Nuova normativa e-commerce 14 giugno 2014

04/06/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
Nuova Normativa Europea
Nuova normativa e-commerce

Il 13 giugno 2014 entrerà in vigore la nuova normativa per i contratti di vendita online conclusi dal 14 giugno 2014, il cui scopo è quello di creare un miglior equilibrio tra la tutela dei consumatori e la competitività delle imprese aumentando la trasparenza delle informazioni fornite dai merchant ai consumatori.

A chi si applica

La nuova normativa si applica ai contratti tra professionisti (sia persone fisiche che giuridiche che per comodità in questa sede chiameremo imprese) e consumatori, ma non a particolari tipologie di contratti tra cui ad esempio quelli di servizi finanziari e credito al consumo, quelli relativi ai pacchetti turistici o alle multiproprietà, e quelli relativi ad attività e giochi d’azzardo, lotterie o scommesse; la nuova normativa non è applicabile nemmeno ai contratti il cui corrispettivo sia inferiore ai cinquanta euro.

Diritto di Recesso

Nelle norme che regolano il contratto tra imprese e consumatori deve essere presente un Modulo Tipo di Recesso e le Istruzioni Tipo sul Recesso (le condizioni e le tempistiche per esercitare il diritto di recedere). Il consumatore può scegliere se compilare il Modulo Tipo di Recesso o qualunque altra dichiarazione esplicita della volontà di recedere. Il merchant deve fornire la possibilità di compilare e inviare il Modulo/Dichiarazione di recesso tramite il sito con pronto invio e su supporto durevole, e deve comunicare al consumatore la conferma dell’avvenuta ricezione.

Il consumatore è tenuto a pagare le spese di restituzione dell’acquisto fatto, ma il merchant è obbligato a specificarlo chiaramente, indicando anche il relativo importo nel caso di beni non restituibili per posta. Il merchant ha l’obbligo di restituire solo le spese di consegna standard, non quelle richieste dal consumatore per la consegna entro le 24 ore (ad esempio, se le spese di consegna standard costano 7 euro, e la consegna rapida costa 15 Euro, il merchant sarà tenuto a restituire solo la quota corrispondente alla consegna standard di 7 euro).

Nel caso il consumatore richieda l’interruzione della fornitura di un servizio, il merchant deve indicare l’obbligo di pagamento di un prezzo congruo.

Esenzione dal recesso

Vanno fornite chiare informazioni sull’assenza del diritto di recesso nel caso, ad esempio, di prodotti confezionati su misura o personalizzati, prodotti soggetti a rapido deterioramento, beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla salute, prodotti da cui è stato rimosso il sigillo originale quali le registrazioni audio o video o i software informatici.

Anche nel caso di contratti di servizi a seguito della completa prestazione del servizio o della fornitura di contenuti digitali mediante un supporto non materiale (a condizione che l’esecuzione inizi con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che perderà il diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto).

Consegna e prezzo

L’impresa ha l’obbligo di esplicitare sul sito l’identità del merchant (indicazione della partita IVA e della ragione sociale, indirizzo, telefono, fax, mail), le caratteristiche del bene o del servizio, il termine di consegna del prodotto, il prezzo totale del bene comprensivo dell’imposta o, se non è possibile determinarlo in anticipo, il metodo di calcolo del prezzo. Inoltre tutti i costi aggiuntivi (non solo le spese di consegna) o, se non determinabili in anticipo, l’indicazione chiara che saranno addebitati. L’impresa ha inoltre l’obbligo di acquisire il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare rispetto a quello tipico del contratto (es: prezzo del bene), se tale consenso non possa essere dedotto da opzioni pre-compilate. In caso contrario, il consumatore ha il diritto al rimborso del pagamento supplementare.

Altre informazioni obbligatorie possono essere comunicate anche mediante link.

Le informazioni vanno fornite al consumatore prima che sia inoltrato l’ordine, in un riepilogo chiaro.

Sul pulsante per l’invio dell’ordine è obbligatoria una formulazione inequivocabile che renda il consumatore consapevole che l’inoltro dell’ordine comporta l’obbligo di pagare: ad es. “ordine con obbligo di pagare”.

Se l’impresa non osserva tale obbligo, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall’ordine.

Se il merchant non fornisce informazioni sui costi aggiuntivi o sulle spese di restituzione dei beni il consumatore non è tenuto a sostenere tali costi o spese, che restano a carico del merchant.

L’impresa ha l’obbligo di indicare sul sito, in modo chiaro e leggibile, al più tardi all’inizio del processo di ordinazione, se si applicano restrizioni alla consegna (ad esempio se la consegna non può essere effettuata in particolari Stati) e quali mezzi di pagamento sono accettati; nel caso di ritardo nella consegna il consumatore, prima di poter chiedere la risoluzione del contratto, deve indicare un termine supplementare di consegna. Infine il consumatore, dopo il ricevimento fisico del bene, anche a mano di un terzo incaricato, è soggetto al rischio di perdita o danneggiamento dell’acquisto.

Contenuti Digitali

In caso di fornitura di contenuti digitali su supporto non materiale, il merchant ha l’obbligo di fornire informazioni su funzionalità (comprese le misure applicabili di protezione tecnica) e interoperabilità pertinente dei contenuti digitali con l’hardware e il software; deve richiedere il consenso esplicito del consumatore all’inizio della prestazione, prima della fine del periodo di recesso e della perdita del diritto di recesso; inoltre dovrà richiedere un’ulteriore conferma dopo la conclusione del contratto. Nel caso di inosservanza di questi obblighi, il consumatore non è tenuto a sostenere alcun costo per il contenuto digitale che gli è stato fornito.

Tariffe per l’utilizzo di mezzi di pagamento

Le imprese hanno il divieto di imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati mezzi di pagamento, tariffe superiori a quelle pagate dall’impresa per l’uso di tali strumenti. Tale norma è chiaramente volta ad incentivare l’utilizzo di mezzi di pagamento elettronici

Contratti telefonici

L’impresa deve confermare l’offerta al consumatore che è vincolato solo dopo aver firmato l’offerta o dopo averla accettata per iscritto; in caso di servizi, la conferma deve avvenire prima dell’erogazione del servizio.

Prima e Dopo

Con la nuova normativa cambieranno vari aspetti dell’operatività online che caratterizza il rapporto tra impresa e consumatore. Possiamo riepilogare i principali cambiamenti che avverranno dal 14 giugno 2014 in questo modo:

Il termine per l’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore sarà di 14 giorni di calendario (anziché 10 giorni lavorativi) dalla consegna del bene o, nel caso di ordini multipli o di beni da assemblare, dell’ultimo pezzo ricevuto.

Il consumatore dovrà restituire il bene entro 14 giorni di calendario (anziché 10 giorni lavorativi) dalla data in cui ha comunicato al merchant la sua decisione di recedere

L’impresa dovrà rimborsare il prezzo del bene entro 14 giorni di calendario dal giorno in cui il merchant è stato informato della decisione del consumatore di recedere (precedentemente l’impresa doveva rimborsare il prezzo del bene entro 30 giorni dalla data dell’esercizio del diritto di recesso). Il merchant può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver rispedito i beni, a seconda di quale situazione si verifichi per prima.

Il consumatore sarà responsabile unicamente della diminuzione di valore dei beni, risultante da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni (in precedenza il consumatore era tenuto a restituire il bene integro).

Conclusioni

Il cambiamento della normativa obbliga a un’accurata revisione, dal punto di vista legale, delle condizioni generali di vendita, delle principali pagine del sito (come la scheda prodotto e le pagine del check-out), della documentazione e delle procedure in materia di recesso e di assistenza post-vendita, e, più in generale, della complessiva operatività tecnica e commerciale dei siti e delle piattaforme .

Paola Chiesa – Daniela Savino

Fonti:

D. Lgs.n. 21/2014 di recepimento della Nuova Direttiva Consumatori

Consorzio Netcomm


0 Comments

Vuoi lasciare un Commento?

Il tuo indirizo e-mail non verrà pubblicato. i campi contrassegnati con * sono richiesti.

Leave a Reply