Tutti parlano di buoni propositi…

Buoni propositi
Buoni propositi per l’anno nuovo

E allora ecco i nostri buoni propositi, o meglio quelli che ci piacerebbe vedere applicati; abbiamo pensato a qualcosa di (ovviamente) diverso ed originale:

se sei un filosofo chiamala successione di Fibonacci, se sei più pragmatico chiamala realtà aumentata.

0 Chi non ha nulla da dire volendo potrebbe anche restare in silenzio
1 Tutti quelli che dispensano consigli su come fare per ottenere il meglio dai social, per una volta potrebbero limitarsi a darli se gli vengono richiesti
1 Cosa ci fai sul piedistallo col ditino alzato? O sei un direttore d’orchestra oppure scendi dai e siediti con gli altri, magari in cerchio…
2 E per una volta chiedere consigli? Ad esempio su come viene percepito il proprio modo di agire, la
propria persona; è indice di umiltà, modestia e rispetto degli altri, in particolare di quelli con cui desideri interagire
3 Il personal branding non vale solo per il cliente; potresti stupirti a scoprire, bevendo il caffè in un bar senza wifi, che la gente si fida di te perché gli hai dimostrato umanità o gli hai dedicato semplicemente parte del tuo tempo prezioso
5 Siccome social non significa né nicchia né trendy né elite, ma deriva da societas, composta da tanti socii, cioè compagni, amici, alleati, che variamente aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni, non avere paura degli sconosciuti, sii sufficientemente curioso per capire se il loro obiettivo è sovrapponibile al tuo!
8 Una rete di persone, aziende ed enti? Perché non chiamarla Comunità?


Let’s dance!

social network
Social network

Non importa quale social network usi di più…che sia facebook o twitter o google+ o pinterest o altro poco importa… di base c’è che cerchi un contatto con l’ambiente circostante, per osservarlo, migliorarlo, criticarlo, condividerlo…
Che tu lo voglia o no, diventi l’anello di una catena, una maglia della rete: se debole o forte sta a te deciderlo, dipende da quanto sarai in grado di interagire nella comunità di riferimento, e di far sentire la tua voce. Con l’accortezza di non essere un anello né troppo forte né troppo debole, perché in entrambi i casi il risultato è identico: la catena si spezza.

Che dire, un bell’esercizio di equilibrio e di coscienza collettiva! Quindi balliamo!


Social e cavalli

“Seabiscuit – Un mito senza tempo” (2003)

Un cavallo particolare, pigro, un po’ sovrappeso e con un difetto nell’andatura, e soprattutto più piccolo del normale…; nelle corse partiva in sordina, timidamente, forse non consapevole delle sue potenzialità. Ma aveva una particolarità: quando riusciva ad affiancare il cavallo che era in testa, quasi lo fissava negli occhi, da lì un’intesa, un fare coscienza delle proprie capacità e poi via, volava verso il traguardo come un fulmine. E non ce n’era più per nessuno… Perché lui non sapeva di essere piccolo, non era consapevole dei suoi limiti e quindi correva col cuore, e non con le gambe

Il suo inizio sfortunato nel mondo delle corse lasciò il posto ad una nuova ed inaspettata rivincita; il cavallo divenne un improbabile campione e un simbolo di combattività, dando speranza al popolo americano che in quel periodo della storia era molto provato a causa della Grande Depressione.

C’è differenza tra essere social e parlarne

In fondo ognuno di noi non sa mai esattamente chi è fino a quando non si confronta con gli altri. E negli “altri” c’è tutto: il buono il cattivo il giusto l’ingiusto il mite il prepotente il modesto l’opportunista…
Ma se sulle tue gambe (anche storte) stanno camminando ideali e valori che arrivano da lontano ed hanno (ancora) una meta, allora gente guardiamoci pure negli occhi e intendiamoci: o si corre insieme verso il traguardo, e la vittoria sarà del lavoro di squadra di tutti (cavallo fantino e allenatore), oppure qualcuno mangerà comunque polvere!

 

 


Tu dacci strada…

Marketing
Marketing di qualità

Hai presente quei percorsi in auto accidentati, tra sterrati, ostacoli di ogni sorta, terreno fangoso, vegetazione ostile, sobbalzi… Magari ti stupisci tu stesso di esserti ritrovato lì, ma poi sei in ballo e capisci che non puoi uscirne se non ti lasci coinvolgere; con impegno fiducia pazienza e stupore, prima o poi arriverai sulla strada “maestra”

Già, grande la soddisfazione, ma quello non sarà ancora il punto di arrivo e di meritato riposo: tu dacci una strada, asfaltata, dritta, larga e lunga, e ad accelerare ci pensiamo noi! Perché gli obiettivi sono tanti…

Tutto questo per dire che un marketing di qualità è quello che sa accompagnare un’azienda sia nei percorsi facili che in quelli accidentati, con mete nuove o rinnovate.
Buon viaggio!


La comunità non va in vacanza…

Comunità
Diventare una comunità

Non abbiamo mai ben compreso né l’ansia spasmodica di staccare freneticamente dal lavoro il venerdi
pomeriggio, né il lutto del lunedì mattina di ritorno dal fine settimana. Di conseguenza neanche la “vacanza” letteralmente intesa come vuoto mentale, d’obbligo nelle ferie estive, o natalizie, ecc.
Non parliamo di essere immediatamente produttivi alla ripresa del lavoro, ci vuole tempo per
riabituarsi…eh!

Troviamo invece stimolante il fatto di essere con le antenne protese a captare sensazioni, stimoli,
idee, progetti, intuizioni, senza particolari soluzioni di continuità. Sarà che per noi il “qui ed ora” non è uno slogan ma un modo di vivere, sarà forse per un ancestrale bisogno di ribadire, attraverso la presenza, l’affidabilità dell’ “esserci”, in ogni caso se la rete è attiva ha più chance di diventare una comunità!

Per cui che aspettiamo? Attiviamoci!


Se vuoi trovare un regalo sotto l’albero…

Un regalo sotto l'albero
Un regalo sotto l’albero

Molto metaforicamente, se vuoi trovare un regalo sotto l’albero, devi averlo prima costruito, l’albero…!

Occorrente:

  • materiale
  • tecnica
  • impronta personale
  • la forma deve essere triangolare, per ricordarci che la direzione va dal basso verso l’alto; la base deve essere ben solida per consentirci di raggiungere le altezze

Sai perché il regalo lo trovi sotto all’albero?
Perché quando lo scarterai, scoprirai che sarà lo strumento per raggiungere la vetta.  Cos’è per te la vetta, sta a te deciderlo!

 


Le brioches

Brioches fatte in casa
Fare in casa le brioches: vinci una piccola sfida, e inventati una grande sfida

Hai mai provato a fare le brioches in casa? C’è un po’ di lavoro sì.., se poi ti avventuri nei croissant francesi con gli innumerevoli “tournage” dell’impasto non ti dico! Ma al di là dell’affascinante alchimia della cosa, per cui partendo dagli elementi giungi all’Opera, vuoi mettere quando tua figlia con gli occhi sognanti ti dice “mamma sono migliori dei croissant che ho mangiato in Francia”!

Così riflettevo e volevo condividere con te il pensiero che nella vita siamo quotidianamente chiamati a scegliere tra la strada più facile e quella più impegnativa, e forse nel loro piccolo anche le nostre brioches fatte in casa possono aiutarci ad essere motivati e coerenti nel nostro tentativo di migliorare l’ambiente che ci circonda: invece di acquistare le brioches confezionate, prova a comprare gli ingredienti (di qualità, è essenziale!), tirati anche su le maniche e mettiti in gioco! Vedrai, supererai un tuo limite personale, e renderai migliore, anche se per un attimo, la vita di chi ti sta accanto.


Sulla raccolta differenziata

19/12/2013 / Buone prassi / 0 Comments

Raccolta differenziata per tutti

Ponte nelle Alpi, un Comune di 8.500 abitanti in provincia di Belluno, è il vincitore dei “Comuni Ricicloni” 2013, l’annuale iniziativa di Legambiente patrocinata dal Ministero dell’Ambiente : è arrivato primo sia perché applica la raccolta differenziata al 90%, sia perché è ultimo nella produzione di rifiuti pro-capite (30kg /anno).

Amministrazione illuminata, cittadinanza consapevole e partecipe, e ci guadagnano tutti. E quindi  perché non replicare questa esperienza anche altrove?

 


Hanno tutti ragione

Hanno tutti ragione tranne me… mi viene da dire!

Essere se stessi e condividere valori con altri? Non è semplice ma è un bell’obiettivo, se si vuole costruire una comunità solida. Prendi ad esempio il cristallo, quell’oggetto trasparente, puro, solido e duraturo nel tempo: sai come si forma? Grazie alla disposizione geometricamente regolare dei suoi atomi, che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali; il risultato di tutto ciò è il reticolo cristallino Ma intanto, c’è quella fase in cui non sopporti nessuno


Un radicale cambio di prospettiva

Cambio di prospettiva
Un cambio di prospettiva: impariamo dalla mangrovia

Lo viviamo tutti i giorni: la nostra società è ormai come la terra solida, sfruttata e impoverita, che non riesce più a fertilizzare il seme. Perché allora non provare a ribaltare lo schema? Con un cambio di prospettiva radicale facciamo in modo che sia il seme, ognuno di noi quindi, a costruire il territorio in un terreno non più solido ma liquido ed instabile. Del resto “se puoi sognarlo, puoi farlo” diceva Walt Disney. In natura abbiamo un esempio efficace: la mangrovia.

È un albero capace di formare ambienti inusuali e affascinanti. Prospera in ambienti salmastri, dove altre piante, a causa della grande salinità dell’acqua, non riescono neppure a sopravvivere. Si sviluppa da un seme galleggiante, che alloggia nell’acqua, mettendo radici nei bassifondi fangosi. Quando giunge in acque con la giusta salinità, il seme si posiziona in verticale piantandosi nel substrato che incontra e gettando lì le sue radici. Le radici aeree cominciano a trattenere terreno galleggiante, alghe e detriti. Col passare del tempo, l’accumulo di materiale forma una piccola isola che progressivamente si ingrandisce. Un numero crescente di isole iniziano a fondersi e per tutta la durata di questo processo, è la terra a essere costruita dagli alberi e non viceversa. Le radici delle mangrovie, se ben attecchite al terreno, si sollevano oltre il livello del substrato e addirittura dell’acqua, creando degli archi di legno, sotto i quali si formano dei rifugi per molte specie marine e terrestri.

Anche noi quindi, come fa la mangrovia, possiamo costruire un territorio a nostra misura, renderlo fertile per poter ospitare altre realtà, creare infine la comunità.


Un pizzico di ironia

“La libertà comincia dall’ironia” (Victor Hugo).

Un po’ di ironia in musica? “Ironic” di Alanis Morissette!