bla bla blogger 28 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Dell’Accademia della Crusca si sa poco: circolano notizie circa l’inoppugnabilità delle sue teorie, la solennità dei suoi costumi e l’inaccessibilità dei suoi membri, ma non si racconta che, nel XVI secolo, quando nacque per iniziativa di Leonardo Salviati, era composta da un gruppo di giovani spensierati, chiamati “crusconi” proprio perché parlavano a vanvera. Essi, pur parlando a vanvera, come si diceva all’epoca, si mostrarono subito intransigenti e intolleranti verso qualsiasi parola che non appartenesse alla purezza della lingua. Ma la correttezza del discorso non si ottiene di certo chiudendo gli occhi sul valore d’uso.
Quello che non capisco è per quale motivo l’uomo che legge il giornale o un libro viene considerato colto e attento a ciò che succede nel mondo, mentre chi usa lo smartphone è un decerebrato. Magari anche lui sta leggendo un articolo di giornale, o un libro. Oppure sta curando il proprio blog, che, come il Tamagotchi, non vive certo di vita propria e deve essere nutrito, curato e coccolato, per avere anche un profilo efficace e curato. Altrimenti muore, e ti dovrai pure occupare della salma.
Pare che la gran parte del nostro malessere abbia origine psichica, morbus sine materia. Un disagio che principia quando il vivente entra in un cortocircuito comunicativo, per cui il linguaggio che utilizza, non è più in grado di stabilire una relazione costruttiva con il mondo, di comprenderlo o di determinarlo. A questo punto meglio rendere anonimi i dati di Google Analytics, almeno nessuno potrà risalire alla tua identità, non si sa mai come verrebbe interpretata! E se fossi un “mammo”?

Ovvero:

Anche all’Accademia della Crusca si parlava a vanvera! di Francesco Mercadante

Il tuo blog è come un Tamagotchi. di Francesco Ambrosino

Come ottimizzare il tuo profilo Google Plus. di Luca Borghi

La danza dei Nani. Capitolo XIX di Sofia Rocca Binni

Simboli che curano di Massimo Silvano Galli

Come rendere anonimi i dati di Google Analytics. di Andrea Toxiri

#PensieriBarbarici: Mammo e papà. di Barbara Santagata

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Bruna Athena, Sylvia Baldessari, Annarita Faggioni, Daniele Maisto, Francesco Mercadante, Elisabetta Pagano, Stefano Pediconi.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 27 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La mamma di una donna che viaggia l’ha già resa libera il giorno in cui è uscita dalla sua pancia. Che poi superare confini è bello, ma anche voltare l’angolo non scherza. L’ultima volta comunque sono scivolata sull’asfalto umido, accarezzandolo con le braccia morbide e irrigidendo quella maledetta caviglia tatuata. Quando le cose non vanno, trova un motivo per sorridere. Accettando il tuo lato più sognatore, avrai la possibilità di conoscere persone che, malgrado tutto, continuano a combattere per i loro ideali con un sorriso sul viso. Persone colorate. E se hai la capacità innata di “umanizzarti” raccontando la tua quotidianità in maniera totalmente spontanea e, se vogliamo, ordinaria, tranquillizzante, potresti persino trollare i tuoi stessi troll.
Ma quanto costa la gestione di un canale social media? Lasciando perdere il banzai di turno che ci strappa il progetto da sotto il naso con un’offerta economica da fame, ci sono comunque dei punti imprescindibili, senza i quali il brand non arriverà mai all’obiettivo prefissato. Uno di questi è lo stile, la capacità che si ha di rendere il proprio pezzo accattivante, appetitoso, irresistibile. Uno stile finalizzato a portare l’utente al fatidico click, ovvero quello sul link diretto al proprio blog. E Twitter è uno di quei territori in cui un blogger ha il dovere di far sbarcare il proprio stile.

Ovvero:

La Mamma di una donna che viaggia. di Eli Sunday Siyabi

#onMOway, il mio viaggio on the road tra Veneto ed Emilia-Romagna. di Martina Sgorlon

Questa mattina sono scivolata. di Eleonora Nila Viganò

Quando è tutto nero, cerca i colori. di Rita Fortunato

Fenomenologia di Gianni Morandi: cosa possiamo imparare dal Community Manager del momento. di Arianna Rossi

Quanto costa la gestione di un canale social media? di Alessandro Pozzetti

Dal blog a Twitter: come condividere efficacemente un post. di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arnaboldi, Bruna Athena, Federica Farinelli, Dimmi Luna, Alessandro Nasdrovian Mariani,  Matteo Pogliani.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 26 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Anche quando si dà sfogo alla propria indole, ci dedichiamo comunque a qualcun altro. Perché, in fin dei conti, non si smette mai di trasmettere un messaggio. Come il viaggio di Siddharta che tocca varie tappe ognuna delle quali lo fa evolvere, distruggere, fino quasi al suicidio, per poi alla fine toccare con mano la liberazione del proprio Io. La ricerca del proprio percorso è come un vortice, ma la ricerca della verità cambia di volta in volta e lui stesso arriverà a tante verità nella sua vita. Perché non esiste un’unica verità. Esiste in effetti un’evidente  peregrinazione, come quella del freelance, alla continua ricerca di nuove opportunità, facendo attenzione a non perdersi nella disorganizzazione. Ecco perché Pinterest ha avuto così tanto successo, perché dopo il primo impatto di smarrimento, ti trasmette in realtà una sensazione di organizzazione, precisione e senso estetico. Una scelta vincente quella dei suoi ideatori, che dal 2010 l’hanno portato ad essere oggi il secondo social network negli  Stati Uniti!
Può anche essere che stimolare la ricerca ti porti a desiderare di autopubblicare ciò che scrivi, attraverso il self-publishing, badando di trovare anche in questo campo la corretta via… per scrivere la tua storia: semplice o complicata? Non c’è scritto da nessuna parte che si debba per forza pensare a una storia con una dozzina di personaggi, e tutto quello che si portano dietro di case, ambienti, modo di parlare e di vestire, e via discorrendo. Invece si sceglie proprio una storia del genere. Ci si crea dei problemi. Perché la realtà è complicata, è vero, ma bisogna anche saperla raccontare. Un po’ come imparare a trasmettere fiducia, raccontando ogni giorno il nostro lavoro e trasmettendo informazioni utili; non temiamo di prendere per mano i nostri lettori e clienti, per accompagnarli lungo un percorso che noi già ben conosciamo ma che per loro è oscuro ed impervio. Così abbiamo una concreta chance di arrivare alla condivisione, quell’atto coraggioso ed intimo tanto ambito.Ti sembro matta? Tanto i matti non esistono… chiedilo a uno psicologo. Ma per favore, non fargli mai questa domanda: “Stanotte ho sognato un’auto a forma di colibrì, però di colore più simile a quello di un coleottero geneticamente modificato. Sulla macchina c’erano i Flinstones e stavano ascoltando una musica metallara a tutto volume. Tu che sei psicologo, cosa significa questo sogno”?

Ovvero:

#Libriamo in volo con Herman Hesse e Siddharta una guida alla ricerca di se stessi.  di Daniele Maisto

Come organizzare la giornata-tipo del freelance. di Lorenzo Renzulli

Come usare Pinterest, il social network delle immagini. di Luca Borghi

By Your Self-publishing: siti utili per gli autori indie. di Annarita Faggioni

Storia semplice o storia complicata? di Marco Freccero

Fiducia, non traffico. di Laura Lonighi

Lo psicologo come il Minotauro. di Laura Salvai

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Rita Fortunato, Alessandro Nasdrovian Mariani,  Roberta Vacca.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 25 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Immaginate di cominciare a produrre e pubblicare contenuti al momento. Il real-time, e tutto ciò che in esso accade è diventato una leva dal potenziale enorme per la comunicazione, foriero di conversazioni, di interazioni e conseguentemente di viralità. Non c’è più scelta, cavalcare l’attimo è una necessità del marketing odierno, con tutte le opportunità ed i rischi connessi. Un real-time non per tutti, ma proprio per questo potenzialmente più ricco di opportunità. Minor concorrenza ed una percepibile capacità di essere sempre sul pezzo, vicini agli utenti in ogni momento. I social ci immergono quotidianamente in un ambiente capace di proporci stimoli continui e a portata di touch.
Con i social fai branding, con Linkedin converti e vendi. Certo su LinkedIn non hai bisogno di sbracciarti per farti vedere dai clienti. L’unica cosa a cui devi pensare è l‘utilità di quello che stai scrivendo. Se serve, scrivilo, altrimenti evita. Molto semplice. Perché le parole pesano…e spesso sono sbagliate. E allora musica musica! Meno male che con Periscope potremo seguire il tour del nostro musicista preferito, anzi precisiamo, vederlo. E nel caso avessimo domande sulle tematiche del nostro mondo visivo, potremo rivolgerci all’#OtticoDelWeb.
Dedicato a chi sa di non aver fatto ancora abbastanza…

Ovvero:

Real-time marketing. quando il tempo è tutto (o quasi) di Matteo Pogliani

Linkedin: ecco perché non hai più bisogno di “sbracciarti” per farti vedere dai clienti. di Martina De Nardi

Come scrivere contenuti utili e perché di Francesco Ambrosino

Parole sbagliate, parole pesanti di Daniela Scapoli

Periscope: 5 modi per i musicisti per aumentare il proprio pubblico di Sara Stella

Vi presento la rubrica #OtticoDelWeb! di Nico Caradonna

Che tu possa comprendere che non sei mai solo… di Nick Murdaca

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Paolo Fabrizio, Emma Frignani,  Elisabetta Pagano, Daniela Patroncini, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 22 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

In base a cosa un’azienda contatterà proprio te tra mille fashion blogger, mille mila make-up blogger e milioni di recensori di libri? In base al fatto che l’azienda deve aver trovato utile  contattarti e perché probabilmente sei sembrato più interessante degli altri; insomma non certo per il tuo bel visetto! Quindi tranquillizzati, pure per essere blogger o youtuber devi preservare la dignità. Nel mondo virtuale delineato dai Social è ancora tutto da scoprire, ci sono difficoltà derivanti dall’incontro-scontro con un linguaggio diverso. E noi siamo un po’ come il labirinto, nel quale c’è chi fa e chi sta a guardare… Se vuoi educare qualcuno, prova a ispirarlo, a stimolarlo per cercare l’oro interiore con un lavoro di cesello, perché “l’immagine è dentro e basta soltanto spogliarla”.
Blogging e social media non sono più mondi separati, sono complementari; il trucco è passare dall’uno all’altro usandoli con disinvoltura, come indossare un trench nelle stagioni di passaggio. Come puoi suscitare interesse nel lettore se non agisci sulle emozioni? Inizia dal titolo del post, che è un po’ come la stretta di mano tra persone che si devono conoscere; badando che la stretta non sia molle come quel sentimento popolare che con insopportabile leggerezza parla di esseri umani, morte, disperazione, vite spezzate.

Ovvero:

Bloggers senza dignità di Bruna Athena

Educazione Digitale: intervista a Monia Papa.di Sylvia Baldessari

Alla ricerca dell’oro interiore di Emma Frignani

“The Art of Social Media” di Guy Kawasaki e Peg Fitzpatrick. di Silvia Comerio

Un trench è sempre la soluzione giusta di Elisabetta Pagano

8 Tipi di Titoli per il tuo Post di Roberto Gerosa

Sentimento popolare di Silvia Sedini

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sonia Bertinat, Valentina Coppola, Federica Farinelli, Emma Frignani, Mirna Pioli, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 21 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Diversamente da quello che siamo abituati a pensare, non siamo multitasking. Spostare l’attenzione da una cosa all’altra richiede qualche secondo di tempo. L’alternativa è stress, corti circuiti cognitivi e blocchi fisici. Il problema in realtà è far coscienza che per avere successo occorre sbagliare, senza paura. E non è da tutti… Ecco allora che prendersi cura di sè può diventare più semplice se qualcun altro si prende anche un po’ cura di te. Come “socialmediacoso” e “social muffin”, due blogger che riescono ad essere così diversi ma allo stesso tempo complementari e sinergici, perché hanno in comune costanza, onestà intellettuale e un briciolo di pazzia. Del resto quando curi la comunicazione di un’azienda sfiorare la pazzia è la normalità: tutti sono più bravi di te, sanno fare le cose meglio di te. Quando poi l’idea proposta (da loro) non funziona TU devi porvi rimedio. Tempo al tempo, fammi almeno assaggiare le tigelle di Stefy con la maionese vegan aromatica, prima che la “britannite” colpisca ancora, mi infili una giacca a vento e scappi a Whitby! Che importa se lì il mare non è sempre calmo e tranquillo, e se non c’è caffè e caffeina dappertutto…
In effetti, ci sono cose che non si dovrebbero scrivere.  Mai come prima d’ora, nella storia dell’umanità, brand e persone hanno condiviso così tanti contenuti. Spesso anche in modo scomposto ed esagerato. La sfida sarà impegnarci affinché i contenuti che pubblichiamo siano sempre più di valore. Per esempio, un post può essere di valore se è anche utile, e può essere utile se viene scritto principalmente per il lettore. Perché quando si scrive, non si può fare a meno di essere generosi con chi ci legge.

Ovvero:

10 consigli per prendersi cura di sé di Gloria Vanni

Francesco e Cora, “Il blogging e i social a modo nostro” [parte 1] di Michele Bosco Andretta

Tigelle con maionese aromatica – ricetta vegan di Stefania Cunsolo

Whitby la Gotica di Giovy Malfiori

Acqua ‘e chiochiero di Antonio Dimitrio

Scrivere per il web: 5 pessime abitudini da perdere (subito) di Maria Cristina Pizzato

Come si misura il valore di un post? I miei parametri  di Valentina Coppola

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Federica Farinelli, Rita Fortunato, Francesco Mercadante, Cora Francesca Sollo, Andrea Toxiri.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 20 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La trasversalità è un concetto nuovo, ed è determinata da un atteggiamento scientifico equilibrato, frutto anche della ricerca di un confronto e della critica non solo di chi è esperto, ma anche di chi non ne sa nulla di quell’argomento. E così può anche accadere che sfaccettature, vanità, ma soprattutto insidie minino la tua presenza sui Social Media; facendo a quel punto scattare la crisis management, l’arte del rispondere ai commenti negativi su blog, social network e profili aziendali. Per rispondere ai commenti, occorre non solo essere zen ma anche essere un bravo copywriter. E la forza si sveglia ancora…
Ma quali sono i comportamenti più corretti ed efficaci per un ottimo galateo on line? Si, perché esiste un galateo per tutto: a tavola, al telefono, nel business, e… anche sui social media!
A proposito di tavola, il tuo blog è un ristorante o un fast-food? Cioé il menù è bello ricco e le pietanze sono di grande qualità, oppure ci sono notizie veloci, che non ti saziano e di dubbia qualità? La domanda non è per nulla semplice, è un po’ come riuscire a capire se nasce prima l’uovo o la gallina, ovvero in termini di SEO, se deve essere valutato per primo il posizionamento sui motori di ricerca o il restyling del tuo sito web aziendale. Per alcuni nasce prima l’uovo, cioè gli aspetti della SEO dovrebbero essere i primi ad essere messi nella lista delle analisi da fare, quando si prospetta di avviare un restyling totale del proprio sito web. Sarebbero sufficienti anche poche righe di analisi.
E allora dammi cinque righe, nient’altro. Dietro ogni virgola nasconderei sospiri, prima di ogni punto chiuderei un capitolo, dopo ogni punto, a fatica, ne aprirei uno nuovo…

Ovvero:

Scienza, trasversalità e impegno sociale di Rita Fortunato

Il galateo sui social network: valuta la tua presenza on line di Luca Borghi

Commenti, yoga e copywriting di Martina Caluri

La forza si sveglia ancora (CineMAH e dintorni che ve lo avevo promesso) di Leo Ortolani

Il tuo blog è un ristorante o un fast-food? di Andrea Toxiri

SEO, prima o dopo la creazione di un sito web? Il posizionamento sui motori di ricerca come non lo avevi mai considerato di Lucia Cenetiempo

Cinque righe di Alessio D’Amico

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Emma Frignani, Daniele Maisto, Susanna Moglia, Nick Murdaca, Cora Francesca Sollo.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 19 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Se installi anche  Periscope, chissà il tuo Klout fin dove arriverà! Un blogger non può solo nutrirsi di tools e plug-in, allo stesso modo in cui non può solo essere un eccellente parolaio. Saper scrivere bene non è sufficiente per fare il blogger, perchè in agguato ci sono sempre le forme vuote del linguaggio. Le forme possono anche essere le linee di una penna che solca un foglio di carta. Hai sentito che in Finlandia non si insegnerà più la scrittura a mano nelle scuole? Quella vera, viva e genuina, quella senza Ctrl+Z per annullare, quella senza Ctrl+V per incollare, quella che ti costringe a tirare linee e a riscrivere tutto…
Qual è il tuo strumento ideale per scrivere? E per scrivere cosa, esattamente? Magari qualcosa che abbia un senso ed una sostanza tali da farci riconoscere gli uni con gli altri come esseri umani. Perchè il rischio, in alternativa, è quello di non riconoscersi più con la gente; quella per esempio che attraverso il silenzio fa si che l’omosessualità diventi un simbolo di ciò che è estraneo alla comunità e quindi opposto a sè, qualcosa contro cui reagire, un pericolo.
C’è invece un altro tipo di comunità, basata sulla condivisione di conoscenze, esperienze, interessi, bisogni, desideri, progetti, obiettivi; che come una valanga, si carica di energia man mano che scende verso il piede della montagna, donando alle persone che si conducono le une verso le altre, pace e soddisfazione, perché si sentono parte di un sistema. Il nome è facile, dai, la conoscono tutti ormai: #adotta1blogger!

Ovvero:

Periscope facile e veloce: lo installi e inizi a filmare in 3 minuti! di Cristiana Pedrali

Klout: che cos’è, come aumentare lo score e perchè forse è inaffidabile di Michelangelo Giannino

Quattro Chiacchiere con Francesco Mercadante su blogging e linguaggio di Francesco Ambrosino

Gli strumenti per la scrittura di Daniele Imperi

Restiamo umani – di una che non si riconosce più con la gente di Marianna Peracchi

Omofobia, eterosessismo, omonegatività di Sonia Bertinat

Adotta 1 blogger anche tu! di Barbara Buccino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valentina Coppola, Paolo Fabrizio, Elisa Gattamorta, Daniele Maisto, Daniela Mosca, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 18 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Mi sono innamorata dei panni stesi che ondeggiano lievi, del profumo di bucato, dei lampioni dalle sfumature rosate. Delle callette silenziose e di quelle che all’improvviso si rivelano senza uscita costringendoti a cambiare strada, a perderti un po’ di più. Si dice che Venezia premi coloro che hanno il coraggio di perdersi… Che belle sensazioni può regalarti la lettura! Leggere è un viaggio intimo dentro noi stessi e per questo è importante intraprenderlo con la scelta del libro giusto. Non c’è una regola precisa per capire quale sia il libro giusto, l’importante è darsi la possibilità di scelta, perché, se il primo passo da fare è quello di iniziare a leggere, il secondo fondamentale è quello di scegliere bene.
Il tuo grande sogno è pubblicare e vendere i tuoi libri? In effetti il self-publishing può essere la strada per il successo per molti scrittori esordienti; certo è un lavoro, e come tutti i lavori necessita di fatica, dedizione e tempo. Senza tralasciare, peraltro, di monitorare la qualità del tuo pubblico che ti segue on line; pensa ai fake followers su Twitter!
Per un blogger, la validità di un post non può dipendere dalla sua lunghezza, ma da quello che viene scritto dentro il post stesso. Un post di 5 righe che mi risolve il problema è sicuramente più utile di uno di 200 righe che non mi fa capire niente. Se poi la brevità del tuo post è un problema riconducibile al blocco dello scrittore, beh ci sono parecchi strumenti utili che possono facilitarti la vita, sia dal punto di vista social, che creativo, che SEO. Per il SEM è ancora un discorso diverso, perché riguarda le campagne pubblicitarie create ad hoc e collocate sui motori di ricerca, affinchè gli utenti potenzialmente interessati ad un prodotto o servizio, vi arrivino. Che non è propriamente far aprire le finestre con la pubblicità mentre si naviga in internet…

Ovvero:

Venezia: amore ad ogni scatto di Letizia Gardin

#Libriamo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, quando un libro è sovversivo di Daniele Maisto

Vantaggi e svantaggi del self publishing, ovvero l’editoria 2.0 di Cristina Arnaboldi

Fake Followers su Twitter: sei sicuro della qualità dei tuoi followers? di Fabio Piccigallo

Quanto deve essere lungo un post? di Andrea Toxiri

10+ Tool gratuiti per aiutarti con il Blogging  di Michele Papaleo

Il SEM: cos’è e che ruolo ha – 5 domande per Walter Di Somma di Simone Bennati

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Cristina Arborio, Angelo Cerrone, Rita Fortunato, Andrea Toxiri.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 15 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il marketing è l’insieme delle azioni che metti in atto per piazzare sul mercato i tuoi prodotti o i tuoi servizi. Ci sono speranze per i commercianti e le piccole attività tradizionali, tipo negozi al dettaglio, bar, alberghi, ristoranti, parrucchieri, artigiani? Quali sono le loro strategie di marketing? Per esempio se hai un’agenzia di viaggi, Internet non deve funzionare a singhiozzo e con i caricamenti sincopati delle pagine, perché altrimenti nemmeno i cataloghi più patinati di Tokio riusciranno a risucchiare l’attenzione del cliente, che si affiderà piuttosto a un’app sulla brand affinity.
E vogliamo parlare del Social Customer Service? I clienti vorranno scegliere tra un’offerta sempre più ampia di canali di comunicazione, tra cui anche Whatsapp, e le aziende dovranno saper affrontare e superare le criticità. A monte di tutto ciò c’è pur sempre una scelta, che spesso disorienta perché costringe a decisioni impegnative. E se sbaglio? I lego salveranno il mondo…  Proveremo a riparare le crepe, armandoci di pazienza e mattoncini. I pezzi devono incastrarsi, cercando la combinazione migliore usando forme e misure diverse. Servono tenacia e tempo: a volte si sta ore davanti alla stessa crepa, per capire quale tassello utilizzare…

Ovvero:

Strategie di marketing per le piccole attività indipendenti di Mirna Pioli
Quattro tipi umani che puoi incontrare in agenzia viaggi (e che anzi, ho proprio incontrato davvero) di Diego Fontana

FRIDAy and the city #3 – Guida a TOKYO di Nicoletta Sala

Brand Affinity for dummies, Applicazione pratica della Brand Affinity di Sabato Colella

Il servizio clienti via WhatsApp muove i primi passi in Italia  di Paolo Fabrizio

N* 114 – POVERI UOMINI DISORIENTATI? – #uominineitarocchi, la carta numero VI e considerazioni sul mondo di oggi (pillole, briciole sulla via di Eva) di Valeria Bianchi Mian

I lego salveranno il mondo di Maria Beda

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Danila Ceschi, Edoardo Faletti, Federica Farinelli, Marina Pitzoi, Laura Salvai

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 14 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Chi si laurea in lettere o filosofia non è per forza un letterato o un filosofo, ma sicuramente non è neanche un Punkabbestia travestito da intellettuale. E’ un problema culturale se nel 2015 i disabili debbono ancora lamentarsi per tutto quanto non viene pensato a soddisfacimento delle loro reali necessità. Del resto l’Italia è il Paese in cui i disabili – e le loro Associazioni (quasi tutte) – hanno accettato che venisse inventata la denominazione di «diversamente abili»; c’è quindi da chiedersi che necessità abbiano, se sono diversamente abili ma comunque abili. L’Italia è il Paese dove il Rigoletto è una delle opere più belle e popolari di Giuseppe Verdi, ma può essere anche un gelato, o meglio un  gelato artigianale, che è qualcosa di diverso dall’Ice Cream; e non certo per un fattore di lingua. Tutto ciò che è duale e contrastante incuriosisce, stimola la libertà di pensiero a non cedere ai dettami e ai falsi moralismi della società.
Una società, la nostra, che arriva da lontano, ma che è anche in grado di proporre nuovi modelli di business per progettare, realizzare o sviluppare un progetto, ad esempio con il crowdsourcing, o con tool che migliorano l’engagement dei post permettendo agli utenti di una community di interagire velocemente e piacevolmente con i blog.
Finché crisi mistica non ti coglie, una volta all’anno e ti fa dire: “basta chiudo tutto e mollo il blog!

Ovvero:

Accademici, Punkabbestia o giocatori di calcio di serie C? di Francesco Mercadante

Expo 2015 e le lacune di una cultura di Carlo Filippo Follis

Rigoletto: il gelato italiano che non è ice cream di Gloria Vanni

Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete di Rita Fortunato

Essential Tools: 3 piattaforme di crowdsourcing di Francesco Ambrosino

Tool per Blogger: oggi vi racconto Wiralist! di Valentina Coppola

[MONDO BLOG]: Basta mollo tutto e chiudo il blog! di Andrea Toxiri

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Silvia Biasio, Sergio Consoli, Rita Fortunato, Marco Freccero

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 13 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Le donne intelligenti, si sa, amano le scarpe e sono ironiche! Se poi sanno usare sapientemente Instagram, è fatta: le foto e le pubblicazioni saranno immediatamente riconoscibili a suon di scarpe e tag giusti: #beautiful #love #me #instamood e chi più ne ha più ne metta. Non ho detto zoccoli-legno-tacchi a spillo-scholl… questa fa parte di quella spassosa collezione delle migliori chiavi di ricerca su Google.
Occhio al plagio, a proposito di ricerca, una piaga che sul web sta prendendo sempre più piede. Online ci sono già gli strumenti per difendersi, come le licenze Creative Commons, i tool alla Copyscape, le segnalazioni a Google e tanti altri. Insomma si possono scovare i blogger copioni. E comunque, quando hai un problema e non trovi risorse in rete, risolvi il problema e pubblica la soluzione. E magari sfogati… Poi, per ritrovare la calma, prova a spostare l’attenzione a quello che abbiamo intorno. Condividere e rendere felici gli altri è il miglior modo che hai per sentirti bene, felice e soddisfatto di te stesso. E se per caso ti ritrovi invece nello squallore estremo, nel buio e nell’immondizia spirituale, non ti spaventare, è l’ambientazione di Vicarìa: eppure anche in quel romanzo brillano lampi brevi, ma purissimi, di luce.

Ovvero:

#PensieriBarbarici: 12 centimetri di felicità di Barbara Santagata

Instagram: come creare un profilo dal successo assicurato! di Luca Borghi

Caro google stavo cercando… di Vera Q.

Salva il blog: scova i blogger copioni con Copyscape e Google di Simone Bennati

E io condivido di Marco Procida

Ritrova la calma, condividi e … #adotta1blogger di Rocco Laurino

Scrittori Made in Campania#5 – Vicarìa – Il cuore oscuro dell’educazione di Loredana Gasparri

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sylvia Baldessari, Sonia Bertinat, Rita Fortunato, Nick Murdaca, Cristiana Pedrali, Andrea Toxiri, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 12 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Per molti freelance la domenica (o il sabato, o qualsiasi altro giorno di festa) è semplicemente un altro giorno di lavoro, soltanto un filo più leggero e rilassato. Quello che manca è riuscire a fermarsi un attimo, per l’aggiornamento professionale. Altro che vacanze… e comunque prova a dire quali sarebbero secondo te le 10 cose che finiresti per fare la prima volta a New York? Quelle più scontate banali, ovvie! Chissà poi a che tipologia di cliente assomiglieresti, tra l’asiatico, il saudita ed il sudamericano. Magari a nessuno di questi, già.
Siamo tutti alla ricerca di benessere e qualcuno il primo passo, o un passo, lo dovrà pur fare! Stiamo vivendo un’epoca di straordinari cambiamenti e si sente la necessità diffusa, soprattutto tra i giovani, di vivere con ritmi meno frenetici, più umani.
Ecco che anche la gravità non è solo una palla al piede che ci incatena a qualcosa, ma anche un’àncora di salvezza; gravità e leggerezza non sono in contrasto, sono due elementi necessari che viaggiano di pari passo: sono l’ebrezza del salto nel vuoto e la necessaria corda di sicurezza, sono il partire per l’ignoto conoscendo il significato della parola “casa”.
D’altra parte, se non ci lasciamo un po’ dondolare lasciando la nostra posizione statica e a volte dolorosa, non è possibile l’incontro, ma solo il rimpianto di un incontro che non avviene.
Speriamo che almeno Periscope ci aiuti a salvare la memoria, a ricordare la storia, la politica, la vita.

Ovvero:

Vita da freelance: l’aggiornamento professionale di Doris Zaccaria

10 cose che finirete per fare la prima volta a NYC di Cristina Arborio

Fenomenologia del cliente – Il Cliente Turista (parte 2) di Cristina Cammelli

Quattro Chiacchiere con Gloria Vanni sulla Sharing Economy di Francesco Ambrosino

Ancore di Edoardo Faletti

Fili rossi e liane: la necessità di creare l’incontro di Sonia Bertinat

Dalla webtv a Periscope: salvare la memoria di Virginia Fiume

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Angelo Cerrone, Fabio Piccigallo, Nicoletta Sala,  Samantha Zoppi

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 11 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Quasi 150 anni fa le madri dell’era vittoriana stavano nascoste sotto pesanti tende broccate, per far sì che i figli avessero un ricordo della propria infanzia. E mentre tutti – dal fotografo ai propri cuccioli – erano seri e concentrati, lì sotto, dove nessuno poteva vederle in viso, loro sicuramente sorridevano. Chissà se facevano yoga? Anche loro saranno state consapevoli che la felicità dipende da noi stessi, ad esempio nel guardare qualcosa da una prospettiva più alta…
Certo, a volte occorre andare contro tendenza, e il posto giusto per mettere in moto i pensieri è il viaggio, ovunque esso conduca. Non è per nulla semplice, specie se hai 30 anni, sei senza lavoro e ti avvilisce la convinzione comune che, nel mondo del lavoro gli esseri umani non siano altro che numeri atti a generare altri numeri. Guarda Twitter con la “sindrome dei follower scambisti”, o Facebook con la becera “etica del do ut des”!
Probabilmente ci salverà, ancora una volta, la strategia, quella che sta dietro ad ogni contenuto e ad ogni linguaggio utilizzato, per costruire uno stile di vita dignitoso, basato sui rapporti umani, sulla capacità di creare empatia, sul rispetto, sulla fiducia e sulla condivisione; per scambiare sui social storie, opinioni ed emozioni di valore tra utenti di pari livello.
All’inizio, diventa un’abitudine, poi uno stile di vita, infine quello che sei.

Ovvero:
Le madri nascoste dell’era Vittoriana di Giorgia Penzo

Oggi ho fatto yoga (dovresti provarci anche tu) di Federica Farinelli

Sulla strada giusta: ecco perché viaggio di Manuela Vitulli

Esperienza, siamo numeri o persone? di Rita Fortunato

Twitter: Io ti followo, tu mi followi altrimenti ti defollowo di Andrea Toxiri

L’etica del LIKE non è “do ut des” di Sonia Calamiello

Strategia: perché è importante diversificare i contenuti del tuo content marketing di Fabio Piccigallo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Simone Bennati, Rita Fortunato, Rocco Laurino, Eli Sunday Siyabi

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 8 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il saper scrivere non si impara con la laurea, ma facendo tanta pratica, leggendo e, cosa fondamentale, studiando la grammatica. Non è certo un passatempo per istrioni da social adventures, sperduti nei mondi globali e sempre pronti a regalare pillole di public speeches dell’ultima ora. Le occasioni te le devi  creare, e se cerchi la meritocrazia allora il web è quello che fa per te, infatti qui le raccomandazioni o le “spintarelle” servono a poco perché se qualcuno non funziona, non funziona.
Forse avrai sentito dire che è possibile creare un business redditizio attorno alle passioni: non è così. Se non c’è un mercato sostenibile per i tuoi prodotti/servizi, tutto il tempo che investi nel creare il tuo business è tempo perso.
A proposito di tempo prezioso, ci sono almeno 3 motivi per cui Twitter è meglio di Facebook: non è necessario essere amici, parenti o colleghi, basta amare le stesse cose; sei portato ad ottimizzare la scrittura, migliorando la tua capacità di sintesi; puoi ottenere tutta la visibilità di cui hai bisogno grazie alle tue sole forze. Certo non ti immaginare una notorietà come la street art di Palermo! Però scoprirai che l’abitudine al Buon Umore si può creare a piccole dosi, con costanza e volontà, e
soltanto se ne comprendi i benefici.
Deve essere un po’ quello che succede anche nella community #adotta1blogger, dove incontro, relazione e condivisione, uniti ad accoglienza e rielaborazione, generano una comunicazione in cui il messaggio si fa comunione, trasformando la distanza virtuale in possibilità reale. E allora tieniti! Sulle spalle c’è abbastanza spazio: ci sono appigli per aggrapparsi, determinazione per traghettare la propria vita verso una nuova direzione, coraggio per contrastare le ansie. Sulle spalle c’è abbastanza tenerezza per contenere un abbraccio, per respingere un attacco. I sentimenti nascono nel cuore vivono nella testa e si forgiano sulle spalle.

Ovvero:

Meglio una Laurea o un Blog? di Andrea Toxiri

Customer Value Optimization: Come Creare un Business Profittevole di Davide Pozzi

3 motivi per cui Twitter è meglio di Facebook di Simone Bennati

#STORIA – Street Art Sicilia: Palermo (parte 1) di Ivana De Innocentis

Il buonumore si può allenare. Intervista a Terenzio Traisci di Assunta Corbo

Che cos’è #adotta1blogger? di Francesco Mercadante

Tieniti! di Elisa Gattamorta

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sara Stella, Marzia Cikada, Federica Farinelli, Rita Fortunato, Emma Frignani, Gloria Vanni, Mirko Saini

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 7 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Tutti i social media manager devono necessariamente possedere un lato zen per svolgere il loro lavoro senza rimetterci la salute e decidere di cambiare mestiere dopo circa un mese. Devono diventare dei bravi mediatori; dei filtri in grado di liberare i commenti negativi dall’emotività che spesso si portano dietro e cercare di risolvere il vero problema di cui sono espressione.
Potrebbe essere utile l’esercizio di costruirsi da soli il proprio smartphone secondo le proprie esigenze reali, partendo da una base comune che farà da scheletro al dispositivo, e aggiungendo diversi moduli che fanno parte dello smartphone, ma tranquillamente sostituibili in caso di bisogno; una sorta di LEGO 3.0 futuristico.
Se invece non si può fare a meno del richiamo di un punto vendita fisico, che sia almeno come il Mercato Metropolitano di Milano appena inaugurato, dove il consumatore trova non solo il prodotto, ma anche l’emozione. E’ anche vero che le emozioni vanno sapute dosare, se no poi si torna a casa e si piomba nel wild blogging, quella maniera poco organizzata e molto avventurosa di scrivere e pubblicare post su differenti argomenti sul proprio blog. Fino a che arriva il momento in cui capisci che senza piano editoriale non andrai molto lontano…Scrivere, in generale, non è cosa semplice e richiede molto esercizio e costanza. Quando si scrive non ci si sente mai pronti per divulgare i testi elaborati perché c’è sempre qualcosa da modificare, sistemare, riadattare.
Come scrivere un progetto di un sito di e-commerce: alla base della struttura ci deve essere la facilità di utilizzo, la sicurezza e l’esperienza di acquisto appagante. E comunque un e-commerce non produce vendite solo per il fatto di esistere, guarda l’Italia… 8 e-commerce su 10 chudono entro 1 anno!

Ovvero:

L’importanza di coltivare il lato zen del social media manager di Valentina Coppola

Project Ara: come costruirsi uno smartphone da soli! di Maria Grazia Tecchia

MercatoMetropolitano di Sara Milletti

Il marketing dei sensi – l’udito di Mirna Pioli

Come scrivere un piano editoriale per il blog di Tiziana D’Andrea

Incipit, cominciamo a raccontare di Rita Fortunato

Quattro Chiacchiere con Valentina Sala su e-commerce e formazione di Francesco Ambrosino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Rita Fortunato, Susanna Moglia, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 6 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il bello di Twitter? Esprimere un concetto in soli 140 caratteri. Certo, se non hai il dono della sintesi questo potrebbe essere un problema, a meno che non ci sia un’applicazione che risolve questo inconveniente. Ma ve le fate anche voi queste domande? Tipo…che vuol dire fare la blogger? E se sto solo rischiando di esser presa per scema? Voglio dire, ci prenderanno davvero sul serio, noi “blogger”? Che stiamo a fa’?
Non è sconforto, prova a convincere il pubblico a leggere il tuo post  sui 5 motivi per fare social media marketing! O utilizzi il MacGuffin di Alfred Hitchcock e attiri l’attenzione dell’audience generando ansia, suspense, aspettativa e curiosità; o punti sulla familiarità del web design del tuo sito, oppure beh…forse è meglio cambiare prospettiva, e cercare di capire le misure e le distanze tra i nostri vari punti di vista. Per poi scoprire che magari la maionese vegan non ha nulla da invidiare a quella tradizionale…

Ovvero:

Infinitweet se 140 caratteri non ti bastano di Andrea Toxiri

Ma ve le fate anche voi queste domande? di Simona Nurcato

5 Motivi per fare Social Media Marketing di Marina Pitzoi

Storytelling e MacGuffin: come catturare l’attenzione dei tuoi lettori di Francesco Ambrosino

Web design: la psicologia della familiarità di Fabio Piccigallo

Prospettiva di Anna Lisa Iovine

Maionese Vegan di Stefania Cunsolo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valentina Coppola, Rita Fortunato, Emma Frignani, Fabio Piccigallo

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 5 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Per organizzare un social contest a norma di legge, in Italia,  bisogna armarsi di tanta pazienza… diciamo pure che è una bella gatta da pelare. In ogni caso, specie su Pinterest avrai il maggior numero di interazioni se mostrerai il tuo prodotto “ambientato”, invece che su sfondo bianco. L’ambientazione del prodotto aiuta l’immaginazione a ricreare le sensazioni e le emozioni.
Con l’immaginazione dovremmo combattere la nostra incapacità di uscire da quella zona di comfort, che ci spinge a convincerci che non ci siano alternative e che dobbiamo accettare ogni volta lo status quo. Le nostre esistenze scorrono quotidianamente dentro a comodi binari di monotonia e di abitudini, anche le più assurde delle quali finiscono per sembrarci normali e inevitabili.
Del resto, non si possono superare i maestri senza conoscerli. Ogni movimento parte dal punto precedente, lo sviluppa arando il terreno che fu dei padri. Insomma ogni Puer deve incontrare il Senex per potersi dire adulto.
Esattamente è successo alle dieci e mezzo, dopo essermi scolata una bottiglia e mezza di scotch, che ho pensato: capre e blog, cos’hanno in comune? Lo trovi strano? Beh, sicuramente non più che diventare grandi in un mondo di adulti che ti raccontano l’antichissima storia dell’attenta, attenta a te… Decisamente meglio, allora, diventare grandi e scegliere il lupo con la luna negli occhi, scegliere di ascoltare il bosco, scegliere di correre e giocare!

Ovvero:

Social Contest: istruzioni per l’uso di Matteo Pogliani

Pinterest: ecco quali sono le immagini più amate e condivise di Cinzia Di Martino

Sulle scelte e sulle alternative di Claudio Gagliardini

Ogni Puer deve incontrare il Senex per potersi dire adulto – #uominineitarocchi – Il Papa (V) di Valeria Bianchi Mian

Tre bottiglie e mezza di scotch: addio, grammatica! di Francesco Mercadante

Capre e lavoratori del web, stai scherzando vero? di Rita Fortunato

C’era una volta una bambina di Silvia Sai

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sylvia Baldessari, Valeria Bianchi Mian, Rita Fortunato,  Cora Francesca Sollo, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 4 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Una cosa l’abbiamo sicuramente capita: creare contenuti di valore su Facebook non basta. Anche perché qual è il contenuto di valore, quello che riceve più like? E come faccio ad arrivare al più alto numero di fan possibile senza sponsorizzare ogni post? Proviamo invece ad immaginare un’unità di misura diversa: l’umiltà e la pazienza che servono per raggiungere obiettivi, a volte anche straordinari. Esistono dei parametri che ci indicano che vi è una grande attenzione del “pubblico” nei confronti dell’etica nel marketing, nella comunicazione e nel giornalismo. Ma il pubblico non è un influencer, e il cambiamento implica fatica e disciplina. E allora? Meglio atteggiarsi da guru piuttosto che lavorare? No, è importante credere nella costruzione di una community e fare in modo che gli utenti interagiscano  sui social sempre più spesso, condividendo esperienze con il brand, grazie (anche) a quelle “regole” che ci consentono di redigere un post capace di creare engagement.
Pensa a Twitter: non è un semplice Social Media dove pubblicare i propri pensieri, infatti può essere anche una buona fonte dove reperire le informazioni più interessanti, come quelle relative ad esempio ai vincitori dei premi Nobel per la letteratura, si quelli che conoscono così profondamente l’animo umano, che in un modo assolutamente naturale, riescono ad esprimere sensazioni e pensieri che noi altri sicuramente proviamo e pensiamo. Aiutandoci anche a metterci in ascolto. Del resto, le culture orientali da millenni vedono nell’attenzione il segreto di una vita migliore.

Ovvero:

Creare contenuti di valore su Facebook non basta di Francesco  Ambrosino

Federica Gallo: umiltà e pazienza per raggiungere straordinari obiettivi di Martina De Nardi

L’etica può essere solo una questione di numeri? Ma soprattutto, li ha? di Emmanuele Macaluso

I segreti per creare post efficaci su tutti i social media! di Maria Grazia Tecchia

4 risorse utili se usi Twitter di Andrea Toxiri

Leggere i vincitori del Premio Nobel: perché farlo? di Bruna Athena

Un piccolo segreto scoperto in Vietnam per mantenere la mente attiva di Maddalena Ionata

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Stefania Cunsolo, Annarita Faggioni, Rossana de Michele, Eleonora Pantò, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


#adotta1blogger e 1° maggio… so what?

Dalla community di #adotta1blogger una best practice sul lavoro collaborativo e di condivisione

La rete può essere più o meno silenziosa, più o meno estesa, più o meno comunicante, a seconda del linguaggio utilizzato. Sicuramente quella di #adotta1blogger non è mai ferma, e nei momenti di calma apparente, in realtà consolida le sue maglie, rafforzandone la struttura e permettendo così ai contenuti di farsi strada, individuando il percorso più scorrevole. La contaminazione che avviene grazie alla condivisione, crea legami tra contenuti e professionalità diverse, e può essere di stimolo per nuove progettualità. Alimentando curiosità, creatività, entusiasmo, legami. E per noi che lavoriamo in rete, questa si che è una festa!

Perciò questo primo maggio lo vogliamo festeggiare in modo originale (come del resto ci si aspetta dalla nostra brillante community, vero?), proponendo un excursus cronologico dal lancio della campagna #adotta1blogger ad oggi, per dimostrare cosa significhi lavorare in modo collaborativo e condivisivo. L’ordine di presentazione degli articoli è cronologico, ma quello di lettura è liquido, come il nostro laboratorio: perciò inizia e fermati dove vuoi, ci riconoscerai comunque per la coerenza. Ciao!

05/03/15 Adotta un blogger di Paola Chiesa

18/03/15 #adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete di Paola Chiesa

31/03/15 Stufo dell’uovo? Passa al blogger di Pasqua! di Paola Chiesa

29/03/15 Una playlist… liquida per una domenica di relax di Fabio Piccigallo

01/04/15 Il blogger e il coniglio pasquale di Fabio Piccigallo

01/04/15 A Pasqua (ma non solo) #Adotta1Blogger e fai networking! di Valentina Coppola

01/04/15 Buon compleanno, #LessIsSexy! di Gloria Vanni

02/04/15 Scrivo perché non so cantare. Una playlist lunga trent’anni di Francesco Ambrosino

03/04/15 Quattro Chiacchiere con Paola Chiesa, tra open data e #adotta1blogger di Francesco Ambrosino

05/04/15 #adotta1blogger…un mese fa di Monica D’Alessandro Pozzi

07/04/15 Tempo al tempo e #adotta1blogger! di Gloria Vanni

10/04/15 Quattro chiacchiere sul Social Care con Paolo Fabrizio di Francesco Ambrosino

13/04/15 #Adotta1blogger: se vuoi puoi! di Daniela Mosca

14/04/15 5 motivi (+ BONUS) per NON aprire un blog di Andrea Toxiri

14/04/15 40 Spesi Bene, le cose belle del web e #Adotta1blogger di Veronica Viganò

17/04/15 Tempo, linguaggio e #adotta1blogger di Rita Fortunato

25/04/15 Iniziative: #adotta1blogger di Ilaria Pasqua

27/04/15 #adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa di Paola Chiesa

27/04/15 #Adotta1blogger: dalla condivisione alla rassegna stampa di Annarita Faggioni

29/04/15 #adotta1blogger : Nessun uomo è un’isola di Andrea Toxiri

30/04/15 Come si cerca l’oro interiore? di Emma Frignani

a cura di Paola Chiesa