E-commerce sostenibile

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Il problema dell’e-commerce è davvero la pausa estiva?

“Come acquistare in sicurezza sotto l’ombrellone”, leggevo in questi giorni…

In effetti è vero, è proprio un piacere acquistare dai grandi players dell’e-commerce: 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e servizio ineccepibile; poi ci sono gli altri…i piccoli, ai quali mi riferisco spesso per poterne fare emergere le esigenze; quelli che se ricevono un ordine ad agosto da un cliente che è sotto l’ombrellone per giunta, maledicono la sorte avversa perché l’impiegata è in ferie, perché devono verificare l’avvenuto pagamento, perché devono procedere a spedire la merce (impacchettare il prodotto, chiamare il corriere, farsi trovare dal corriere) perché per evadere l’ordine devono sospendere l’attività che stavano svolgendo. Insomma è vissuto tutto come un dovere, dimenticandosi che grazie all’e-commerce hanno acquisito un cliente che normalmente sarebbe stato irraggiungibile, se non altro da un punto di vista geografico.

Peraltro in Italia solo 1 sito su 4 è ottimizzato per l’e-commerce mobile, nonostante gli acquisti da device si attestino sul 20%

I dati relativi all’e-commerce sono positivi e seguono un costante trend di crescita, ma quali ricadute concrete hanno sulla realtà territoriale?

Il punto vero è che l’e-commerce in Italia è una bella realtà ancora solo per pochi. Guardando al lato positivo della cosa, ciò significa che abbiamo un ottimo margine di miglioramento!

Se un’azienda decide di intraprendere questa strada che succede?

Può capitare ad esempio che ci si ricordi di essere iscritti alla Camera di Commercio, quell’ente che una volta all’anno si ricorda di te per il pagamento del diritto annuale, e l’associazione mentale può facilmente innescarsi: commercio elettronico=Camera di Commercio.

Magari! Adempimenti amministrativi, fiscali e normativi, scelta della piattaforma e-commerce, forme di pagamento sicure, creazione del catalogo prodotti, redazione di contenuti, organizzazione della logistica, supporto clienti pre e post vendita, sono tutte tematiche non proprio banali che il piccolo imprenditore si trova a dover affrontare di fatto contemporaneamente e presso soggetti diversi (commercialista, consulente legale, Agenzia delle Entrate, Comune, sofware house, spedizioniere, banca, personale dell’azienda), senza sapere da che parte iniziare. ll tutto dando per scontato di avere un accesso alla rete veloce

Al che è veramente curioso che da un lato ci sia una proliferante letteratura positiva sull’e-commerce che spinge le aziende ad investire nel settore, mentre dall’altro si avverte l’attrito rappresentato dagli enti che a vario titolo  dovrebbero essere strutturalmente d’aiuto e di incentivo nei confronti delle aziende stesse: per esempio la Camera di Commercio, che è anche un osservatorio privilegiato in grado anche di prevedere verosimilmente la direzione del mercato locale; per esempio la Regione attraverso il suo Assessorato alle Attività Produttive, con azioni propositive incisive; e perché non includere anche i Comuni?

Ferma restando l’assoluta libertà di ogni azienda di procedere secondo la procedura che ritiene migliore nel mare magnum del mondo e-commerce, attraverso consulenti, agenzie, guru ecc, balza agli occhi l’ingiustificata assenza del livello di politica istituzionale attiva; dato il valore economico che l’argomento rappresenta, perché non gestire un intervento positivo congiunto e sinergico tra più soggetti, in grado di declinare sul territorio la spinta innovativa per rilanciare qualità e inventiva delle nostre imprese? Le mutate forme di relazione e le interdipendenze crescenti tra i soggetti pubblici e privati di una realtà territoriale, di fatto impongono nuove modalità di approccio, secondo procedure e metodologie condivise che, se finalizzate a gestire il cambiamento che avanza, non potranno che dare risultati in ottica di sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Già, perché la sostenibilità in sé non esiste, la si costruisce e se ne misurano gli effetti in termini di sviluppo.

Paola Chiesa


e-commerce Forum – Milano 20 maggio 2014

24/05/2014 / e-commerce, Web / 0 Comments
E-commerce forum Milano 2014
 IX Edizione dell’e-commerce Forum

Grande festa all’e-commerce Forum Milano. La nona edizione del classico appuntamento annuale promosso dal Consorzio Netcomm è stata caratterizzata da un’affluenza record, con tremilacinquecento visitatori che hanno partecipato alle sessioni plenarie e ai quaranta seminari tematici (clicca qui per scaricare le presentazioni disponibili),  in un’area espositiva in cui erano presenti i maggiori operatori del settore; insomma un’occasione imperdibile per tutti coloro che fanno o faranno e-commerce.

I dati sono stimolanti: eccezionale crescita, ma soprattutto grande possibilità di crescere ancora, perché l’Italia è partita in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Anche se un italiano su 4 compra online, moltissime aziende non si sono ancora organizzate per venire incontro all’esigenza di acquisto virtuale della clientela. Ed è soprattutto questo che frena ancora il mercato dell’online.

Per le imprese l’e-commerce rappresenta una straordinaria occasione di superare la crisi. Il commercio elettronico è una grande opportunità per vendere i propri prodotti all’estero, in realtà economiche meno sofferenti della nostra e dove il prodotto italiano rappresenta l’eccellenza.

Le nuove frontiere del commercio elettronico infatti non sono solo i Paesi europei, ma anche Cina, Russia e America, dove l’abitudine a comprare online è decisamente più radicata, il bacino di utenza vastissimo, e l’interesse per il made in Italy particolarmente sviluppato.

La crescita del commercio elettronico è stata spinta soprattutto dalla grande diffusione di smartphone e tablet. Tutti gli operatori del settore concordano sulla necessità di implementare i siti di commercio elettronico per renderli responsive, adatti alla navigazione su qualunque tipo di device. Il cliente deve poter navigare in qualsiasi momento della giornata e da qualunque dispositivo scelga di usare. Spesso la ricerca di un prodotto iniziata sullo smartphone termina con un acquisto fatto sul laptop e viceversa.

Al centro del processo di acquisto troviamo i contenuti di qualità e la reputation. Il cliente prima di acquistare si informa, vuole sapere cosa compra, confrontare il prodotto su vari siti e leggere le recensioni. La guerra alla concorrenza si vince con la penna: raccontare il prodotto, fornire dettagli e informazioni tecniche esaurienti e belle immagini aiuta a superare la difficoltà di non poter toccare con mano ciò che si acquista. A questo punto la semplicità delle modalità di acquisto  e i servizi a supporto (customer care) fanno il resto.

Infine si è parlato di crosscanalità. Integrare il sito di commercio elettronico con il negozio fisico consente di fornire al cliente un servizio a 360°, declinato in moltissime diverse possibili funzioni. Si può acquistare online e ritirare nel negozio fisico, oppure ordinare il prodotto che nel negozio fisico è esaurito e farselo spedire a casa. L’integrazione è sempre più sofisticata, con la possibilità di scaricare applicazioni sul telefono che permettono l’acquisto dei prodotti visti nel negozio in pochi click e senza passare dalla cassa.

Paola Chiesa – Daniela Savino