bla bla blogger 17 giugno 2015

Rassegna stampa della community #adotta1blogger

Può capitare che ci si ritrovi a dover ridefinire il concetto di corpo, per cogliere la diversità come un potenziale, che ci permette di osservare cose, eventi, da una prospettiva diversa. La poesia è allora ciò che eleva oggetti banali e negletti al rango di arte. Può trasformare cose che la gente potrebbe trovare spaventose in qualcosa che attira lo sguardo e, guardando un po’ più a lungo, le persone forse possono perfino capire.
Non sono brava a parlare di cose che non mi interessano. Non sono nemmeno brava a sforzarmi di inventare un argomento per scrivere due righe su un foglio bianco, che poi diventerà un post sul blog. E non sono brava a mentire. Mi piace viaggiare, scoprendo nuovi luoghi e nutrendo l’anima. E’ bello laciarsi  sorprendere dal mondo e da se stessi. Ma non chiedermi quando partirò… il senso del viaggiare non è apparire speciali agli occhi degli altri, ma percorrere un sentiero interiore. Per cui a volte, mi basta anche accendere il PC e navigare nel web.
Nel mondo virtuale, senza più confini geografici, l’unica moneta di scambio che ci permette di sentirci cittadini del mondo sono le immagini, e la comunicazione silenziosa è quella che ti rimane dentro, si deposita, sedimenta, germoglia e dà vita a nuove visioni, nuove emozioni, nuovi pensieri. Prima dei social, il visual lo incontravamo per la strada, lo sfogliavamo nelle sale d’attesa o dal parrucchiere, lo vedevamo passare sotto i nostri occhi inebetiti e stanchi la sera a cena. Coi social è cambiato il nostro modo di comunicare e di vivere in società. Se poi sei un socialmediacoso, che dire dei pranzi saltati, delle ore passate davanti al PC fino a notte fonda, del portatile che ti porti persino a letto per finire una cosa? Non esci più a correre per fare un po’ di allenamento , ma per non avere il telefono in mano. E allora o c’è bisogno di una pausa, o di un coworking, o di cambiar mestiere!
Ma magari ci salverà il marketing 3.0, con la sua attenzione ai valori reali e concreti che consentano il massimo benessere dei consumatori, delle stesse imprese e soprattutto della società nella sua globalità. Dal prodotto, al cliente, all’anima si dice, no? Quando parliamo di “spirito”, invece, non ci riferiamo alla prossima fase evolutiva del marketing, ma al binomio vino e digitale, che in Italia sta evolvendo rapidamente, pur essendo il settore del vino, caratterizzato da un forte legame con la tradizione. In ogni caso, probabilmente è ora di cambiare!

Ovvero:

Aimee Mullins & Hugh Herr. Quando non avere le gambe ti porta lontano. di Santa Spanò

Scoppiare. di Costanza Pasqua

Viaggiare, l’avventura più bella. di Manuela Vitulli

Quattro Chiacchiere con Cinzia Di Martino su blogging e visual. di Francesco Ambrosino

C’è bisogno di una pausa! (o di un Coworking). di Federica Mori

Il Marketing 3.0. di Mirna Pioli

Lisa De Leonardis – vino e digitale, un matrimonio possibile. di Matteo Pogliani

Le adozioni e segnalazioni sono state effettuate da: Francesco Ambrosino, Rita Fortunato, Daniele Maisto, Mirna Pioli, Andrea Toxiri,  Roberta Vacca.

Buona lettura!

a cura di Paola Chiesa

 


2 Comments

  1. Manuela

    18/06/2015
    / Reply

    grazie mille, di cuore.
    Non sai quanto mi ritrovo nelle tue parole, annuisco come un'ebete (per fortuna sono sola davanti al portatile.. lo stesso che mi accompagna sempre a letto!)
    Confido nel marketing 3.0, nell'attenzione dei valori e nella scelta del benessere interiore prima di tutto.

    • Paola

      18/06/2015
      / Reply

      Grazie a te, cara Manuela! E' bellissimo quando la rete ci fa scoprire parenti elettivi... Un bacio ;-)


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