#adotta1blogger per Parole O_Stili

Rassegna stampa della community #adotta1blogger per Parole O_Stili

Parole O_Stili è un progetto nato da quattro chiacchiere estive con un po’ di amici: nessuno di noi avrebbe immaginato che, sei mesi dopo, ci saremmo trovati di fronte a tutto questo. (Rosy Russo)”
Ho seguito fin dai primi passi il progetto di Rosy Russo e quando ho letto questo post mi sono tornate in mente le parole scritte in sordina la notte del 5 marzo 2015quella notte avrei dovuto scrivere un post sull’e-commerce, ma sono scivolata su ben altro… ed ha preso il sopravvento la Rete, non intesa come social media o genericamente il web, ma come quella energia che da anni caratterizza il mio modo di essere e di agire. La rete collega naturalmente le persone quando c’è condivisione di interessi, necessità ed obiettivi.”
Così nasce #adotta1blogger. Oggi siamo una community di oltre 1000 blogger e continuiamo imperterriti a condividere informazione e conoscenza, facendo attenzione ad ogni singola parola scritta e immessa nella Rete.
Ecco perché ci è parso quasi naturale mettere le nostre parole, le parole di #adotta1blogger a sostegno di chi, complice magari una bella luna piena, pensa che le pazze idee possano davvero cambiare il mondo.

Paola Chiesa con Anna Pompilio, Natalia Robusti, Emma Frignani, Gloria Vanni, Alessandro Borgogno, Primavera Contu.
Ad Anna Pompilio va un ringraziamento speciale per aver seguito con entusiasmo e professionalità il progetto Parole O_Stili, fin dalla sua nascita.

I social e il dialogo mediato dalla scrittura: i benefici della distanza. Di EMMA FRIGNANI
Panel: Social media e scritture
Abstract
In questo articolo, racconto di come la necessità di interagire sui social abbia influito positivamente sul mio modo di comunicare e di come la scrittura si sia rivelata un’aiutante preziosa e indispensabile per la mia crescita. Grazie al confronto scritto sui social, ho (re)imparato a comunicare, ad ascoltare e a godermi il confronto costruttivo.
Scrivere richiede tempo e impegno, perché le parole sono importanti e aguzze. Perché usarle per ferire?

Linguaggio e Social: l’audacia della comprensione. Di NATALIA ROBUSTI
Panel: Social media e scritture
Abstract
Le parole possono non solo non dire nulla, ma anche dire tutt’altro rispetto alle intenzioni di chi le pronuncia, mostrando in controluce la tendenza all’insidia propria del linguaggio e la sua naturale vocazione al fraintendimento.
Il tutto abilmente occultato tra vero e non vero, falso e non falso o chissàchilosa, indipendentemente dalla premeditazione e dalla volontarietà del soggetto parlante.
Il confine, in sé, è labile quanto vertiginoso. Da qui alla bufala o, ancora peggio, all’oltraggio e all’aggressione, il passo è sorprendentemente breve. E, giocoforza, doloroso.

Comunicare: il linguaggio, il genere e la percezione del mondo. Di PRIMAVERA CONTU
Panel: Social media e scritture
Abstract
Una breve riflessione sull’utilizzo delle parole e in merito alle cariche istituzionali, quando esse sono ricoperte da donne. L’idea è che il linguaggio possa plasmare le relazioni, l’ordine delle cose, la percezione del reale. E possa cambiare un po’ anche il mondo in cui viviamo.

La trasparenza può facilitare una comunicazione non ostile? Di PAOLA CHIESA
Panel: Politica e legge
Abstract
Lavorare sul tema “trasparenza” significa, per un amministratore pubblico, oltre a lottare quotidianamente per il cambiamento di una mentalità per così dire ancora piuttosto sorda sull’argomento, utilizzare un linguaggio generoso dove prevalgono parole come  “open” (data), riutilizzo, condivisione, compatibilità, divulgazione. Sono parole che creano ponti tra le persone, che richiamano immagini di comunità laboriose, di coesione, di inclusione, di sviluppo. Perché la trasparenza avvicina le persone.
Una comunicazione costruttiva ed innovativa in politica è quella in cui le persone, oltre a porsi domande, imparano a porle, in particolare al cittadino, disponendosi  così all’ascolto, quindi al silenzio, e alla conseguente interazione, frutto di parole pesate. Qual è il segno di punteggiatura più adatto ad evidenziare la disposizione al silenzio, all’attesa, al confronto? Quello che più di altri richiede risposte: il punto interrogativo. Perché non iniziamo allora a farne maggior uso in politica, per una comunicazione non ostile, fondata su fatti documentati e su dati verificati?

Religioni O_Stili. Di ALESSANDRO BORGOGNO
Panel: In nome di Dio
Abstract
I testi sacri, tutti, contengono parole violente, parole “ostili”.  La cultura occidentale è riuscita nel corso dei secoli a dare a questi testi il valore di metafora e di leggenda storica che meritano, sforzandosi di non prenderli più alla lettera. Probabile che in altre religioni (non solo quella islamica) questo sforzo sia ancora in gran parte da fare. Ma di certo non ha senso affermare che i “nostri” (nostri di chi, poi?) testi sacri siano meno violenti e meno “barbari” di quelli degli altri. Lo sono né più né meno. Le parole possono uccidere. Letteralmente. Lo sforzo non può che essere di superarle e cercare l’umanità oltre ogni verbo.

Bambini e social media: educhiamoli alle vere parole o_stili. Di GLORIA VANNI
Panel: Bambini e social media
Abstract
Mi sono innamorata di Parole O_Stili perché amo persone e parole. Perché amo prendermi cura di persone e parole. Perché so che si compiono miracoli con le vere parole O_Stili. Miracoli d’amore.
Il mio amore nasce dal mio essere giornalista fino all’ultimo sorriso. È un sentimento intrecciato a senso di responsabilità. Ho ricevuto un’eredità: le parole. Sento di doverle proteggere e tramandarne il valore ai bimbi di oggi, gli adulti di domani.
Bimbi intrattenuti da smartphone e tablet. Bimbi sempre più esibiti e “venduti” sui social. Bimbi con una possibilità: crescere con strumenti che spesso sostituiscono genitori, nonni, baby sitter… Mettiamo da parte le riflessioni universali e pensiamo a come affrontare le questioni di ogni giorno. Come? Con un esempio, Bebe Vio. E poi, facendo ricorso a filosofia e soluzioni millenarie tipo il “come se”… parte le riflessioni universali e pensiamo a come affrontare le questioni di ogni giorno. Come? Con un esempio, Bebe Vio. E poi, facendo ricorso a filosofia e soluzioni millenarie tipo il “come se”…

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Scarica il documento con i post integrali cliccando sull’icona pdf!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato.


2 Comments

  1. Anna

    18/02/2017
    / Reply

    È stato un piacere leggere i vostri scritti, avrei voluto contribuire ma non sono riuscita a produrre un testo che mi convincesse... in questo senso le parole mi erano ostili!
    Per me leggere i vostri è stato anche una scuola, oltre alla possibilità di conoscere nuovi punti di vista!

    • Paola

      06/03/2017
      / Reply

      Ti ringrazo di cuore, cara Anna. Concordo con te, in questa community abbiamo la possibilità di entrare in contatto con diversi punti di vista che ci arricchiscono continuamente.


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