Meglio una PA tradizionale o digitalizzata?

dividendo efficienza PA
Come rendere la PA digitalizzata anche efficiente

La domanda potrebbe sembrare retorica, mentre invece è volutamente provocatoria.

Lo strumento tecnologico di per sé non rende un servizio efficiente; una gestione secondo criteri di efficienza efficacia ed economicità misurabili, molto probabilmente connoterebbe positivamente anche l’erogazione tradizionale dei servizi della Pubblica Amministrazione, allo sportello per intenderci; d’altra parte non basta pronunciare la parola “digitale” per far sì che il servizio offerto si manifesti cabalisticamente come efficiente.

In ogni caso la percezione dell’utente, sia che si tratti di un cittadino, di un’impresa o di un professionista, rispetto al modo di operare della PA, digitalizzata o meno, è di inadeguatezza rispetto alle aspettative di una società sempre più incline ad interagire e relazionarsi in una dimensione comunicativa e collaborativa a due vie, in ottica di trasparenza e funzionalità.

In questo contesto si colloca allora la significativa esperienza dell’Agenda Digitale Lombarda, che si distingue per aver cercato di declinare le azioni e gli interventi da porre in atto per sfruttare al meglio le ICT e generare in questo modo valore aggiunto sia per la PA che per i cittadini, i professionisti e le imprese.

Delle sei aree cui sono riconducibili tali interventi, ovvero divario digitale (digital divide); infrastrutture abilitanti e servizi digitali; interoperabilità e standard; patrimonio informativo pubblico; cittadinanza digitale; ricerca e innovazione nell’ICT, la Regione Lombardia ha sviluppato all’interno dell’area prioritaria interoperabilità e standard un modello di stima del dividendo dell’efficienza della PA, cioè del risparmio in termini di tempi e costi che si ottiene attraverso la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione per mezzo delle ICT in generale e attraverso interventi di razionalizzazione e semplificazione de “i procedimenti amministrativi, le attività gestionali, i documenti, la modulistica, le modalità di accesso e di presentazione delle istanze da parte dei cittadini e delle imprese” in particolare. Lo stesso Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) prevede la definizione di un sistema per la determinazione del dividendo dell’efficienza, quando all’art. 15 prevede : Le Pubbliche Amministrazioni quantificano annualmente, ai sensi dell’articolo 27, del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, i risparmi effettivamente conseguiti in attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2. Tali risparmi sono utilizzati per due terzi secondo quanto previsto dall’articolo 27, comma 1, del citato Decreto Legislativo n. 150 del 2009 e in misura pari ad un terzo per il finanziamento di ulteriori progetti di innovazione

Sul tema dell’interoperabilità e standard l’Agenda Digitale Lombarda è tra l’altro recentemente intervenuta anche riguardo la proposta di standard Open Data per gli enti locali lombardi, alla quale in ottica collaborativa abbiamo partecipato congiuntamente, in qualità di Centro Studi Informatica Giuridica di Milano e di Ivrea- Torino.

Interoperabilità

In concreto, Province, Comuni capoluogo e aggregazioni di Comuni con popolazione complessiva superiore a 50.000 abitanti sono stati chiamati a realizzare un sistema di Pubbliche Amministrazioni integrato e sincrono, nel quale le attività di back-office dei vari attori pubblici siano pienamente integrate con le attività di sportello erogate dal front-office, a vantaggio dei cittadini e delle imprese. Obiettivo da raggiungersi in concreto attraverso la realizzazione di progetti per la reingegnerizzazione, la digitalizzazione e la standardizzazione di processi e procedure allo scopo di favorire azioni di semplificazione e migliorare l’accesso e la fruizione ai servizi pubblici, nonché ridurre i tempi e i costi di tali processi e procedure sia per la PA che per i cittadini, i professionisti e le imprese.

La risposta è stata la seguente: a fronte del bando di invito a presentare le proposte, emanato nel 2011, tra il 2012 ed il 2013 sono stati firmati 14 accordi di collaborazione interistituzionale (ACI), attivate 13 cabine di regia per il monitoraggio ed il controllo degli accordi, infine approvati e avviati 12 progetti esecutivi che coinvolgono 449 enti locali sul territorio lombardo.

Standard

La Regione Lombardia è intervenuta interpretando ed integrando in un unico metodo i diversi modelli presentati dai vari enti partecipanti al progetto; parallelamente i capofila delle varie aggregazioni hanno così potuto iniziare le rilevazioni per il calcolo del dividendo dell’efficienza.

Il metodo utilizzato dalla regione lombarda ha origine anglosassone (Transactions Cost Methodology) e si basa sulla filosofia che ogni utente “perso” a causa di un’informazione non disponibile e/o dell’interfaccia non usabile (e quindi un basso numero di istanze) diventa un “costo” per la PA che investe sul digitale.

Comunicazione

Il focus si sposta dalla semplice rilevazione di tempi e costi, a quanti cittadini e utenti utilizzano i procedimenti e servizi della PA. Non basta infatti investire nella digitalizzazione di processi, procedure e servizi, se parallelamente non viene disincentivato il procedimento erogato in modalità tradizionale. Infatti il paradosso è che a fronte di ingenti investimenti nel digitale, gli utenti preferiscono usare le versioni cartacee! Perché?

Perché per determinare il successo o il fallimento di un servizio di e-government sono fondamentali la conoscenza della sua esistenza, un linguaggio chiaro, modalità di divulgazione che ne incentivino l’utilizzo, la velocità di reperimento del servizio, la facilità d’uso dello stesso, la verifica periodica dei risultati raggiunti come ulteriore strumento per raffinare il servizio.

A chi come noi interessa che le buone prassi non restino rinchiuse in ambienti insonorizzati ed invisibili, non resta che promuoverne la ricerca, la valutazione critica e la condivisione.

Link all’applicativo per il calcolo del dividendo dell’efficienza dell’Agenda Digitale Lombarda

Materiale informativo sul dividendo dell’efficienza per le Pubbliche Amministrazioni

Paola Chiesa


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