bla bla blogger 15 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Siamo arrivati a Giugno, siete già pronti per le vacanze? Avete deciso la meta e preparato i documenti? Ricordatevi di mettere in valigia anche le applicazioni giuste per le vostre vacanze, perché viaggiare è bello, ma viaggiare comodi e sfruttando la tecnologia è ancora meglio.
Se il tuo lavoro di libero professionista si svolge per la maggior parte del tempo da casa, saprai bene che non è molto diverso dal lavorare in ufficio, anche perché la cosa fondamentale è avere tutto quello che ti serve sempre a portata di mano. A volte non si sente il bisogno di più spazio, ma di più spazio libero. E allora bisogna prendere una decisione e fare delle scelte, separare il sì dal no, selezionare, escludere. Tutto il contrario di accumulare, parola che solo a pronunciarla ti fa sentire un nodo in gola e un peso al petto.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Oscar Wilde scriveva “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta”. Il concetto non è invecchiato o sminuito col trascorrere del tempo, anzi. Esso si è amplificato. Perciò è bene evitare certe situazioni, in particolar modo su Facebook. Se recepisco affidabilità, magari un domani ti seguirò, diventerò parte del tuo target. Altrimenti, pollice verso…
Cosa risponderesti alla domanda: cosa è più importante tra User Experience e contenuti, quando parliamo di web design? Nulla sta diventando più difficile di conciliare efficacemente le richieste che vengono dal mondo del content management con quello del web design e della web architecture. La chiave ancora una volta è creare un ponte tra bisogni informativi dell’utente e obiettivi di business ed è essenziale non solo dal punto di vista della content strategy, ma anche da quello del web design. Una questione di sinergia, che anche è quella che ti consente di interpretare la gratitudine come qualcosa che va ben al di là del ringraziamento quando riceviamo qualcosa in dono o quando qualcuno fa qualcosa per noi. Uno dei modi per riuscire a farla entrare nella nostra vita è tenere un diario della gratitudine, una sorta di raccolta dei propri pensieri. Per andare a rivivere, perché no, anche la meraviglia della “prima volta” ovvero l’arte del conservare le emozioni. A tutti è capitata una prima volta, quella che non si dimentica mai, quella sensazione, quell’avvenimento, quell’incontro che porteremo sempre con noi. Ricordi la prima volta che hai avuto tra le mani un pastello?

Ovvero:

Le applicazioni che non possono mancare per la tua vacanza. di Andrea Toxiri

I 3 segreti del freelancer pigro per lavorare ovunque e con solo una connessione wi-fi. di Marina Ravaioli

Fare ordine, in casa e nella vita: come, quando e perché. di Daria Bernardoni

Facebook, 5 errori da non commettere in una Fan page. di Simone Puliafito

Il difficile equilibrio tra contenuti e user experience. di Fabio Piccigallo

Diario della gratitudine: ecco come si fa. di Assunta Corbo

Vivere la meraviglia della prima volta. di Mimma Rapicano

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Sylvia Baldessari, Luca Borghi, Susanna Moglia.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


bla bla blogger 22 maggio 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

In base a cosa un’azienda contatterà proprio te tra mille fashion blogger, mille mila make-up blogger e milioni di recensori di libri? In base al fatto che l’azienda deve aver trovato utile  contattarti e perché probabilmente sei sembrato più interessante degli altri; insomma non certo per il tuo bel visetto! Quindi tranquillizzati, pure per essere blogger o youtuber devi preservare la dignità. Nel mondo virtuale delineato dai Social è ancora tutto da scoprire, ci sono difficoltà derivanti dall’incontro-scontro con un linguaggio diverso. E noi siamo un po’ come il labirinto, nel quale c’è chi fa e chi sta a guardare… Se vuoi educare qualcuno, prova a ispirarlo, a stimolarlo per cercare l’oro interiore con un lavoro di cesello, perché “l’immagine è dentro e basta soltanto spogliarla”.
Blogging e social media non sono più mondi separati, sono complementari; il trucco è passare dall’uno all’altro usandoli con disinvoltura, come indossare un trench nelle stagioni di passaggio. Come puoi suscitare interesse nel lettore se non agisci sulle emozioni? Inizia dal titolo del post, che è un po’ come la stretta di mano tra persone che si devono conoscere; badando che la stretta non sia molle come quel sentimento popolare che con insopportabile leggerezza parla di esseri umani, morte, disperazione, vite spezzate.

Ovvero:

Bloggers senza dignità di Bruna Athena

Educazione Digitale: intervista a Monia Papa.di Sylvia Baldessari

Alla ricerca dell’oro interiore di Emma Frignani

“The Art of Social Media” di Guy Kawasaki e Peg Fitzpatrick. di Silvia Comerio

Un trench è sempre la soluzione giusta di Elisabetta Pagano

8 Tipi di Titoli per il tuo Post di Roberto Gerosa

Sentimento popolare di Silvia Sedini

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Sonia Bertinat, Valentina Coppola, Federica Farinelli, Emma Frignani, Mirna Pioli, Gloria Vanni.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa


I bambini farfalla

Anna Mei - Bambini farfalla
I bambini farfalla

Pensiamo che i social debbano essere uno strumento non solo per la creazione di relazioni, ma anche per la ricerca di contenuti, per la generazione e la condivisione di valori positivi. È il nostro modo di intendere la comunicazione, orientata alla condivisione con la comunità di riferimento.

In questa costante ricerca di contenuti e valori che possano contribuire all’evoluzione personale e sociale, capita a volte di incappare in gemme preziose… e la reazione non può che essere quella di condividere la scoperta, perché ci fa riconoscere come parte di un tutto che anche se ci risulta spesso incomprensibile, nello stesso tempo ci stimola ad integrarci, a comprenderci e ad essere solidali: una società evoluta appunto.

Come già molti di voi sanno, le parole di per sé non ci appassionano se non sono accompagnate da azioni coerenti; gli esempi invece ci temprano eccome: come questo che sono onorata di riportarvi…

Un ragazzo di terza media, un’atleta, una scuola che lascia il segno…*

“La mia vita è particolare, perché dalla nascita sono affetto da una malattia genetica che non mi permette di svolgere le cose che per altri sono normali, come correre, giocare a calcio, camminare a lungo, non posso cadere o sbattere perché mi faccio del male, e anche dentro sono molto fragile, proprio come le ali di una farfalla, infatti sono un bambino farfalla. Sicuramente non è facile vivere per le persone come me, ma se da una parte la natura mi ha tolto tanto, dall’altra mi ha regalato ANCHE TANTO. Mi spiego meglio: nel mio cammino ho incontrato tante persone che mi vogliono bene e che fanno in modo che si parli della mia malattia. Una di queste persone è Anna Mei, un’atleta di fama mondiale, una ciclista per I’esattezza, che il 6 ,7 e 8 dicembre a Montichiari, ha tentato e battuto il record mondiale di ventiquattrore non stop in un velodromo. Il giorno stabilito, sono partito con mia mamma da Torino e siamo arrivati in provincia di Milano dove ci siamo trovati con la mia seconda mamma che è Antonella, la mamma di Mattia , altro ragazzo farfalla, e insieme siamo partiti alla volta di Montichiari. Arrivati là I’emozione era forte perché finalmente conoscevo Anna. L’incontro è stato bello, lei ci ha abbracciati, ci ha voluto accanto per tutta la conferenza stampa, e alla partenza abbiamo fatto un centinaio di foto, poi lei si é piegata a pregare, e credo abbia pianto; si è poi messa in sella alla sua bici, una di quelle super tecnologiche, mai visto nulla del genere, e al gong…..via….per 24 ore !!!!! Incredibile, noi eravamo al centro del velodromo e la guardavamo girare e girare. Non so come abbia fatto, davvero me lo chiedo. Io, nel frattempo, mi sono riposato, sono andato in albergo a dormire con Mattia, mentre le nostre mamme con microonde e fornetti cucinavano e scaldavano cappuccini per tutta la notte per sostenere Anna, i giudici e tutti coloro che erano presenti. Le nostre, sono delle super mamme perché sono come angeli che arrivano a fare tutto, aiutano tutti, e ci fanno fare esperienze uniche, come questa appunto. Il sabato, quando mi sono svegliato, sono tornato al velodromo, e lei era ancora là che girava… e girava… ho pensato: “mamma mia, come farà? Chissà a che pensa, tante ore così…” Alle 14 circa mamma e mamma 2 avevano preparato la pasta per tutti ,e così ci siamo riuniti per mangiare e anche i giudici a turno si avvicinavano… ma ad un certo punto, un tonfo incredibile ci ha distolti dalle nostre chiacchiere: Anna era caduta!!!!! TUTTI a correre! Chi mangiava più? Attimi di terrore, non sapevamo che pensare, si sarà fatta male? Anna mi ha insegnato che dopo ogni caduta ci si rialza più forti che mai, infatti anche se aveva male ad una gamba in 5 minuti è rimontata in sella ed ha ripreso la sua gara. Una donna davvero straordinaria. Ha ricominciato a correre e correre fino alle 22 , quando, con 738 km, ha battuto il record detenuto da un’americana di 717 km….incredibile!!! Non posso descrivere la felicità di tutti noi e come eravamo emozionati: chi piangeva, chi esultava… io mi sono avvicinato e lei mi ha abbracciato, sottolineando ai giornalisti che quel record era per i BAMBINI FARFALLA, perché tutti sapessero che esistiamo, che “rari” non vuol dire soli. Ero felice davvero, Anna mi ha fatto volare mi ha fatto capire tante cose e ancora adesso sono emozionato. Dopo le foto, Anna finalmente ha mangiato un po’ di cose, credo che la sua pausa sia durata circa 40 minuti, poi convinta è risalita in sella perché doveva assolutamente arrivare ai 1000 km e fare un nuovo record mai tentato da nessuno. Ho pensato: “ma dove la prende tutta ‘sta forza. Lei così piccola… eppure ha continuato. Sono tornato in albergo e solo il mattino dopo ho appreso da mia mamma che a 902 km, dopo 32 ore, si era fermata, purtroppo non per sua volontà, ma perché era in pericolo di vita. Che dire: non ci sono molte parole per raccontare ciò che ho vissuto, sicuramente un’esperienza unica. Ho capito tante cose, ho capito che non devo arrendermi mai, che devo lottare , che al mondo ci sono persone straordinarie e altruiste che aiutano i meno fortunati; ho capito che Anna Mei, mi, ci vuole molto bene, e che la vita bisogna viverla nonostante la malattia. Sono tornato a casa la domenica stremato ma davvero felice. Anna con la sua farfalla sulla maglia ha fatto sì che tutte le farfalle, anche quelle che non ci sono più, volino molto in alto: GRAZIE ANNA MEI.

* (Nel rispetto per la persona del minore manteniamo l’anonimato, non pubblicando immagini o altri elementi che anche indirettamente possano comunque portare alla sua identificazione.)

Paola Chiesa


IT DAY 2014 – Torino 30 maggio 2014

It Day 2014 Torino
 It Day 2014

“Sognavo una macchina amichevole alla quale delegare quelle operazioni che sono causa di fatica mentale e di errori, una macchina che sapesse imparare e poi eseguire docilmente, che immagazzinasse dati e istruzioni semplici e intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti, che costasse poco e fosse delle dimensioni degli altri prodotti per ufficio ai quali la gente era abituata. Dovevo creare un linguaggio nuovo, che non avesse bisogno dell’interprete in camice bianco” (Pier Giorgio Perotto)

Se volessimo trovare un filo conduttore che idealmente colleghi la “Perottina”, Programma 101, primo prototipo mondiale di personal computer inventato dall’ing. Pier Giorgio Perotto nel 1964 alla Olivetti, e il mondo dei social network presentato al convegno IT DAY – IT’s SOCIAL NETWORK del Club Dirigenti di Informatica di Torino, potremmo individuarlo nella tecnologia disegnata per aiutare l’uomo ad essere più libero e più autonomo.

E così le brillanti esperienze presentate al convegno IT day 2014, da quella di Instagram e del suo peculiare racconto per immagini del territorio (Orazio Spoto), a quella sulla mobilità sostenibile di Granda Transit (Mauro Paoletti), a quella sul supporto ai servizi di emergenza durante i grandi eventi attraverso l’analisi dei social media (Fabio Ciravegna), alla nuova frontiera dell’Ict che nella RAI si fonde sempre più con il contenuto (Massimo Rosso), alla capacità di migliorare il comportamento nella guida di Fiat eco Drive (Massimo Cavazzini), alla centralità dell’esperienza del cliente di Alpitour nei social (Elena Usilla), verranno ricordate non solo per la competenza e la capacità di suscitare emozione da parte dei loro relatori, ma anche per il messaggio molto preciso che ha raggiunto la platea, ovvero quello dell’irrinunciabile carattere di utilità che deve avere la tecnologia per risultare interessante ed intrigante, grazie anche ad un complice utilizzo dei social.

Torino, che come ci ricorda l’Assessore Enzo Lavolta è la città dove da sempre nasce il futuro (http://www.torinosmartcity.it/), si pone l’obiettivo di concretizzare in azioni e buone pratiche la sfida di creare una comunità smart diffusa sul territorio in grado di rendere la vita dei cittadini più armoniosa, inclusiva, sostenibile.

La nostra più grande emozione è stata vedere la “Perottina” esposta nei locali del Teatro Regio, su gentile concessione del Museo del Politecnico di Torino. Sobrietà e riservatezza ancora una volta ci hanno ammaliato e ci hanno ricordato un valore intramontabile: l’eleganza sabauda.

Paola Chiesa