bla bla blogger 24 aprile 2017

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati” e “segnalati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura. Tali post, condivisi dai blogger della community #adotta1blogger all’interno dell’omonimo gruppo chiuso su facebook, li vogliamo mettere in comune, per contribuire nel nostro piccolo alla diffusione della conoscenza. Con il caratteristico spirito di condivisione che ci caratterizza, basato sull’approfondimento e sulla ricerca di un confronto costruttivo.

Buona lettura!

In questa rassegna si parla di tools e tutorials, blogging, donne, arte.

Tools, Tutorials
Come creare concorsi a premi online legali in Italia , di Tommaso Lippiello

Social Media Management: come scegliere quello giusto , di Marina Pitzoi

Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico , di Franz Russo

Blogging
La bellezza dei limiti, di Margherita Penza

Filastrocca della felicità , di Chiara Bertora

“Grazie” sta bene su tutto, un po’ come il nero , di Emma Frignani

Arte
Saper disegnare: a che serve? di Gerardo Lunatici
Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Simone Bennati, Marco Cirillo, Rita Fortunato, Chiara Bertora, Maddalena Capra Lebout, Nick Murdaca.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 21 novembre 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

In questa rassegna stampa si parla di social media, sostenibilità, marketing, donne, blogging, arte, tools.

Una fan page su Facebook o una pagina aziendale su LinkedIn raccontano la vita dell’impresa e le sue relazioni. Condividono informazioni con i follower. Confermano la volontà dell’impresa di mettersi in gioco e di comunicare. Questo è un primo segnale di coerenza, attenzione ai dettagli e umanità.
Come gli abbracci, che fanno bene e fanno pensare pulito. Se chiudo gli occhi, sento ancora il profumo della resina, la corteccia ruvida contro le braccia, il solletico degli aghi e quel prodigio di energia che mi legava al mio pino. È (anche) in ricordo di quegli abbracci che ho deciso di regalare alberi virtuali e reali.
Ha uno sguardo vivace ed è una bellissima donna con un velo rosso in testa. La guardo e, al di là del suo sguardo distante e un po’ diffidente, mi passa in un attimo l’immagine di lei nella sua terra e immediatamente sento per la prima volta quanto possiamo “essere estranei” per alcuni genitori. Le dico che vado a vedere di persona, come sta suo figlio e se le fa piacere posso tornare a raccontarle cosa sta accadendo. Mi sorride e, per la prima volta, percepisco una vicinanza possibile.
In fondo è il nostro orientarci nelle relazioni sociali a determinarci come individui competenti per gli altri rimanendo, allo stesso tempo, fedeli a noi stessi e con la giusta autostima.
Poi c’è l’obiettivo di Steve McCurry, che nei luoghi del mondo dove la vita è più difficile ha saputo raccogliere immagini di forte impatto emotivo e indescrivibile poesia: dalle Torri Gemelle alla Guerra nel Golfo, dal conflitto in Afghanistan al Giappone dopo lo tsunami, dai bambini soldato al dolore degli ospedali in zone di guerra.
Infine un tool per riuscire ad elaborare velocemente il materiale fotografico a propria disposizione. Ricordando che, come al solito, se si vuole fare veramente la differenza, il consiglio è quello di affidarsi a dei professionisti.
Anche perché coloro che non si occupano in modo professionale di creatività, di fronte a qualcosa di distonico possono dire solo un “non mi piace”, mentre il professionista ha l’atteggiamento del “non funziona” ed è in grado di spiegarne il perché.

Ovvero:

Social Media
Lo sviluppo commerciale di un’impresa sul web si basa su una presenza solida e coerente, ma il sito web non è sufficiente
Post: Come creare una pagina aziendale su LinkedIn , di Diego Ricci

Sostenibilità
Un regalo originale? Un albero!
Post: Regalare alberi? Che idea geniale per un mondo migliore! di Gloria Vanni

Marketing
Un progetto di comunicazione è fatto di strategia, posizionamento, flussi e… creatività
Post: Lo sviluppo creativo: un approccio che deve essere professionale , di Daniela Pellegrini

Donne
L’esperienza di lasciare il proprio bambino piccolo può assumere tinte molto differenti a seconda della storia di ciascuna donna e del proprio viaggio di madre.
Post: Donne in viaggio , di Luigina Marone

Blogging
In base a cosa si misura il valore di una persona? Autostima e fiducia nelle proprie capacità sono sinonimi?
Post: Valore o autostima? Come si distinguono (o misurano) di Rita Fortunato

Arte
McCurry e la sua attività di fotoreporter impegnato “senza confini” nei luoghi del mondo dove si accendono conflitti o dove si concentra la sofferenza di popolazioni costrette a fuggire.
Post: Steve McCurry – “Senza Confini”, la mostra fotografica a Napoli , di Sara Daniele

Tools
BeFunky, interessante tool di fotoritocco online
Post: Devi modificare una foto? Prova il Photo Editor di BeFunky! di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Gloria Vanni, Silvia Bonasegale Camnasio, Loris Castagnini, Monica Simionato, Lisa Bortolotti, Rita Fortunato.

a cura di Paola Chiesa

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bla bla blogger 14 novembre 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

In questa rassegna stampa si parla di social media, arte, scrittura, sharing economy, benessere.

Un prodotto/servizio estremamente comune o, al contrario, eccessivamente di nicchia, zero budget per l’advertising e nessuna conoscenza delle dinamiche che governano i social media. Poste queste condizioni, come si può sperare che una Pagina Facebook cresca e che la realtà da essa rappresentata aumenti la sua visibilità? Da qualche parte bisognerà pure investire
Si potrebbe così scoprire che una nuova funzione presente nella piattaforma di Facebook Ads, consente di includere o escludere gli utenti dal target di riferimento del contenuto sponsorizzato in base all’etnia di appartenenza. La domanda che bisognerebbe porsi a questo punto è la seguente: “profilare bene il target di riferimento, può essere considerato razzismo?”. La questione va studiata a fondo.
Non a caso il rapporto tra intero e sezione aurea ha un’armonia segreta, una bellezza che il nostro cervello riconosce e apprezza. Lo sapevano bene i Greci, grandi esperti di proporzioni e di equilibrio.
Così il bambino sorride ai genitori, prende spunto da entrambi. E da nessuno. Verrà il giorno della partenza. Eros se ne andrà, armato solo di un arco e di una piccola faretra ricolma di frecce, intonando una canzoncina.
Accettare i dubbi non è una passeggiata. Ma è possibile. Strada facendo ci si rende conto che ci vuole coraggio a rispondere «non so», a se stessi e agli altri.
D’altra parte, persino una piattaforma che mette in contatto l’azienda con persone potenzialmente interessate ai propri prodotti, fonda il suo successo su pilastri come passioni, fiducia, ospitalità, passaparola
Alla fin fine il mondo è pur sempre l’insieme totale delle prospettive.

Ovvero:

Social media
Perché è necessario il coinvolgimento diretto del titolare dell’azienda nella gestione dei canali social di un’azienda.
Post: È la Pagina Facebook della tua azienda, quindi datte da fa! di Simone Bennati

Facebook consente di includere o escludere gli utenti in base all’etnia di appartenenza negli ads. Si tratta di una funzione con connotazione razzista o no?
Post: Facebook Ads e razzismo: facciamo chiarezza , di Francesco Ambrosino

Arte
Il legame tra l’arte e la sezione aurea
Post: Come nel Rinascimento… fai una foto con la spirale aurea! di Emanuela Pulvirenti

Scrittura
Un’originale interpretazione di Eros
Post: I racconti del cappello/Eros , di Valeria Bianchi Mian

Sharing Economy
BrandOrbi è una piattaforma che ti dà la possibilità di scegliere brand affini alle tue passioni e di organizzare un party esclusivo nella tua casa, trasformandoti in un vero brand influencer.
Post: BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy , di Giovanna Di Troia

Benessere
Qualche utile esempio per scoprire che cos’è l’Ecosofia T.
Post: Ecosofia T: alcuni esempi , di Sabrina Lorenzoni

Perché la fiducia in sé significa vivere i dubbi come energia capace di dare altri frutti.
Post: Perché accettare i dubbi è giocare d’astuzia , di Gloria Vanni

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Emma Frignani, Bruna Athena, Gloria Vanni, Silvia Bonasegale Camnasio, Natalia Robusti.

a cura di Paola Chiesa

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bla bla blogger 10 ottobre 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

In questa rassegna stampa si parla di blogging, paesaggi, poesie, coaching, fotografia, modelli di business, arte.

Sembra quasi di vederli, i giardinieri, gli architetti, i paesaggisti mentre percorrono in silenzio, in un pellegrinaggio di desolazione, i sentieri di un paradiso improvvisamente trasformato nella sua antitesi.
Tremano sì, ma non di pena: è tanto limpido il sole, e dolce il distaccarsi dal ramo per congiungersi alla terra.
In effetti negli ultimi anni ho imparato ad apprezzare sempre di più l’autunno: i suoi colori caldi che rendono tutto più splendente color dell’oro, il sole tiepido e l’aria frizzante della mattina.
Mi chiedo se il cambiamento ce l’abbiamo dentro e se sta lì silenzioso in attesa di uscire al momento propizio o se invece sia imbavagliato da qualche parte e riesca a spingersi all’esterno solo quando qualcosa fa click. O crack. La verità è che non decidi di cambiare, lo fai e basta.
Ma sarà lungo il tempo del risveglio, e accidentato il cammino.
Basta applicare il “lean thinking“, direbbe qualcuno, e soddisfare un bisogno reale, altrimenti puoi andare incontro ad un inutile spreco di risorse.
Sempre la stessa storia raccontata da infiniti punti di vista: un episodio che, come un tema musicale, viene ripreso, reinterpretato, arricchito, risignificato.
Un po’ come la fotografia in bianco e nero, che è in grado di ri-mostrarmi qui ed ora anche ciò che adesso non si vede: un ricordo dimenticato, un luogo somigliante, una sensazione già provata. Ciò significa ri-vivere, ri-trovare, ri-conoscere.
E se volessi condividere quella foto di Instagram anche su Twitter? Attenzione, perché potresti vedere solo il titolo ed il link, se non studi a fondo la questione.

Ovvero:

Paesaggi
Come far risorgere un giardino, salvandolo dall’incuria e facendolo rinascere attraverso soluzioni tecniche innovative.
Post: Il giardino risorto , di Anna Pompilio

Poesie
Una poesia di Ada Negri che celebra l’aspetto più dolce e bello dell’autunno e ci induce a coglierne un sentimento di speranza.
Post: Pensiero d’autunno , di Susanna Albini

Coaching
Cosa significa crescere? Cambiare e lavorare su se stessi.
Post: La Felicità si sceglie , di Alessia Savi

Fotografia
Vedere in bianco e nero è un modo per riscoprire ciò che non si vede dandogli una visibilità nuova, facendo leva sulla mancanza del colore
Post: Vedere in bianco e nero, scrivere a colori , di Federica Segalini

Modelli di business
Il “lean thinking” giapponese applicato alle start up
Post: Il metodo Lean Startup spiegato con parole semplici , di Federico Chigbuh Gasparini

Arte
La figura di Giuditta in un excursus figurativo che va dal Medioevo al Novecento
Post: Giuditta e Oloferne, variazioni sul tema , di Emanuela Pulvirenti

Tools, Tutorials
Come condividere le foto di Instagram su Twitter
Post: Da Instagram a Twitter: come incorporare le foto nei tweet , di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Gloria Vanni, Emma Frignani, Andrea Girardi, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa

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bla bla blogger 23 maggio 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Lo vogliamo bello per poterlo esibire allo sguardo degli altri. Lo vogliamo in salute perché non intralci i programmi della nostra mente. Abbiamo riposto tutta la nostra fiducia nelle capacità della mente e del pensiero astratto, mentre abbiamo trascurato di sviluppare le capacità istintive del corpo.
La capacità di disegnare è tecnicamente la stessa che ci permette di scrivere a penna. Se sappiamo coordinare la mano quanto basta per scrivere in corsivo allora abbiamo sicuramente la possibilità di imparare a disegnare.
Scrivere solo per preservare il mio posto nello sciame digitale non m’interessa. In questo nuovo mondo tutti giocano con le parole, tutti credono di dominarlo o hanno la presunzione di sapere da quale parte bisogna stare per mettere radici.
La danza per esempio è un ottimo strumento per promuovere la creatività e creare nuovi movimenti e nuove sensazioni interconnesse. Pertanto, è un mezzo per esternare le emozioni e i sentimenti, non altrimenti esprimibili attraverso il linguaggio verbale.
Ma se proprio hai bisogno di “esserci” online, non puoi ovviamente buttarti nella rete senza punti di riferimento e a caso. Non puoi allontanarti troppo da ciò che sei veramente perché altrimenti i tuoi follower si sentiranno traditi e spiazzati da comportamenti che nel reale non ritrovano.
Tic Tac, Tic Tac… hai presente questo suono? Il tempo che passa. Ora rispondi ad una domanda: quante delle tue attività, quanto del tuo preziosissimo tempo e quanto delle tue risorse dedichi alle aspettative che altri hanno nei tuoi confronti?
I bambini sono la specie da cui discendiamo tutti noi adulti. Quella stirpe psuedoaliena da cui, nostro malgrado, ci siamo evoluti. In questo processo di adattamento alle leggi che crediamo regolino il mondo, abbiamo perso necessariamente qualche carattere della nostra specie primigenia. Peccato.
Smart Working è Flessibilità. Ed essere flessibili è molto “donna”. Chi non lo deve essere imparando a gestire in contemporanea gli impegni dell’ufficio, le richieste incombenti e sempre urgenti dei figli, le ultime novità del marito? Essere flessibili implica dovere avere una mente aperta e pronta a ogni evenienza anche quando si era programmato di fare in un modo e invece si deve fare in un altro perché l’imprevisto, si sa, è sempre dietro l’angolo.
Cosa rende indimenticabile un viaggio? Le emozioni. Basta uno sguardo o un’azione abituale a provocarci istantaneamente una moltitudine di emozioni, che desideriamo catturare in uno scatto fotografico.

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Silenzi ovvero di anfore e confini. di Mimma Rapicano

Tic Tac, Tic Tac. di Andrea Girardi

La specie da cui discendiamo. di Chiara Bertora

Marketing
Online e offline non possono essere in conflitto. di Monia Taglienti

Arte
Scarabocchiare ad arte: il doodling! di Emanuela Pulvirenti

Psicologia, Pedagogia
Praticare danza: aspetti formativi e critici. di Nicole Valery Tornato

Benessere
Ascoltare il corpo per gestire meglio lo stress. di Marina Innorta

Economia sostenibile
Smart Working è donna? di Daniela Pellegrini

Turismo
#PeopleInAShot – L’emozione del viaggio in un click. di Elisa

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Gloria Vanni, Noemi Bengala, Paola Giannelli, Francesco Ambrosino, Anna Pompilio, Valeria Bianchi Mian, Silvia Camnasio, Francesco Brioweb Russo.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 4 aprile 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Chi sono dentro si evince da quel che scrivo. Chi sono al di fuori, non ha alcuna rilevanza. Ho due gambe e due braccia, per fortuna. E lettiere da pulire, e bollette da pagare. Una noia.
Passa il tempo, si diventa adolescenti e poi adulti, gli abbracci si fanno radi e goffi, e in vecchiaia diventano un’elemosina che non si riesce a concedere.
Nei racconti di mia nonna non c’erano le ideologie né gli eroi, e se c’erano erano figure di cartapesta sullo sfondo, il mascellone, quello coi baffetti, il re padre di quello nato dopo e che avrebbe poi sposato una Doria dei biscotti, ma soprattutto c’erano i suoi quindici anni e i calzettoni, il teatro e le amiche, l’incoscienza e la stupidera.
Sì perché non basta produrre un ottimo contenuto, sia esso un articolo per il blog, un video, un podcast, una newsletter, una infografica e così via, perché quello che conta è la tua capacità di “far girare la voce”, di veicolare il tuo messaggio a quante più persone è possibile, cercando di intercettare quelle giuste, quindi potenzialmente interessate a quello che hai da dire.
E’ un po’ come l’arte dell’intreccio di materiali diversi, come l’asfodelo, il giunco, il grano e la palma nana, tutte fibre ridotte in sottili lamelle e lasciate ad essiccare al sole. Così in Sardegna si realizzano tutt’oggi corbule e canestri, destinati a un commercio di tipo prettamente turistico.
“Zang”, “Tumb tumb”, “ScaAbrrRrraaNNG”: spesso le uniche cose che ricordiamo del futurismo sono queste parole che sembrano uscite da un folle fumetto. Mentre invece i futuristi, con il loro fervore e la loro irruenza sono riusciti a portare l’arte al di fuori delle mura dell’accademia, tra la gente.
Predisporsi al confronto può anche assumere il significato di rispondere alle domande dei lettori e fornire loro contenuti utili, che è la base da cui partire per attuare una strategia di content marketing. Quando progetti il post del tuo blog, quindi, individua esattamente qual è la domanda a cui vuoi dare risposta.
Inoltre, quando gestiamo un blog un grosso problema è trovare le risorse da utilizzare (possibilmente gratis) per i nostri articoli.
Infine, come si fa pubblicità su Facebook? Quale tipo di strategia di ottimizzazione conviene adottare, per massimizzare i risultati?

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Intervista a Vera Q. di Annarita Faggioni

A parti inverse. di Sara Tassara

La nonna e la guerra. di Beatrice Dorigo

Marketing
Un buon contenuto non basta. Bisogna saperlo diffondere. di Francesco Ambrosino

Il metodo per scrivere un buon post [5 step] di Luana Galanti

Strategie di ottimizzazione per la pubblicità su Facebook. di Fabio Piccigallo

Arte
Riassunti d’arte: il futurismo raccontato in 10 punti. di Marco Lovisco

Turismo
Sardegna: un percorso nelle tradizioni. di Diana Bancale

Tools, Tutorials
Risorse Gratuite. di Andrea Toxiri

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Erika Zerbini, Chiara Bertora, Francesco Brioweb Russo, Simone Bennati, Lisa Bortolotti, Caterina Stringhetta, Bruna Athena.

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Un particolare ringraziamento va ancora ai blogger che nel mese di Marzo sono stati più attivi nel gruppo facebook Adotta 1 Blogger, attraverso adozioni, condivisioni, segnalazioni, commenti e suggerimenti.

Eccoli, i magnifici 7: Silvia Camnasio, Simone Bennati, Francesco Guglielmino, Margherita Penza, Anna Pompilio, Valeria Bianchi Mian, Francesco Ambrosino.

marzoba cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 marzo 2016

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia per questa settimana la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Cosa vedere a Venezia in 2 giorni? Venezia è una ma ci sono vari modi di viverla. Alla Venezia dei veneziani, sempre meno, si sovrappongono quella dei turisti organizzati e quella dei viaggiatori curiosi come me.
A proposito di viaggi, quante volte ho visto pargoli trasportati sullo scooter o in moto, in modo assolutamente incosciente e rischioso! Trasportati davanti al guidatore, oppure semplicemente parcheggiati sulla sella con i piedini penzoloni, senza nessun sostegno, se non le braccia avvinghiate alla schiena di chi guida.
E si arriva a sera… Cantare una ninna nanna al proprio bambino è una pratica molto antica che si tramanda fino ai giorni nostri. E’ un momento molto intimo nella relazione mamma bambino, lo si accompagna verso il sonno quindi verso un momento di separazione.
Da Peace&Love a Patate&Carote. Nel senso di plumcake patate e carote.
David,  invece, per mostrarsi bello com’è fino ai tempi nostri ne ha passate davvero di tutti i colori: prima ancora di essere mostrato in tutto il suo splendore dinnanzi a Palazzo Vecchio, venne preso a sassate da parte dei simpatizzanti della famiglia de’ Medici.
Ma torniamo ai giorni nostri.
Il loro intento è stato sviluppare un tool di assistenza nella gestione dei social media che offrisse un’esperienza italiana ai suoi utenti: un prodotto pensato dagli italiani per gli italiani, grazie al quale dare la possibilità a blogger, responsabili d’azienda per la gestione dei social, e freelance specializzati, di usufruire di una piattaforma e di un team di supporto e assistenza italiani. Parliamo di Postpickr, naturalmente!
LikeAlyzer è invece un tool che analizza e monitora le pagine Facebook al fine di valutarne il potenziale e l’efficacia. Oltre a dare il voto alla pagina appena analizzata, ne mette in luce i punti forti e quelli deboli, consigliando l’utente su dove e come andare ad intervenire.
Con Notegraphy poi si può rendere una frase, uno slogan, un pensiero graficamente accattivante, e condividerlo facilmente su tutti i canali social. Come funziona? E per cosa lo si può utilizzare?
Infine, seguaci fake, club segreti e compravendita di post. Sei pronto a conoscere il sommerso di Instagram?

Ovvero:

Scrittura, Blogging
Siamo esseri musicali. Il grembo materno come orchestra.  di Arianna Techel

Il tuo bambino in moto in sicurezza si può in 5 punti. di Silvia Camnasio

Social media
Instagram: Il mondo sommerso e oscuro che dovresti conoscere. di Giuliano Ambrosio

Arte
Tante disavventure per un’opera unica: il David. di Michelangelo Buonarroti

Turismo
Cosa vedere a Venezia in 2 giorni. di Gloria Vanni

Cucina
Se vi scoprite “Perfetti sconosciuti”, consolatevi con un plumcake patate e carote… di Alessandra Bruni

Tools, Tutorials
Notegraphy: cos’è e come può esserti utile. di Mauro Ronci

PostPickr: il Merlino che trasformò i clienti in brand advocates. di Angela Del Giudice

LikeAlyzer: il tool che dà il voto alla tua pagina Facebook. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Arianna Orazi, Andrea Toxiri, Sonia Bertinat, Rita Fortunato, Andrea Girardi, Francesco Guglielmino, Marina Ravaioli, Francesco Ambrosino.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 21 dicembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

I referrer spam e lo spam in generale sono un grande problema per i webmaster, proprietari di siti web e chiunque ne analizzi i dati statistici. Possono rovinare i dati del sito web misurati da Google Analytics, in particolare tutto quello che riguarda le misurazioni nelle sezioni Pubblico, Acquisizione e Comportamento.
Insomma, a volte è meglio darsi alla lettura. “Ogni passione spenta” è un ritratto di signora dai toni pacati ed eleganti. Una miniatura di ambienti aristocratici sprofondata nell’Inghilterra di inizio novecento che…
Quando mi trovo di fronte a un’opera d’arte cerco di mettermi nella stessa condizione di percezione totale, di desiderio di assorbirne l’essenza fino all’ultima stilla.
Le cose accadono. Punto. Non ti devi chiedere come mai accadono quanto piuttosto fare delle scelte e decidere come puoi approcciarti al meglio al cambiamento. Spesso si tratta semplicemente di salire sul treno che passa perchè probabilmente sta passando proprio per te.
L’autismo è un viaggio interessante. Lo è come tutte le cose destinate a pochi o relativamente pochi.
Ciao, ho il piacere di farvi conoscere una nuova mangaka che qui in Italia si è affacciata con ben 3 opere in contemporanea: “Romantica Clock”, “Io ti salverò” e “Zenzen”. Sto parlando di Yoko Maki!
Solo in Cina, ogni giorno 100 ettari di alberi vengono abbattuti per rifornire di bacchette usa e getta 1,3 miliardi di persone. Una superficie pari a 100 campi da calcio di foresta di bambù, betulle o pioppi che viene distrutta ogni giorno.

Ovvero:

Come bloccare i referrer spam. di Raffaele De Sandro Salvati

Ogni passione spenta. di Silvia Antonelli

5 domande a Emanuela Pulvirenti. di Mimma Rapicano

Telelavoro si, telelavoro no. di Lisa Bortolotti

Un ritratto della Bruna. di Daniela Scapoli

Yoko Maki: pack tutto da leggere! di Shioren Angel

Un boccone amaro per la Cina, il prezzo delle bacchette usa e getta. di Ilaria D’Ambrosi

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Ivana Baffi, Anna Pompilio, Roberta Vacca, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 3 dicembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Ci vuole coraggio a dire Io non voglio essere madre, in una società in cui se non fai figli sembra che tu sia un essere anafettivo ed egoista, con una vita senza il minimo scopo.
Perciò vorrei un dono: il vostro aiuto a coltivare l’empatia.
Bisogna divertirsi, fare, disfare, strafare, tornare sulla stessa strada saltellando al contrario, saltare con gli occhi chiusi, sporcarsi di fango con la benda sull’occhio e il giorno dopo vestirsi da principessa.
I Passeur secondo Pennac sono la porta d’accesso all’umanità di tutto il mondo e di tutte le epoche e sono stimolatori di coscienza, oltre che attivatori della meraviglia.
La stessa meraviglia che suscita un giardino giapponese, quel luogo dove la cura di tutti gli elementi, anche quelli apparentemente più insignificanti, è una vera e propria arte, millenaria tra l’altro.
Fresco fresco è invece il rapporto tra banche e social media. Un argomento che fino a qualche anno fa in Italia era quasi tabù: se ne comprendeva l’importanza nel mondo bancario, si voleva essere presenti sui social, ma senza farlo sapere troppo in giro.
Ma le banche utilizzano già anche i sondaggi di Twitter, i “Twitter Polls“?

Ovvero:

Il coraggio di dire NON LO VOGLIO. di Mary G. Baccaglini

Cari papà e mamma… chiedo un (solo) dono: empatia! di Gloria Vanni

Io non sono. Una persona. Coerente. di Chiara Cecilia Santamaria

Daniel Pennac, una lezione d’ignoranza. di Rita Fortunato

Giappone, quando un giardino non è un semplice giardino. di Cristina

Le banche sono sempre più social: presentata al convegno Dimensione Social & Web 2015 l’Indagine ABI. di Armando Giorgi

I sondaggi di Twitter: come sfruttarli e perché. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Dana Donato, Emma Frignani, Ann Lee, Andrea Toxiri.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 30 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Disegnavo senza matita e senza foglio. Disegnavo in aria, con una mano alzata.
Mia madre mi chiedeva: “Cosa stai facendo, ragazzino?”
E io rispondevo: “Sto disegnando”.
Lei sorrideva, le pareva una cosa buffa.
Talvolta ripensavo al disegno che avevo fatto e allora ci tornavo su e lo correggevo, come se realmente esistesse!” Guardare le costruzioni di Niemeyer è come immergersi in uno spazio atemporale, né passato, né presente, né futuro. Sono sogni, visioni, pura bellezza.
Secondo una versione del mito, Eros esce dal guscio dell’uovo primitivo, per librarsi in cielo con il suo arco e scagliare a caso frecce che infiammano i cuori…come fosse il primo degli dei, l’energia primordiale, la sorgente da cui poi nasce tutto il resto.
C’è uno spazio tra lo stimolo e la risposta  ed è lì che dimora il potere di scegliere come reagire; è dalla nostra reazione che dipendono crescita e libertà. La consapevolezza ci fa accorgere dell’attimo in cui stiamo per reagire a una situazione e ci consente di fermarci un istante.
In qualsiasi tipo di contesto l’individualità e la collettività esisteranno sempre, ma gli ingranaggi che ne regolano l’interazione sono in continuo mutamento. Come mantenerli in equilibrio fra loro?
Applicando la capacità di distinguere, tra lana e seta, sempre e in ogni caso: usiamola, è gratis e non è peccato.
Ad esempio, c’è differenza tra mantenere le promesse iniziali sul proprio valore e mantenere la promessa di accrescere il proprio valore. Ciò che non cambia è solo il bisogno di essere rassicuranti.
Ma per questo c’è una soluzione: fatti un giro a Ragusa Ibla, alias Vigata, per le strade percorse dal giovane Montalbano…

Ovvero:

Il branding del mio tavolo da pranzo. di Gioia Gottini

Bell’amore… sull’eros e il tiro con l’arco. di Monica Simionato

Lettrice sarcastica #1: quale tipo di lettrice non sono ovvero i lettori bacchettoni. di Bruna Athena

Livetour a Ragusa e Scicli, nei luoghi del giovane Montalbano. di Francesca Taormina

Regola n.2 Vivere di bellezza e fantasia. di Mimma Rapicano

Ci sei? Fai un Mindful Check-In. di Marina Innorta

Individualità e collettività, social o non social? di Rita Fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Luca Borghi, Federica Colantoni, Emma Frignani, Anna Pompilio, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 28 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Mi piace fare il papà, e non sopporto quelli che lo fanno “schiattati in corpo” (versione napoletana di “controvoglia”), perché puoi scegliere se farlo oppure no un figlio, non sei mica obbligato. Una cosa che invece mi rompo proprio di fare è stendere i panni ad asciugare, perché sembra una fesseria che impiega un minuto, invece ogni volta che tocca a me quella bacinella diventa la borsa di Mary Poppins, non finiscono mai.
Trovi il cibo nei programmi televisivi, nelle mostre d’arte, sui social network, a Expo 2015, e chef che diventano sempre più star sia della tv che dei social network.
Ma poi c’è la tradizione, come quella di Trieste dove trovi un bar ogni 300 abitanti perché il caffè è un rito, una parte fondamentale della vita dei suoi abitanti. Come a Napoli, sì, chi lo avrebbe mai detto.
Ma «gli Dei muoiono. E quando muoiono davvero nessuno li piange o li ricorda. È più difficile uccidere le idee, ma prima o poi si uccidono anche quelle».
Suvvia, un passo alla volta e con un po’ di strategia e buon senso, puoi ottenere ottimi risultati… anche per il tuo business, come no!
E poi pensa a “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, la nostra “Venere” alchemica in tutte le sue forme: la Venere “immortalata” nei monumenti eterni di Roma, la Venere “bistrattata” e “mortificata” nell’apparente bellezza della futile vita mondana della Città, la Venere “ripresa” dalla bella fotografia e dalla musica del film, la Venere “che trascende” il senso finito delle cose nella fede della Santa, la Venere “tradita” dagli uomini che cercano la felicità altrove e la Venere “recuperata” dall’immaginazione di un Toni Servillo ancora innamorato. Chapeaux….
Ma, almeno ad Halloween posso essere brutta?

Ovvero:

#mammoAchi? Intervista a Francesco Ambrosino. di Daniela Mosca

Top Social Celebrities: le star del food e il mondo social. di Michela Di Nuzzo

Aria di caffè, Trieste, Barcolana e il Fuoriregata. di Angela Del Prete

American Gods di Neil Gaiman. di Rita Fortunato

Come scegliere la campagna social di lead generation più adatta alle tue necessità. di Maria Cristina Pizzato

La Grande Bellezza. di Ciro Ferraro

Io ho il diritto di essere brutta ad Halloween. di Marta Picco

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Luca Borghi, Alba D’Alberto.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 20 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Finalmente l’autunno è arrivato! E’ il minimo che si possa dire di fronte alla galleria di quadri di alcuni grandi artisti che esprimono lo spirito di questa stagione, da Van Gogh ed Egon Schiele, a Signorini, Klimt e Kandinsky.
Metto insieme quel che mi circonda. L’impiegata, il padre di famiglia, la tossicodipendente, il manager rampante, la Vita, insomma. Che termina, per forza di cose, con la Morte.
Non è una provocazione, è una scelta. Scelgo di condividere meno come e frequentare più perché e perché no!
Per scoprire anche che la morte è un passaggio, un appuntamento che tutti siamo tenuti a rispettare. E includerla nel nostro orizzonte, pensarci, forse ci aiuta a vivere con maggiore pienezza tutto quel che viene prima. Proprio grazie alla rete è possibile un confronto spesso arricchente su un tema come questo.
E puoi recuperare punti di vista diversi, compresi i tuoi che nel tempo sono mutati, e analizzarli come se fossero le revisioni dei post in WordPress.
Ma non si può neanche solo immaginare di poter recensire una persona. Darle dei voti, consigliarla o sconsigliarla agli amici… si, proprio quello che sarà possibile fare con l’app Peeple.
Quale città attira un turismo giovanile alla portata di tutti per il suo fascino da paese dei balocchi? Amsterdam! Che nonostante le balordaggini che forse i nostri amici ci hanno raccontato, è una città sicura, pulita e organizzata.

Ovvero:

Storie d’autunno: i colori più belli attraverso gli occhi dei grandi artisti. di Arianna Senore

L’anatomia della distruttività umana secondo Vera Q. di Vera Q

Meno come fare per, più perché e perché no. di Gloria Vanni

Educazione digitale: intervista al Salone del Lutto. di Sylvia Baldessari

[Help WordPress]: Come ripristinare una vecchia versione del post. di Andrea Toxiri

Peeple: la app per recensire le persone. E sei subito Dio! di Simone Bennati

Amsterdam: è solo la città degli eccessi?! di Manu Nove

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Luca Borghi, Roberto Gerosa, Allegra Micky, Manu Nove, Emanuele Secco, Gloria Vanni.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 16 ottobre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Quando frasi inquietanti, mozzafiato e che sfuggono alla comune interpretazione, rivelano un disturbo schizoaffettivo, può accadere che non si riesca a ricostruire la storia della propria maternità e del proprio amore, un amore che soggiace alla violenta dissociazione dell’identità.
Tutto inizia col ritorno di Adele al Grand Hotel: la ragazza si era trasferita a Vienna dopo la fine della relazione con…
Finché all’improvviso arriva un cuore, il simbolo di una tribù che parla di passione e amore per lo stile. Lei vestita da Big Babol e le sue blogger vestite da Manhattan, Brooklin e Queens in un giro spensierato per la bella Torino come New York a colpi di stile.
Potremmo definirlo Bianco. Un non-colore. Ma anche l’insieme di tutti i colori possibili. Bianco per schiarire, bianco per lumeggiare, bianco per tracciare sul nero. E bianco su bianco? Che senso ha fare qualcosa che abbia lo stesso colore di ciò che ha intorno? Come potrà delinearsi una forma o una figura se si confonde con lo sfondo?
Per esempio anche attraverso il recupero della vera “funzione” dell’architetto. Intesa come progettazione ergonomica degli spazi e degli oggetti. Orientata all’uomo.
Si perché non siamo come i Borg di Star Trek, per i quali l’individualità e le deviazioni dalla massa non sono ammesse e contemplate…
Per noi la via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo.

Ovvero:

Madri terribili. di Francesco Mercadante

Quando una fiction italiana (mi) sorprende: Grand Hotel. di Michela e Mario Conoscitore

Tribe Like Me Design. di Angela Pavese

Bianco su bianco, le forme invisibili dell’arte. di Emanuela Pulvirenti

Progettare per gli altri. di Barbara Olivieri

Io… ti assimilerò! Modalità gruppali e Star Trek. di Sonia Bertinat

La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo. di Claudio Pelizzeni

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Giulia Bezzi, Luca Borghi, Federica Colantoni, Fabio Piccigallo, Mimma Rapicano.

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 18 settembre 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La community di  #adotta1blogger consiglia oggi la lettura dei seguenti post ed articoli “adottati”, ovvero  che sono stati divulgati attraverso i canali social della community con spirito di condivisione, per veicolare e diffondere informazione, formazione e cultura.

Buona lettura!

Settembre è la sua luce. È molte altre cose ma è, essenzialmente, la sua luce cristallina, definita, calda e generosa.
Va quindi celebrato con un piatto estivo che ricordi vacanze tropicali che neanche ho fatto: una bella e fresca salsa Guacamole.
Ma è anche tempo di dare una sferzata alla scrittura… e non c’è nulla di meglio di un web writing macchiato in tazzina riscaldata. Come ottenerlo? Scrivendo col metodo Moka!
Ma di cosa parlano i SEO quando parlano di SEO? Intanto cominciamo ad azzerare tutte quelle chiacchiere inutili sui famosi contenuti di valore, e preoccupiamoci di più del concetto di utilità, che al SEO Copywriting ci arriviamo…
Ci sono casi in cui è bene scordarsi dei social network.
D’altra parte anche sui social puoi riconoscere quei 10 profili di persone che sicuramente avrai incontrato nella tua carriera di marketer e sviluppatore.
E ora una domanda difficile: come disegneresti il labirinto del pavimento della Basilica di San Vitale a Ravenna?

Ovvero:

Settembre. di Martino Pietropoli

L’estate sta finendo e un anno se ne va? Salsa Guacamole per lenire le ferite. di Alessandra Bruni

Risposte dal Calamo: scrivi col Metodo Moka (Web Writing in tazzina). di Monia Papa

#SeoCamp15: scrivi per il lettore e non per i motori di ricerca. di Francesco Ambrosino

4 casi in cui è meglio scordarsi i Social Network. di Roberto Gerosa

10 persone che incontrerai nella tua attività di professionista del web (e come trattare con loro).
di Maria Cristina Pizzato

Disegna un labirinto e spiegami come hai fatto! di Emanuela Pulvirenti

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Luca Borghi, Rita Fortunato, Emma Frignani, Marina Pitzoi, Anna Pompilio.

 a cura di Paola Chiesa


Parodia del post di successo

life

 

Ennesimo decalogo per scrivere un post di successo

Nel momento giusto ed al posto giusto sono riuscita a scattare la foto che vedete qui sopra; mi piace molto ed avevo pensato di utilizzarla in un post perché la ritengo di per sé una efficace espressione visiva dell’equilibrio tra buio e luce, passato e futuro, inquietudine e speranza, immobilità e movimento.

Poi il tecnicismo del come scrivere ha preso il sopravvento sulla sostanza, sul contenuto in sè, danneggiando irrimediabilmente la creatività del momento. Da qui questo post autoironico sull’arte di scrivere un post.

Tu come scrivi quando scrivi? Proviamo a percorrere insieme le varie tappe:

  1. Il titolo deve essere ovviamente stuzzicante
  2. Il contenuto? Se consideri che la gente non ama leggere, deve essere sintetico-esaustivo-avvincentepiacevole-intrigante-con citazioni-cantato e danzato.
  3. Le immagini? Certo non possono mancare, ma devono essere originali e con il soggetto ed i colori che si adattano al contenuto, e guai se sbagli le dimensioni. Se poi sei così geniale, o semplicemente fortunato, da aver azzeccato titolo e immagine, il contenuto è spesso superfluo perché il lettore si ritiene già soddisfatto così. E risparmi pure il punto 2, in teoria il più difficile della lista!
  4. La lista…oh quanto piacciono i post con le liste: “ i 7 errori da evitare su Linkedin” “le 10 cose che non devi fare su Facebook”, “i 5 ingredienti indispensabili per un post virale”, con tanto di riferimenti alla numerologia sacra di cui pare siano tutti esperti.
  5. Il riferimento al sesso è d’obbligo anche se stai parlando di open data per dire, serve eccome per attrarre click.
  6. Fasce orarie sacre in cui postare: mai nel week end perché si sa, i social sono frequentati al lavoro e durante gli orari di lavoro!
  7. Indispensabile avere sul proprio blog un “email subscribe button” per consentire ai lettori affezionati di iscriversi e di ricevere automaticamente i nuovi post via mail (sai la fila…tutti a spintonarsi perché non vedono l’ora di ricevere i tuoi post!)
  8. Utilizzare termini inglesi nel testo, o addirittura nel titolo, è molto “cool”, gratifica l’ego di noi italiani in particolare, perché fa sembrare più interessante il contenuto e più intelligente chi lo legge.
  9. Avere una lunga lista di “social button”, anche di quelli di cui non sapevi nemmeno l’esistenza, per incentivare la diffusione del post (che poi quanto può essere psicologicamente devastante vedere che nessuno l’ha condiviso…)
  10. Dimostrare di conoscere la SEO attraverso decine di tag inseriti nei post, che a volte sono così ingombranti da distrarti persino nella lettura del post.

Qui mi fermo perché tanto il punto 11 non lo leggerebbe nessuno…

Al di là dell’ironia, forse non ci farebbe male smarcarci un po’ dalle ricette preconfezionate e pressoché indistinguibili le une dalle altre, per tornare a cercarsi e scegliersi ecletticamente a vicenda, blogger e lettore; nelle famose liste delle cose da fare o non fare, non esiste un punto che personalmente ritengo cruciale: come creare e misurare il valore sociale di un post.

Cosa nasce dalla eventuale condivisione di un contenuto? Una interazione reale? Una critica? Un progetto? Un impatto positivo sul territorio? Questo è quello che io personalmente cerco in un post, sia come lettrice che come autrice: non la esplicitazione di un piccolo particolare sapere, quanto invece un punto di inizio verso la costruzione di una buona prassi collettiva.

Non mi resta che attendere commenti allora…!

Paola Chiesa


Il linguaggio dell’innovazione

innovazione

 

Come comunicare l’innovazione

Social innovation, smart city, smart community, start up, business plan, social design, societal challenges, elevator pitch, forum leadership, social renaissance, app, sono solo alcune delle parole e slogan ricorrenti quando si parla di innovazione, anzi di innovation.

Già, perché l’innovazione è indissolubilmente legata all’idioma inglese; curioso, visto che in base a una ricerca effettuata in 60 Paesi nel mondo, l’Italia è risultata addirittura agli ultimi posti per la conoscenza della lingua anglosassone (e lasciamo perdere le altre lingue straniere).

Ma non vogliamo in questa sede approfondire il discorso della miopia e dell’inadeguatezza della politica scolastica che non investe strategicamente nell’ insegnamento efficace delle lingue straniere.

Vorremmo invece soffermarci sul fatto che non basta certo utilizzare un linguaggio smart per essere considerati degli innovatori.

Cosa significa esattamente innovazione? “L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione e sim. (…) In senso concreto, ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica” (Treccani)

In questi termini il rapporto che lega i due concetti è riconducibile in qualche modo a una sorta di lotta, nella quale il nuovo ha la meglio perché scalza il vecchio, sostituendolo.

In ottica smart e di evoluzione però la logica di tale approccio è limitativa, perché non considera il valore della tradizione , che è quella modalità che consente al “vecchio” di evolversi, sopravvivendo quindi ma traducendosi in innovazione. Il nuovo come evoluzione del vecchio, in una consapevole valorizzazione delle irrinunciabili conquiste della civiltà.

Ma è anche necessario porsi una domanda, se vogliamo parlare di efficacia dell’innovazione: come si misura la sua utilità?

Quando si spengono i riflettori sugli avvincenti eventi di presentazione, ci aspetta una scommessa con il mondo esterno, quello vero là fuori: far convivere l’aspetto teorico e tecnologico dell’innovazione, con quello pratico della sua effettiva applicazione nel tessuto sociale ed economico, e delle relative implicazioni. E per fare ciò servono ponti di comunicazione a due vie che mettano in relazione e coinvolgano attivamente i vari soggetti del territorio: gli ambienti della ricerca, le amministrazioni locali, le imprese, i cittadini, la scuola.

Altrimenti tali eventi resteranno affascinanti esercizi virtuosi per pochi soggetti che parlano un linguaggio incomprensibile ai più (tra l’altro sono stata invitata ad un “beach start up party” a Torino, non so cosa sia esattamente, ma so per certo che il mare a Torino non c’è; come mi devo vestire?)

Per farci comprendere nella comunicazione dei valori, laddove le parole non bastano, possiamo utilizzare il linguaggio universale dell’arte, in grado di parlare contemporaneamente alla testa ed al cuore.

L’innovazione feconda è quella che pesca nella memoria del passato, sedimentata e sopita nell’anima di chi vive il presente; è questione di un attimo, se l’intelligenza riesce a riscaldare il cuore, perdendosi in esso, produce il genio. Ed è allora che ci riconosciamo come appartenenti alla stessa comunità evoluta, perché riusciamo a condividere linguaggi e forme di comunicazione antichi e moderni, dando senso e orientamento al nostro presente.

Paola Chiesa