’amicizia, il rapporto con gli altri, il desiderio di avere un figlio, la mancanza di un lavoro, la solitudine, la vita che finisce.

Che dire, grazie a Google questi dati emergono, viviamo in un mondo di dati. La domanda ora è: qualcuno farà anche qualcosa per risolvere quei problemi?

Paola Chiesa