bla bla blogger 11 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Quasi 150 anni fa le madri dell’era vittoriana stavano nascoste sotto pesanti tende broccate, per far sì che i figli avessero un ricordo della propria infanzia. E mentre tutti – dal fotografo ai propri cuccioli – erano seri e concentrati, lì sotto, dove nessuno poteva vederle in viso, loro sicuramente sorridevano. Chissà se facevano yoga? Anche loro saranno state consapevoli che la felicità dipende da noi stessi, ad esempio nel guardare qualcosa da una prospettiva più alta…
Certo, a volte occorre andare contro tendenza, e il posto giusto per mettere in moto i pensieri è il viaggio, ovunque esso conduca. Non è per nulla semplice, specie se hai 30 anni, sei senza lavoro e ti avvilisce la convinzione comune che, nel mondo del lavoro gli esseri umani non siano altro che numeri atti a generare altri numeri. Guarda Twitter con la “sindrome dei follower scambisti”, o Facebook con la becera “etica del do ut des”!
Probabilmente ci salverà, ancora una volta, la strategia, quella che sta dietro ad ogni contenuto e ad ogni linguaggio utilizzato, per costruire uno stile di vita dignitoso, basato sui rapporti umani, sulla capacità di creare empatia, sul rispetto, sulla fiducia e sulla condivisione; per scambiare sui social storie, opinioni ed emozioni di valore tra utenti di pari livello.
All’inizio, diventa un’abitudine, poi uno stile di vita, infine quello che sei.

Ovvero:
Le madri nascoste dell’era Vittoriana di Giorgia Penzo

Oggi ho fatto yoga (dovresti provarci anche tu) di Federica Farinelli

Sulla strada giusta: ecco perché viaggio di Manuela Vitulli

Esperienza, siamo numeri o persone? di Rita Fortunato

Twitter: Io ti followo, tu mi followi altrimenti ti defollowo di Andrea Toxiri

L’etica del LIKE non è “do ut des” di Sonia Calamiello

Strategia: perché è importante diversificare i contenuti del tuo content marketing di Fabio Piccigallo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Simone Bennati, Rita Fortunato, Rocco Laurino, Eli Sunday Siyabi

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 8 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il saper scrivere non si impara con la laurea, ma facendo tanta pratica, leggendo e, cosa fondamentale, studiando la grammatica. Non è certo un passatempo per istrioni da social adventures, sperduti nei mondi globali e sempre pronti a regalare pillole di public speeches dell’ultima ora. Le occasioni te le devi  creare, e se cerchi la meritocrazia allora il web è quello che fa per te, infatti qui le raccomandazioni o le “spintarelle” servono a poco perché se qualcuno non funziona, non funziona.
Forse avrai sentito dire che è possibile creare un business redditizio attorno alle passioni: non è così. Se non c’è un mercato sostenibile per i tuoi prodotti/servizi, tutto il tempo che investi nel creare il tuo business è tempo perso.
A proposito di tempo prezioso, ci sono almeno 3 motivi per cui Twitter è meglio di Facebook: non è necessario essere amici, parenti o colleghi, basta amare le stesse cose; sei portato ad ottimizzare la scrittura, migliorando la tua capacità di sintesi; puoi ottenere tutta la visibilità di cui hai bisogno grazie alle tue sole forze. Certo non ti immaginare una notorietà come la street art di Palermo! Però scoprirai che l’abitudine al Buon Umore si può creare a piccole dosi, con costanza e volontà, e
soltanto se ne comprendi i benefici.
Deve essere un po’ quello che succede anche nella community #adotta1blogger, dove incontro, relazione e condivisione, uniti ad accoglienza e rielaborazione, generano una comunicazione in cui il messaggio si fa comunione, trasformando la distanza virtuale in possibilità reale. E allora tieniti! Sulle spalle c’è abbastanza spazio: ci sono appigli per aggrapparsi, determinazione per traghettare la propria vita verso una nuova direzione, coraggio per contrastare le ansie. Sulle spalle c’è abbastanza tenerezza per contenere un abbraccio, per respingere un attacco. I sentimenti nascono nel cuore vivono nella testa e si forgiano sulle spalle.

Ovvero:

Meglio una Laurea o un Blog? di Andrea Toxiri

Customer Value Optimization: Come Creare un Business Profittevole di Davide Pozzi

3 motivi per cui Twitter è meglio di Facebook di Simone Bennati

#STORIA – Street Art Sicilia: Palermo (parte 1) di Ivana De Innocentis

Il buonumore si può allenare. Intervista a Terenzio Traisci di Assunta Corbo

Che cos’è #adotta1blogger? di Francesco Mercadante

Tieniti! di Elisa Gattamorta

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sara Stella, Marzia Cikada, Federica Farinelli, Rita Fortunato, Emma Frignani, Gloria Vanni, Mirko Saini

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 7 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Tutti i social media manager devono necessariamente possedere un lato zen per svolgere il loro lavoro senza rimetterci la salute e decidere di cambiare mestiere dopo circa un mese. Devono diventare dei bravi mediatori; dei filtri in grado di liberare i commenti negativi dall’emotività che spesso si portano dietro e cercare di risolvere il vero problema di cui sono espressione.
Potrebbe essere utile l’esercizio di costruirsi da soli il proprio smartphone secondo le proprie esigenze reali, partendo da una base comune che farà da scheletro al dispositivo, e aggiungendo diversi moduli che fanno parte dello smartphone, ma tranquillamente sostituibili in caso di bisogno; una sorta di LEGO 3.0 futuristico.
Se invece non si può fare a meno del richiamo di un punto vendita fisico, che sia almeno come il Mercato Metropolitano di Milano appena inaugurato, dove il consumatore trova non solo il prodotto, ma anche l’emozione. E’ anche vero che le emozioni vanno sapute dosare, se no poi si torna a casa e si piomba nel wild blogging, quella maniera poco organizzata e molto avventurosa di scrivere e pubblicare post su differenti argomenti sul proprio blog. Fino a che arriva il momento in cui capisci che senza piano editoriale non andrai molto lontano…Scrivere, in generale, non è cosa semplice e richiede molto esercizio e costanza. Quando si scrive non ci si sente mai pronti per divulgare i testi elaborati perché c’è sempre qualcosa da modificare, sistemare, riadattare.
Come scrivere un progetto di un sito di e-commerce: alla base della struttura ci deve essere la facilità di utilizzo, la sicurezza e l’esperienza di acquisto appagante. E comunque un e-commerce non produce vendite solo per il fatto di esistere, guarda l’Italia… 8 e-commerce su 10 chudono entro 1 anno!

Ovvero:

L’importanza di coltivare il lato zen del social media manager di Valentina Coppola

Project Ara: come costruirsi uno smartphone da soli! di Maria Grazia Tecchia

MercatoMetropolitano di Sara Milletti

Il marketing dei sensi – l’udito di Mirna Pioli

Come scrivere un piano editoriale per il blog di Tiziana D’Andrea

Incipit, cominciamo a raccontare di Rita Fortunato

Quattro Chiacchiere con Valentina Sala su e-commerce e formazione di Francesco Ambrosino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Rita Fortunato, Susanna Moglia, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 6 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Il bello di Twitter? Esprimere un concetto in soli 140 caratteri. Certo, se non hai il dono della sintesi questo potrebbe essere un problema, a meno che non ci sia un’applicazione che risolve questo inconveniente. Ma ve le fate anche voi queste domande? Tipo…che vuol dire fare la blogger? E se sto solo rischiando di esser presa per scema? Voglio dire, ci prenderanno davvero sul serio, noi “blogger”? Che stiamo a fa’?
Non è sconforto, prova a convincere il pubblico a leggere il tuo post  sui 5 motivi per fare social media marketing! O utilizzi il MacGuffin di Alfred Hitchcock e attiri l’attenzione dell’audience generando ansia, suspense, aspettativa e curiosità; o punti sulla familiarità del web design del tuo sito, oppure beh…forse è meglio cambiare prospettiva, e cercare di capire le misure e le distanze tra i nostri vari punti di vista. Per poi scoprire che magari la maionese vegan non ha nulla da invidiare a quella tradizionale…

Ovvero:

Infinitweet se 140 caratteri non ti bastano di Andrea Toxiri

Ma ve le fate anche voi queste domande? di Simona Nurcato

5 Motivi per fare Social Media Marketing di Marina Pitzoi

Storytelling e MacGuffin: come catturare l’attenzione dei tuoi lettori di Francesco Ambrosino

Web design: la psicologia della familiarità di Fabio Piccigallo

Prospettiva di Anna Lisa Iovine

Maionese Vegan di Stefania Cunsolo

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valentina Coppola, Rita Fortunato, Emma Frignani, Fabio Piccigallo

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 5 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Per organizzare un social contest a norma di legge, in Italia,  bisogna armarsi di tanta pazienza… diciamo pure che è una bella gatta da pelare. In ogni caso, specie su Pinterest avrai il maggior numero di interazioni se mostrerai il tuo prodotto “ambientato”, invece che su sfondo bianco. L’ambientazione del prodotto aiuta l’immaginazione a ricreare le sensazioni e le emozioni.
Con l’immaginazione dovremmo combattere la nostra incapacità di uscire da quella zona di comfort, che ci spinge a convincerci che non ci siano alternative e che dobbiamo accettare ogni volta lo status quo. Le nostre esistenze scorrono quotidianamente dentro a comodi binari di monotonia e di abitudini, anche le più assurde delle quali finiscono per sembrarci normali e inevitabili.
Del resto, non si possono superare i maestri senza conoscerli. Ogni movimento parte dal punto precedente, lo sviluppa arando il terreno che fu dei padri. Insomma ogni Puer deve incontrare il Senex per potersi dire adulto.
Esattamente è successo alle dieci e mezzo, dopo essermi scolata una bottiglia e mezza di scotch, che ho pensato: capre e blog, cos’hanno in comune? Lo trovi strano? Beh, sicuramente non più che diventare grandi in un mondo di adulti che ti raccontano l’antichissima storia dell’attenta, attenta a te… Decisamente meglio, allora, diventare grandi e scegliere il lupo con la luna negli occhi, scegliere di ascoltare il bosco, scegliere di correre e giocare!

Ovvero:

Social Contest: istruzioni per l’uso di Matteo Pogliani

Pinterest: ecco quali sono le immagini più amate e condivise di Cinzia Di Martino

Sulle scelte e sulle alternative di Claudio Gagliardini

Ogni Puer deve incontrare il Senex per potersi dire adulto – #uominineitarocchi – Il Papa (V) di Valeria Bianchi Mian

Tre bottiglie e mezza di scotch: addio, grammatica! di Francesco Mercadante

Capre e lavoratori del web, stai scherzando vero? di Rita Fortunato

C’era una volta una bambina di Silvia Sai

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sylvia Baldessari, Valeria Bianchi Mian, Rita Fortunato,  Cora Francesca Sollo, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 4 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Una cosa l’abbiamo sicuramente capita: creare contenuti di valore su Facebook non basta. Anche perché qual è il contenuto di valore, quello che riceve più like? E come faccio ad arrivare al più alto numero di fan possibile senza sponsorizzare ogni post? Proviamo invece ad immaginare un’unità di misura diversa: l’umiltà e la pazienza che servono per raggiungere obiettivi, a volte anche straordinari. Esistono dei parametri che ci indicano che vi è una grande attenzione del “pubblico” nei confronti dell’etica nel marketing, nella comunicazione e nel giornalismo. Ma il pubblico non è un influencer, e il cambiamento implica fatica e disciplina. E allora? Meglio atteggiarsi da guru piuttosto che lavorare? No, è importante credere nella costruzione di una community e fare in modo che gli utenti interagiscano  sui social sempre più spesso, condividendo esperienze con il brand, grazie (anche) a quelle “regole” che ci consentono di redigere un post capace di creare engagement.
Pensa a Twitter: non è un semplice Social Media dove pubblicare i propri pensieri, infatti può essere anche una buona fonte dove reperire le informazioni più interessanti, come quelle relative ad esempio ai vincitori dei premi Nobel per la letteratura, si quelli che conoscono così profondamente l’animo umano, che in un modo assolutamente naturale, riescono ad esprimere sensazioni e pensieri che noi altri sicuramente proviamo e pensiamo. Aiutandoci anche a metterci in ascolto. Del resto, le culture orientali da millenni vedono nell’attenzione il segreto di una vita migliore.

Ovvero:

Creare contenuti di valore su Facebook non basta di Francesco  Ambrosino

Federica Gallo: umiltà e pazienza per raggiungere straordinari obiettivi di Martina De Nardi

L’etica può essere solo una questione di numeri? Ma soprattutto, li ha? di Emmanuele Macaluso

I segreti per creare post efficaci su tutti i social media! di Maria Grazia Tecchia

4 risorse utili se usi Twitter di Andrea Toxiri

Leggere i vincitori del Premio Nobel: perché farlo? di Bruna Athena

Un piccolo segreto scoperto in Vietnam per mantenere la mente attiva di Maddalena Ionata

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Stefania Cunsolo, Annarita Faggioni, Rossana de Michele, Eleonora Pantò, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


#adotta1blogger e 1° maggio… so what?

Dalla community di #adotta1blogger una best practice sul lavoro collaborativo e di condivisione

La rete può essere più o meno silenziosa, più o meno estesa, più o meno comunicante, a seconda del linguaggio utilizzato. Sicuramente quella di #adotta1blogger non è mai ferma, e nei momenti di calma apparente, in realtà consolida le sue maglie, rafforzandone la struttura e permettendo così ai contenuti di farsi strada, individuando il percorso più scorrevole. La contaminazione che avviene grazie alla condivisione, crea legami tra contenuti e professionalità diverse, e può essere di stimolo per nuove progettualità. Alimentando curiosità, creatività, entusiasmo, legami. E per noi che lavoriamo in rete, questa si che è una festa!

Perciò questo primo maggio lo vogliamo festeggiare in modo originale (come del resto ci si aspetta dalla nostra brillante community, vero?), proponendo un excursus cronologico dal lancio della campagna #adotta1blogger ad oggi, per dimostrare cosa significhi lavorare in modo collaborativo e condivisivo. L’ordine di presentazione degli articoli è cronologico, ma quello di lettura è liquido, come il nostro laboratorio: perciò inizia e fermati dove vuoi, ci riconoscerai comunque per la coerenza. Ciao!

05/03/15 Adotta un blogger di Paola Chiesa

18/03/15 #adotta1blogger: da una campagna di condivisione alla rete di Paola Chiesa

31/03/15 Stufo dell’uovo? Passa al blogger di Pasqua! di Paola Chiesa

29/03/15 Una playlist… liquida per una domenica di relax di Fabio Piccigallo

01/04/15 Il blogger e il coniglio pasquale di Fabio Piccigallo

01/04/15 A Pasqua (ma non solo) #Adotta1Blogger e fai networking! di Valentina Coppola

01/04/15 Buon compleanno, #LessIsSexy! di Gloria Vanni

02/04/15 Scrivo perché non so cantare. Una playlist lunga trent’anni di Francesco Ambrosino

03/04/15 Quattro Chiacchiere con Paola Chiesa, tra open data e #adotta1blogger di Francesco Ambrosino

05/04/15 #adotta1blogger…un mese fa di Monica D’Alessandro Pozzi

07/04/15 Tempo al tempo e #adotta1blogger! di Gloria Vanni

10/04/15 Quattro chiacchiere sul Social Care con Paolo Fabrizio di Francesco Ambrosino

13/04/15 #Adotta1blogger: se vuoi puoi! di Daniela Mosca

14/04/15 5 motivi (+ BONUS) per NON aprire un blog di Andrea Toxiri

14/04/15 40 Spesi Bene, le cose belle del web e #Adotta1blogger di Veronica Viganò

17/04/15 Tempo, linguaggio e #adotta1blogger di Rita Fortunato

25/04/15 Iniziative: #adotta1blogger di Ilaria Pasqua

27/04/15 #adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa di Paola Chiesa

27/04/15 #Adotta1blogger: dalla condivisione alla rassegna stampa di Annarita Faggioni

29/04/15 #adotta1blogger : Nessun uomo è un’isola di Andrea Toxiri

30/04/15 Come si cerca l’oro interiore? di Emma Frignani

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 30 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Quando pensiamo alla parola divisa, più di look e moda ci vengono in mente il mondo militare e le uniformi. In effetti la divisa uniforma coloro che la indossano, ma li diversifica anche da chi non la porta, spiega a che gruppo appartieni e quali sono i suoi ideali. Se però non condividi quegli ideali, meglio che tu ti ponga qualche domanda, anche radicale, tipo: posto fisso sì o no? Non c’è via di mezzo quando si tratta di scegliere la propria felicità. Magari hai l’stinto di narrare, e questo ti stimola all’azione. Fai attenzione però, perché si sa che “curiosity killed the blogger”!
Una raccomandazione sulla comunicazione: devi essere chiaro, la semplicità del messaggio è fondamentale; per esempio, “mobile is not a thing… mobile is THE thing!” ci può ancora stare. Ma le supercazzole le lasciamo volentieri ad altri!  Ad ogni modo, la navigazione su Internet da dispositivi mobile sta proprio cambiando profondamente il web sotto ai nostri occhi. A maggior ragione quindi, va affrontata la delicata fase della costruzione della brand identity, l’insieme degli elementi grafici/visivi che identificano la tua attività, e che consentono all’utente/consumatore di riconoscerti immediatamente.

Ovvero:

La perfetta divisa per il look da lavoro (senza uniformarti) di  Anna Turcato

Voglio Lasciare il Posto Fisso: Sono Pazza? No: Hai il Cuore Nomade di Eli Sunday Siyabi

Jonathan Gottschall e l’istinto di narrare di Rita  Fortunato

Curiosity killed the blogger – Il bosco di sculture effimere di Spencer Byles di Barbara Picci

Supercazzola o complessità? di Francesco Mercadante

Internet mobile: la rivoluzione è in atto! di Alessio Pomaro

Essential Tools: risorse utili per la tua brand identity di  Francesco Ambrosino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Angelo Cerrone, Rita Fortunato, Susanna Moglia, Cora Francesca Sollo, Elisa Spinosa

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 29 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Io mi faccio un mazzo tanto per scrivere questo post, cerco l’ispirazione, leggo le fonti, approfondisco, cerco l’immagine giusta, impacchetto tutto e tu che fai? Passi, leggi e non mi lasci neanche un commento? Ma perché mi leggi? Certo, non posso sempre raggiunger le stelle, perché si tratta di un desiderio che non è detto che si realizzi. Ma io credo nelle cose tangibili, quelle che mi toccano ogni giorno, e nell’impegno costante, nella dedizione e nella presenza. Poi, come se già non bastasse non ricevere commenti ai post sul blog, ti ritrovi pure i visitatori anonimi su LinkedIn! Chissà se con il nuovo algoritmo di Facebook migliorerà qualcosa, visto che dovrebbe rimettere al centro le interazioni tra le persone e non la comunicazione  a scopo commerciale dei brand. E nelle interazioni c’è spazio per i si, i forse e per i No, quelli che bisogna imparare a dire a coloro i quali pensano che tu sia semplicemente a loro disposizione.

Ovvero:

[MONDO BLOG]: I commenti visti da un blogger di Andrea Toxiri

Perché mi leggete? di Gloria Vanni

N.96-EVA E IL DE-SIDERIUM – tu non puoi sempre raggiungere le stelle di Valeria Bianchi Mian

Credo nelle cose tangibili  di Giordana Ronci

Come dimenticare i visitatori anonimi e vivere felici di Luca  Bozzato

Chi ha paura del nuovo algoritmo di Facebook? di Daniela  Patroncini

Sapere dire di No di Barbara Chizzolini

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Francesco Can Sboldro Boer, Marzia Cikada, Daniela Mosca, Fabio Piccigallo, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 28 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La coerenza tra la nostra presenza online e il modo di comportarci nella vita reale, è un po’ come il comportamento di un collezionista di dettagli, quando sincronizza e carica gli orologi meccanici, affascinato dagli ingranaggi che si appoggiano l’uno sull’altro per muovere tre lancette in perfetta armonia, senza fallire un battito. I dettagli sul web si chiamano dati, e sono alla base della profilazione che avviene quando navighiamo in Internet. E pensare che quando visitiamo un sito web, il 55% degli utenti esce dalla pagina su cui ha cliccato in meno di 15 secondi! Nonostante ciò riesce a produrre dati…
Ma i dati sono davvero leggeri?
Sicuramente ci trasmettono spesso leggerezza quelli legati a chi è animato dalla passione per la scrittura, con una gestione del tempo che ci permette di distinguerci gli uni dagli altri.

Ovvero:

Il web, la coerenza e la sindrome di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” di  Francesco Ambrosino

La Fabbrica delle Meraviglie di Sharon Cameron [Recensione] di Claire Queen

Cookie di profilazione, cosa sono e come mettersi in regola di Lorenzo Renzulli

Web Marketing: il nodo dei 15 secondi di Fabio Piccigallo

Ma i dati sono davvero leggeri? di Andrea Rosada

Ho scelto di scrivere, ma perché? di Rita Fortunato

Se i genitori non fanno i compiti… di Francesco Mercadante

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Edoardo Faletti e Rita Fortunato

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 

 


bla bla blogger 27 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La settimana scorsa è stata ricca di anniversari e ricorrenze, dal “mobilegeddon” alla giornata mondiale della Terra, alla giornata mondiale del Libro, ai cent’anni dal genocidio armeno, ai quasi cent’anni del Comandante partigiano Maino, al settantesimo anniversario della Liberazione. Luci ed ombre di un passato esaltante ed agghiacciante allo stesso tempo. In guerra non ci sono certezze, c’è la paura e l’orrore. Poi la speranza. Infine, prima o poi, arriva la libertà. Ed ecco che affiora sulle labbra “una sola parola, logora, ma che brilla come una vecchia moneta: Grazie!” (P. Neruda) Se la gratitudine è un sentimento, espressione della maturità umana, la riconoscenza è la volontà di ricambiare quanto ti è stato dato. Deve essere proprio quest’ultima che anima la community #adotta1blogger, a giudicare anche dalla fervente e prolifica attività che avviene nel relativo gruppo su facebook, dove si veicola informazione, formazione e cultura attraverso la condivisione e la partecipazione attiva.

Ovvero:

Aiuto il mio sito non è Mobile-Friendly e adesso cosa faccio? di Andrea Toxiri

22 Aprile. Giornata Mondiale della Terra. Earth Day di Alessandra De Giorgi

Giornata Mondiale de Libro 2015 #1: I Restauratori dei libri di Bruna Athena

#MemoriaStorica: Cento anni del Metz Yeghern, il genocidio armeno negato dalla Turchia di Daniele Maisto

Luchino Dal Verme compie cent’anni di Giovanni Giovannetti

Mia mamma: l’altra faccia del 25 aprile di Alessandra Artale

Di fiori, latte in polvere, cioccolata e libertà di Carlo

Gratitudine e riconoscenza: senti e fai! di Nick Murdaca

Iniziative: #adotta1blogger di Ilaria Pasqua

Il gruppo facebook: un’opportunità da rivalutare di Daniela Patroncini

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Marjorie Cigoli, Monica D’Alessandro Pozzi, Paolo Fabrizio, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


#adotta1blogger ed il suo primo progetto: la rassegna stampa

Dal laboratorio liquido di #adotta1blogger a un progetto solido: la rassegna stampa “bla bla blogger”

Dalla iniziale campagna di condivisione abbiamo tessuto una rete con un intenso e piacevole lavoro di social knitting, al fine di creare sistema veicolando informazione, formazione e cultura. Poi il laboratorio liquido della community #adotta1blogger, per sua natura dinamico e dai contorni frastagliati, ha fatto il resto, creando le condizioni per iniziare a realizzare i progetti, cioé quelle attività concrete nelle quali incanalare l’esuberante flusso di energie del network; traducendo così il pensiero in azione.
E’ nato così il primo progetto di #adotta1blogger: la rassegna stampa quotidiana “bla bla blogger”.
Dal 4 aprile sulle pagine di questo blog, una rassegna stampa quotidiana degli articoli dei nostri blogger, accompagna dal lunedì al venerdì le nostre più o meno succulente pause pranzo (ma ben si adatta anche al caffè o al dopo cena, e forse anche come lettura per conciliare il sonno, chissà!)
Adozione, rete e sistema, i pilastri su cui si fonda #adotta1blogger, agiscono per mezzo della condivisione, modalità operativa per eccellenza della nostra community.
Quindi, tutti i post “adottati” vengono raccolti in un database ed elaborati per dar vita ad una rassegna stampa quotidiana, che viene poi condivisa non solo all’interno della community, ma anche generosamente fuori dalle mura, attraverso i social tradizionali. Un file quotidiano che ha un impareggiabile valore, per la qualità dei contenuti, per la varietà degli argomenti e per la cura con cui i blogger costantemente agiscono.
La costanza è in effetti un gene che ci caratterizza come community: come ho avuto già occasione di scrivere, il blogger è per sua natura un passista, abituato a ritmi su più turni, a fare le ore piccole e magari a non ricevere commenti sul proprio blog. Poi noi di #adotta1blogger siamo per giunta resilienti! Non lottiamo per liberarci da qualcuno, ma per sopravvivere alla crisi, consci del fatto che, se si è nel tunnel e non si riesce a scorgere la luce laggiù in fondo, forse è bene arredarlo…
Così, pur immersi in circostanze avverse, riusciamo nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare le difficoltà e a rinnovare la nostra esistenza, raggiungendo anche mete importanti. E sai perché? Per dirla con gli One Republic, perché “everything that kills me makes me feel alive”.

Grazie alla rassegna stampa, abbiamo realizzato anche una originale linea editoriale di #adotta1blogger, che scaturisce dalle connessioni che nascono, dagli approfondimenti degli argomenti e dalle affinità che si creano. Il risultato è una scrittura sociale elaborata concettualmente come una mappa mentale, con l’obiettivo di contestualizzare sempre il focus e la filosofia della nostra rete, e di creare anche l’humus adatto per la nascita di nuove progettualità, ulteriormente aggregative e di consolidamento.
Qualche aggiornamento sui numeri di #adotta1blogger? La community ha raggiunto in poco meno di due mesi il numero di 150 membri, ma è in continuo aumento, perciò dai un’occhiata all’omonimo gruppo su Facebook per sapere esattamente in quanti siamo! E per sapere chi siamo e come siamo distribuiti lungo lo stivale, abbiamo la mappa. E’ una crescita professionale, culturale, umana. Essendo tutti legati da una parentela di tipo elettivo, l’adozione, ovvio che abbiamo tutti l’interesse di crescere insieme, e bene.
In fondo è un gioco fatto di sapiente uso di filo a piombo e livella. Che c’entrano?
La perpendicolare, o filo a piombo, simboleggia il continuo approfondimento, la ricerca, la verticalizzazione della nostra conoscenza. Fornisce la verticale di una costruzione e permette di verificarne la stabilità. Di conseguenza rappresenta la competenza del blogger. La livella è uno strumento di precisione per la ricerca dell’equilibrio di una costruzione. Riferisce la conoscenza ad un piano orizzontale, comunitario, il solo che possa consentire il miglioramento della società. E’ la conoscenza condivisa e la scrittura sociale che ne scaturisce.
Pensare che c’è chi, in passato, grazie a questi strumenti, ha costruito addirittura dei templi, stabili ed in grado di durare nel tempo…

Paola Chiesa


bla bla blogger 24 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Per ciascuna lettera dell’alfabeto ho scritto il primo concetto che mi è venuto in mente, purché pertinente con l’argomento… content shock! Stiamo velocemente giungendo ad un punto di saturazione con la creazione e distribuzione di contenuti sul web, e presto ci troveremo in tutto il mondo a dover fronteggiare una concorrenza acerrima costruita a forza di articoli, video, infografiche su qualsiasi argomento, dai più banali ai più complessi. E pensare a un’architettura dei contenuti? Alle infografiche ci pensiamo poi, esistono ottimi tool online per crearle, e tra l’altro sono molto utili per evidenziare ad esempio i dati dell’ecommerce con i relativi pro e contro.
Va bene, prima di continuare serve un po’ di carica, con un piccolo assaggio della pasta frolla vegan che ho fatto seguendo la video ricetta! Tra parentesi, tanto amo cucinare, tanto detesto lavare i piatti, e ancor di più l’odore di chimico lasciato sui piatti dai detersivi.
Dopo il Salone del Mobile, dove c’era tanto caldo e tanto design, è giunto finalmente il momento della lettura: il tempo si è fermato e tutto è diventato indefinito. Leggere diventa una droga e un modo per coltivare la propria intimità. Nella fattispecie si trattava della splendida e sfaccettata signora etrusca dal cuore di smeraldo, l’Umbria. Giocando con immagini quotidiane, mi sono identificata in quella donna che regala un istante del suo mondo, vivendo in modo immaginal-sensuale; e poi in Rebekah e nella sua storia di lotta e resistenza: nel famigerato attentato alla maratona di Boston del 2013 perse una gamba, e  ciononostante ha partecipato alla stessa maratona quest’anno, giungendo al traguardo.”Ho corso per tutti, per le vite perse quel giorno, per le loro famiglie e per i sopravvissuti.”
E tu mi parli di Expo 2015? Semmai di “Fuori Expo a 6 zampe” del 1° maggio, o della Grande Muraglia dove vengono sporadicamente a farti compagnia un belato, un cinguettio o un miagolio…

Ovvero:

L’alfabeto della mia scrittura – oggi è così, domani chissà… di Chiara Solerio

Content Marketing: è ora di fare sul serio di Fabio Piccigallo

Essential Tools: risorse utili per realizzare le tue infografiche di Francesco Ambrosino

E-commerce: perché é la nuova èra del commercio? di Ludovica De Luca 

Video Ricetta Pasta Frolla Vegan di Stefania Cunsolo

Pastiglie per la lavastoviglie fatte in casa di Vera Bonaccini

Il Salone del Mobile secondo me di Laura Petrolo

#LibriAmo, 1984 di Orwell nella Giornata mondiale del Libro, perché
leggere migliora la vita di Daniele Maisto

“Umbria She Said”, un viaggio tra colori, sapori e scrittura di Rita Fortunato

N* 98 Eva in un solo istante – il vivere immaginal-sensuale  di Valeria Bianchi Mian

Perde la gamba in un attentato, torna a correre per ritornare a vivere! di Marco Alì e Marjorie Cigoli

#Expo2015: 1° maggio, brindiamo a #6zampe! di Gloria Vanni

Animali sulla Grande Muraglia di Martina Ricciardiello

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Roberto Bianchi, Valeria Bianchi Mian, Marjorie Cigoli, Valentina Coppola, Emma Frignani, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 23 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

“M’illumino d’immenso”: forse questo è il tempo dell’immenso; quella fugacità poetica, quell’attimo tanto caro a Ungaretti, ora lo so, non poteva che essere di mattina. Proprio un mattino il Pellegrino si è recato a un evento particolare, lo scambio di semi, molto importante per la salvaguardia di varietà antiche che non sono registrate, ovvero che non sono in mano alle solite multinazionali che controllano il 75% delle sementi, e che quindi non possono essere commerciate, ma solo scambiate.
In effetti non tutti i contenuti devono necessariamente essere sempre condivisi su tutti i canali possibili. Piano e calendario editoriale hanno bisogno di continui test, per trovare i giorni e le ore che danno maggiori risultati e soddisfazioni.
Intanto l’algoritmo di Facebook è cambiato di nuovo! Per fortuna verranno almeno eliminati sia quei post come “a Tizio piace questo post di…” che quelli come “Caio ha commentato questo post“. Inoltre l’ordinamento cronologico degli aggiornamenti sarà sempre più subordinato al peso sociale dei contenuti, cioé ai nostri interessi. Vedremo…

A proposito di interessi, si dice fare l’amore o fare all’amore? Anzitutto, si può anche dire scopare, verbo che il magistrale dizionario della lingua italiana Devoto-Oli ammette. La buona grammatica, che precede la buona scrittura, non esclude l’uso della parolaccia, non è una prassi contemplativa, ascetica, asfittica, salottiera e per signorotti ammuffiti e inamidati. La grammatica è un modo per esprimere anche ciò che lo sguardo non trattiene.
Cosa usi per aumentare la tua produttività senza perdere tempo? (online si intende!). Uno strumento valido è ad esempio Evernote, vero e proprio spazio di lavoro che ti segue fedelmente ovunque tu ti trovi: puoi archiviare la bozza per il blog, la to do list, il team working e social, ovviamente appunti, foto ecc. La condizione necessaria per una presenza online efficace è avere una buona dose di autostima, ma l’esposizione mediatica impedisce a molti di ottenere una efficace comunicazione digitale. Che fare? Più answers, meno ansia…
A volte basta anche essere attenti osservatori, come dimostrano le fotografie di Cosimo Calabrese…

Ovvero:

M’illumino d’immenso di Valentina Orsini

I semi per uno scambio di vita di Marcello Diamante

Distribuzione dei contenuti: calendario, strumenti e consigli per la  condivisione di Lorenzo Renzulli

Cambia l’algoritmo di Facebook: più spazio alle persone di Rocco Iannalfo

Parolacce, sessualità e grammatica di Francesco Mercadante

[INFOGRAFICA]: L’ennesima guida su Evernote di Andrea Toxiri

La condizione necessaria per una presenza online efficace di Riccardo  Scandellari

Più “answers”, meno ansia: il meccanismo della domanda di Roberta  Zanella

Le fotografie di Cosimo Callabrese

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Lisa Costa, Stefania Cunsolo, Rita Fortunato, Emma Frignani, Andrea Toxiri

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 22 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Dal 21 aprile 2015, l’aggiornamento mobile di Google premierà quei siti web che garantiscono una piena user experience da dispositivi mobile, a discapito dei siti che vengono invece visualizzati in modo sbagliato o incompleto. Ci saranno pesanti ripercussioni pratiche su moltissimi siti web, visto che la percentuale di traffico che interessa i dispositivi mobile sta crescendo di anno in anno; diciamo che ogni azienda dovrebbe seriamente pensare di ristrutturare il proprio sito rendendolo quantomeno responsive, per evitare di essere messi da parte nel proprio mercato.
Il commercio elettronico è un’industria che ha visto una crescita esponenziale nell’ultimo decennio. Se il tuo ecommerce non funziona non è però colpa del commercio on line; magari c’è qualcosa di sbagliato in quello che stai facendo… dimmi almeno che il tuo ecommerce è ottimizzato per il mobile! Certo non è sufficiente, ma è un passo necessario.
Altro requisito importante è il Social Media Marketing, che si fonda su 4 solidi pilastri: la resilienza come capacità di sopravvivere alla crisi, la trasparenza del brand come capacità di riacquistare il valore, l’affidabilità come capacità di conquistare la fiducia del cliente, l’amicizia che il brand deve saper far nascere. Da qui al Social Customer Care il passo è tutto sommato breve, se ci credi.
Comunicare, coinvolgere, avere cura, non sono concetti applicabili solo in azienda, ma anche alla scuola, se si vuol fare prevenzione e contrastare il fenomeno del cyberbullismo. Ma tu chi sei? E dove stai andando? Spesso comprendiamo chi siamo solo dopo numerose esperienze che ci hanno portato lì e non altrove, in quel momento e non in un altro. E magari non siamo pronti al coming out di un figlio, perché la pancia agisce spesso in modo non conforme alla testa e ci troviamo posseduti da quei pregiudizi che per una vita abbiamo cercato di scardinare. Abbiamo a che fare con troppe  parole pronunciate con inerzia o ignoranza, ripetute con leggera convinzione, abusate e svilite da un inappropriato uso, lanciate come frecce ad un bersaglio e finite come conficcate da un maldestro tiratore di coltelli. E’ un salto mentale quello che ci permetterà di liberarci del superfluo, vivere con leggerezza e di staccarci senza rimpianti dagli oggetti del nostro passato.

Ovvero:

Aggiornamento mobile-friendly di Google: cosa conviene fare di Fabio Piccigallo

Se il tuo e-commerce non funziona, forse stai facendo tu qualcosa di sbagliato di Susanna Moglia

Quattro Chiacchiere con Rachele Zinzocchi sul Social Care (e non solo!) di Francesco Ambrosino

Le nuove linee guida sul bullismo e cyberbullismo di Mauro Alovisio

Chi sei e dove stai andando? Scopri come trovare le risposte di Annachiara Margapoti

Idee di testa e idee di pancia: il coming out visto dai genitori di Sonia Bertinat

Senza parole di Anna Falcinelli

“Il magico potere del riordino” di Marie Kondo, il libro per liberarsi del superfluo e vivere con leggerezza di Serena Puosi

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Ilaria De Vita, Rita Fortunato, Emma Frignani, Nick Murdaca, Fabio Piccigallo

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 21 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La sharing economy sta sicuramente crescendo, pensa che c’è chi ha lanciato il primo spazio di coworking online che funziona come una banca del tempo! Come funziona? Il  talento è ripagato in unità di tempo, si chiede e si offre aiuto. Essere attivi e collaborativi, condividere, dare e ricevere, tempo e talenti, è premiante, potresti anche vincere un soggiorno a Parigi. Dai cerca sul web il widget di Timerepublik, lo troverai facilmente perché il primo blog italiano che lo ospita è quello di un membro virtuoso della community #adotta1blogger! Chi sarà?
Entra in sintonia grazie all’ascolto attivo, osserva l’ambiente in cui ti trovi e guarda le persone con le quali stai parlando, riuscirai ad avere una consapevolezza maggiore. A volte un drastico abbassamento dell’umore provoca la perdita degli affetti e del lavoro, portando il soggetto ad isolarsi ancora di più. Ma non è detto che gli psicofarmaci siano poi così utili eh… Oh santo cielo, ci sarà pure un modo per scrivere anche quando non ne hai voglia! Sai quei momenti in cui desideri essere nel deserto, dove  folla non c’è… e non devi neanche pensare a cucinare (a meno che tu non possa contare su un’amica che ti prepari il menù settimanale primaverile). Tra l’altro, se proprio dovessi finire nel deserto per un guasto aereo, fai attenzione a scegliere almeno una compagnia con un Social Customer Service all’avanguardia, che utilizza servizi di messaggistica istantanea.
A volte sembra che ci sia un “dentro” di ordine e tranquillità, ed un “fuori” di agitazione e ribellione, ma poi mi guardo intorno, e sono solo Io.

Ovvero:

Soldi? No, tempo + genio = Timerepublik di Gloria Vanni

Parlare con consapevolezza: una questione di ritmo di Nick Murdaca

Benvenuti nell’Era Post-Psicofarmacologica di Annalisa Viola

Come scrivere quando non hai voglia (si, è possibile) di Riccardo Esposito

ABC dei Viaggi #2: l’emozione di visitare il deserto, dove folla non c’è! di Bruna Athena

Menù settimanale fiorito di Daniela Mosca

Piccole conversazioni istantanee crescono [case study] di Paolo Fabrizio

030. Non si passa! di Francesco Can Sboldro Boer

Dissociazione di Emma Frignani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Valeria Bianchi Mian, Marjorie Cigoli, Rita Fortunato, Fabio Piccigallo, Andrea Toxiri

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 20 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Chissà se tutti quanti siamo organizzati nel gestire le nostre attività lavorative… sicuramente un socialmediacoso non può fare a meno di un chiaro piano editoriale. Poi certo, ci serve qualcosa che dia slancio alla nostra attività online, come ad esempio una Landing Page di successo, che ci metta in contatto con un’audience profilata sempre più elevata, per avviare un business o far crescere uno già esistente. L’attivismo e le abilità comunicative in dote ad ogni social media manager sono premianti (anche) in Twitter, nonostante l’opportunismo che caratterizza la continua oscillazione di quei follower che ti aggiungono solo per i propri interessi personali. Essere online, qualsiasi sia la motivazione (relazioni, lavoro, divertimento), spinge ciascuno lontano dal luogo e dal tempo nel quale si trova in quel momento, anche se a volte c’è da riflettere su cosa non ci perdiamo incollati agli smartphone. Ma le persone sono realmente in grado di riconoscere un contenuto di valore? Quanto il medium, cioé lo strumento, il sito web o il blog ben curato, è più importante del contenuto perché genera in noi un pregiudizio positivo, facendo leva sul tema della bellezza?
Ah la cura… ma di che cosa esattamente? Di fatto, il nostro discorso è illusorio, è quasi una forma vuota, una convenzione astratta. I significati che noi assegniamo alle cose tramite le parole o che reputiamo perfetti non corrispondono esattamente ad una rappresentazione mentale comune. La punteggiatura  è quella tecnica che – più d’ogni altra – dà senso alla relazione tra i significati.
Ed è un gran bell’obiettivo quando si riesce a invogliare altri alla lettura, portandoli in quel mondo fatto di gioia e dolore, lotta e riscatto, dove il confine tra realtà e finzione è molto sottile.

Ovvero:

Essential Tools: risorse utili per il tuo calendario editoriale di Francesco Ambrosino

7 Passi per realizzare una buona Landing Page di Saverio Bruno

La decrescita dei follower è determinata anche dall’opportunista di Twitter di Angelo Cerrone

Così pc e smartphone ci portano via lontano di Paolo Subioli

Cosa NON ci perdiamo incollati agli smartphone? di Daria Ballotta

Blogging ed Effetto Alone: quando il medium è più importante del messaggio di Valentina Coppola

Il discorso è illusione, una forma vuota di Francesco Mercadante

Tempo, linguaggio e #adotta1blogger di Rita Fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Monica D’Alessandro Pozzi, Fabio Piccigallo, Lorenzo Renzulli, Andrea Toxiri.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


bla bla blogger 17 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

C’è una Palermo che continua a vivere dentro ai palermitani, quando nel silenzio della notte, soli con se stessi, sentono ancora passare un vecchio tram… Pensa come sarebbero felici i bimbi se potessero andare all’asilo con l’omnibus! Lo sbaglio che spesso commettono gli adulti, è quello di pensare che ci siano alcune cose da grandi, che i bimbi non comprendono, concetti, che per loro sono troppo difficili da assimilare; in realtà non è affatto così… c’è il modo di entrare in contatto con i loro timori più profondi, e rassicurarli, alleggerendoli.
Spesso anche Internet ci infonde una sensazione di leggerezza, data proprio dall’assenza del corpo, ovvero il limite più grande, e per questo anche pesante, che possediamo. Se eliminiamo il corpo, lo riduciamo ad un’immagine che ci portiamo appresso, possiamo essere molto più liberi di fare e di essere qualunque persona o cosa. Internet offre all’uomo uno strumento nuovo, potentissimo che, a seconda di come verrà utilizzato, potrà rivelarsi leggerissimo come anche pesantissimo.
Dipende dai messaggi che vengono veicolati, perché quelli non chiari generano confusione; occorre allora una cura nel creare relazioni con persone veramente interessate a quello che hai da dire e da offrire. Magari quello che hai da dire è confuso perché non hai un correttore di bozze (sai qual è la differenza tra correzione di bozza ed editing?). Diciamo pure che una guida che ti insegni a lavorare è comunque necessaria, e l’esperienza poi fa tutto il resto, o quasi.
E’ anche una questione di (st)abilità, come dice Carlo: “Se con il 100% di disabilità ed una assoluta non auto sufficienza sono riuscito a realizzare tutto ciò che ho fatto, c’è da pensare che il Padreterno rendendomi Disabile abbia voluto limitare gli eventuali danni che avrei potuto creare come normodotato.” Perché nel mondo i Disabili sono Disabili, mentre in Italia sono «Diversamente Abili»? Meditiamo gente…

Ovvero:

Tramways – Omnibus dal passato nuove immagini di Serena Tudisco

“E ora andiamo felici all’asilo?” Il secondo libro di Ilaria Sacchetti. di Sylvia Baldessari

Lo studio di Internet non è rigoroso, è inutile! di Alberto Rossetti

Incolleresti i tuoi soldi al campanello di uno sconosciuto? di Marina  Ravaioli

Come diventare correttore di bozze? di Marilisa Dones

Intervista a Carlo Filippo Follis, un Disabile Doc di Francesco Ambrosino

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Edoardo Faletti, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla bloggers 16 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Un uomo, un bel giorno, non riuscì a riconoscere la propria moglie, scambiandola per un cappello; è una storia vera, quella persona era affetta da una patologia neurologica: quanto è complessa la mente umana…è un po’ come il vetro, quel materiale difficilissimo da domare come un cavallo imbizzarrito. Ma quando ci riesci, e non è facile per niente, ottieni oggetti vibranti, morbidi, sensuali, colmi di forza, di colore, di sfumature e di magia. Quindi la lucidità può a volte avere la meglio sulla patologia, e si ritorna a comunicare, a costruire legami di appartenenza e a capire cosa ci accade intorno per non correre il rischio di essere impertinenti.
Sulla pertinenza pare che gli imprenditori e manager italiani abbiano un buon margine di miglioramemto, visto che sembrano essere, oltre a navigati allenatori di calcio, tutti esperti in comunicazione visiva: quando si tratta di comunicare, hanno tutti qualche idea geniale da sottoporre al web designer, all’esperto di comunicazione, al content manager, al progettista web intento al suo lavoro. Poi improvvisamente diventano tutti zitti se gli parli di Personal Branding, anzi ti chiederanno qualche punto strategico per metterlo in pratica e per non perdersi…
C’è invece chi preferisce perdersi dietro alle donne dei Tarocchi: la Papessa, l’Imperatrice… e poi la Donna della lama XXI, l’apoteosi, il Mondo, la creazione dell’ordine dopo il caos iniziale. Ma il percorso è in continua evoluzione, e lì dietro l’angolo il Matto scombinerà tutte le carte, creando nuovo disordine. Disordine chiama ordine, e perché non farsi aiutare anche dagli altri per ricostituire l’equilibrio? Per esempio da un bambino, che come Campanellino, la fatina di Peter Pan, dispensa polvere magica, per volare, per sognare, per ricordarsi di essere felici.

Ovvero:

Tre parole su…#21: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Bruna Athena

Alfredo Barbini, l’incontenibile morbidezza del vetro di Alessandra Artale

Le disfunzioni di Francesco Mercadante

5 cose da non chiedere al web designer del tuo nuovo sito di Fabio Piccigallo

I 5 passaggi chiave per sviluppare il Personal Branding online di Martina De Nardi

N* 94 – EVA E LA QUINTESSENZA – #donneneitarocchi e il Mondo finalmente… di Valeria Bianchi Mian

5 lavoretti per aiutare a pulire casa di Daniela Mosca

Peter Pan, volando sull’isola che non c’è di Rita Fortunato

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Daniela Mosca, Fabio Piccigallo.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla bloggers 15 aprile 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

La scrittura non è una semplice operazione, è sinonimo di creatività, che spesso viene affogata dalle richieste professionali. Prova a lavorare sulla formazione, cerca di far capire perché vuoi prendere determinate scelte.

Ci sono tanti motivi per non aprire un blog, ma tanto se sei spinto dalla passione e non da una moda passeggera, vedrai che anche tu andrai alla ricerca di una lista di siti da cui scaricare gratis immagini di qualità per rendere i tuoi post ancora più speciali.
Scrivere è anche un atto di amore e di libertà… che voglia di viaggiare! Ognuno di noi è fatto di arrivi e partenze, incontri e saluti. Tutti i pezzetti della vita che sembrano non avere valore, alla fine compongono un miracolo ordinato di bellezza. E se segui le tre regole “della nonna” per una buona convivenza social, vedrai che “quel che succede a Las Vegas deve restare a Las Vegas e quel che succede a Broadway deve morire a Broadway”.
Dai ormai lo sappiamo che la condivisione è la chiave, il jolly che consente di alzare il volume delle emozioni che si generano… sembra #adotta1blogger, invece è #myperception. In ogni caso è contaminazione ed innovazione.

Ovvero:

Mi pagano per scrivere. E la creatività? di Riccardo Esposito

5 motivi (+ BONUS) per NON aprire un blog di Andrea Toxiri

7 siti da cui scaricare gratis immagini di qualità di Agnese Elsi

In viaggio con BlaBlaCar di Gloria Vanni

La meraviglia: ogni piccola cosa serve di Maria Polita

Paola Saluzzi, Twitter e le “regole della nonna” di Alessandra Toni

Into the (HOLLY)WOODS di Marco Goi

MyPerception: è stato uno spettacolo! di Nico Caradonna

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Lisa Costa, Ilde Garritano, Roberto Gerosa, Andrea Toxiri, Fabio Vaccari, Gloria Vanni

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa