E-commerce e piccole imprese

16/06/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
e-commerce e piccole imprese
E-commerce e piccole imprese

Pochi dati sono sufficienti per rassicurarci sul fatto che l’ e-commerce sia oggi per le imprese italiane un valido strumento per superare la contingente crisi economica, e nello stesso tempo per misurarsi concretamente con i livelli di crescita raggiunti dagli altri Paesi europei:

  • Le prime evidenze per il 2014 indicano in Italia un aumento delle vendite online B2C del 17% rispetto al 2013, mantenendo un trend in costante crescita
  • In Italia si registra la maggiore crescita delle vendite online rispetto a Paesi come Francia, Germania, United Kingdom e USA, che si attestano intorno al 10%. Ciò si spiega in relazione al basso tasso di penetrazione che ha il mercato dell’online in Italia, pari al 3,6%, dato che ne dimostra la potenzialità espansiva
  • Cosa acquistano gli italiani online? Tra i servizi soprattutto turismo e assicurazioni, tra i prodotti abbigliamento, editoria, informatica ed elettronica
  • Circa il 20% degli acquisti online sono effettuati da device mobili (smartphone e tablet)
  • I metodi di pagamento privilegiati negli acquisti online sono la carta di credito (70%), paypal (23%), e un residuale 7% distribuito tra bonifico bancario e contrassegno.

Se consideriamo che il 67% delle imprese italiane ha un sito internet, ma che solo una su quattro utilizza almeno un social media, che solo una su quattro utilizza il digitale nei processi amministrativi, che il 45% acquista online, e che solamente il 7% vende online, ci rendiamo conto che la strada da percorrere è però lunga e non priva di ostacoli.

Per di più i dati si riferiscono tipicamente ad aziende che hanno più di 10 dipendenti, il che significa ad esempio che, contestualizzando il discorso in ambito territoriale piemontese, stiamo parlando del 5,2% delle imprese. E le altre?

Chiaramente la realtà diffusa del tessuto imprenditoriale è costituita da imprese che hanno meno di 10 dipendenti, la spina dorsale italiana, per le quali l’e-commerce rappresenta ancora un fenomeno che approcciano con diffidenza.

Si tratta infatti di realtà non strutturate, nelle quali la figura dell’imprenditore-artigiano coincide spesso con la figura del commerciale e dell’amministratore. Si tratta di realtà nelle quali il prodotto-servizio di qualità non riesce ad emergere e a farsi conoscere, perché spesso le risorse sono dedicate quasi esclusivamente alla produzione e raramente esiste in azienda una politica commerciale e di marketing. In questo quadro l’e-commerce diventa un onere aggiuntivo che porta via tempo e risorse: scrivere testi per le schede prodotto, produrre foto di qualità, leggere regolarmente la posta elettronica per verificare se sono arrivati ordini online, spedire la merce, aggiornare disponibilità e prezzi, gestire i resi ecc.

Cosa hanno però in comune le aziende, a prescindere dalle loro dimensioni? Il fatto che sono sollecitate dalla domanda, per cui l’aumento degli acquisti online come dato globale, di per sé va colto come un incentivo ed un’opportunità per essere presenti nel web con il proprio commercio elettronico e di conseguenza aumentare il proprio fatturato ed espandere la clientela, magari raggiungendo anche quella estera.

L’e-commerce d’altra parte per essere maggiormente efficace dovrebbe essere espressione di una società realmente interconnessa, di una rete che collega i venditori ai consumatori attraverso un processo che premia entrambi nella misura in cui rispondono alle esigenze della comunità.

Illuminante e quanto mai attuale a questo scopo è il Cluetrain Manifesto del 1999, secondo cui “[…] per parlare con voce umana le aziende devono condividere gli interessi delle loro comunità; ma, prima, devono appartenere a una comunita’; […] se la loro mentalità d’impresa non arriva a coinvolgere la comunità, allora non hanno mercato.”

E’ importante che le imprese riflettano anche sulla dimensione sociale della loro attività economica, perché quanto più questa è in grado di confrontarsi con la comunità locale ed è parte attiva in progetti condivisi, tanto più sarà in grado di realizzare un’attività tecnicamente sostenibile, in termini di responsabilità economica e sociale.

Manca ancora un tassello: questa comunità può diventare virtuosa se accompagnata anche da una politica attiva degli enti locali, che investa sull’e-commerce attaverso progetti in grado di trasferire e condividere tecnologie e conoscenza. Concetti quali multicanalità, user experience, strumenti di advertising, utilizzo dei social aziendali, epayment, non devono essere riservati a pochi addetti ai lavori, ma devono entrare nel linguaggio comune di ogni azienda che abbia ancora il desiderio di intraprendere

Paola Chiesa

Fonti:

Osservatorio eCommerce B2C – Politecnico di Milano

Netcomm

Istat


Come cambia la normativa sull’uso dei cookie

11/06/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
Normativa Cookie
Nuova normativa Cookie

Il Garante per la protezione dei dati personali è recentemente intervenuto con un provvedimento generale in data 8 maggio 2014, a seguito di una consultazione pubblica (cui ha partecipato il Centro Studi Informatica Giuridica di Ivrea-Torino), per individuare modalità semplificate attraverso cui presentare agli utenti l’informativa online sull’utilizzo dei cookie e ha fornito indicazioni per acquisire il consenso, quando richiesto dalla legge

Le misure prescritte dalla nuova normativa hanno l’intento di offrire una corretta informazione e consentire agli utenti di esprimere un consenso espresso e specifico sull’installazione dei cookie per finalità di profilazione e marketing senza interferire eccessivamente con la navigazione.

Cosa sono i cookie

Ogni volta che un utente naviga in Internet, i siti da lui visitati inviano e installano sul suo terminale (computer, tablet, smartphone, notebook) uno o più cookie, ossia brevi sequenze testuali, che permettono di analizzare il comportamento del visitatore sul sito, di sapere quante e quali pagine ha visitato, di memorizzare i suoi dati di accesso al sito e di riconoscerlo ad ogni successivo ingresso.

L’utente può ricevere sul suo terminale anche cookie inviati da siti terzi attraverso alcuni elementi presenti sul sito che sta visitando (come ad esempio, immagini, mappe o link ad altri domini).

I cookie vengono distinti in due categorie: cookie “tecnici”e cookie “di profilazione”.

  • Cookie tecnici

I cookie tecnici vengono installati dal titolare o dal gestore del sito web e si dividono a loro volta in cookie di navigazione o di sessione (ad esempio, quelli che permettono di portare a termine un acquisto o di effettuare un login), cookie analytics (utilizzati dal gestore del sito per raccogliere informazioni su quante visite riceve il sito, sulle pagine visitate, sulle parole chiave utilizzate per raggiungere il sito, ecc.) e cookie di funzionalità (quelli che consentono all’utente di navigare nel sito nella lingua scelta o tra i prodotti selezionati per l’acquisto).

Tali cookie sono necessari per svolgere una serie di funzioni utili e semplificare la navigazione degli utenti; pertanto per la loro installazione non è richiesto il consenso degli utenti, anche se resta fermo l’obbligo di informare i visitatori della loro installazione ai sensi dell’art. 13 del Codice (d.lgs 30 giugno 2003, n.196 in materia di protezione dei dati personali).

  • Cookie di profilazione

I cookie di profilazione vengono utilizzati per raccogliere informazioni sull’utente, sui suoi gusti, su quali siti è solito visitare ecc. per potergli inviare messaggi pubblicitari in base alle sue preferenze. La normativa europea e italiana prevede che l’utente debba dare il proprio consenso preventivo per l’installazione di tali cookie.

Soggetti coinvolti

Chi installa questo genere di cookie sul terminale dell’utente, può essere il gestore del sito che lutente sta visitando oppure il gestore di un sito diverso che installa cookie per mezzo del primo (c.d. terze parti). Gli editori assumono pertanto una duplice veste: sono titolari dei cookie installati dal loro sito sul terminale dell’utente, e intermediari per quanto riguarda i cookie installati da terze parti.

L’editore non ha lobbligo di fornire l’informativa e acquisire il consenso all’installazione dei cookie installati da terze parti in quanto sarebbe troppo difficile per l’editore farsi carico anche degli adempimenti delle terze parti, verificando di volta in volta la corrispondenza tra quanto da esse dichiarato e le finalità realmente perseguite nell’uso dei cookie. Devono però pubblicare nell’informativa il link alla corrispondente informativa e al modulo di consenso delle terze parti o dei concessionari che fanno da intermediari.

Linformativa e il consenso online

Ai fini della semplificazione, la nuova normativa suggerisce che l’informativa e il consenso vadano trattati insieme.

Al primo accesso a un sito, l’utente deve visualizzare una prima informativa breve, contenuta in un banner a comparsa immediata sulla home page (o altra pagina tramite la quale l’utente può accedere al sito).

Il banner deve essere di dimensioni tali da distinguersi chiaramente dal resto della pagina e contenere le seguenti indicazioni:

  • il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in base alle preferenze manifestate dall’utente durante la navigazione
  • il sito consente l’invio di cookie diterze parti (nel caso ciò accada)
  • il link all’informativa estesa
  • l’indicazione che alla pagina dell’informativa estesa è possibile negare il consenso all’installazione di qualunque cookie
  • l’indicazione che la prosecuzione della navigazione (mediante accesso ad altra area del sito o la selezione di un’immagine o di un link) comporta il consenso automatico all’uso dei cookie.

Il banner si chiuderà solo se l’utente procederà nella navigazione della pagina sottostante.

A titolo di esempio, il Garante ha predisposto sul proprio sito un modello di banner

Gli editori possono utilizzare anche una modalità per l’acquisizione del consenso online all’uso dei cookie diversa da quella descritta, sempreché tale modalità offra le stesse informazioni.

L’editore è tenuto a tenere traccia del consenso ricevuto dall’utente, servendosi ad esempio di un apposito cookie tecnico. Tale documentazione consente all’editore di non riproporre l’informativa breve a una seconda visita dell’utente sul sito. Ciononostante l’utente può negare e/o modificare il consenso relativo all’uso dei cookie in ogni momento, tramite accesso allinformativa estesa che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

Linformativa estesa

L’informativa estesa oltre a contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 13 del Codice, deve descrivere in maniera specifica e analitica le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all’utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie. Deve inoltre essere raggiungibile mediante un link inserito sia nell’informativa breve che in calce ad ogni pagina del sito.

All’interno dell’informativa, deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l’editore ha stipulato accordi per l’installazione di cookie tramite il proprio sito o i link ai siti intermediari tra lui e le terze parti. Non si esclude l’eventualità che tali collegamenti con le terze parti siano raccolti all’interno di un unico sito web gestito da un soggetto diverso dall’editore, come nel caso dei concessionari.

Gli editori, già in fase contrattuale con le terze parti o con i concessionari, dovranno acquisire i link da inserire nell’informativa.

L’utente deve poter manifestare le proprie scelte sull’uso dei cookie anche attraverso le impostazioni del browser. Nel caso la tecnologia utilizzata dal sito sia compatibile con la versione del browser utilizzata dall’utente, l’editore potrà predisporre un collegamento diretto con la sezione del browser dedicata alle impostazioni stesse.

Notificazione del trattamento

L’uso dei cookie di profilazione rientra tra i trattamenti soggetti all’obbligo di notificazione al Garante per la Privacy, se finalizzato a definire il profilo o la personalità dell’interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo. Luso dei cookie tecnici è invece sottratto allobbligo di notificazione.

Tempi di adeguamento

I cookie svolgono diverse e importanti funzioni nell’ambito della rete. L’attuazione delle norme che riguardano il loro uso avrà un forte impatto su chiunque abbia un sito Internet. Pertanto il Garante ha concesso un periodo di un anno a decorrere dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per adeguare il sito con le procedure adatte. Di conseguenza le regole saranno applicabili dal 3 giugno 2015.

Sanzioni in caso di mancato rispetto della disciplina in materia di cookie

Nel caso di mancata pubblicazione dell’informativa o di informativa non adeguata, è prevista una sanzione amministrativa che va dai seimila a trentaseimila euro.

L’installazione di cookie senza il preventivo consenso degli utenti comporta la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro.

L’omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro.

Conclusioni

Il provvedimento denota l’intenzione di bilanciare due esigenze, da un lato quella dell’ utente che deve avere la possibilità di esprimere il proprio consenso alla profilazione in condizioni di chiarezza e trasparenza, dall’altro quella dell’azienda attraverso l’adozione di un concetto di consenso espresso non restrittivo. Si tratta in ogni caso di una normativa soggetta per sua natura a frequente aggiornamento, in quanto la tecnologia con il suo passo veloce pone continuamente nuove sfide al legislatore, anche attraverso nuove modalità di profilazione degli utenti sulla rete.

Paola Chiesa – Daniela Savino

Fonti:

Garante per la protezione dei dati personali – Provvedimento 8 maggio 2014

Centro Studi Informatica Giuridica Ivrea-Torino


Nuova normativa e-commerce 14 giugno 2014

04/06/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
Nuova Normativa Europea
Nuova normativa e-commerce

Il 13 giugno 2014 entrerà in vigore la nuova normativa per i contratti di vendita online conclusi dal 14 giugno 2014, il cui scopo è quello di creare un miglior equilibrio tra la tutela dei consumatori e la competitività delle imprese aumentando la trasparenza delle informazioni fornite dai merchant ai consumatori.

A chi si applica

La nuova normativa si applica ai contratti tra professionisti (sia persone fisiche che giuridiche che per comodità in questa sede chiameremo imprese) e consumatori, ma non a particolari tipologie di contratti tra cui ad esempio quelli di servizi finanziari e credito al consumo, quelli relativi ai pacchetti turistici o alle multiproprietà, e quelli relativi ad attività e giochi d’azzardo, lotterie o scommesse; la nuova normativa non è applicabile nemmeno ai contratti il cui corrispettivo sia inferiore ai cinquanta euro.

Diritto di Recesso

Nelle norme che regolano il contratto tra imprese e consumatori deve essere presente un Modulo Tipo di Recesso e le Istruzioni Tipo sul Recesso (le condizioni e le tempistiche per esercitare il diritto di recedere). Il consumatore può scegliere se compilare il Modulo Tipo di Recesso o qualunque altra dichiarazione esplicita della volontà di recedere. Il merchant deve fornire la possibilità di compilare e inviare il Modulo/Dichiarazione di recesso tramite il sito con pronto invio e su supporto durevole, e deve comunicare al consumatore la conferma dell’avvenuta ricezione.

Il consumatore è tenuto a pagare le spese di restituzione dell’acquisto fatto, ma il merchant è obbligato a specificarlo chiaramente, indicando anche il relativo importo nel caso di beni non restituibili per posta. Il merchant ha l’obbligo di restituire solo le spese di consegna standard, non quelle richieste dal consumatore per la consegna entro le 24 ore (ad esempio, se le spese di consegna standard costano 7 euro, e la consegna rapida costa 15 Euro, il merchant sarà tenuto a restituire solo la quota corrispondente alla consegna standard di 7 euro).

Nel caso il consumatore richieda l’interruzione della fornitura di un servizio, il merchant deve indicare l’obbligo di pagamento di un prezzo congruo.

Esenzione dal recesso

Vanno fornite chiare informazioni sull’assenza del diritto di recesso nel caso, ad esempio, di prodotti confezionati su misura o personalizzati, prodotti soggetti a rapido deterioramento, beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla salute, prodotti da cui è stato rimosso il sigillo originale quali le registrazioni audio o video o i software informatici.

Anche nel caso di contratti di servizi a seguito della completa prestazione del servizio o della fornitura di contenuti digitali mediante un supporto non materiale (a condizione che l’esecuzione inizi con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che perderà il diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto).

Consegna e prezzo

L’impresa ha l’obbligo di esplicitare sul sito l’identità del merchant (indicazione della partita IVA e della ragione sociale, indirizzo, telefono, fax, mail), le caratteristiche del bene o del servizio, il termine di consegna del prodotto, il prezzo totale del bene comprensivo dell’imposta o, se non è possibile determinarlo in anticipo, il metodo di calcolo del prezzo. Inoltre tutti i costi aggiuntivi (non solo le spese di consegna) o, se non determinabili in anticipo, l’indicazione chiara che saranno addebitati. L’impresa ha inoltre l’obbligo di acquisire il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare rispetto a quello tipico del contratto (es: prezzo del bene), se tale consenso non possa essere dedotto da opzioni pre-compilate. In caso contrario, il consumatore ha il diritto al rimborso del pagamento supplementare.

Altre informazioni obbligatorie possono essere comunicate anche mediante link.

Le informazioni vanno fornite al consumatore prima che sia inoltrato l’ordine, in un riepilogo chiaro.

Sul pulsante per l’invio dell’ordine è obbligatoria una formulazione inequivocabile che renda il consumatore consapevole che l’inoltro dell’ordine comporta l’obbligo di pagare: ad es. “ordine con obbligo di pagare”.

Se l’impresa non osserva tale obbligo, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall’ordine.

Se il merchant non fornisce informazioni sui costi aggiuntivi o sulle spese di restituzione dei beni il consumatore non è tenuto a sostenere tali costi o spese, che restano a carico del merchant.

L’impresa ha l’obbligo di indicare sul sito, in modo chiaro e leggibile, al più tardi all’inizio del processo di ordinazione, se si applicano restrizioni alla consegna (ad esempio se la consegna non può essere effettuata in particolari Stati) e quali mezzi di pagamento sono accettati; nel caso di ritardo nella consegna il consumatore, prima di poter chiedere la risoluzione del contratto, deve indicare un termine supplementare di consegna. Infine il consumatore, dopo il ricevimento fisico del bene, anche a mano di un terzo incaricato, è soggetto al rischio di perdita o danneggiamento dell’acquisto.

Contenuti Digitali

In caso di fornitura di contenuti digitali su supporto non materiale, il merchant ha l’obbligo di fornire informazioni su funzionalità (comprese le misure applicabili di protezione tecnica) e interoperabilità pertinente dei contenuti digitali con l’hardware e il software; deve richiedere il consenso esplicito del consumatore all’inizio della prestazione, prima della fine del periodo di recesso e della perdita del diritto di recesso; inoltre dovrà richiedere un’ulteriore conferma dopo la conclusione del contratto. Nel caso di inosservanza di questi obblighi, il consumatore non è tenuto a sostenere alcun costo per il contenuto digitale che gli è stato fornito.

Tariffe per l’utilizzo di mezzi di pagamento

Le imprese hanno il divieto di imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati mezzi di pagamento, tariffe superiori a quelle pagate dall’impresa per l’uso di tali strumenti. Tale norma è chiaramente volta ad incentivare l’utilizzo di mezzi di pagamento elettronici

Contratti telefonici

L’impresa deve confermare l’offerta al consumatore che è vincolato solo dopo aver firmato l’offerta o dopo averla accettata per iscritto; in caso di servizi, la conferma deve avvenire prima dell’erogazione del servizio.

Prima e Dopo

Con la nuova normativa cambieranno vari aspetti dell’operatività online che caratterizza il rapporto tra impresa e consumatore. Possiamo riepilogare i principali cambiamenti che avverranno dal 14 giugno 2014 in questo modo:

Il termine per l’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore sarà di 14 giorni di calendario (anziché 10 giorni lavorativi) dalla consegna del bene o, nel caso di ordini multipli o di beni da assemblare, dell’ultimo pezzo ricevuto.

Il consumatore dovrà restituire il bene entro 14 giorni di calendario (anziché 10 giorni lavorativi) dalla data in cui ha comunicato al merchant la sua decisione di recedere

L’impresa dovrà rimborsare il prezzo del bene entro 14 giorni di calendario dal giorno in cui il merchant è stato informato della decisione del consumatore di recedere (precedentemente l’impresa doveva rimborsare il prezzo del bene entro 30 giorni dalla data dell’esercizio del diritto di recesso). Il merchant può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni oppure finché il consumatore non abbia dimostrato di aver rispedito i beni, a seconda di quale situazione si verifichi per prima.

Il consumatore sarà responsabile unicamente della diminuzione di valore dei beni, risultante da una manipolazione dei beni diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni (in precedenza il consumatore era tenuto a restituire il bene integro).

Conclusioni

Il cambiamento della normativa obbliga a un’accurata revisione, dal punto di vista legale, delle condizioni generali di vendita, delle principali pagine del sito (come la scheda prodotto e le pagine del check-out), della documentazione e delle procedure in materia di recesso e di assistenza post-vendita, e, più in generale, della complessiva operatività tecnica e commerciale dei siti e delle piattaforme .

Paola Chiesa – Daniela Savino

Fonti:

D. Lgs.n. 21/2014 di recepimento della Nuova Direttiva Consumatori

Consorzio Netcomm


IT DAY 2014 – Torino 30 maggio 2014

It Day 2014 Torino
 It Day 2014

“Sognavo una macchina amichevole alla quale delegare quelle operazioni che sono causa di fatica mentale e di errori, una macchina che sapesse imparare e poi eseguire docilmente, che immagazzinasse dati e istruzioni semplici e intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti, che costasse poco e fosse delle dimensioni degli altri prodotti per ufficio ai quali la gente era abituata. Dovevo creare un linguaggio nuovo, che non avesse bisogno dell’interprete in camice bianco” (Pier Giorgio Perotto)

Se volessimo trovare un filo conduttore che idealmente colleghi la “Perottina”, Programma 101, primo prototipo mondiale di personal computer inventato dall’ing. Pier Giorgio Perotto nel 1964 alla Olivetti, e il mondo dei social network presentato al convegno IT DAY – IT’s SOCIAL NETWORK del Club Dirigenti di Informatica di Torino, potremmo individuarlo nella tecnologia disegnata per aiutare l’uomo ad essere più libero e più autonomo.

E così le brillanti esperienze presentate al convegno IT day 2014, da quella di Instagram e del suo peculiare racconto per immagini del territorio (Orazio Spoto), a quella sulla mobilità sostenibile di Granda Transit (Mauro Paoletti), a quella sul supporto ai servizi di emergenza durante i grandi eventi attraverso l’analisi dei social media (Fabio Ciravegna), alla nuova frontiera dell’Ict che nella RAI si fonde sempre più con il contenuto (Massimo Rosso), alla capacità di migliorare il comportamento nella guida di Fiat eco Drive (Massimo Cavazzini), alla centralità dell’esperienza del cliente di Alpitour nei social (Elena Usilla), verranno ricordate non solo per la competenza e la capacità di suscitare emozione da parte dei loro relatori, ma anche per il messaggio molto preciso che ha raggiunto la platea, ovvero quello dell’irrinunciabile carattere di utilità che deve avere la tecnologia per risultare interessante ed intrigante, grazie anche ad un complice utilizzo dei social.

Torino, che come ci ricorda l’Assessore Enzo Lavolta è la città dove da sempre nasce il futuro (http://www.torinosmartcity.it/), si pone l’obiettivo di concretizzare in azioni e buone pratiche la sfida di creare una comunità smart diffusa sul territorio in grado di rendere la vita dei cittadini più armoniosa, inclusiva, sostenibile.

La nostra più grande emozione è stata vedere la “Perottina” esposta nei locali del Teatro Regio, su gentile concessione del Museo del Politecnico di Torino. Sobrietà e riservatezza ancora una volta ci hanno ammaliato e ci hanno ricordato un valore intramontabile: l’eleganza sabauda.

Paola Chiesa


Social Network: come utilizzarli

Utilizzare bene i Social Network

Per fare social devi essere social, ma per essere social come si fa ? Forse bisogna condividere, ma che cosa? Non basta cliccare il tasto “condividi” sui social network. Serve condividere la propria idea con altri, affinché si crei la comunità. La condivisione ha senso se sei convinto di quell’idea, di quell’azione, se la animi, le dai strada, la correggi grazie al confronto con altri, altrimenti la comunità rischia di confondersi facilmente con un gregge…

Come diceva George Bernard Shaw, “se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce la scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela ciascuno; ma se tu hai un’idea, e io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.

In effetti sui social non è però raro imbattersi in persone che nella vita “offline”appaiono miti e gentili, mentre quando surfano online, facilmente si trasformano in violenti commentatori e perfidi critici delle iniziative altrui, si comportano con arroganza e presunzione verso persone che non conoscono e di cui ignorano la storia, impietosi e spesso scorretti.

E magari sono gli stessi che portano il cane a spasso, che aiutano la vicina a trasportare la spesa, gli stessi che tutti i giorni svolgono il loro lavoro umilmente, e magari a loro volta subiscono critiche ingiuste… gli stessi che mai userebbero lo stesso tono acido e sgradevole verso le persone che conoscono.

Ecco allora che il social network, tranquillizzandoci perché come un separè ci consente di svestirci senza essere visti, svolge in realtà una funzione maieutica, estraendo da noi i lati più belli e preziosi, ma anche gli aspetti più problematici; in quest’ultimo caso è doveroso evitare che l’avventore dei social esca del tutto dal separè!

Quindi per “fare ed essere” social non basta condividere il “che cosa”, è fondamentale anche “con chi”. E ancora non basta, perché ci serve anche il “dove”. Al di là delle diverse classificazioni accademiche dei social networks secondo criteri di relazione, interessi, collaborazione, l’autentico carattere social di un individuo può essere misurato verificando la corrispondenza equilibrata tra la sua dimensione online e la relativa trasposizione offline, secondo un filo conduttore che potremmo anche chiamare coerenza.

Paola Chiesa – Daniela Savino


e-commerce Forum – Milano 20 maggio 2014

24/05/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
E-commerce forum Milano 2014
 IX Edizione dell’e-commerce Forum

Grande festa all’e-commerce Forum Milano. La nona edizione del classico appuntamento annuale promosso dal Consorzio Netcomm è stata caratterizzata da un’affluenza record, con tremilacinquecento visitatori che hanno partecipato alle sessioni plenarie e ai quaranta seminari tematici (clicca qui per scaricare le presentazioni disponibili),  in un’area espositiva in cui erano presenti i maggiori operatori del settore; insomma un’occasione imperdibile per tutti coloro che fanno o faranno e-commerce.

I dati sono stimolanti: eccezionale crescita, ma soprattutto grande possibilità di crescere ancora, perché l’Italia è partita in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Anche se un italiano su 4 compra online, moltissime aziende non si sono ancora organizzate per venire incontro all’esigenza di acquisto virtuale della clientela. Ed è soprattutto questo che frena ancora il mercato dell’online.

Per le imprese l’e-commerce rappresenta una straordinaria occasione di superare la crisi. Il commercio elettronico è una grande opportunità per vendere i propri prodotti all’estero, in realtà economiche meno sofferenti della nostra e dove il prodotto italiano rappresenta l’eccellenza.

Le nuove frontiere del commercio elettronico infatti non sono solo i Paesi europei, ma anche Cina, Russia e America, dove l’abitudine a comprare online è decisamente più radicata, il bacino di utenza vastissimo, e l’interesse per il made in Italy particolarmente sviluppato.

La crescita del commercio elettronico è stata spinta soprattutto dalla grande diffusione di smartphone e tablet. Tutti gli operatori del settore concordano sulla necessità di implementare i siti di commercio elettronico per renderli responsive, adatti alla navigazione su qualunque tipo di device. Il cliente deve poter navigare in qualsiasi momento della giornata e da qualunque dispositivo scelga di usare. Spesso la ricerca di un prodotto iniziata sullo smartphone termina con un acquisto fatto sul laptop e viceversa.

Al centro del processo di acquisto troviamo i contenuti di qualità e la reputation. Il cliente prima di acquistare si informa, vuole sapere cosa compra, confrontare il prodotto su vari siti e leggere le recensioni. La guerra alla concorrenza si vince con la penna: raccontare il prodotto, fornire dettagli e informazioni tecniche esaurienti e belle immagini aiuta a superare la difficoltà di non poter toccare con mano ciò che si acquista. A questo punto la semplicità delle modalità di acquisto  e i servizi a supporto (customer care) fanno il resto.

Infine si è parlato di crosscanalità. Integrare il sito di commercio elettronico con il negozio fisico consente di fornire al cliente un servizio a 360°, declinato in moltissime diverse possibili funzioni. Si può acquistare online e ritirare nel negozio fisico, oppure ordinare il prodotto che nel negozio fisico è esaurito e farselo spedire a casa. L’integrazione è sempre più sofisticata, con la possibilità di scaricare applicazioni sul telefono che permettono l’acquisto dei prodotti visti nel negozio in pochi click e senza passare dalla cassa.

Paola Chiesa – Daniela Savino


Musica e rete

Musica
Musica e rete

Se quando sei felice ascolti la musica… Se quando sei triste ascolti la musica… Se quando guidi ascolti la musica… Se quando ascolti la musica hai un’intuizione… Se quando ascolti la musica non riesci a fermare la commozione… Se quando ascolti la musica devi prendere carta e penna perché credi nella comunicazione… …forse è perché cerchi una condivisione con l’universo che ti circonda e di cui sei parte, un rifugio che ti accolga e che ti ricordi che anche tu sei parte di qualcosa di meraviglioso…


Rispondi?

Rispondi alle mail
Rispondi alle e-mail!

Mi hanno sempre fatto un’ottima impressione le persone che rispondono in tempi rapidi alle mail che gli scrivi (nel giro di poche ore massimo, va beh anche in giornata, se nel giorno successivo è già d’obbligo una scusa!).

Per noi è (anche questo) un buon indicatore di quanto si è “social”, più dell’essere iscritti a questo o quell’altro canale social.

La mail non è come facebook, popolato da “lurkers” che leggono e osservano cosa fanno gli altri appartenenti alla comunità senza prendere parte alla conversazione… se una persona ha scritto personalmente a té è perché desidera una tua interazione… prosaicamente una risposta!


I quattro elementi

I quattro elementi

I quattro elementi li chiamiamo per comodità acqua aria terra e fuoco, ma in noi a cosa corrispondono?

Alle nostre origini, alla nostra storia, alla nostra cultura, alle nostre convinzioni, ai nostri pregiudizi, ai nostri desideri, alle nostre ambizioni, ai nostri successi, ai nostri fallimenti, alla nostra concretezza , alle nostre passioni, alle nostre paure, ai nostri sogni, alle nostre lotte…

Sono mescolati in noi in diverse percentuali e combinazioni, e ci accompagnano in un viaggio insieme al tempo senza mai farci  uscire dall’attimo. Arriviamo da lontano ma di fatto siamo senza passato, senza futuro; l’unico tempo possibile: il presente, come un gioiello dal valore incommensurabile. Ciò che non sta qui non è in nessun altro luogo. Come la lama n. 7 dei Tarocchi, il Carro: ancorato al pianeta, amante di tutte le sue energie, avanza con esse secondo il movimento del pianeta, il movimento per eccellenza. E non si muove da quel posto. Non scivola sopra la terra, vede dall’alto, spirito nella materia.

Ma allora perché non proviamo a  dare a questo presente una direzione, insieme?


Il social-Eremita!

L'eremita
L’Eremita è un po’ social

Già non l’avresti mai detto, questo uomo canuto solitario, con un grosso bagaglio di esperienza e saggezza sulle spalle, rappresentato dal numero 9, che incede con circospezione…beh che fa?
Non è vero che si allontana dal mondo, in realtà esce da uno stato di perfezione insuperabile  che se indugiasse potrebbe condurlo alla morte; abbandona quel mondo di cui tutto sa per entrare in un mondo nuovo ed in uno stato di crisi, si abbandona ricettivamente verso un futuro che non domina ancora e non conosce. In questo senso rappresenta sia la massima saggezza che uno stato di crisi profonda.

Come a dire…per conoscere il mondo è necessario viverlo e con-viverlo in tutte le sue sfaccettature!


Tutti parlano di buoni propositi…

Buoni propositi
Buoni propositi per l’anno nuovo

E allora ecco i nostri buoni propositi, o meglio quelli che ci piacerebbe vedere applicati; abbiamo pensato a qualcosa di (ovviamente) diverso ed originale:

se sei un filosofo chiamala successione di Fibonacci, se sei più pragmatico chiamala realtà aumentata.

0 Chi non ha nulla da dire volendo potrebbe anche restare in silenzio
1 Tutti quelli che dispensano consigli su come fare per ottenere il meglio dai social, per una volta potrebbero limitarsi a darli se gli vengono richiesti
1 Cosa ci fai sul piedistallo col ditino alzato? O sei un direttore d’orchestra oppure scendi dai e siediti con gli altri, magari in cerchio…
2 E per una volta chiedere consigli? Ad esempio su come viene percepito il proprio modo di agire, la
propria persona; è indice di umiltà, modestia e rispetto degli altri, in particolare di quelli con cui desideri interagire
3 Il personal branding non vale solo per il cliente; potresti stupirti a scoprire, bevendo il caffè in un bar senza wifi, che la gente si fida di te perché gli hai dimostrato umanità o gli hai dedicato semplicemente parte del tuo tempo prezioso
5 Siccome social non significa né nicchia né trendy né elite, ma deriva da societas, composta da tanti socii, cioè compagni, amici, alleati, che variamente aggregandosi, interagiscono al fine di perseguire uno o più obiettivi comuni, non avere paura degli sconosciuti, sii sufficientemente curioso per capire se il loro obiettivo è sovrapponibile al tuo!
8 Una rete di persone, aziende ed enti? Perché non chiamarla Comunità?


Let’s dance!

social network
Social network

Non importa quale social network usi di più…che sia facebook o twitter o google+ o pinterest o altro poco importa… di base c’è che cerchi un contatto con l’ambiente circostante, per osservarlo, migliorarlo, criticarlo, condividerlo…
Che tu lo voglia o no, diventi l’anello di una catena, una maglia della rete: se debole o forte sta a te deciderlo, dipende da quanto sarai in grado di interagire nella comunità di riferimento, e di far sentire la tua voce. Con l’accortezza di non essere un anello né troppo forte né troppo debole, perché in entrambi i casi il risultato è identico: la catena si spezza.

Che dire, un bell’esercizio di equilibrio e di coscienza collettiva! Quindi balliamo!


Social e cavalli

“Seabiscuit – Un mito senza tempo” (2003)

Un cavallo particolare, pigro, un po’ sovrappeso e con un difetto nell’andatura, e soprattutto più piccolo del normale…; nelle corse partiva in sordina, timidamente, forse non consapevole delle sue potenzialità. Ma aveva una particolarità: quando riusciva ad affiancare il cavallo che era in testa, quasi lo fissava negli occhi, da lì un’intesa, un fare coscienza delle proprie capacità e poi via, volava verso il traguardo come un fulmine. E non ce n’era più per nessuno… Perché lui non sapeva di essere piccolo, non era consapevole dei suoi limiti e quindi correva col cuore, e non con le gambe

Il suo inizio sfortunato nel mondo delle corse lasciò il posto ad una nuova ed inaspettata rivincita; il cavallo divenne un improbabile campione e un simbolo di combattività, dando speranza al popolo americano che in quel periodo della storia era molto provato a causa della Grande Depressione.

C’è differenza tra essere social e parlarne

In fondo ognuno di noi non sa mai esattamente chi è fino a quando non si confronta con gli altri. E negli “altri” c’è tutto: il buono il cattivo il giusto l’ingiusto il mite il prepotente il modesto l’opportunista…
Ma se sulle tue gambe (anche storte) stanno camminando ideali e valori che arrivano da lontano ed hanno (ancora) una meta, allora gente guardiamoci pure negli occhi e intendiamoci: o si corre insieme verso il traguardo, e la vittoria sarà del lavoro di squadra di tutti (cavallo fantino e allenatore), oppure qualcuno mangerà comunque polvere!

 

 


Tu dacci strada…

Marketing
Marketing di qualità

Hai presente quei percorsi in auto accidentati, tra sterrati, ostacoli di ogni sorta, terreno fangoso, vegetazione ostile, sobbalzi… Magari ti stupisci tu stesso di esserti ritrovato lì, ma poi sei in ballo e capisci che non puoi uscirne se non ti lasci coinvolgere; con impegno fiducia pazienza e stupore, prima o poi arriverai sulla strada “maestra”

Già, grande la soddisfazione, ma quello non sarà ancora il punto di arrivo e di meritato riposo: tu dacci una strada, asfaltata, dritta, larga e lunga, e ad accelerare ci pensiamo noi! Perché gli obiettivi sono tanti…

Tutto questo per dire che un marketing di qualità è quello che sa accompagnare un’azienda sia nei percorsi facili che in quelli accidentati, con mete nuove o rinnovate.
Buon viaggio!


La comunità non va in vacanza…

Comunità
Diventare una comunità

Non abbiamo mai ben compreso né l’ansia spasmodica di staccare freneticamente dal lavoro il venerdi
pomeriggio, né il lutto del lunedì mattina di ritorno dal fine settimana. Di conseguenza neanche la “vacanza” letteralmente intesa come vuoto mentale, d’obbligo nelle ferie estive, o natalizie, ecc.
Non parliamo di essere immediatamente produttivi alla ripresa del lavoro, ci vuole tempo per
riabituarsi…eh!

Troviamo invece stimolante il fatto di essere con le antenne protese a captare sensazioni, stimoli,
idee, progetti, intuizioni, senza particolari soluzioni di continuità. Sarà che per noi il “qui ed ora” non è uno slogan ma un modo di vivere, sarà forse per un ancestrale bisogno di ribadire, attraverso la presenza, l’affidabilità dell’ “esserci”, in ogni caso se la rete è attiva ha più chance di diventare una comunità!

Per cui che aspettiamo? Attiviamoci!


Se vuoi trovare un regalo sotto l’albero…

Un regalo sotto l'albero
Un regalo sotto l’albero

Molto metaforicamente, se vuoi trovare un regalo sotto l’albero, devi averlo prima costruito, l’albero…!

Occorrente:

  • materiale
  • tecnica
  • impronta personale
  • la forma deve essere triangolare, per ricordarci che la direzione va dal basso verso l’alto; la base deve essere ben solida per consentirci di raggiungere le altezze

Sai perché il regalo lo trovi sotto all’albero?
Perché quando lo scarterai, scoprirai che sarà lo strumento per raggiungere la vetta.  Cos’è per te la vetta, sta a te deciderlo!

 


Le brioches

Brioches fatte in casa
Fare in casa le brioches: vinci una piccola sfida, e inventati una grande sfida

Hai mai provato a fare le brioches in casa? C’è un po’ di lavoro sì.., se poi ti avventuri nei croissant francesi con gli innumerevoli “tournage” dell’impasto non ti dico! Ma al di là dell’affascinante alchimia della cosa, per cui partendo dagli elementi giungi all’Opera, vuoi mettere quando tua figlia con gli occhi sognanti ti dice “mamma sono migliori dei croissant che ho mangiato in Francia”!

Così riflettevo e volevo condividere con te il pensiero che nella vita siamo quotidianamente chiamati a scegliere tra la strada più facile e quella più impegnativa, e forse nel loro piccolo anche le nostre brioches fatte in casa possono aiutarci ad essere motivati e coerenti nel nostro tentativo di migliorare l’ambiente che ci circonda: invece di acquistare le brioches confezionate, prova a comprare gli ingredienti (di qualità, è essenziale!), tirati anche su le maniche e mettiti in gioco! Vedrai, supererai un tuo limite personale, e renderai migliore, anche se per un attimo, la vita di chi ti sta accanto.


Sulla raccolta differenziata

19/12/2013 / Buone prassi / 0 Comments

Raccolta differenziata per tutti

Ponte nelle Alpi, un Comune di 8.500 abitanti in provincia di Belluno, è il vincitore dei “Comuni Ricicloni” 2013, l’annuale iniziativa di Legambiente patrocinata dal Ministero dell’Ambiente : è arrivato primo sia perché applica la raccolta differenziata al 90%, sia perché è ultimo nella produzione di rifiuti pro-capite (30kg /anno).

Amministrazione illuminata, cittadinanza consapevole e partecipe, e ci guadagnano tutti. E quindi  perché non replicare questa esperienza anche altrove?

 


Hanno tutti ragione

Hanno tutti ragione tranne me… mi viene da dire!

Essere se stessi e condividere valori con altri? Non è semplice ma è un bell’obiettivo, se si vuole costruire una comunità solida. Prendi ad esempio il cristallo, quell’oggetto trasparente, puro, solido e duraturo nel tempo: sai come si forma? Grazie alla disposizione geometricamente regolare dei suoi atomi, che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali; il risultato di tutto ciò è il reticolo cristallino Ma intanto, c’è quella fase in cui non sopporti nessuno


Un radicale cambio di prospettiva

Cambio di prospettiva
Un cambio di prospettiva: impariamo dalla mangrovia

Lo viviamo tutti i giorni: la nostra società è ormai come la terra solida, sfruttata e impoverita, che non riesce più a fertilizzare il seme. Perché allora non provare a ribaltare lo schema? Con un cambio di prospettiva radicale facciamo in modo che sia il seme, ognuno di noi quindi, a costruire il territorio in un terreno non più solido ma liquido ed instabile. Del resto “se puoi sognarlo, puoi farlo” diceva Walt Disney. In natura abbiamo un esempio efficace: la mangrovia.

È un albero capace di formare ambienti inusuali e affascinanti. Prospera in ambienti salmastri, dove altre piante, a causa della grande salinità dell’acqua, non riescono neppure a sopravvivere. Si sviluppa da un seme galleggiante, che alloggia nell’acqua, mettendo radici nei bassifondi fangosi. Quando giunge in acque con la giusta salinità, il seme si posiziona in verticale piantandosi nel substrato che incontra e gettando lì le sue radici. Le radici aeree cominciano a trattenere terreno galleggiante, alghe e detriti. Col passare del tempo, l’accumulo di materiale forma una piccola isola che progressivamente si ingrandisce. Un numero crescente di isole iniziano a fondersi e per tutta la durata di questo processo, è la terra a essere costruita dagli alberi e non viceversa. Le radici delle mangrovie, se ben attecchite al terreno, si sollevano oltre il livello del substrato e addirittura dell’acqua, creando degli archi di legno, sotto i quali si formano dei rifugi per molte specie marine e terrestri.

Anche noi quindi, come fa la mangrovia, possiamo costruire un territorio a nostra misura, renderlo fertile per poter ospitare altre realtà, creare infine la comunità.